QUESTA RECENSIONE CONTIENE SPOILER
Avendo amato i libri di Maze Runner, compresi i due prequel e il racconto dedicato a Newt, non vedevo l'ora di leggere questo libro. In linea generale mi è piaciuto, ma devo anche ammettere che mi ha lasciato con un po' di amaro in bocca.
Ho apprezzato il cambio di narrazione. Se nei libri precedenti avevamo solamente il punto di vista di Thomas, in questo primo volume del sequel ne abbiamo vari. È stato interessante poter passare da una parte all'altra e vedere vicende diverse le une dalle altre.
Da qui, però, cominciano i "problemi". Sì, ci sono vari punti di vista e sarebbero stati ottimi per conoscere al meglio i nuovi personaggi, peccato che Dashner non ne abbia approfondito nessuno o quasi. I protagonisti di questa nuova trilogia non vengono descritti, soprattutto fisicamente. Dell'Orfano e di Carson si sa che sono muscolosi e di Jackie che ha la pelle scura e porta i capelli raccolti in una treccia. Perfetto, ma di tutti gli altri non si sa nulla. La stessa cosa vale per la caratterizzazione: Dashner ci ha sempre abituati a personaggi ben delineati, con il proprio carattere e anche con il proprio modo di parlare (Minho in primis!). Questi nuovi sono abbastanza piatti, a parte qualcuno. Sono quasi intercambiabili ed è una grandissima delusione, per quanto mi riguarda. Arrivati a fine libro sappiamo anche poco delle loro vite precedenti all'inizio del libro e a me sarebbe piaciuto molto capire meglio come si svolge la vita sull'isola, com'è stata l'infanzia dell'Orfano, ecc.... A proposito dell'isola, aspettavo con ansia di avere questo libro tra le mani anche per sapere cosa fosse successo ai sopravvissuti della prima trilogia, cosa fosse accaduto loro durante gli ultimi 73 anni, come fossero andate le loro vite, e invece non si sa niente, se non un paio di cose. Non si sa neanche chi è discendente di chi o se qualcuno dei nuovi protagonisti sia effettivamente un discendente di qualcuno che conosciamo. Va bene, appare Frypan e qualche volta sembra essere quello che conosciamo, ma qualche volta, e comunque interagisce talmente poco con gli altri che sembra quasi non ci sia. In più, appare quasi estraneo a quello che gli succede attorno. Dashner fa intuire (almeno io ho capito così) che Lacey sia la nipote di Minho. Bene, lei muore e Frypan non batte ciglio. Non lo fa neanche quando davanti ai suoi occhi si presenta l'Orfano dicendo di chiamarsi Minho, ovvero lo stesso nome di uno dei suoi migliori amici. Molto poco credibile.
Anche il worldbuilding è appena accennato, non si è capito granché del nuovo assetto mondiale. Non c'è stata una spiegazione su come e perché sia nata la Trinità (vogliamo commentare l'introduzione di Dio, la Dea, la Messa del Labirinto, i pellegrini del Labirinto, il Labirinto come luogo di culto..... davvero James?! Questo avresti anche potuto risparmiartelo), come e perché è nata la Nazione Superstite. Poi viene detto più volte che il virus dell'Eruzione è mutato, che non esistono solo gli Spaccati come li conoscevamo, ma ci sono nuove "specie". Bene, peccato che questi nuovi Spaccati si intravedano per poche frasi, in mezza scena, e non venga neanche spiegato esattamente quali siano le loro caratteristiche.
La trama in generale non è fortissima, si capisce che è solo una grandissima introduzione, ma mi aspettavo qualcosa di più.
Come ultimo, si scopre che Newt e Sonya, o meglio, il loro sangue e DNA, sono sempre stati la chiave per trovare la cura per l'Eruzione. Seriamente?! Possibile che 73 anni prima la C.A.T.T.I.V.O. non ci fosse arrivata dopo tutte le miriadi di test e analisi e studi che ha fatto? Spero che nei prossimi libri ci sarà una spiegazione plausibile. Capisco che in tutti questi anni le tecnologie possono essere avanzate, ma questa cosa non mi convince lo stesso.
Spero davvero che nei prossimi due volumi venga spiegato tutto meglio, che i buchi che ho rilevato in questo libro vengano riempiti. Tengo davvero tanto alla saga di Maze Runner e forse mi aspettavo troppo, ma confido in Dashner.