Poiché Cressida non replicava, il professor Eddinger continuò, ma in tono più concitato, seccato. “Signorina Mayfield, è fuori questione che il suo sia un buon lavoro. Anzi, direi ottimo. Brillante. Il suo progetto mi ha davvero affascinato, anche se in un primo momento non volevo nemmeno esaminarlo, visto che era stato consegnato così in ritardo, e senza nemmeno una scusa, chessò, magari che aveva avuto dei problemi di salute.” Eddinger tacque, come per dare a Cressida la possibilità di dire qualcosa - ma cosa? (Soffriva di diselessia? di autismo? di schizofrenia, disordine bipolare, paranoia? di idiozia?)
La Oates, secondo me, è sottovalutata. Viene considerata una scrittrice piuttosto commerciale, quasi una sforna-bestseller, in confronto a colleghe di fama letteraria più prestigiosa come Alice Munro, Elizabeth Strout o Marilynne Robinson. La colpa è sua: è esageratamente prolifica. Ma è un equivoco. I suoi romanzi sono quasi sempre bellissimi, scritti con grande profondità e sottigliezza psicologica, solidamente costruiti, e tutt'altro che commerciali.
Cressida, la studentessa scomparsa, è un personaggio bellissimo. Non è una ragazza normale, e tuttavia non è nemmeno anormale. Tutti conosciamo persone così: magari molto intelligenti, spesso piene di talento, eppure incapaci di vivere in mezzo agli altri, di adattarsi a usi e costumi della società, di fare amicizie, di avere relazioni con l'altro sesso, di affrontare esami, colloqui di lavoro, viaggi, dichiarazioni dei redditi. Finiscono, di solito dopo una giovinezza promettente e problematica al tempo stesso, per restare impantanati in casa dei genitori per tutta la vita. Ma qual è la diagnosi? Io non me ne intendo, ma credo che non esista nessuna diagnosi e soprattutto nessuna cura. Non hanno malattie mentali, né disturbi psicologici come gli asperger o i borderline. Forse sono semplicemente molto, molto sensibili.
E cosa fare con queste persone? Come comportarsi, se si è loro genitori? a chi chiedere aiuto, consiglio? Il mondo fa finta di niente quando non sa che fare - in fondo ci sono problemi ben più gravi, disgrazie ben peggiori. Vero.
Ma la Oates sa che queste persone possono diventare problemi ben più gravi e disgrazie ben peggiori, per se stessi e per le loro famiglie. È il caso di Cressida Mayfield, tanto sensibile e tanto orgogliosa da non poter sopportare d'esser sbeffeggiata da un bambino, d'esser criticata da un professore, d'esser respinta da un ragazzo: tanto sproporzionata è la sua reazione a questi episodi da innescare una catena di sofferenze e tragedie che coinvolgerà più di una famiglia.
La Oates, altro che sforna-bestseller!, scrive dell'essenziale: del modo in cui le persone affrontano e sopportano la sofferenza e la felicità, la malattia, la violenza, la miseria, l'amore, la solitudine, la paura e la morte; e con quanta bravura, con quanta verità.