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Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra

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Gino Strada arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, spesso senza l'attrezzatura e le medicine necessarie, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori, bambini e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi. I vecchi afgani li chiamano pappagalli verdi. Questo libro ci consegna le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell'esperienza di medico sugli scenari di guerra del nostro tempo.

160 pages, Paperback

First published February 28, 2000

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Gino Strada

10 books72 followers

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70 (1%)
1 star
9 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 268 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,109 reviews350 followers
August 23, 2021
Kurdistan
Iraq
Afghanistan
Pakistan
ex-Jugoslavia
Etiopia
Angola
Ruanda
Perù
Cambogia
Repubblica di Gibuti

Cosa hanno in comune questi luoghi?

Sono terre in cui hanno attecchito i semi dell'odio.
Sono terre annaffiate con la rabbia; concimate con le barriere artificiali dell'etnia.
E poi ingrassate con strumenti di morte: le mine.

«“Mina” è un’abbreviazione di “minaccia”?», mi chiedo.

«Ma la minaccia è un avvertimento.
La mina ha la concretezza di qualcosa che si avvera…»

Così rimugino.
Intanto Gino Strada fa riflettere.

Le mine…

Ci sono “uomini” che le hanno pensate.
“Uomini” che le hanno messe su carta.
“Uomini” che le hanno realizzate.
“Uomini” che le hanno vendute.
E gli stessi “uomini” hanno una famiglia…

Famiglie lontane da queste terre seminate di morte.
Una semina il cui raccolto è riservato al 90% della popolazione civile mentre lavora un campo per sfamarsi oppure a quei bambini che giocano…

Non sono tutti uguali i bambini.
Qui bambini che piagnucolano di fronte ad un cerottino per un ginocchio sbucciato.
Lì nessun lamento di fronte all’amputazione di un arto.

In questi luoghi Gino Strada ha operato, sofferto, sperato.
Dice di essere una goccia nel mare.
E tu leggi e pensi:
«..se lui (lui!!) è una goccia, io allora mi sento un’inutile ameba!»


description

Gino Strada chirurgo sì ma chirurgo di guerra.
Gino Strada marito e padre.
Al dolore che vede ogni giorno si aggiungono i sensi di colpa per le scelte che includono il mondo e spesso escludono la sua famiglia.
Gino Strada figlio.
Il ricordo di una bicicletta si lega all’immagine di un padre grande maestro di vita.
Un diario di vita e di morte.
Non lo scordo...

13 agosto 2021- che la terra ti sia lieve
Profile Image for ☆LaurA☆.
507 reviews151 followers
December 26, 2023
Sono le 23.28 quando provo a scrivere qualcosa di sensato dopo la lettura straziante, si è la parola giusta, per queste pagine.
Queste parole lette perché mio figlio le deve leggere per scuola, perché il suo professore forse pensa di sensibilizzare i ragazzi, pensa di fargli capire quanto sono fortunati a vivere da questa parte del mondo, quanta fortuna hanno tutti i giorni di poter andare a scuola, uscire con gli amici, avere dei giochi, dei vestiti per ogni stagione, una casa, cibo e l'amore della loro famiglia.
Sono le 23.30 ora, in lontananza sento dei fuochi d'artificio, sono belli i colori e i disegni che creano, ma se chiudo gli occhi, se immagino che quelli non siano uno spettacolo pirotecnico, se provo ad entrare nelle pagine di Gino Strada, quei suoni, quegli scoppi sono razzi, bombe pronte a distruggere paesi, soldati, civili e bambini.
Sono la fine della civiltà, la sconfitta del genere umano.
Mio nonno ha combattuto la guerra in Etiopia nel '35, me lo ha raccontato quando ero alle elementari, stavo facendo una ricerca per l'esame di 5⁰.
Mio nonno dalla guerra è tornato, è tornato sano e salvo e con una medaglia, ma lui quella medaglia preferiva non averla, preferiva non essere andato là per vedere di che pasta possiamo essere fatti.

Ora di guerra se ne parla ancora, ancora muoiono persone che la guerra non la vorrebbero, o magari si, perché crescono con un'idea differente della nostra, perché in alcuni paesi morire per la patria è un dono.
Ma quale Dio vorrebbe che i suoi discepoli morissero così? Uccidendosi per una pezzo di terra....la terra non è nostra, ci ospita e basta, ci sopporta e noi dimostriamo di essere solo dei parassiti distruttori....
Oggi è stata una giornata strana, ero triste, mi sento a volte incompresa, faccio fatica a tirare fuori le cose, ma poi mi rendo conto che sono solo momenti, sentimenti passeggeri che, a confronto di quel che passa un bimbo di Kabul, sono nulla.

Dovrei imparare un po' di più ad apprezzare quello che ho, quello che posso avere e quello che, almeno spero, non dovrò mai vedere, non vedere una guerra che decima le persone a me care, gli amici, i conoscenti.
Fermiamoci ogni tanto a pensare se fossimo nati in uno di quei paesi, dove i bambini non piangono perché sono talmente abituati alla miseria, alla presenza silenziosa della tragedia, e a volte della morte, che diventa condizione di vita.
Forse è questa quotidianità che li prepara a non piangere.

Piango io per voi bambini, piango io per quello che vi abbiamo fatto, per il futuro che non avrete, per il vostro sorriso che insegna più di mille parole.
Piango io questa notte per voi.
Profile Image for Ermocolle.
473 reviews45 followers
August 2, 2021
«Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra.»
Gino Strada (intervista a "Che tempo che fa")

Una testimonianza che merita di essere letta per ricordare che la strada giusta per fare del bene non è sempre la più facile.
Profile Image for Ingrid.
81 reviews31 followers
March 14, 2016
Difficile parlare di un libro così profondo e vivido. Vivido perché sembra di sentirli gli spari sopra gli ospedali, sembra di vederli i corpi maciullati di bambini e donne lasciate in lettini improvvisati lungo i corridoi, sembra di sentirlo l'odore di polvere da sparo mischiato ad alcool, urina e sudore.
Lamento solo la sua eccessiva brevità a questo libro anche se, a mio avviso, nonostante l'esiguo numero di pagine e i salti geografici fra le situazioni di guerra e le vite vissute, magari poco argomentate, storicamente parlando, restituisce un quadro totale assolutamente di rilievo, dove ciò che rimane è molto di più di ciò che non viene raccontato.
Gino Strada, uno dei fondatori di Emergency (organizzazione umanitaria italiana che offre soccorso chirurgico e sanitario nei paesi afflitti da guerre e/o povertà), racconta attraverso questo libro alcuni episodi capitati durante le sue missioni e riflette su se stesso e sull'inutilità delle guerre, di tutte le guerre. Si è davanti alle vittime, senza filtri, senza telecamere, senza differenze di colori della pelle, o della forma degli occhi. Tutti uguali, tutti bisognosi di qualcosa, tutti davanti allo stesso Dio, con la stessa preghiera.
Piccole mine di vite che vengono distillate e rese potenti da una scrittura accattivante, come sono piccole le mine sulle quali esplodano i tanti bambini che, per gioco e curiosità, le raccolgano o sulle quali finiscono sopra. Ed è proprio sulle mine che si concentra l'attenzione di Gino Strada soprattutto nella parte iniziale, quando racconta di quanto siano letali e terribili e che anche l'Italia ne è una delle massime produttrici.
Assai toccante e che porta a numerosi riflessioni è la parte sulla eticità che il ruolo del chirurgo impone: sempre in quel perfetto quanto letale equilibrio fra creatore e distruttore, fra Dio e carnefice. Strada ci fa riflettere sul ruolo assurdo ma inevitabile del "triage", cioè la scelta di chi operare per prima in quanto più grave e chi dopo: chi salvare e chi, con molta probabilità, condannare a morte.
Ovviamente il vero punto di forza del libro è l'autore stesso, che parla senza vergogna dei suoi profondi e indomabili sensi di colpa nei confronti della sua famiglia, la moglie e la figlia che stanno dall'altra parte del mondo spesso senza nemmeno sapere sue notizie, al perché ha scelto questo mestiere e non quello di chirurgo nell'ospedale vicino casa.
Essenziale quanto necessario.
Profile Image for Amirsaman.
496 reviews265 followers
March 1, 2021
خاطرات یک جراح جنگ.
یک جراح میان‌سال ایتالیایی می‌آید به خاورمیانه و آدم‌های معمولیِ جنگ‌زده را جراحی می‌کند. کتاب را در بخش جراحی خواندم تا ببینم چطور ممکن است که اینقدر تفاوت دیدگاه وجود داشته باشد بین جراحانی که من می‌بینم، با جراحان سازمان امرژنسیِ ایتالیا که دکتر استرادا، نویسنده‌ی این کتاب، بنیان‌گذارش است. از این بابت بنظر می‌رسد دغدغه‌های بشردوستانه در بعضی منجر می‌شود به این‌که زندگی نسبتا راحت در کشور خود را رها کنند و به وسط میدان جنگ بروند.
کتاب اما کتاب خوبی نیست، به لحاظ ساختاری. یعنی خاطرات پراکنده‌ای ذکر شده که نه کاملا مستند است و نه حالتی خبرنگاری دارد و نه شرح پزشکی است بر بیمارانِ روی‌مین‌رفته. نوشته‌های روزمره‌ای که البته در موقعیت هیجان‌انگیزی نوشته شده‌اند، اما چون دکتر ما نویسنده نیست، با کتاب خوبی در ژانر خودش مواجه نیستیم.
شاید همه‌ی آن‌چه کتاب را تشکیل داده قابل تحسین باشد، بعنوان اثری ضد جنگ. اما وقتی با ادبیات سروکار داریم، مهم‌ترین موقعیت‌ها هم نیاز به توصیفی هنرمندانه دارند تا اثر کنند. از این جهت احتمالا این یک اثر «ضدجنگِ» تأثیرگذار نیست، بلکه بیشتر با تلاش خود خواننده در تجسم موقعیت، همچو نتیجه‌گیری‌ای بر روح کتاب غالب می‌شود.
دکتر ما هیچ دل خوشی از سازمان ملل و صلیب سرخ ندارد و توضیح می‌دهد که آن‌ها فقط در بند تبلیغات خودشان هستند و هیچ اقدام موثری برای مردمان این کشورهای جنگ‌زده انجام نمی‌دهند.
چندین سال پیش با سازمان امرژنسی ایتالیا آشنا شدم و در سایتشان دیده بودم که متخصصِ داوطلب نیاز دارند. دو راهیِ انتخاب این شیوه‌ی زندگی بود که ترغیبم کرد به خواندنش. این‌که چطور می‌شود با دانش پزشکی خدمت بیشتری کرد به آدم‌ها. سوالی که همچنان گشوده است به روی من.
Profile Image for Frenzi.
75 reviews10 followers
September 3, 2025
"I only hope that it strengthens the conviction, in those who decide to read these pages, that wars—all wars—are a horror. And that one cannot look the other way, pretending not to see the faces of those who suffer in silence.
G.S.
Gino Strada

I’m glad I read "Pappagalli Verdi" in the intimacy of my home and not on the train on my way to work, surrounded by strangers, where I would never have been able to freely cry and curse all the executioners and supporters of wars and genocides.

Dry, sober, and moving writing.
A small yet great book by an incredible war surgeon.

Talco
Profile Image for giulia.
210 reviews
July 30, 2022
"Spero solo che si rafforzi la convinzione, in coloro che decideranno di leggere quete pagine, che le guerre, tutte le guerre sono un orrore. E che non ci si può voltare dall'altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio."

Un libricino - piccolo di dimensioni, immenso per il contenuto - straziante, che fa male tanto quanto fa riflettere, da leggere assolutamente.
Profile Image for Hoora.
175 reviews26 followers
August 22, 2023
روایت یک جراح ایتالیایی از فعالیت هایش در مناطق جنگی کشورهای مختلف : کردستان عراق، پاکستان، افغانستان، اتیوپی، روآندا و...
تلخ و دردناک...
Profile Image for SusyG.
350 reviews75 followers
January 19, 2024
È devastante quanto sia attuale questo libro 💔 Gino Strada dice all'inizio che non è capace a scrivere ma ci è riuscito perfettamente nel descriverci l'orrore della guerra. La guerra che colpisce spesso e volentieri i civili, soprattutto i bambini. Strada ci porta in Kurdistan, Iraq, Afghanistan, Pakistan, nella ex Jugoslavia, in Ruanda, Angola, Etiopia, Repubblica di Gibuti, in Cambogia e Perù. Alcuni di questi luoghi ancora adesso sono martoriati dalla guerra e altri ne sentono ancora le conseguenze. Si sente tutto il dolore del medico che cerca di salvare tutti ma non può, la rabbia nel pensare a chi fabbrica armi sempre peggiori per uccidere in maniera orrenda. Ho anche scoperto di alcuni eventi terrificanti (come Halabja). È una lettura e testimonianza potentissima e chiunque, ovunque, dovrebbe leggere. Manchi tanto Gino ❤️
Profile Image for Cecilia.
13 reviews
Read
May 23, 2012
Non mi sento mai di dare un voto a questo genere di libri. Sono scritti non per velleità letteraria, come dice Gino Strada: "Non mi illudo certo di aver partorito un libro di valore". Sono storie senza "ordine cronologico, né geografico, né tematico" che è giusto e DOVEROSO raccontare. Molto efficace,a mio parere,la scelta di mettere un piccola carta geografica all'inizio di ogni capitoletto per capire dove ci troviamo, dove sono quei paesi di cui tanto sentiamo parlare ma che raramente riusciamo a collocare correttamente. E' uno di quei libri da leggere e non dimenticare subito dopo.
Profile Image for Lucia.
31 reviews2 followers
September 4, 2021
Da leggere per dimenticarsi un po' di sè e ricordarsi di quello che succede nel resto del mondo, sebbene scritto piú di venti anni fa. Ora l'Italia non produce piú i "pappagalli verdi", le mine antiuomo, ma la pazzia umana non ha ancora cessato di esistere.
Un libro informativo ed emozionante: chi è convinto di leggere cose già sentite e risentite probabilmente manca di umanità in quanto ogni uomo ha una storia degna di essere ascoltata. Onore a Gino Strada, una persona grandissima nella sua umiltà.
Profile Image for sinepudore.
320 reviews11 followers
November 12, 2021
Ma poi, inevitabilmente, il suo pensiero tornava ai pappagalli verdi, a quelli che scendevano dal cielo nel lontano Afghanistan. E allora Nestor scuoteva la testa, e la rabbia lasciava il posto alla tristezza, quella che riempie la mente quando non c’è più la possibilità di capire, quando è svanita la ragione ed è solo follia.
#quote
Profile Image for Giuls.
1,798 reviews137 followers
April 3, 2016
Non è il primo libro di Strada che leggo.
Ma questo è differente dagli altri.
Qua non si racconta di un'unica storia, di un'unica guerra e di un solo paese.
Questo libro è un insieme di racconti, un insieme di ricordi presi qua e là in giro per il mondo. Ed uno più brutale dell'altro.
In queste pagine si possono vedere gli orrori della guerra e la crudeltà degli uomini di potere.
Si possono vedere le difficoltà di chi cerca di porre un rimedio a tutto ciò.
Ma, soprattutto, si può assistere alla distruzione di nazioni intere, attraverso i racconti di donne e bambini che nulla vorrebbero se non vivere in pace, ma che invece sono i primi a cadere, quelli che soffrono maggiormente a causa della situazione.
Sono le loro storie ad aprirti gli occhi, a farti restare incollato alle pagine e a farti chiedere "perchè?"
Sono le loro storie a farti capire l'importanza di organizzazioni quali EMERGENCY, a cui non importa chi ha davanti, non importa il profitto, ma solo di salvare vite e vedere bambini, mutilati dagli orrori della guerra, tornare a sorridere e a giocare.
Profile Image for Alex.
146 reviews13 followers
October 18, 2020
VALUTAZIONE PERSONALE: 4,0

Questo è uno di quei classici esempi in cui il valore di una lettura supera la sua mera valutazione tecnica: in un libro che lo stesso Gino Strada definisce di "poco valore", se valutato con lo sguardo freddo ed analitico del critico letterario (il che non so quanto possa avere senso, non trattandosi Gino di uno scrittore di professione), egli racchiude sprazzi di disumanità, di piccoli e grandi dolori, di rassegnazione e frustrazione, ma anche di piccole rivincite e di segni di speranza in un contesto come quello della guerra moderna, quella lucida follia di bombe, razzi e mine antiuomo, forse uno degli strumenti di morte più meschini mai elaborati (e di cui l'Italia è stato, o lo è ancora?, uno dei principali esportatori), nella quale oltre il 90% dei morti, dei feriti e mutilati è costituito da civili, troppo spesso donne, bambini ed anziani e che nessuno meglio di Gino e di tutti quelli come lui, attivamente coinvolti nel portare aiuto ed assistenza medica nelle zone di guerra di tutto il globo, può testimoniare.

Ed ecco che, dunque, al lettore viene sbattuta in faccia la tragicità delle esperienze di Gino e dei suoi collaboratori, dirette ed indirette, tragicità servita in piccole dosi, frammentata, senza ordine cronologico, ma altrettanto d'impatto, e che tutti dovrebbero leggere.
Almeno un volta.
Profile Image for Libriletti.
365 reviews76 followers
April 26, 2022
Voto: 8

Non credo che sia possibile restare indifferenti davanti a un libro che racconta tanti episodi, brevi ma altrettanto terribili, che esistono a causa della guerra. Gino Strada narra delle situazioni, degli eventi che lo hanno colpito nel corso delle sue numerose missioni in diversi paesi del mondo come chirurgo di guerra.

Non utilizza un linguaggio cruento, ma si rimane ugualmente impressionati da certe crudeltà inaudite. Si sofferma in particolare sulle vittime e sugli uomini, e ahimè soprattutto bambini, menomati a causa delle mine antiuomo.

È un libro che ti prende il cuore e ti fa guardare in faccia la realtà, che diventa ancora più drammatica se si pensa a quello che accade anche nella nostra attualità. E mi sarebbe piaciuto sapere cosa avrebbe detto e fatto Gino anche in questa circostanza.
Profile Image for Raffa.
262 reviews105 followers
June 15, 2022
Un libro amaro, necessario.

Dovremmo leggerlo tutti, per farci almeno un’idea di quello che succede nelle varie parti del mondo durante una guerra e soprattutto dopo, quando gli invasori vanno via e lasciano un’infinità di mine.

Non avevo idea di certe responsabilità dell’Italia, ne’ sapevo cosa fossero i pappagalli verdi. Adesso lo so. 😢

Non faccio che rileggere queste pagine, anche sintetiche e delicate, mai truculente, delle storie di bambini, ma anche adulti, che subiscono queste assurde guerre.

Altro punto agghiacciante è il blando commento di Gino relativamente alle cose che certe organizzazioni delle Nazioni Unite non fanno. Senza parole.

Da leggere assolutamente. Per riflettere. Per conoscere i fatti da chi sul campo si è sporcato le mani per aiutare concretamente.

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ 5 stelle per l’argomento, la delicatezza, l’oggettività con cui il famoso “”chirurgo di guerra” parla delle sue esperienze.
Profile Image for Ludovica.
137 reviews6 followers
December 2, 2022
Posso dare 5 stelle anche se non è il miglior libro che abbia mai letto? Certamente. Perché tralasciando la forma o la velocità con cui l'ho letto, questo libro ti lascia sicuramente un messaggo speciale. Verrebbe voglia di stamparne delle pagine e appenderle per le città, perché si sappia degli orrori della guerra, visti da una prospettiva unica. Questo libro fa male ma fa anche bene al cuore, fa senza dubbio venire voglia di cambiare le cose
Profile Image for Lupurk.
1,106 reviews34 followers
September 26, 2013
Si legge velocemente, ma si digerisce molto lentamente. E' duro, mostra il lato più crudele della guerra, ammesso che ce ne sia uno più accettabile. Il lavoro di Gino Strada e dei suoi colleghi è indispensabile e prezioso e ogni tanto è importante ricordare anche queste cose, purtroppo sempre presenti in qualche parte del mondo.
Profile Image for Serena.. Sery-ously?.
1,151 reviews225 followers
Read
August 7, 2019
"Guarda, questo è un pezzo di mina giocattolo, l'hanno raccolto sul luogo dell'esplosione. I nostri vecchi le chiamano pappagalli verdi..."
Mine giocattolo, studiate per mutilare i bambini.
Profile Image for Bebi.
93 reviews7 followers
September 22, 2021
Doloroso, triste, dolce. Un libro da affrontare, vivido, che ti catapulta negli orrori della guerra. Ha fatto rispuntare in me domande a cui non trovo risposta da anni. Da leggere.
Profile Image for Virginia.
948 reviews39 followers
August 16, 2021
Una promessa è un impegno, è il mettersi ancora in corsa, è il non sedersi su quel che si è fatto. Dà nuove responsabilità, obbliga a cercare, a trovare nuove energie.
Profile Image for Sofia Bellini.
15 reviews1 follower
August 29, 2021
Sono conflitti diversi da quelli che raccontano ai telegiornali, quelli di cui Gino Strada ci lascia intravedere rapidi flash. Dove i protagonisti sono civili, donne e bambini, quei fragili che rappresentano il novanta per cento delle vittime delle guerre moderne. Dal Kurdistan terra di confine all’Afghanistan devastato da continue azioni militari all’ex Jugoslavia, tanti paesi, tanti volti diversi ma un comune denominatore di sofferenza che porta Emergency a intervenire là dove la maggior parte si tirano indietro di fronte alla difficoltà di lavorare in condizioni così pericolose. Crudo, realistico, racconta senza mezzi termini l’esperienza di un chirurgo in zone di guerra, una di quelle letture imprescindibili per conoscere almeno un po’ l’altra faccia del mondo di cui siamo abituati a vedere solo il lato rosa.
Profile Image for ❥︎Benedetta.
154 reviews25 followers
June 29, 2022
♥︎Gino Strada ci rappresenta in maniera semplice la sua vita, le sue emozioni, ma soprattutto il suo lavoro.
Un libro che in poche pagine ti entra dentro e ti rimane, ti fa riflettere, ti mostra la verità e te la fa conoscere.
Una storia che mi ha affascinata, mi ha fatto arrabbiare e indignare, ma mi ha insegnato tanto.
Questa storia ti ricorda che anche dove sembra regnare il male, ci sono persone che ti aiuteranno ad ogni costo, senza distinzioni o pregiudizi.
Adatto a tutti coloro che si sono stancati delle ingiustizie.♥︎
Profile Image for Chiara  (◍•ᴗ•◍)✧*。.
5 reviews
September 25, 2025
La guerra vista attraverso gli occhi di un uomo giusto.
Gino Strada è in grado di farti percepire tutta l'insensatezza e la crudeltà della guerra, senza usare giri di parole, senza indorare la pillola e allo stesso tempo senza scadere nella pornografia del dolore (cosa sempre più rara oggi). Perché quando spogliata dei giochi di potere, della guerra rimane solo l'ingiusta sofferenza di gente la cui unica colpa è quella di essere nata nel posto sbagliato. Che l'esempio di Gino possa fare da bussola a tanti altri uomini e donne che trovano inaccettabile che un altro uomo come lui debba morire senza motivo.
Profile Image for Ste Pic.
68 reviews33 followers
October 8, 2017
Gino's blues

Ieri sera sono finalmente riuscito a vedere il docu-film di Wim Wenders su Sebastiao Salgado. Racconta la storia del fotografo brasiliano e anche del suo lungo, lunghissimo contatto con le popolazioni che scappavano da guerre e devastazioni. Profughi a milioni che sono morti a milioni, soprattutto in Rwanda. Dopo quell’ultimo viaggio in cui ha assistito, documentandola, a una delle tragedie umane più insensate e sanguinose, non ha più retto : la sua innata empatia per tutti quei bambini, uomini e donne sofferenti, per quell’umanità umiliata e affranta nei gesti e negli sguardi, aveva avuto il malefico effetto secondario di conficcargli nel cervello una inoperabile scheggia di dolore, trasmettergli un tale pessimismo e sfiducia nel genere umano che gli ha tolto la voglia di vivere. Si è rifugiato nella Fazenda paterna a rimboschire terre dilavate dalle piogge. Come è guarito? Ripartendo (dopo qualche anno) con un progetto (Genesi) in cui la protagonista assoluta è la Natura, un progetto che ci ha fatto conoscere un nuovo Salgado, ottimista e vitale, ancora innamorato della vita e dell’Uomo. Questo lungo preambolo serve a dire che il nostro Gino Strada, autore di questo libro-denuncia avrebbe anche lui bisogno di quello stacco esistenziale, di quella pausa rigenerante. Nel libro emerge chiaramente che la sua empatia per le vittime è la stessa di Salgado (se non maggiore) e questa compartecipazione traspare in ogni pagina nei suoi occhi stanchi, non solo di fatica, ma di guerra. La disillusione, la vergogna, la sfiducia accompagnano , tormentano e imbrattano la sua immacolata coscienza, come se si facesse carico di tutte le colpe degli uomini. Non che questo gli impedisca di combattere con tutto se stesso, di amare e dare affetto e cure mediche, ma quello sguardo velato di tristezza è troppo simile a quello intravisto negli occhi chiari e freddi e lontani di Salgado intervistato da Wenders...
Profile Image for Lennesima.
25 reviews129 followers
May 9, 2021
«Cosa vorresti fare da grande? Quando ero un ragazzino, rispondevo “il musicista” o “lo scrittore”. Ho finito col fare il chirurgo, il chirurgo di guerra per la precisione»⠀

“Pappagalli Verdi” fa parte di quella non troppo lunga serie di libri capitati fra le mie mani al momento giusto, perché sono bastate queste poche parole a convincermi che mi stesse chiamando.

Gino voleva fare lo scrittore e ha finito per fare il chirurgo di guerra. Poi però un libro (anzi due) l’ha scritto lo stesso e l’ha fatto per raccontarci parte di quello che ha visto con una schiettezza che non è mai distaccata, una metodicità chirurgica che rimane profondamente umana.

I pappagalli verdi sono degli ordigni, piccoli e colorati, che vengono spesso scambiati per giocattoli dai bambini che hanno la sfortuna di trovarli.
Come se non bastasse, queste mine sono progettate appositamente per mutilare senza mai uccidere, per condannare un intero Paese ad una generazione di giovani invalidi che non possono lavorare e hanno bisogno di assistenza.

Quelle che fino al 1997 sono state prodotte anche dall’Italia non avevano meccanismo di autodistruzione: significa che molte sono ancora lí, disseminate in paesi che hanno conosciuto la devastazione molto bene.
Le nostre mine sono ancora in Vietnam, in Armenia, in Afghanistan, in Cecenia.

Questo memoir è un libro prezioso e struggente, che raccoglie tante storie diverse di altrettante persone diverse e le condensa in una constatazione che non ha la pretesa di essere politica o risolutiva, ma senz’altro vera: il prezzo piú alto di ogni guerra lo pagano i civili, sempre.
Profile Image for HOT DOG.
32 reviews4 followers
December 21, 2021
Un libro che crea una dura e amara consapevolezza sul mondo, il mondo di oggi.
Profile Image for Uranium.
187 reviews8 followers
June 2, 2021
Conosco l’impegno di Gino Strada nelle zone più disastrate del mondo, foto in copertina di un bambino ferito: proprio non riuscivo a capire il titolo di questo libro. Pappagalli verdi sono semplici volatili? Oppure un qualche gioco? E ho pure pensato a quel famoso arnese che si usa per le urine! La spiegazione sta tra le pagine del libro: i pappagalli verdi sono delle mine antiuomo, di fabbricazione russa, con dei pezzi di plastica verdi ai lati che ricordano delle ali.
Al di là di questa mia défaillance iniziale, questo libro l’ho divorato. Si tratta di piccoli capitoli, divisi per zone di guerra (Kurdistan Iracheno, Afganistan, Ruanda, Etiopia, etc) che non seguono un ordine cronologico, in cui il chirurgo Gino Strada ci offre piccoli scorci del suo difficile quanto importante mestiere. Ci parla dei danni delle mine antiuomo e delle bombe inesplose, delle difficoltà di “tirare su” un ospedale dal nulla, degli infermieri e medici che sono morti cercando di aiutare il prossimo, delle sue paure di padre e marito lontano dalla famiglia. Insomma c’è di tutto e di più in questo libricino!

Lo ammetto la lettura, seppure molto interessante, mi ha generato più di qualche incubo. Io lo inserisco comunque tra i libri fondamentali per l’umanità. Ci si sente tristemente impotenti ed incazzati per tutta la merda che ci sta attorno ma almeno tiriamo fuori la testa dalla sabbia.
Profile Image for Post Scriptum.
422 reviews120 followers
December 10, 2014
I vecchi afgani le chiamano pappagalli verdi. Sono mine antiuomo, con ali laterali. Servono a farle volteggiare meglio. Non cadono a picco quando vengono rilasciate dagli elicotteri, si comportano come i volantini, si sparpagliano qua e là sul territorio. La mina non scoppia subito. Spesso non si attiva se la si calpesta. Ci vuole un po’ di tempo. Bisogna prenderla, maneggiarla ripetutamente, schiacciarne le ali. Chi la raccoglie, può portarsela a casa, mostrarla nel cortile agli amici incuriositi, che se la passano di mano in mano, ci giocano. Poi esploderà. Le vittime sono sempre bambini.
Questo il diario di Gino Strada. Ricordi, strazianti, della sua esperienza di medico sugli scenari di guerra del nostro tempo.
Un libro che non deve mancare nelle case, nelle scuole, nelle biblioteche. Un libro che deve servire a tutti noi per smettere di commuoverci e spendere parole contro la guerra, parole di compassione per quei "poveri bambini" e poi rimanercene comodamente seduti in poltrona, ma serva a farci muovere, ognuno per quel che può, per quanto può, ma muovere, perché anche se sono piccole gocce, come dice Gino "è meglio ceh ci sia quella gocciolina, ché se non ci fosse sarebbe peggio..."
Grazie Gino!
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