Un uomo vaga sul ciglio di una strada in montagna, i suoi abiti sono sporchi di sangue, nel suo zaino viene trovata una mano mozzata con un anello e la foto di un volto di ragazza con due ellissi di carta sugli occhi. Teresa Battaglia, commissario di polizia a Udine, si butta anima e corpo sul caso. Ma sono troppe le cose che non un uomo in stato confusionale da cui non riescono a sapere nulla e lo spettro della pazzia in un caso di omicidio. E se, invece, la ragazza non fosse ancora morta e ci fosse tempo per salvarla? Ma il tempo, a Teresa, divorata dal diabete e da una malattia che le rosicchia giorno dopo giorno frammenti sempre più ampi di memoria, è l'unica cosa che manca.
Un thriller psicologico di grande atmosfera, dai risvolti psicologici inquietanti. Con "La ragazza dagli occhi di carta" Ilaria Tuti, astro nascente della narrativa di genere italiana, è arrivata finalista al Premio Grado Giallo 2015.
Ilaria Tuti lives in Gemona del Friuli, in the province of Udine. She has a degree in economics, has always had a passion for painting, and freelances for a small independent publisher in her spare time. She won the 2014 Gran Giallo Città di Cattolica literary prize for her short story “The Pagan Child.” Flowers over the Inferno is her debut novel.
"È difficile riconoscere il male, quando è troppo vicino. Non c’è prospettiva, non si riesce a mettere a fuoco. Ci è già addosso e ha il volto amico di chi amiamo."
Per quanto mi riguarda un esordio alla grande! Un corto che ha tutte le caratteristiche di un thriller fin dalle prime righe, per non parlare delle ultime... Il tutto dosato al punto giusto: breve ma serrato, da leggere in un fiato (toh! ho fatto pure la rima...) Poi c'è lei, Teresa, una donna commissario che combatte, oltre che con il Male, con la sua malattia e la sua mente; una donna così volitiva, così tenace, così umana, che non si può non ammirare.
Questo approccio lascia ben sperare per il romanzo "Fiori sopra l'inferno" di recente pubblicazione che spero di poter leggere al più presto.
Breve ma decisamente coinvolgente. Qui nasce il commissario Teresa Battaglia, che già avevo conosciuto in Ninfa dormiente, personaggio forte e appassionato.
"Nascondi gli occhi di una persona, sostituiscili con qualcosa di inanimato, e ottieni un pupazzo. Un oggetto verso cui non puoi provare compassione". La ragazza dagli occhi di carta, uscito tre anni prima dell'ottimo Fiori sopra l'inferno, opera prima di Ilaria Tuti, introduce il personaggio di Teresa Battaglia, il commissario protagonista proprio di quel romanzo. In realtà, visto che questo non è esattamente un romanzo vero e proprio (ci troviamo di fronte a poco più di una cinquantina di pagine), è più che altro un racconto lungo, comunque ben scritto e ben impostato che, a mio avviso, avrebbe meritato di essere sviluppato in un romanzo vero e proprio: le premesse (e le potenzialità) ci sono tutte. Partiamo dalla protagonista. Teresa Battaglia è un personaggio "sui generis": stremata e provata sia nel fisico che nell'anima (e leggendo questo racconto capirete perché) ha deciso, contro ogni previsione, di non arrendersi a ciò che il futuro ha in serbo per lei. E che dire del racconto vero e proprio…? La ragazza dagli occhi di carta, che si legge in un'oretta abbondante (e prendetevela tutta… ne vale davvero la pena) è strutturato in maniera tale che nessuno (sia esso colpevole, innocente o vittima) è realmente ciò che sembra; per cui i diversi ruoli, come nel gioco degli "specchi deformanti", spesso si sovrappongono o, addirittura, si scambiano. Consigliatissimo, anche se non avete letto Fiori sopra l'inferno. [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Questo è un racconto del 2015, un progetto che anticiperà di li a poco il suo esordio Il personaggio d Teresa Battaglia qui è allo stato nascente ma promette ciò che ha poi mantenuto nel primo libro, Fiori sopra l’inferno In La ragazza dagli occhi di carta, Ilaria Tuti ha dimostrato di saper usare bene la tecnica narrativa del thriller psicologico: una buona trama e una tensione crescente . Il secondo romanzo, Ninfa dormiente, dove la Battaglia è sempre protagonista, mi aveva un po’ delusa. Forse i personaggi, anche quelli più azzeccati, dopo una serie di “avventure”, risentono di una certa stanchezza ..
Eccezionale! Un racconto giallo che non ti permette di interrompere la lettura. Una commissaria di polizia molto particolare che rimane stampata nella mente e che merita un palcoscenico più ampio. Un grandissimo testo!
Questo racconto breve ha tutti gli elementi che amo di questa serie, ma in formato ridotto, ed è stato impossibile smettere di leggere (ovvio, la sua mancanza di lunghezza qui ha aiutato parecchio, ma sono riuscita a leggerlo dall'inizio alla fine senza dover mai smettere ed è stato meraviglioso!). Teresa Battaglia è una protagonista fantastica. Mi piace che sia una donna di una certa età, che deve fare i conti non solo con un passato difficile, ma anche con un presente ancora più arduo. E poi abbiamo il paesaggio, che in questa serie è un vero e proprio personaggio. E' lì, incontaminato, onnisciente, quasi fosse uno spassionato osservatore, ma allo stesso tempo è pieno di vita e di meraviglie. E la storia è veloce, ricca di azione, senza un momento di noia, anche se ci sbatte in faccia il male, quello vero, senza alcun rimorso o tentativo di nasconderlo.
This short story has all the elements I love in this series, but it is bite-seized and it was impossible to put down (and sure, the shortness of it really helped, because I managed to read it in one sit and it was glorious!). Teresa Battaglia is a great character, and I like that she is an older woman with a difficult past and even a more difficult present. We also have the landscape, that is almost a character in itself in this series. It is unforgiving, wild and ominous, and yet alive and magnificent. And the story is fast-paced and compelling even if we have to face real evil in it, and you have to confront it, there is no hiding from it. It is a compelling story and I was so invested in it! (Now I just have to go back to this series and read the ones I have left!)
Diciamo che si può considerare questo racconto lungo un prequel per il fatto che è stato scritto prima che la serie venisse pubblicata da Longanesi, ma che, in effetti, cronologicamente sarebbe da collocare dopo Fiori sopra l'inferno, con cui condivide l'apparizione dei Krampus la sera di San Nicola. Marini, infatti, si trova già al commissariato di Udine, solo che in questo racconto è una persona del posto, perché, appunto, è lui a spiegare a Teresa dei Krampus. E anche Parisi non fa parte della squadra del commissario Battaglia, ma è della scientifica. Per il resto, Teresa ha già sia il diabete che un principio di Alzheimer, ma anche se il caso è piuttosto complesso per essere un racconto così breve, si sente che è ancora acerbo rispetto ai romanzi successivi.
Un breve ma intenso racconto. Viene fermato un uomo sporco di sangue con una mano di ragazza nello zaino.Teresa Battaglia deve scoprire cosa è successo. Incalzante.
Io sono abbastanza allergica alle novelle, se poi sono addirittura sotto le 100 pagine è davvero difficile che mi prenda davvero. Ed ecco l'eccezione. Su un libro che non è neanche romance. Ho sentito molto parlare dei libri della Tuti visto che ne hanno anche tratto una serie televisiva, ma non avevo mai letto niente di suo. In questo breve racconto conosciamo il commissario Teresa Battaglia, una donna di mezza età, divorziata, alle prese con importanti problemi di salute, di cui nessuno sa niente. Viene chiamata ad indagare dopo che viene fermato un uomo lungo la strada, in stato confusionario, ricoperto di sangue. Quando all'interno dello zaino viene rinvenuta una mano femminile scatta la ricerca.
Devo dire che anche se breve il racconto è sviluppato molto bene, sembra molto più lungo. L'indagine è abbastanza completa e ti lascia con la voglia di leggere la serie principale per scoprire come se la caverà Teresa con i suoi problemi. Il finale del racconto è abbastanza aperto e lascia una libera interpretazione alla conclusione. Utile per passare un'oretta di tempo e per iniziare un primo approccio col genere e con i libri della Tuti.
Ben descritto e creato il personaggio della protagonista dell’indagine. Viene voglia di approfondire, di leggere altri racconti su di lei. Viene affrontato il tema della violenza sulle donne con una trama particolare.
Questa domanda batteva insistente nella mia mente, mentre leggevo la storia. Al termine ho riguardato la copertina. La ragazza ha i capelli di un'anziana, ciocche grigie che stemperano nel bianco della neve.
"È difficile riconoscere il male, quando è troppo vicino. Non c'è prospettiva, non si riesce a mettere a fuoco. Ci è già addosso e ha il volto amico di chi amiamo".
"La ragazza dagli occhi di carta" è la storia di un commissario donna ingobbito dalla vita che lotta contro il tempo e la malattia per risolvere il caso, ed è la storia di una ragazza scomparsa, nella ricerca della quale restiamo invischiati come mosche su una ragnatela fatta di freddo e di neve, di ragione e follia, incubo e desiderio. Al male incarnato, che ha nascosto gli occhi di Anneke, fa da controcanto il male inteso come malattia, che piano piano rosicchia la mente di Teresa. Mente e occhi, sede e specchio dell'anima.
Ilaria Tuti ci presenta una vicenda a cavallo tra Italia e Austria che si snoda lungo le salite e le discese montane, attraverso sentieri lastricati dai pensieri e dalle emozioni delle due donne, vittime del male che le segue da presso assumendo facce diverse, derubandole, passo dopo passo, della loro essenza, e dei ricordi, passati o futuri che siano. Ho usato il verbo "presentare", perché la vicenda sembra un anticipo di quello che potrebbe essere un buon romanzo. Il finale, accennato, sospeso, infatti, è l'unico motivo per cui ho dato "solo" quattro stelle. La scelta dell'autrice è dipesa, forse, dalla necessità di contenere il giallo in uno spazio limitato (leggo che è giunto in finale al Premio Grado Giallo e quindi c'era forse un limite di battute da rispettare), o da qualche altro motivo, però avrei voluto conoscere più a fondo le protagoniste, sapere qualcosa del loro passato, invece di dedurlo dai frammenti che affiorano tra le righe.
A ogni modo, "La ragazza dagli occhi di carta" resta un'avvincente storia con due donne interessanti, un appassionante viaggio nel male e nell'anima che chiama un romanzo a gran voce. Spero che Ilaria mi accontenti.
Della serie di Teresa Battaglia ho già letto i primi due romanzi, ma questa novella introduttiva del personaggio mi mancava.
Ho trovato la storia carina, in grado di catturare il lettore. Però diciamocelo: un caso che si risolve in 50 pagine alla fine sono troppe poche! Non c’è davvero il tempo di metabolizzare che cosa sia accaduto e che cosa stia accadendo, chi sia chi, che si è già arrivati alla soluzione del caso. E questa cosa, il non poter fare viaggi mentali sul per chi e per come, mi ha lasciato davvero molto insoddisfatta arrivata alla fine. Lo stesso è successo con i personaggi, che da queste poche pagine è impossibile conoscere, o riconoscere, per chi ha già letto i libri successivi: al massimo si può intuire lo spirito battagliero di Teresa (un cognome una certezza) e i suoi problemi di salute, ma nulla di più, senza contare che probabilmente il mio pensiero è stato influenzato dal fatto che già conoscevo il suo carattere.
Nel complesso una novella con molto potenziale, ma ahimè troppo breve. Sicuramente avrebbe avuto bisogno di molte più pagine: si fosse trattato di un vero e proprio romanzo credo che l’avrei davvero apprezzato maggiormente, perché l’idea di base è davvero bella!
"La muchacha de los ojos de papel" es una narración corta de la mejor escritora italiana de novelas policíacas. Parece que le gusta más escribir cuentos, pero se encuentra a la altura de los novelistas reconocidos como Stig Larsson y Jo Nebo, entre otros. Comienza presentando al supuesto asesino corriendo por la carretera, con poca ropa, muy ensangrentada y en aparente estado de shock. La temperatura ambiente es muy baja en la escena, porque se trata de un bosque al pie de los Alpes y a una zona cercana a la frontera con Austria. La Policía lo detiene debido a las llamadas de los vecinos. Lo recibe la Comisaria Teresa Battaglia, reconocida por su hosquedad y mal genio, pero excelentemente hábil en su profesión. Su actitud se la debe a la diabetes y a al alzheimer que la persigue. El hombre de la carretera se niega a hablar, pero la competente policía descubre en su mochila una mano de mujer cortada con bisturí, de ahí se desata la investigación sobre la propietaria de la mano y de cuyo rápido encuentro su vida depende. La búsqueda implacable en los bosques nevados y a bajas temperaturas ponen a prueba la habilidad de la "Comissà" Battaglia. Como tiene que ser, la narración tiene un desenlace inesperado.
Ho letto questo libro per il minigruppo di Profumo di libri (una costola del gdl :)), mi è piaciuto, ma non mi ha entusiasmato anche se il finale non è male. Questo racconto lungo, scritto dalla Tuti probabilmente per partecipare ad un premio letterario, fa parte della serie di Teresa Battaglia, ma a mio avviso non può essere considerato un prequel poiché l'ispettore Massimo Marini collabora con la Battaglia già da tempo e si dà per scontato che il lettore conosca i problemi personali della protagonista. L'autore ama molto Carrisi e si vede... Alcuni elementi della trama sono molto simili a quelli presenti ne "Il suggeritore". Ciò che contraddistingue la scrittura della Tuti è la grande capacità descrittiva ed evocativa: il lettore ha davvero l'impressione di trovarsi negli stessi luoghi e di vedere ciò che vedono i protagonisti del racconto.
L'ho letto dopo aver già conosciuto la Tuti con "Fiori sopra l'inferno" e "Ninfa dormiente". Questo è un brevissimo romanzo (antecedente ai due libri di cui sopra) in cui viene introdotta la figura del commissario Teresa Battaglia. Le atmosfere, le ambientazioni di confine e la grande capacità della penna della Tuti sono già tutte presenti.
Per i kobo-maniaci e i kindle-fissati, amanti delle serie e dei gialli, c'è un meraviglioso regalino, un racconto gratuito con protagonista uno dei personaggi più fantastici mai inventati nel globo: Teresa Battaglia.
Si legge velocemente (purtroppo) ed è un po' un flashback, visto che Teresa è ancora più o meno in sé stessa, lontana dalla confusione pressoché totale dell'ultimo libro, col fedele Marini a fianco e alle prese con misteri e delitti, ma anche con umanità e solitudine, come sempre accade nei suoi casi.
C'è una corsa contro il tempo per sperare di salvare una donna, torturata e tenuta chissà dove. Riuscirà Teresa a trovarla viva?
Per chi teme come me che da un libro all'altro ci sia necessità di un addio che non siamo pronti ad affrontare, sono boccate d'aria preziose, delle quali al solito ringraziamo profondamente @ilaria.tuti , che con immensa magnanimità elargisce.
Ilaria, mettiti una mano sulla coscienza mi raccomando.
Ho deciso di iniziare a leggere le storie di Teresa Battaglia, commissaria che vive e opera a Udine, nel freddo Friuli. Questo romanzo in realtà è una sorta di storia 0 o comunque di prequel rispetto ai romanzi, infatti è lungo poco più di 50 pagine. In queste poche pagine la commissaria riesce a fare luce su quello che sembra un efferato delitto avvenuto nello stretto ambito familiare. In queste poche pagine l'autrice presenta il suo personaggio che mi è piaciuto molto perchè non è giovane, non è figa, non è sportiva e in salute ma riesce comunque con il "muscolo" più importante e sottovalutato ad arrivare alla conclusione del caso. Il genere è decisamente noir e anche un filino splatter ma non troppo, il giusto. Infatti la frase iniziale è presa da un romanzo di Carrisi cui credo si sia ispirata, almeno per questa prima indagine. Quello che mi ha lasciata veramente esterrefatta è la somiglianza incredibile di una scena ad un libro che ho appena terminato di leggere, Piotr il lettone. Anche in quel caso ci sono due gemelli e una fotografia rivelatrice dove uno dei due guarda l'altro con venerazione...e poi sbrocca. Non lo so se sia un caso, un omaggio, l'ispirazione per scrivere qualcosa poi di originale. Di certo quello che mi ha colpita è che ho letto questi due libri, separati da almeno settanta anni, a meno di 24 ore di distanza...quando si dice il caso...
continuerò a leggere di Teresa Battaglia, mi è piaciuta la rossa!
La Ragazza Dagli Occhi di Carta è un racconto brevissimo di Ilaria Tuti per NeroPressEditore. ⠀ Un uomo completamente sporco di sangue viene trovato mentre vaga per le strade del Friuli al confine con l'Austria. L'uomo non parla ma nel suo zaino viene trovata la mano amputata di una donna. ⠀ Il racconto della Tuti è un piccolo gioiello; un thriller appassionante, ben scritto, pieno di ritmo e con una trama molto accattivante. La prova lampante che per far un buon thriller non sempre serve infarcirlo di parole e particolari inutili. ⠀ La Ragazza Dagli Occhi di Carta è un racconto che parla del Male, di molte sfaccettature del Male con un colpo di scena non indifferente e che non ho visto arrivare. La protagonista, il commissario Teresa Battaglia, è una donna che ha sofferto e sta soffrendo, e forse è proprio questo malessere che le apre gli occhi in modo diverso sul mondo, un mondo malato. ⠀ Come dicevo il racconto è come fosse il numero zero della serie dei romanzi della Tuti sul commissario Battaglia. Un bellissimo racconto di cui mi sarebbe piaciuto anche leggere una sotria più estesa perchè i personaggi che entrano in gioco della trama sono tutti molto interessanti. ⠀ Come sempre gli amici di NeroPress pubblicano racconti e romanzi di grandissima qualità.
Teresa Battaglia, prossima alla pensione, si trova un caso al quanto bizzarro. Un uomo sospetto, ricoperto di sangue ha nello zaino una mano e delle foto di una ragazzaa cui hanno sostituito gli occhi con pezzi di carta. Le indagini prtono alla cieca, nel modo più assoluto, perchè l'uomo non parla e non sanno chi sia la ragazza. Ero un po' prevenuta nei confronti di questo libro perchè un giallo e di poche pagine, per una brutta esperienza preendente. Fortunatamente questo libro è partito bene ed è rimasto tale fino alla fine, mi ha spinto a leggere altro dell'autrice. Mi piace molto lo stile leggero e scorrevole e, nonostante le poche pagine, la facilità con cui mi sono trovata coinvolta nella narrazione e nello svolgimento delle idagini.
Mi è piaciuto molto questo racconto. Scopro solo ora, con colpevole ritardo, Ilaria Tuti e devo dire che con questo racconto mi ha completamente convinto: ha pathos, uno stile narrativo veloce e una storia ben costruita intorno ai personaggi.
Un uomo viene fermato in stato confusionale. Nel suo zaino un’arto mozzato e la foto di una ragazza, con gli occhi coperti da dei pezzettini di carta. Il Commissario di Polizia Teresa Battaglia nasce qui, e piace subito. Una donna commissario che non scimmiotta gli uomini, ma mette tutte le capacità femminili nelle sue indagini, compreso cercare l’empatia non solo con le vittime, ma anche con i colpevoli.
Un uomo in evidente stato confusionale viene trovato sul ciglio di una strada di montagna, con i vestiti insanguinati e nello zaino la mano mozzata di una donna ed una foto con gli occhi coperti da pezzetti di carta. Portato in centrale viene interrogato ed inizia una nuova indagine per Teresa Battaglia, perché ci sono degli elementi che non convincono. Ilaria Tuti dimostra ancora una volta la sua bravura, non è semplice creare un caso complesso in così poche pagine, indubbiamente a qualcosa ha dovuto rinunciare in questo caso è la caratterizzazione dei personaggi, che sono stati appena delineati. Per il resto è stato piacevole rivedere il bellissimo e scontroso personaggio di Teresa Battaglia alle prese con un nuovo caso.