Descrizione editoriale
Ismail, esule politico iraniano rifugiato in Olanda, riceve un giorno un misterioso taccuino, scritto in strani caratteri incomprensibili. È il quaderno che suo padre Aga Akbar, riparatore di tappeti sordomuto e analfabeta, portava sempre con sé. Peregrinando tra le montagne innevate al confine tra Iran e Urss, nei villaggi dove si tessevano tappeti volanti e i santi aspettavano il Messia leggendo libri in fondo ai pozzi, Aga Akbar registrava i suoi pensieri nell’unica scrittura che conosceva, i caratteri cuneiformi copiati da un’iscrizione rupestre. Ismail, che di suo padre era stato «la bocca e le orecchie», si pone il compito di tradurlo, per perdonarsi di averlo abbandonato e riconciliarsi con il proprio destino. Ora, in quel paese nebbioso e grigio dove si è ritrovato anche lui sordomuto e analfabeta davanti a una lingua e a usi da imparare, è tempo di cercare di decifrare il passato, il suo e quello dell’Iran dell’ultimo secolo. La modernizzazione forzata degli scià, la lotta di liberazione, l’avvento e la fine di Khomeini sono tappe dell’epopea famigliare, le cause degli eventi e dell’esilio. In un continuo oscillare tra presente e passato, tra Olanda e Persia, tra poesia e realtà, nel riannodarsi del commovente rapporto tra padre e figlio, si tessono i grandi temi di oggi: l’incontro di culture, lo scontro fra tradizione e progresso, la capacità di ritrovare quel contatto tra gli esseri per cui l’unico vocabolario che serve è quello del cuore.
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E' uno splendido, affascinante libro su cui aleggia lo spirito antico della poesia persiana, quasi una fiaba moderna. Una storia composta da tante storie, con personaggi incantevoli.
L'autore vive in Olanda dal 1988 come rifugiato politico e Kader Abdallah non è il suo vero nome anagrafico, ma uno pseudonimo inventato unendo i nomi di due suoi compagni di lotta che furono giustiziati. In questo romanzo tensione narrativa e tensione politica, infatti, sono armoniosamente miscelati, formando un affresco (ma potrei definirlo, per restare in tema,"un tappeto") lucido e poetico a un tempo.