Una saga familiare, una storia di una famiglia nella prima Austria-Ungheria, nell’impero tanto amato da essi, fino all’avvento del nazismo.
Un libro, diviso in quattro libri che raccontano la storia di questa famiglia e di ciò che hanno vissuto e di ciò che l’Austria ha vissuto. Dalla grandezza dell’impero, alla nullificazione totale del Paese per essere annesso ad uno più grande, di fatto perdendo totalmente la libertà.
La storia di una famiglia alla fine del 1800, con i pregiudizi che c’erano già, con il quasi odio per il diverso. Dal susseguirsi di intrighi e tradimenti. Un intreccio di fiction e storia, che è riuscito a raccontare, con lucidità, ciò che gli austriaci dell’impero hanno vissuto fino all’avvento del nazionalsocialismo. L’autore tiene a precisare che Henriette, una delle protagoniste, è di fatto una di quelle persone austriache che, nonostante fossero nate ebree, non professavano la religione giudaica e che quindi erano ben inserite nella società dell’epoca. Ma i pregiudizi, quelli ci sono sempre stati. Lei era comunque l’ebrea, quella che, di fatto, aveva macchiato la stirpe Alt (anche se c’era già stata una). Non che durante l’impero ci fosse la glorificazione della razza pura, ma il razzismo e le occhiatacce c’erano. Eccome.
In ogni caso, una storia difficile da leggere, ma al tempo stesso bellissima. I personaggi fatti e descritti fin troppo bene, con quella mentalità dell’epoca che al solo pensiero fa accapponare la pelle. Quella mentalità che, chiunque abbia studiato un minimo la storia e abbia un minimo di intelligenza, si chiede come sia possibile che ci fosse una così dilagante ignoranza. Ma, d'altro canto, basta vedere cosa succede in questo preciso momento nel mondo per capire che, forse, la storia non ha insegnato nulla. Perché non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, ma anche cieco. Perché, purtroppo, ancora adesso si parla di razza pura. E la cosa fa ribrezzo.
La vita a Vienna non è facile. Per nessuno, ma soprattutto per Hetti, che per tutta la vita, non ha mai vissuto veramente felice. E quando le è capitato, la cosa è durata meno di quanto le sarebbe stato dovuto.
Un romanzo difficile da leggere, ma anche da digerire. Un romanzo che percorre 150 anni dell’Austria, da prima quand’era impero quando aveva la parvenza di essere una grande nazione, a dopo, quand’era semplicemente un’annessione alla Germania Nazista e non esisteva praticamente più.
Un romanzo pesante, non sicuramente con un andamento veloce, ma uno lento che ad ogni pagina risulta sempre più difficile. Eppure non riuscivo a staccarmi dalla lettura. Nonostante la mole del libro, si è fatto leggere in una maniera veloce, anche troppo. E non ho perso nulla durante la lettura. Ho capito, ho collegato le notizie storiche, mi sono arrabbiatə, mi sono sorpresə per la stupidità e crudeltà di alcuni personaggi (che purtroppo ricalcano persone vere, realmente esistite che hanno fatto cose aberranti). Nonostante sia un libro vecchio, nel vero senso della parola essendo stato scritto e pubblicato a metà degli anni ‘40 del ‘900. Ma che, purtroppo, rimane anche attuale.