Voto: 4,5
“La misura dell’uomo”, come precisa il suo autore nelle note finali, è un romanzo, non un libro di storia: molti fatti narrati sono realmente accaduti e ben documentati, ma tutto il racconto è arricchito da un’intrigante invenzione che rende la narrazione decisamente coinvolgente.
Tutti i protagonisti sono ovviamente personaggi storici che ben conosciamo. C’è Leonardo da Vinci, con il suo genio, il suo talento smisurato, la sua testa perennemente immersa nei pensieri, i suoi progetti capaci di dar vita a invenzioni rivoluzionarie. C’è, poi, Ludovico il Moro, signore di Milano, da molti considerato un usurpatore, in quanto il vero sovrano dovrebbe essere il figlio di suo fratello maggiore, l’inetto Gian Galeazzo Maria Sforza. Ma nonostante i tentativi di boicottaggio, Ludovico, con la sua forza, il suo fascino, le sue doti diplomatiche, il tutto accompagnato da una grande passione per le donne, riesce a tenere saldo il governo. Accanto a loro, si muovono altri personaggi, come Giacomo Trotti, l’ambasciatore del duca di Ferrara, che si insinua nella vita di corte e ha orecchie ovunque; Beatrice d’Este, moglie di Lodovico, apparentemente ingenua, ma capace di manifestare con decisione il suo pensiero; Caterina, la madre di Leonardo e Giacomo Salaì il suo allievo prediletto, entrambi vero sostegno del grande artista; Galeazzo Sanseverino, cognato di Ludovico, forte e deciso; Cecilia Gallerani, donna di grande cultura ed eleganza; i nobili francesi e molti altri.
Tutti si muovono come pedine per costruire una storica ricca di intrighi e colpi di scena, arricchita dal genio artistico di Leonardo, forse uno dei personaggi più affascinanti mai esistiti. E Malvaldi, con il suo narratore onnisciente, ci conduce per mano, ci spiega ogni passaggio storico essenziale, ci racconta aneddoti spassosi e ci fa ridere fino alle lacrime con una scrittura fresca e moderna, che pur con un certo rigore stilistico nei dialoghi e nelle lettere, non esista a mostrarci come la storia sia fatta essenzialmente da uomini e donne i cui destini e caratteri non sono poi così diversi da quelli contemporanei.