Doppia Recensione
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VegaVampy - per RFS
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Il visconte di Sheffield Benedict St. John non era nei piani di lady Amelia Pembroke, e per una donna che di norma è una perfetta organizzatrice, è sicuramente una grande novità.
Ci troviamo a Londra, in pieno periodo Regency, in particolare la storia inizia il 12 Dicembre del 1815.
Fin da ragazzina Amelia si è occupata della gestione della casa del fratello, duca di Ranvewood, e quando ormai trentenne si rende conto che questi, per non arrecarle dispiacere, non si sarebbe mai sposato prima di lei, decide di trovare marito in dodici giorni e che entro Santo Stefano avrà una proposta di matrimonio.
Quale occasione migliore del settantacinquesimo ballo della vigilia di Sheffield? Lì si troverà riunito tutto il ton londinese, e lei potrà scegliere tra duchi e conti; ovviamente non cerca un matrimonio d’ amore, ma un’unione che porti prestigio alla casata del fratello e la faccia sentire comunque utile.
Quando scopre che il visconte ha cancellato il ballo, a causa di un incedio che ha distrutto la sala dove si teneva da tradizione, decide di organizzarlo lei in una nuova collocazione.
Si presenta dunque a casa del visconte con mille idee, un no da parte sua non è ammesso, così i due si frequenteranno per questi fatici e galeotti dodici giorni, al fine di organizzare in tempo record il nuovo ballo.
Si tratta di un racconto di meno di 100 pagine, e normalmente è difficile trovare storie equilibrate in tutte le loro parti, quando sono così brevi, eppure Erica Ridley è stata magistrale in questo e il risultato sono 92 pagine di pura gioia.
Raramente un libro è riuscito a lasciarmi tale appagamento come in questo caso, suscitando in me, al termine della lettura, una vera e propria sensazione di felicità.
Aggiungiamoci che il romanzo si può acquistare gratuitamente su Amazon, e quindi cosa chiedere di più?
La scrittura è piena di ritmo senza essere eccessivamente veloce, e il romanticismo la fa da padrone. Non compaiono scene di sesso, ma l’attrazione tra i due protagonisti pone un velo di sensualità sulla storia, per quanto la passione non venga consumata.
Ho amato entrambi i personaggi principali; il visconte, rispetto a tanti protagonisti senza spina dorsale, ha capito come trattare Amelia, dandole uno scopo. Lei non è il tipo di donna da trattare come un soprammobile, e senza niente da gestire sarebbe appassita; al pari di lui è una donna di carattere, è “moderna” e intraprendente, un vero e proprio uragano.
Consiglio questo alle romantiche e a chi ha bisogno di un sorriso.
Per le sensazioni che mi ha trasmesso il libro questa volta farò un’eccezione e darò 5 stelle, perché nel suo piccolo è un vero gioiellino, non fatevelo scappare!
2"
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Lucia63 - per RFS
«La signora ha accennato alla natura della sua visita? Affari o piacere?»
«Entrambi, milord.»
Benedict tossì. «Entrambi?»
«La signora non ha voluto precisare oltre. Ha detto… ha detto che spiegare il suo complesso piano a un maggiordomo sarebbe uno spreco del prezioso tempo di entrambi e che ciascuno di noi opererebbe in maniera molto più efficiente se pensasse ai compiti in cui siamo esperti. Poi ha estratto un libro e un paio di occhiali e si è seduta sul gradino a leggere.»
Benedict cancellò mentalmente i suoi piani per il teatro. Amava le attrici – anzi, le trovava di grande svago – ma doveva ammettere che non era mai stato esattamente affascinato da una di esse. Erano creature semplici e attraenti, il che era precisamente la ragione per cui gli piacevano. Dopo una lunga giornata trascorsa a discutere nella Camera dei Lord, condurre trattative d’affari o gestire le proprietà che aveva dato in affitto, gli piaceva staccare il cervello e lasciare che il suo corpo prendesse le redini per qualche ora. O almeno, aveva sempre creduto che ciò gli piacesse. Cominciava a pensare che preferisse essere intrigato. Controllò nuovamente l’ora. Ancora un quarto alle otto. All’improvviso gli venne in mente una cosa. «Vuoi dire che stiamo lasciando che una signora si congeli il posteriore sul cemento coperto di melma dei nostri gradini?»
Coombs scosse la testa. «Assolutamente no, milord. La signora ha portato diversi tappeti e uno scaldino, e ha fatto pulire i gradini al suo cocchiere prima di sedersi. L’uomo la tiene d’occhio, anche se non è riuscito a convincerla a risalire in carrozza.»
Benedict si tamburellò sulla gamba con le dita. Non solo quella donna era venuta preparata nel caso avesse dovuto attendere… aveva saputo che ciò sarebbe successo! Aveva messo in conto il tempo perso, l’ingresso negato, lo sporco per terra, il tempo inclemente…
Primo di una serie, che al momento conta otto capitoli, questo non è un vero e proprio libro, ma un racconto lungo: non arriva infatti neppure alle cento pagine. È una sorta di prequel e ci presenta il Duca di Ravenwood e sua sorella, che è la vera protagonista della storia. Vengono accennati anche gli amici del Duca, che lui chiama “I Duchi di guerra”, e che sono coloro che, di capitolo in capitolo, conosceremo nei prossimi libri.
Lady Amelia è in procinto di compiere trent’anni, è sorella di un Duca, ha una dote cospicua e l’unico motivo per cui non ha ancora un marito è perché fino a questo momento non lo ha ritenuto di nessuna utilità. Tuttavia, ora le cose stanno per cambiare, si sta infatti rendendo conto che suo fratello non ha ancora pensato di sposarsi, e generare un erede, perché la ama e non vuole toglierle la gestione della casa che lei ha sempre diretto in modo impeccabile. Per questo Amelia è decisa a trovare un marito adeguato nel minor tempo possibile, e il modo migliore per riuscirci è presenziare al ballo annuale del visconte Sheffield: una delle feste più acclamate del ton, dove è sicura di poter vagliare con comodo i candidati che ha precedentemente selezionato. Ma dopo ben settantaquattro balli annuali, la festa quest’anno non è prevista: la sala da ballo degli Sheffield è andata a fuoco, non c’è tempo per riparare i danni, e nessuno sarebbe in grado di preparare un evento di tale portata in sole due settimane… nessuno tranne una donna molto determinata che si è prefissata uno scopo preciso. E la rigida routine del visconte Sheffield, sta per essere completamente sconvolta.
Amelia è una donna che ha sempre avuto un grande potere: ha diretto con mano ferma la casa del fratello fin da giovanissima, abituandosi a prevedere ogni possibile imprevisto, organizzando tutto con cura maniacale e incredibile efficienza, ma non si è mai curata troppo di sé stessa e il divertimento non è mai stato previsto nelle sue giornate. È così abituata a pianificare ogni momento della sua vita e di chi le sta vicino, che intende trovare marito servendosi di una lista di possibili candidati, scegliendolo come su un catalogo, in modo da non dover perdere troppo tempo. Il visconte Sheffield, al contrario, ha sempre saputo ritagliarsi del tempo per divertirsi, nonostante prenda estremamente sul serio il suo titolo e il lavoro che esso comporta. Dopo aver ereditato un titolo, che non si aspettava di ricevere, ha organizzato la sua vita dividendola in due parti ben distinte: dalle otto del mattino alle otto di sera si prodiga incessantemente per le sue tenute e per le persone che vi lavorano, gestendo il tutto con grande bravura. Ma dalle otto di sera alle otto di mattina vi è il teatro, il divertimento, donne belle e generose, e tutto ciò che può rendere piacevole la sua vita. Non ha mai lasciato che qualcosa lo potesse distogliere dalla sua ben collaudata routine, ma tutto questo è destinato a cambiare quando nella sua vita irrompe una donna decisa a fare in modo che il settantacinquesimo ballo degli Sheffield non venga rimandato.
Il visconte e Lady Amelia sono due personaggi abituati a gestire ogni aspetto della loro vita e poco disposti a cedere il comando, ma insieme creano una coppia davvero piacevole, e danno vita a un libro molto carino, che mi ha divertito, nonostante i limiti delle poche pagine. Tutto infatti avviene davvero molto rapidamente, ma i dialoghi sono brillanti e Amelia riesce a essere un personaggio davvero riuscito. Inoltre, la scrittura dell’autrice è leggera, ironica e riesce a strappare più di un sorriso. L’unica vera pecca è che i due protagonisti avrebbero meritato una storia con una trama più interessante e articolata e avrei preferito sapere qualcosa di più del loro passato. Ma questa autrice si è rivelata molto promettente e aspetto il libro seguente, “Il conte proibito”, di prossima pubblicazione, per confermare o meno la mia impressione.