capodanno 2012
Eccomi, come ogni Capodanno, a fermarmi per qualche giorno a pensare, e alla fine a raccomandare agli amici un libro che mi sembra particolarmente adatto a capire l'anno appena trascorso e a prepararci a quello che arriva.
Il libro di quest'anno si intitola Caro Me: lettera a me stesso sedicenne (Dear Me: A Letter to My Sixteen-Year-Old Self, Autori Vari, a cura di Joseph Galliano, Atria Books, ottobre 2011). 75 scrittori, atleti, attori, scrivono a altrettanti se stessi adolescenti, dandosi consigli, avvertimenti, dritte.
A dire il vero, il libro non è un capolavoro: tranne qualche raro caso, le celebrità tivù scrivono per coltivare la loro immmaggine, e quindi c'è un diluvio di vanterie camuffate da "simpatico imbarazzo", note di moda, piccante educazione sessuale un tanto al chilo... "Eravamo tutti già dei fenomeni anche all'epoca dei brufoli". Seeee, ciao...
Ma l'idea mi è sembrata interessante (almeno finché non ci ho provato davvero). Perciò, comincio io il gioco: la mia lettera a me stesso sedicenne, la copio qui sotto. Lo so, dei miei sedici anni non gliene può importare di meno a nessuno. Ma suggerisco che ciascuno ci provi, e veda un po' cosa succede.
Le conclusioni, e gli auguri per il nuovo anno, alla fine.
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Ciao, Me.
Qui è Capodanno 2012. E quindi, innanzitutto: sei ancora vivo dopo tanto tempo. Sì, arriverai a vedere la tua età da lontano. Fra l'altro: non mi ha scritto nessuno dal futuro fra 40 anni... e scriverti mi aiuta a non pensarci.
So che chiederti "chissà se stavolta ne esco vivo" ti è già capitato e ti capiterà ancora almeno un paio di volte, quindi era la prima cosa utile da dirti. Cerca di non usare l'informazione per fare cazzate, fai già abbastanza danni così.
A proposito di argomenti allegri: cerca di essere meno brutale quando parli con le persone.
Tu dici "diretto", loro pensano "stronzo". Non funziona alla tua età dire in faccia a tutti ciò che sai, e funzionerà ancora meno quando saprai davvero qualcosa che non sanno, e ancora di più quando loro sapranno che lo sai e si fideranno di quel che gli dici. Ma non vorranno saperlo fino in fondo. Raccontarsi delle palle, qualche volta, fra esseri umani, ha senso. Lo so che non ci credi. Non ci credo nemmeno io, ma...
Detto questo, fra noi parliamo da uomini: tu, non farti illusioni. Sarà dura. Fra circa un anno e mezzo si ricomincia daccapo. Cambieranno di nuovo radicalmente i programmi che avevi per la tua vita.
Non andrà come ti aspettavi, non farai gli studi e il mestiere che ti aspetti, non vivrai dove ti aspetti. Non vedrai mai più praticamente nessuno di coloro con cui hai vissuto finora. E questo ti ricapiterà poi, di nuovo, in futuro.
E so che non ci sei preparato.
Quanto a carattere, magari anche sì: sei anche troppo pronto a restare senza e a restare solo. Anzi, fammi un favore: appena possibile, impara a affezionarti a qualcuno e qualcosa e qualche posto. E soprattutto: qualche volta, ridi. Sorridi. Ridere e sorridere non è lo stesso che avere senso dell'umorismo. Non è necessario, sai? Non è irrispettoso o sleale o infantile o debole. Puoi essere felice. E' la tua vita, non puoi portarteli addosso tutti per sempre.
Ma quello che mi preoccupa di più è che non sei preparato nel merito.
Ti piace troppo imparare, studiare, e ti preoccupi troppo poco del contenuto e dello scopo di quello che studi. Con questa scusa, perdi tempo appresso a cose interessantissime ma che un domani farai una grande fatica a adattare alla vita concreta che ti è capitata in sorte.
Sai, non sarai uno scrittore, come ancora sogni. Passerai più tempo a agire che a meditare. Penserai, sì, scriverai, e molto. Ti prenderanno in giro perché leggi anche mentre mangi. Anzi alla fine riuscirai a guadagnarti da vivere con quello. Ma non scriverai quello che ti pare e piace.
Scriverai sempre con uno scopo pratico, in un contesto operativo, per influenzare decisioni, per raccontare fatti, per dare istruzioni. Se farai teoria, saranno al massimo scenari sui temi più crudi e concreti della vita. Ti leggerà qualcuno che deve agire sulla base di quello che dici. E agire "in bianco e nero". La maggior parte delle volte scriverai contro qualcuno o qualcosa.
Nessuno valuterà quanto bene avrai pensato prima di scrivere: ma solo le conclusioni e le decisioni alle quali arriverai, e le loro conseguenze.
E tu invece oggi ti aspetti il contrario. Credi che pensare, e pensare bene, possa essere un mestiere in sé. Credi che il tempo e la fatica passati a preparare ciò che dici siano quel che vale. E ti aspetti che vengano riconosciuti. Ti capisco, ma non funzionerà così.
E quindi: il greco? Sì, certo. Solo poche settimane fa qualcuno mi ha finalmente spiegato perché: passare ore ogni giorno, per anni, a decifrare segni incomprensibili, a mettere insieme pezzi di frase ambigui, a imparare la lingua di gente mai vista, a familiarizzarti con un contesto sconosciuto e venirne a capo... insegna a fare esattamente... questo. Non ci avevo mai fatto caso, ma non farai quasi altro per la maggior parte della tua vita (per tutto ciò che non rientra nel "quasi": non arrabbiarti con Nando quando ti fa fare la corsa in salita con la roba addosso, ti tornerà utile. A proposito: dì a Nando di fumare di meno. Anche per lui, la moto non è il problema. Ma digli di fumare di meno. Ah: e fatti spostare in prima appena puoi. Dammi retta, non fare quella faccia. Non hai il braccio, e mi hai lasciato in eredità delle ginocchia...).
Storia, non ho bisogno di dirtelo. Hai presente Tucidide? Lo recito ancora a memoria. Senofonte, Plutarco... sapessi... ci vivo in mezzo.
Però fammi un favore personale: la matematica. La matematica! Ricominciare daccapo a studiarla a vent'anni è stato un incubo. E poi, scusa: ti piace la biologia e non la matematica? La logica ma non gli algoritmi? I codici ma non le cifre? Mah...
E dammi retta: lascia subito perdere sociologia, psicologia, sociosessuopedagogia, metodologia, Adorno, tutta la biblioteca Einaudi. Ti sto solo risparmiando tempo: lo sai già, la leggi annoiandoti, e la leggi perché la leggono tutti, perché sono i libri che vi passate con i tuoi compagni di scuola, perché i prof. più giovani, di quella parlano. Fra l'altro ci si spaccano le palle anche i tuoi amici, solo che loro posano. Tanto sanno benissimo che lavoreranno nella farmacia di papà - gliene frega assai degli "orrori dell'omologazione consumistica"...
Fra trent'anni saranno tutti psicologi. Tutti: insegnanti, avvocati, massaie, preti, zie, direttori del personale, segretari alla Difesa, bancari, terroristi. Anzi, di Freud portati in valigia un solo libro: Il problema della psicoterapia praticata da dilettanti. Lì il vecchio marpione c'aveva imbroccato in pieno.
E poi c'è un problema più ampio: non è una filosofia di vita. E quando lo è, è distruttiva. Almeno, distruttiva del mondo come piace a te.
Sai, l'adolescenza ama ragionare su se stessa. Più meno alla tua età la mente matura la capacità di capire se stessa e di percepire le emozioni come un fenomeno specifico. E allora, farlo, pensarci, parlarne, giocarci, diventa un gioco appassionante. L'interesse per le scienze umane, quindi, ci sta. Per sei mesi. Un anno. Credere che la realtà sia plasmata dalla forza del nostro pensiero, ci sta. Per sei mesi, un anno.
Poi però per il resto della vita... basta una volta all'anno (oggi, per esempio). Ci sta, fermarsi ogni tanto a guardarsi.
Ma l'assorbimento della mente nel pensare a se stessa invece che alla realtà, con le regole della mente invece che con quelle della realtà, il dominio della pedagogia e della metodologia sull'insegnamento, il dominio della psicologia sui rapporti umani, la terapia come forma di organizzazione dell'esistenza, l'economia affidata alla "manipolazione delle aspettative", la politica estera fondata sulla "conquista delle menti e dei cuori del nemico", quella interna fondata sull'"entusiasmo" e sul consenso...
... questa è adolescenza eterna. Arresto dello sviluppo.
E la linguistica? Stai sul greco, e lascia perdere Barthes. Ho visto un generale tenere nel suo ufficio la copia del quadro con la pipa e con scritto sotto "questa non è una pipa". E lui fumava la pipa. Uh, che ironico, quanto spiritosamente dada, che moderno... Ma tu daresti in mano dei missili a uno così? Uno per il quale il rapporto fra parole e cose è al livello di "... e non solo pizza"? (sì, le pizzerie nel 2011 si chiamano "non- pizzerie").
E' tradimento della formidabile capacità della mente di usare la parola per vedere il mondo com'è, alla luce, capirlo, e casomai capire come trasformarlo vivendoci, agendo in esso, non giocando con le parole. E' abbandono della tua vera passione, che è toccare e vedere le cose e poi dare loro nomi, dare nomi alle terre, leggere le leggi della natura, e avere la sensazione di muoverti in mezzo alle cose come l'unico animale che le capisce e quindi le domina.
Questo è il tuo specifico: non invece essere "l'unico animale che inventa parole piacevoli per nascondere le cose, che inventa scuse per i propri errori, che dichiara vittoria prima di combattere, che si dice sazio per calmare la fame".
Poi, fra l'altro: già oggi senti come un insulto, quando qualcuno pontifica sulle "emozioni", sulla mente, sullo "spirito", e su quanto lui li capisca (il prof. di Inglese, poi... da ammazzarlo). Come le emozioni le provasse solo chi si sente autorizzato a parlarne incessantemente. E tu chi sei, solo perché non le mostri: un bruto? Un sasso? E' uno scippo. E ti farà incazzare anche in futuro.
Ma preparati a questo: quando avrai la mia età vivrai in un mondo in cui il ceto intellettuale sarà dominato da chi si è fermato all'adolescenza dalla quale tu stai uscendo.
Non "un'adolescenza" qualsiasi: proprio quella, quella del 1974. In questo momento c'è al potere la generazione che si è formata nei tuoi stessi anni e proprio sui libri che ti sto consigliando di evitare.
I risultati si vedono: economia e politica sono una caricatura degli anni Settanta.
Stati imperiali indebitati per guerre combattute senza volerle vincere. Inflazione perché la moneta si stampa alla bisogna, secondo i desideri, per evitare tristezze e nascondere i problemi del potere e dei suoi sudditi svogliati, incompetenti e mendicanti, e non per rappresentare lavoro e ricchezza già creati nella realtà. Quindi: ricchi scontenti per tasse e debiti esorbitanti e poveri scontenti perché non c'è lavoro e l'affitto costa caro. Non c'è ancora la conseguenza successiva, la lotta politica violenta che tu invece vedi intorno a te in quegli anni, ma temo che la rivedrò presto. Per dirtene una: sai delle rivolte al Cairo per la fame nel 1973/74, sai cosa hanno significato rivolte simili in passato e cosa sono costate, immagini che cosa significheranno anche quelle che sono iniziate ora. Be', il 2011, quattro decenni dopo, è cominciato allo stesso modo... Stessa rivolta, stessa fame, stesso regime, stesso cambio di regime, e daccapo stessa rivolta. E sai cosa ne pensa la casta dei "pensatori", i tuoi amici filosofi in décolleté [sì, sono ancora qui...]? Sono tanto, tanto "emozionati" dall'"entusiasmo" dei ggiovani, dalla "novità assoluta" di una piazza affamata in rivolta. Pensano per associazione d'idee. Per immagini. Per intuizioni sentimentali.
Ti ho detto che le vicende della vita ti costringeranno a pensare e scrivere sempre con uno scopo, senza mai poterti dedicare a "pensare a come pensare", o a scrivere per amore delle parole.
Be'... è una condanna, ma credimi: ti è andata bene così. Meglio così che essere dall'altra parte. Mollali, adesso. Guadagna due o tre anni.
E anche i libri di "attualità politica"... Mah, senti... Tu sei e resterai di fatto un anarchico, ma non sei "di sinistra". Il Potere ti dà l'orticaria, ti stanno sulle palle fascisti e ciellini, ma francamente: con gli scout con le chitarre hai qualcosa da spartire? E con quelle facce infastidite da funerale permanente del Comitato di Base? E con chi dà del "nazista" alla tua gente?
Anche qui: lo sai. So che lo sai. Perché te lo devo dire io? Dittelo da solo. Sei la persona più solitaria e scorbutica che io conosca: perché mai è così facile farti aggregare a un gruppo di imbecilli solo perché stimolano la tua curiosità intellettuale? Perché perdi tempo a condividere le loro letture, le loro mode?
A te oggi sembra niente, cedere a qualche moda. Serve per convivere con i compagni di scuola, di squadra, di musica. In realtà però tu non avrai il tempo per smaltire la sbornia. Smetti di bere adesso.
Non te lo ripeto oltre, non voglio frantumartele più di così: ma per ciò che ti aspetta hai la preparazione fisica, il carattere, la storia personale, fin da bambino: non farti fregare sul punto che importa di più: la consapevolezza di ciò che sei.
Mi stanno chiudendo il collegamento, devo stringere (a proposito: impara a scrivere più conciso. No, eh?).
Cose essenziali da dirti: hai ragione, a nessuno frega niente di Rumor, fin dal 1975. La DC non esiste più. Il comunismo nemmeno, sostituito dalle rassegne di film di Fellini. I socialisti si battono per la privatizzazione delle farmacie, i liberali per mantenere il controllo statale sulle Banche. I fasci sono tornati al governo in Italia, e stavolta erano filosionisti, e li hanno mandati via dal Governo un pubblicitario e un commercialista. I razzisti militanti in Italia se la prendono con (senti questa) gli Albanesi, i Rumeni (da un momento all'altro anche con i Baschi e i Polinesiani).Gli antirazzisti militanti, indovina con chi se la prendono? Boicottaggi eccetera? Esatto: e ti pareva... "Lady Marmalade" è musica eterna, e Zawinul e Miles Davis battono tutti per manifesta. Lavora sulle interne, la bassa esterna ormai è tua per la vita, ma resterai debole sulle interne. Quel casino con Anna e Liliana: negare, sempre! Quando parti, non lasciare il guanto e la roba a Ezio. C'è una sorpresa che ti aspetta dall'altra parte. Bella? Uhm, sì, ma... diciamo che... quando Wocniak tira per terra, non dirgli sempre "tu al massimo puoi fare softball, o danza classica, che è lo stesso": te ne pentirai. Tieni le monete d'argento del nonno ancora cinque anni, poi vendi tutto. In generale, i soldi non saranno un problema, quando non lo farai diventare tu.
Cosa ancora? Ah: un elenco di persone di cui non fidarti e posti dove non andare: ...ahem..., no, lascia perdere. Le fregature le prenderai comunque, per definizione, da qualcuno di cui ti sei fidato, perciò è inutile.
Ecco, mi dice qui che devo proprio chiudere. Ho riletto, e...
... da quello che ho scritto, e dal tono con cui l'ho scritto - imperativo, negativo, brusco, polemico, dandoti le mie conclusioni senza pazienza per la tua passione per il ragionare e sragionare -, sospetto che i miei buoni consigli non ti siano arrivati. O semplicemente non hai lasciato che ti cambiassero. Dal fatto che sono qui, vivo, e felice di essere te, capisco però che hai ragione tu a ostinarti.
Perciò, cerca solo di guidare più piano, di tenere la spalla davanti bassa, impara anche lo spagnolo,
e passa un buon 1975.