The combined mind-force of a telepathic race, Patternist thoughts can destroy, heal, rule. For the strongest mind commands the entire pattern and all within. Now the son of the Patternmaster craves this ultimate power, He has murdered or enslaved every threat to his ambition--except one. In the wild, mutant-infested hills, a young apprentice must be hunted down and destroyed because he is the tyrant's equal... and the Patternmaster's other son.
Octavia Estelle Butler was an American science fiction writer, one of the best-known among the few African-American women in the field. She won both Hugo and Nebula awards. In 1995, she became the first science fiction writer to receive the MacArthur Foundation "Genius" Grant.
After her father died, Butler was raised by her widowed mother. Extremely shy as a child, Octavia found an outlet at the library reading fantasy, and in writing. She began writing science fiction as a teenager. She attended community college during the Black Power movement, and while participating in a local writer's workshop was encouraged to attend the Clarion Workshop, which focused on science fiction.
She soon sold her first stories and by the late 1970s had become sufficiently successful as an author that she was able to pursue writing full-time. Her books and short stories drew the favorable attention of the public and awards judges. She also taught writer's workshops, and eventually relocated to Washington state. Butler died of a stroke at the age of 58. Her papers are held in the research collection of the Huntington Library.
Romanzo di esordio di Octavia Butler, una delle più importanti autrici di fantascienza di tutti i tempi. Pubblicato nel 1976, dà il via al ciclo dei Patternisti con quello che poi si andrà a collocare come suo ultimo capitolo: gli altri romanzi sono tutti prequel di questo.
Io ho scelto di leggerli in ordine cronologico interno e non in ordine di pubblicazione, per cui per me Patternmaster è stato l’ultimo (scelta un po’ obbligata, perché ci ho messo degli anni a recuperarne una copia).
La storia è quella di una sorta di rito di passaggio, la sfida tra i due fratelli Coransee e Teray per il controllo del Pattern. È una tragedia familiare fantasy avventurosa, nello stile di Butler.
SPOILER ALERT
È praticamente una profezia autoavverante: Coransee vuole diventare il capo del Pattern alla morte del padre, Teray non ha intenzione di sfidarlo per quel ruolo ma Coransee non si fida. Perseguita Teray in una maniera che alla fine lo induce a combatterlo e sconfiggerlo.
Ci sono già i temi e gli spunti principali del resto dell’opera di Butler, anche se alcuni sono appena accennati. Quello primario qui è il rapporto di schiavitù che si instaura tra Coransee e Teray, che diventa poi la motivazione per la rivolta di Teray. L’intero sistema dei Patternisti è basato su una rigidissima gerarchizzazione sociale, che prevede diversi tipi di sudditanza e schiavizzazione delle varie categorie umane. Il mondo futuro immaginato da Butler infatti vede gli umani “regolari”, i Mute, come schiavi dei Patternisti, che però a loro volta si schiavizzano tra loro in base a quanto sono potenti. È una specie di feudalesimo alla base del quale ci sono gli schiavi Mute.
Teray finisce per diventare un Outsider, uno schiavo del suo Lord fratello Coransee, cioè un Patternista a cui è affidata la gestione dei Mute. Questo occupa solo la prima parte del romanzo ma è forse più interessante di tutto il resto, e un po’ mi è dispiaciuto quando questo pezzo di storia si è interrotto. La posizione di Teray nella casa del suo Lord è a metà: per cui da un lato Butler descrive come Teray debba temere per la sua stessa vita e come non sia libero; dall’altro verso però c’è il suo ruolo di potere relativo e il modo in cui decide di usarlo. Teray è l’eroe buono, per cui cerca di risolvere dei problemi di abuso ai danni dei suoi Mute.
Butler introduce un personaggio femminile interessante, cioè una carta matta che altera gli equilibri di potere: Amber, una potente guaritrice indipendente che diventa la mentore di Teray e poi la futura sposa. Si perde per strada invece il destino della sposa precedente, Iray, che viene assegnata al Lord Coransee quando Teray diventa schiavo (mi aspettavo venisse almeno nominata nel finale, dopo la morte di Coransee, ma la faccenda si risolve bruscamente senza più menzionarla).
Ci sono un paio di spunti che poi Butler ha sviluppato altrove, soprattutto nella trilogia della Xenogenesi, cioè il rapporto con l’alieno e la formazione di legami in situazioni di disparità di potere.
Riguardo all’alieno, in Patternmaster è del tutto assente la dimensione complessissima che Butler sviluppa in seguito, producendo alcune delle dinamiche più interessanti nella fantascienza che ho letto. Qui in Patternmaster, gli alieni Clayark sono rappresentati in modo esotico (sono dei gattoni che un po’ mi fanno pensare ai personaggi di Avatar), ma sono poco umanizzati nel senso che comunque non li vediamo quasi mai. Sono presenze, ombre da combattere, e presentarli meglio credo avrebbe generato la necessità di un plot su di loro. Qui invece il focus è un altro per cui i Clayark hanno la funzione di minaccia e di carne da macello, una cosa insolita in un romanzo di Butler (infatti è il primo).
C’è un accenno a quello che vedremo poi in Butler nella scena in cui Teray uccide per la prima volta un gruppo di Clayark: esaminando i cadaveri, si rende conto che tra loro c’erano anche una madre con un bambino piccolo. Il momento sembra puntare a una maturazione successiva di un’idea di pace e integrazione, ma la cosa invece finisce lì. Il punto per i nostri eroi rimane fino alla fine fare fuori più nemici possibile per sopravvivere alla loro minaccia. Butler lavorerà molto per cambiare questa visione in pressoché tutti i romanzi successivi.
Allo stesso modo, sarà soprattutto la Xenogenesi a esplorare la questione dei rapporti creatisi in disparità di potere. Il discorso tornerà anche in Seme selvaggio (1980), a mio parere il più bello dei romanzi dei Patternisti, quello che racconta l’origine di questo potere.
Come impostazione, Patternmaster è un po’ strano perché quando inizia la storia non viene spiegato nulla. Ci vuole un po’ per capire la complessa divisione sociale e il ruolo che ha ciascun gruppo nominato. L’aver già letto i prequel non è troppo di aiuto, sia perché non è scontato ricordarsi tutta la saga, sia perché Butler di solito scrive dei romanzi standalone, non c’è sempre una progressione meccanica tra uno e l’altro. Patternmaster è ambientato in un futuro molto lontano rispetto all’ultimo prequel, in mezzo ci sarebbero tranquillamente stati altri due romanzi a spiegare come si è giunti alla situazione presentata qua.
Il libro non è mai stato tradotto in italiano, a differenza di tutti gli altri, però si legge tranquillamente anche in inglese. È breve, come la maggior parte dei romanzi di Butler, e scritto in modo semplice e comprensibile.
Nota: in questo romanzo scritto nel 1974, c’è una rappresentazione della bisessualità abbastanza in linea col presente. C’è proprio un siparietto tra i due personaggi principali che spiega come funziona e sfata esplicitamente lo stereotipo “bisessuale = indecisə“. È quella modalità diciamo “didattica”, di utilità sociale, che è diventata molto comune nella narrativa odierna, ma che aveva già fatto la sua apparizione in altri tempi.