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Adam Bede

The story of a beautiful country girl's seduction by the local squire and its bitter, tragic sequel is an old and familiar one which George Eliot invests with peculiar and haunting power.

A bestseller from the moment of publication, Adam Bede, although on one level a rich and loving re-creation of a small community shaken to its core, is more than a charming, faultlessly evoked pastoral. However much the reader may sympathize with Hetty Sorrel and identify with Arthur Donnithorne, her seducer, and with Adam Bede, the man Hetty betrays,it is George Eliots's creation of the distant aesthetic whole - the complex, multifarious life of Hayslope - which so grips the reader's imagination. As Stephen Gill comments: 'Reading the novel is a process of learning simultaneously about the world of Adam Bede and the world of Adam Bede.'

624 pages, Paperback

First published February 1, 1859

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About the author

George Eliot

3,069 books5,296 followers
Mary Ann Evans, known by her pen name George Eliot, was an English novelist, poet, journalist, translator, and one of the leading writers of the Victorian era. She wrote seven novels: Adam Bede (1859), The Mill on the Floss (1860), Silas Marner (1861), Romola (1862–1863), Felix Holt, the Radical (1866), Middlemarch (1871–1872) and Daniel Deronda (1876). Like Charles Dickens and Thomas Hardy, she emerged from provincial England; most of her works are set there. Her works are known for their realism, psychological insight, sense of place and detailed depiction of the countryside.
Middlemarch was described by the novelist Virginia Woolf as "one of the few English novels written for grown-up people" and by Martin Amis and Julian Barnes as the greatest novel in the English language.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Dafne.
250 reviews42 followers
May 30, 2015


Nel leggere Il mulino sulla Floss rimasi molto colpita dall’incantevole prosa di questa scrittrice inglese che si nascondeva dietro ad uno pseudonimo maschile (quella vecchia volpe di Charles Dickens intuì che non si trattava di un uomo). Già allora mi ero accorta di essere davanti ad una grande esponente della letteratura mondiale ma ora, dopo aver letto questo romanzo, non posso non inchinarmi di fronte alla magnifica scrittura e al grande talento di Mary Anne Evans, che entra di diritto nella mia personale rosa di scrittori preferiti.
Una scrittrice che possiede una vastissima cultura, un ricco vocabolario e un’ampia conoscenza sugli argomenti che sceglie di mettere nei suoi romanzi.
Adam Bede, uscito nel 1859, è il primo romanzo da lei scritto, ed è un romanzo intenso e appassionante, con riferimenti e digressioni religiose, ricco di colpi di scena che appassionano il lettore.
Il romanzo, che si apre con un magnifico incipit, è ambientato nel piccolo villaggio di Hayslope, dove le giornate trascorrono tra lavoro, chiesa, chiacchiere, e dominano la scena le vicissitudini dei personaggi che animano il romanzo.
Il libro prende il titolo da Adam, giovane falegname di 26 anni, onesto e instancabile lavoratore, perdutamente innamorato della giovane Hetty Sorrel, fanciulla di grande bellezza, ma frivola e immatura.
Hetty, pur non dispiacendogli le attenzioni del giovane falegname, preferisce la corte del ricco Arthur: giovane ragazzo di 21 anni, nipote del proprietario terriero della zona.
Durante una passeggiata attraverso il bosco, Adam scopre i due amanti scambiarsi un bacio; questa scoperta sconvolge la vita del falegname che decide di affrontare Arthur, intimandogli di scrivere una lettera d’addio a Hetty per evitare che lei si faccia illusioni irrealizzabili sul loro rapporto.
Hetty dopo aver ricevuto la lettera (che le provoca un’acuta sofferenza) e appreso che Arthur ha lasciato il villaggio, accetta la corte di Adam e decide di sposarlo, ma pochi giorni prima delle nozze decide di fuggire…

L’autrice dipinge in modo vivido la comunità rurale inglese a cavallo tra due secoli, in cui non c’erano molte differenze tra un artigiano e un fattore.
Adam Bede è un romanzo di grande atmosfera, costruito con un intreccio magistrale, arricchito da un’impeccabile scrittura, in cui è presente una forte carica emotiva e dove la penna della scrittrice inglese riesce a infondere su carta i cambiamenti dell’animo umano.
Con questo romanzo la Eliot compone uno dei primi romanzi psicologici, perché, grazie ad una completa caratterizzazione psicologica, riesce a sviluppare il carattere dei personaggi come se fossero delle persone in carne ed ossa che si stagliano davanti agli occhi del lettore.
Grazie alla profonda conoscenza dell’animo umano e alle doti narrative, i personaggi del libro sono ben descritti nelle loro varie sfaccettature.
Il protagonista Adam, all’inizio ci viene descritto come un gran lavoratore, alto, dalle spalle larghe, con capelli e profondi occhi neri, dalla forte voce baritonale, con le mani callose e le unghie rotte per il lavoro; che sogna di mettersi in proprio, fondando una piccola azienda per lui e il fratello Seth.
L’unica cosa che gli manca è l’amore, il costruirsi una famiglia; sapere che i suoi sentimenti per Hetty sono ricambiati e vedere accettata la sua proposta di matrimonio è come un’ondata di gioia che lo fa salire a grandi altezze ma si sa, più in alto si sale più l’eventuale caduta farà male: così accade ad Adam.
Quando gli eventi della vita lo travolgono, il personaggio matura, diventa un uomo meno rigido, che interagisce con il prossimo, che sente in maggior misura il senso del dovere ed è più disposto verso l’amore. Un personaggio che mi è piaciuto e mi ha affascinato; sono contenta per il finale che la Eliot gli regala dopo aver patito tanto.
A lui contrapposto troviamo Arthur Donnithorne, giovane ragazzo di 21 anni, che sogna, una volta che avrà ereditato la tenuta e le terre dal nonno, di divenire un grande proprietario che sarà rispettato e amato dai suoi coloni. All’inizio è immaturo, vuole conquistare la ragazza più bella del villaggio solo per sfizio; dopo esserci riuscito le conseguenze delle scandalo rovineranno le sue possibilità di realizzare il suo sogno di vivere alla tenuta e di diventare un bravo possidente. Un personaggio che personalmente non sono riuscita ad odiare perché secondo me, Arthur non è come altri padroni bastardi che seducono le giovani ragazze e poi le abbandonano; lui prova realmente dei sentimenti per Hetty, e, infatti, lo dimostra impegnandosi per salvarla e alla fine maturando dolorosamente.
Adam e Arthur sono due giovani dall’animo buono ma dalle aspettative ed esperienze di vita diverse.
I personaggi maschili non reggono però il confronto con le figure femminili presenti nel libro: Dinah e Hetty, due giovani donne molto diverse tra loro, straordinariamente descritte dalla Eliot nelle loro varie sfaccettature e differenze, simboli di due diverse concezioni della femminilità.
La prima è una giovane ragazza, fervente metodista dal cuore d’oro, caritatevole verso il prossimo, predicatrice religiosa che possiede una “voce penetrante da soprano che catturava sempre il suo pubblico.”
Un personaggio che mi è piaciuto molto, privo di incertezze, cui si perdonano le prediche religiose iniziali, maturo e dalla grande personalità.
Contrapposta a Dinah, troviamo sua cugina Hetty: ragazza frivola, superficiale, vanitosa, egocentrica, interessata ai gioielli e ai bei vestiti; troppo presa da se stessa per occuparsi degli altri e per affezionarsi a qualcuno, riesce a far cadere gli uomini ai suoi piedi solo con uno sguardo o un battito di ciglia. Una ragazza che mi è sembrata un po’ una gatta morta. Ecco!
Attorno a questi personaggi principali, Mary Anne, intesse e tratteggia abilmente le vicende e le figure dei personaggi secondari che animano il libro: due donne incantevoli quali la lagnosa Lisbeth Bede; con le sue continue lamentele, e la loquace Rachel Poyser; con le sue chiacchiere continue e i proverbi che sfodera in ogni occasione; il dolce e pio Seth; il signor Irwine, arguto e comprensivo reverendo, la cui madre e famiglia meriterebbe un libro a parte; infine, il signor Bartle, maestro misogino che tratta la sua cagnetta come fosse una moglie.

Durante la lettura di questo straordinario libro non ho potuto fare a meno di ripensare a Tess dei D’Urberville e Ruth, le protagoniste dei due romanzi omonimi di T. Hardy ed E. Gaskell.
Perché, qualcuno potrebbe chiedersi. Perché anche in questo libro, d’amore e di perdono, è narrata la storia di una “fallen woman”, di una ragazza che perde tutto e viene condannata per il suo sbaglio, come volevano le convenzioni sociali dell’epoca, tanto rigide quanto spietate.
Hetty però non è neanche lontanamente paragonabile alle due perché non possiede la forza di Tess, in grado di affrontare la gente e sopportare le conseguenze delle sue azioni; o la consapevolezza della giovane Ruth, che grazie all’aiuto dei fratelli Benson, riconosce il proprio errore e diviene una ragazza colta, caritatevole e pensierosa che si dedica anima e corpo a suo figlio e a realizzare la sua indipendenza economica.
Per Tess mi sono commossa ma per Hetty ho provato poca pietà (perché un po’ la si prova) e trovo giusta la pena che gli è stata inflitta. Si è rivelata solo una conchiglia vuota e nient’altro, perché nonostante sia giovane e inesperta, le scelte che compie sono sbagliate, dettate dalla vanità, dall’orgoglio e dalla mancanza d’amore e gratitudine per le persone che l’hanno cresciuta e le vogliono bene.
In tutta questa vicenda di Hetty inizialmente la Eliot non ne racconta la storia.
Complice il silenzio di Hetty, decide di non raccontare i fatti accaduti e di far immaginare al lettore come questi si sono svolti; invece poi l’autrice, tramite la decisione di Hetty di confessare a Dinah la sua vicenda, espone al pubblico le colpe della giovane e permette così al lettore di giudicare e farsi una propria opinione.

George Eliot detestava la letteratura della sua epoca, che considerava consolatoria ed evasiva, e preferiva descrivere la comunità rurale di cui troviamo un esempio in questo romanzo. In Adam Bede, l’autrice dipinge in maniera vivida e intensa la comunità rurale inglese, il piccolo villaggio con le sue botteghe, le fattorie, la piccola nobiltà locale, la chiesetta dove i parrocchiani si recano la domenica, la latteria dove si produce il burro.
Le incantevoli descrizioni, così vivide e tangibili, dei paesaggi e della natura, con i suoi colori e odori, o la desolazione rocciosa, permettono al lettore di entrare realmente negli scenari ritratti. Queste suggestive descrizioni mi hanno richiamato alla mente le immagini indimenticabili presenti nel romanzo Il bosco, di Thomas Hardy; secondo me un maestro nelle descrizioni paesaggistiche.

Adam Bede è un romanzo che appassiona il lettore, scorrevole, pieno di pathos, di cui sono intrise le pagine, ricco di colpi di scena, arricchito dall’inappuntabile scrittura della Eliot, che, calibrando sottile ironia e dramma, dipinge scene vivide e cariche d’emozione.
Denso di riferimenti e digressioni religiose il romanzo non risulta mai pesante, grazie all’intelligenza e alla sensibilità dell’autrice.
Non posso contare le varie volte in cui sono rimasta con il fiato sospeso, nella speranza e nel timore che i miei sentori non giungessero a compimento, perché questo è un romanzo in cui la tragedia incombe e si abbatte implacabile, relegando i protagonisti ad un destino in cui non vi è via d’uscita.

In conclusione posso affermare che le sensazioni che questa sublime lettura mi ha dato sono state molteplici, e mi accompagneranno ancora per molto tempo, perché questo è uno di quei romanzi che vorresti non finissero mai e da cui ti dispiace doverti separare.

È un grande mistero il modo in cui il cuore di un uomo si rivolge ad una donna trascurando tutte le altre che ha visto nel mondo, e come per lui sia più facile lavorare sette anni per lei, come Giacobbe fece per Rachele, piuttosto che avere qualsiasi altra donna a disposizione.
Profile Image for Monica. A.
448 reviews38 followers
August 1, 2017
Ma il primo istante di felicità nella nostra prima esperienza
amorosa è un ricordo che ci accompagna per tutta la vita e reca
sempre il fremito di un sentimento intenso e speciale come il ritorno
ricorrente di un profumo dolce aspirato in un'ora di lontana felicità. È
un ricordo che ci conferisce uno squisito tocco di tenerezza, accresce
il tormento della gelosia, rende più dolorosa l'angoscia della
disperazione.
(pag.251)

Non c'è dubbio, i libri di George Eliot non lasciano mai indifferenti!
Nonostante la mole e la lettura infarcita da predicozzi religiosi, non si può evitare di essere travolti dai personaggi e dalla storia.
Si tratta del primo romanzo dell'autrice e, forse anche per questo, si fa sentire maggiomente il suo senso morale.
Avevo già notato nella Eliot una spietata condanna verso tutti i suoi personaggi femminili, sia che avessero avuto dei semplici "cedimenti" sia che fossero realmente "cadute".
Anche qui, nonostante il titolo del libro faccia pensare che Adam Bede sia il personaggio principale della storia, il vero tema è quello della donna perduta.
Inutile sperare che l'autrice si schieri dalla parte della peccatrice, il suo è, come sempre, un giudizio spietato e una condanna certa.
Il romanzo si regge su figure dagli opposti principi morali. Non ci sono sfumature di grigio per la Eliot, tutto è o bianco o nero.

Adam vs Arthur - il primo, gran lavoratore e figlio devoto, il secondo,
signorotto locale con tutto ciò che ne consegue.
Hetty vs Dinah - la prima, bellezza del luogo futile e civettuola, la
seconda, una quacchera metodista tutta prediche e moralità.

Sembra sempre che la Eliot non voglia mai concedere una piena felicità ai suoi personaggi, in ogni libro ci sono sempre situazioni "accomodanti", sempre che Lei decida di concedere loro il
privilegio della vita!
Anche in questo caso, contrappone alla "povera" Hetty una figura come quella di Dinah che è praticamente una santa.
Per lei non c'è possibilità di redenzione, il suo è un "problema" che si preferisce nascondere e dimenticare, ma questo è anche tipico del periodo storico in cui è stato scritto il romanzo.
Mi sarei magari aspettata dall'autrice (che tanto si nascondeva dietro uno pseudonimo maschile) un po' di coraggio nel cercare di affrontare il tema in modo più moderno, mi sarei aspettata un tentativo di cambiamento delle convenzioni.
Un po' come ha fatto la Gaskell in Ruth consentendo al suo personaggio di redimersi e di incontrare sul suo cammino persone caritatevoli. Certo poi anche Ruth si è trovata a dover "pagare" per i suoi peccati, ma non prima di aver compreso, grazie anche al sopraggiungere della maturità, i suoi sbagli.
Hetty invece viene brutalmente abbandonata al suo destino, abbandonata e dimenticata, soppiantata da Dinah, il suo alter ego.
A che pro inserire versetti della bibbia a iosa se poi quando arriva il momento di dimostrare la "carità cristiana" si abbandona "la pecorella smarrita"?

Quando arriva la morte, questa grande conciliatrice, non è della
generosità che ci si pente, ma della nostra intransigente severità.

(pag.63)

Come sempre la Eliot ci regala però un quadro generale della campagna inglese dei primi dell'800 ricco di luoghi e persone memorabili.
I personaggi femminili sono quelli più riusciti, i momenti di vita domestica e quelli dedicati al lavoro descritti in modo sublime.
Anche qui si contappongono personaggi insopportabili, come la madre di Adam e Seth, ad altri sempre arguti come Mrs Poyser o Mr Bartle.
Ma, nonostante tutto, Adam c'è. Il suo personaggio cresce e matura, inizialmente è solo un gran lavoratore, ma quando gli eventi della vita lo travolgono si trasorma in un uomo che interagisce con gli altri e che sente maggiormente il senso del del dovere nei confronti del prossimo.
Un peccato per il finale che ho trovato un po' forzato e inutile, non si può cancellare una tragedia cresciuta in più di 500 pagine con un lieto fine che si risolve in 50.

C'è una forma di forte padronanza di sè che prende il sopravvento
quando anche l'ultima speranza è persa. La disperazione non ha
bisogno di appoggiarsi agli altri come invece fa la perfetta felicità, e
nella disperazione l'orgoglio smette di essere contrastato dal senso di
dipendenza.
(pag.439)
Profile Image for LadyGi.
12 reviews1 follower
September 16, 2018
Il libro mi è piaciuto, ma devo essere onesta: ho saltato 1\3... cioè tutti i discorsi religiosi/metodisti e le predicazioni della coprotagonista...proprio non ce l'ho fatta! La storia però mi ha davvero presa...
Profile Image for Sofia.
15 reviews
October 4, 2013
Avete presente quella piacevole sensazione di sicurezza che si prova sfogliando le prime pagine di un libro di un autore particolarmente amato? Ecco, George Eliot per me ha questa magia.
E' il quinto romanzo che leggo di questa scrittrice in poco più di un anno e come mi aspettavo non ne sono rimasta delusa. Nella prima parte si può trovare qualche difficoltà dato il moralismo, le prediche e i continui richiami a Dio; ma abbiate pazienza, perseverate nella lettura e in poco vi ritroverete coinvolti nel profondo.
George Eliot aveva un grande talento nel trasporre su carta le mutazioni dell'animo umano, i pensieri che scorrono rapidi e devastanti nella mente e i diversi rapporti che si instaurano tra le persone. George Eliot è una grandissima scrittrice che in Italia deve essere recuperata dall'oblio in cui è confinata da troppi anni. Non mi stancherò mai di ripeterlo: leggete George Eliot.
Profile Image for GONZA.
7,755 reviews133 followers
July 3, 2012
Si vede che è il primo libro, o quasi, della Eliot, non tanto per come sia scritto, quanto piuttosto per la retorica moralista che prendendo spunto dalla storia lo accompagna. Sarà anche per questo che "gli antieroi" del libro mi stavano assolutamente più simpatici dei protagonisti. Vale comunque la pena di leggerlo per immegersi in quelle lande tipicamente inglesi di cui i romanzi vittoriani sono così intrisi, quasi viene voglia di comprarsi un cottage e trasferirsi nella perfida albione, ma mi accontenterò di averli buttati fuori dagli europei ;)
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