Pellegrini dell’Oceano
Erebo,
figlio di Caos e di Caligine, personifica l’oscurità, gli Inferi.
Palin, attraverso un resoconto detagliato e coinvolgente, ci introduce magistralmente alla conoscenza dele vicende legate alla Erebus, ed alla sua gemella Terror.
Il titolo italiano è forse un po’ fuorviante, perché potrebbe far pensare ad un romanzo, ad una storia inventata; mentre il titolo originale “Erebus, The Story of a Ship”, testimonia l’intento dell’autore di riportare con assoluta fedeltà l’intera storia della nave. Ma nonostante le caretteristiche di saggio scientifico, Palin ha la rara abilità di renderlo accattivante, attraverso una narrazione avvincente e dettagliatissima, anche attraverso l’uso di mappe e fotografie dell’epoca, i dagherrotipi di Monsieur Daguerre...
Ma andiamo con ordine.
Nelle prime oore del mattino del 7 giugno 1826, presso il cantiere navale di Pembroke, in Galles, una folla curiosa ed eccitata assiste al varo di una ‘bombarda’, una nuova nave da guerra. Il suo nome è Erebus. Ma le guerre napoleoniche sono finite da un pezzo, Napoleone è morto a Sant’Elena il 5 maggio 1821. Gli inglesi sono ormai padroni dei mari.
La HMS (Her Majesty's Ship) Erebus viene perciò destinata al pattugliamento del Mediterraneo; ma qualche anno dopo viene attrezzata, insieme alla gemella HMS Terror, per la navigazione tra i ghiacci dell’Artico.
Nel 1839, al comando di James Clark Ross, le due navi salpano poi per la gloriosa spedizione in Antartide, dove le due navi, a vela!, e gli intrepidi equipaggi, sfidando venti gelidi, ghiaccio e iceberg immensi, portano ad importanti scoperte nel campo geografico, del magnetismo terrestre, della zoologia e della botanica.
Palin narra di queste avventure in una maniera così coinvolgente che spesso ti sembra di stare leggendo ... O’Brian! Tanto che (riportando indietro la storia di soli trent’anni!), quando l’Erebus e la Terror giungono in vista dell’Isola della Desolazione, ti aspetteresti di vedere spuntare da dietro un promontorio la Leopard, comandata dal Cavaliere dell'Ordine del Bagno... Jack Aubrey!
Al suo ritorno, anche Ross viene nominato Cavaliere.
Nel 1845 infine, sull’onda dei successi conseguiti da Ross e sulla base della grande affidabilità attribuita alle due navi, l’Erebus e la Terror, con ventiquattro ufficiali e centodieci uomini dell’equipaggio, partono per l’Artico, per la scoperta del Passaggio a Nord-ovest. Il comando della spedizione viene affidato a John Franklin, il quale, a seguito di una precedente, fallimentare spedizione, si era guadagnato il soprannome di “L’Uomo che si Mangiò gli Scarponi”.
Le due navi non faranno mai ritorno e le numerose spedizioni di soccorso porteranno solo al ritrovamento di alcune tombe e vari oggetti appartenuti ad uomini della spedizione.
L’interesse suscitato dalla scomparsa delle due navi però resterà sempre vivo. Tanto che, nel tempo, nuove spedizioni, testimonianze di inuit e iniziative isolate di marinai e studiosi, hanno portato a ricomporre il complesso puzzle della sciagurata spedizione. Fino ad arrivare al 2014, quando viene localizzato il relitto dell’Erebus e, due anni dopo, quello della Terror.
Palin ha ripercorso gran parte degli intinerari delle spedizioni ed ha visitato luoghi, musei, sedi di enti geografici. Ha esaminato carte nautiche e progetti delle navi, ha intervistato studiosi, esperti e addirittura eredi dei protagonisti dell’epoca.
Lavoro e impegno encomiabili.
Ne è risultato un lavoro eccellente ed un’opera impeccabile. Tanto da rendere evidenti (ai miei occhi, per carità) alcune fragilità della pur apprezzabilissima serie TV “The Terror”. La cruda e cupa tragedia che colpì questa spedizione avrebbe potuto essere infatti raccontata quasi con stile documentaristico, senza gli inserti horror del libro di Dan Simmons. La narrazione ne sarebbe risultata ancor più verosimile e senz'altro coinvolgente.
Interessantissimo. E per chi ama il mare e le sue storie... imprescindibile!