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Vincenzo Malinconico #2

Mia suocera beve

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Vincenzo Malinconico è un avvocato semi-disoccupato, semi-divorziato, semi-felice. Ma soprattutto è un grandioso filosofo autodidatta, uno che mentre vive pensa, si distrae, insegue un'idea da niente facendola lievitare. E di deriva in deriva va lontano, con l'aria di sparare sciocchezze dice cose grosse sull'amore, la giustizia, il senso della vita. Intorno a lui capitano eventi straordinari, ma piú straordinari ancora sono i pensieri bislacchi che vanno e vengono dalla sua testa alla tua con assoluta naturalezza, spiazzandoti. Alla fine gli vuoi bene davvero, a Vincenzo Malinconico, anche quando, come in Mia suocera beve, viene nominato difensore d'ufficio in un anomalo processo ripreso in diretta dalle telecamere di un supermercato, dove un mite ingegnere ha sequestrato un boss della camorra. E con la sua proverbiale irresolutezza e il suo naturale senso del ridicolo, riesce a impedire una tragedia e forse anche a dare un senso a quel gran pasticcio che è la sua vita.

344 pages, Paperback

First published September 1, 2010

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About the author

Diego De Silva

45 books159 followers
Diego De Silva, scrittore, giornalista e sceneggiatore, è nato a Napoli nel 1964. Il suo romanzo "La donna di scorta" (1999) è stato finalista del premio Montblanc, "Certi bambini" (2001) è stato selezionato per il premio Campiello e "Non avevo capito niente" (2007) ha vinto il premio Napoli ed è stato finalista al premio Strega. Da "Certi bambini", la crudele storia di un ragazzo di strada assoldato come killer dalla camorra, è stato tratto nel 2004 l'omonimo film diretto dai fratelli Frazzi, vincitore di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, fra i quali l'Oscar europeo e due David di Donatello. Molti suoi racconti sono apparsi in svariate antologie, fra le quali "Disertori e Crimini". Dal racconto "Il covo di Teresa", in particolare, nel 2006 è stato tratto un film tv interpretato da Lina Sastri per la regia di Stefano Sollima. Con Antonio Pascale e Valeria Parrella ha firmato lo spettacolo teatrale "Tre terzi", interpretato da Marina Confalone e diretto da Giuseppe Bertolucci. Tra i suoi ultimi lavori si ricordano i romanzi "Sono contrario alle emozioni" e "Mancarsi". Oltre a scrivere per il cinema, la tv e il teatro, De Silva collabora al quotidiano "Il Mattino". I suoi libri sono tradotti in Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Portogallo e Grecia.

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5 stars
116 (12%)
4 stars
316 (33%)
3 stars
365 (39%)
2 stars
103 (11%)
1 star
31 (3%)
Displaying 1 - 30 of 77 reviews
Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews338 followers
February 5, 2017
Ripetitivo e inutilmente verboso, molto al di sotto del precedente romanzo che aveva come protagonista l’avvocato Vincenzo Malinconico, con una sintassi arzigogolata che, alla fin fine, esprime concetti abbastanza elementari. Si salva solo l’umanissimo dolore dell’ingegner Romolo Sesti Orfeo, benché venga offuscato dal gorgo delle parole inutili.
Profile Image for Terra.
1,235 reviews11 followers
January 19, 2025
dopo aver letto un paio di de silva, che mi sono piaciuti assai, ho deciso di conoscere malinconico, ma l'ho fatto a cose iniziate. insomma mi sono accorta solo dopo che questo è il secondo libro dove il protagonista è l'avvocato, e leggo che il primo è meglio. in effetti questo l'ho trovato molto godibile ma un po' pasticciato e disorganico, forzato qua e là. con tutto ciò, mi piace come scrive questo napoletano - anche se, finora, trovo che il capolavoro sia "certi bambini". e mi leggerò il primo malinconico.
Profile Image for Margherita Dolcevita.
368 reviews37 followers
November 15, 2010
Quando ho appreso, grazie ad aNobii, del nuovo libro di De Silva con protagonista Malinconico ho reagito entusiasta come se fosse in procinto di tornare il mitico Zio d'America, con un bastimento carico di doni, storie fantastiche e meraviglie varie.
Io amo De Silva, quando gli ho fatto autografare "Non avevo capito niente" -ringraziandolo per il capitolo sull'amore come malattia autoimmune della dignità- sembravo affetta dalla sindrome di Stendhal e penso che mi abbia scambiato per un'alcolista psicotica, ma fa niente. Amo anche Vincenzo Malinconico, per me è un personaggio che esiste sul serio, ecco perchè sono stata felicissima di sapere del suo ritorno.
Il libro è come uno se lo aspetta: il solito intricato marasma di pensieri, riflessioni, speculazioni, marasma che è parte integrante della vita di Malinconico e delle assurde vicende che lo vedono come protagonista. Si ride in varie occasioni, come nel precedente, De Silva è sicuramente un autore brillante che sa usare sapientemente le parole e ha dei tempi comici ben oliati, si nota benissimo qua e si notava benissimo in "Non avevo capito niente". Un plauso all'analisi delle canzoni, stupende.
Entra in scena la suocera, che è fisicamente meno presente di quanto ci si possa aspettare (insomma, d'altronde è nel titolo!), anche se rimane un personaggio importante, perchè è l'opposto di Malinconico. Io, che mi identifico più con l'avvocato, in effetti, se ci penso bene, vorrei essere come la suocera, più concreta, meno problematica, meno attenta alle cose futili, più calata nella vita reale. E' un personaggio che mi è piaciuto moltissimo.
Se devo trovargli un difetto (difetto che mette il romanzo una spanna sotto il precedente) è che temo stia diventando troppo snob. Ci sono moltissime riflessioni sull'attualità, sui media, sui giorni nostri, la maggior parte condivisibili, però sembrano trasudare uno snobismo tipico di molti autori tanto modaiolo quanto fine a sé stesso. A furia di criticare la massa non vorrei si perdesse di vista il fatto che non ci si può rivolgere sempre e solo a un'élite di privilegiati intellettuali, un autore morirebbe di fame se così fosse. Finché si critica con ironia va bene, ma quando si sfocia nel qualunquismo si rischia di perdere la bussola del romanzo e questo no, non va bene.
Profile Image for Chiara.
86 reviews12 followers
May 1, 2012
Sappiatelo sin da ora: adoro l'avvocato Vincenzo Malinconico.
Adoro la sua malinconia di fondo, il suo riflettere su qualsiasi cosa, le sue digressioni, l'analizzare ogni sentimento con piglio quasi matematico, il sarcasmo corrosivo... É uno dei migliori personaggi della letteratura italiana, è costruito per essere una persona reale e come tale si muove.
Questo romanzo mi è piaciuto anche se ho temuto di desistere arrivata a metà perchè trovavo un po'noiosa la storia del supermercato, avrei tagliato almeno un paio di capitoli per rendere il tutto più scorrevole ma a parte questo è un gran bel libro, si legge bene ed offre buoni spunti di riflessione.
Diventeremo tutti dei piccoli avvocati d'insuccesso quando finiremo di leggere?Assolutamente sì :)
Profile Image for Alberto.
243 reviews10 followers
January 8, 2014
Sembra scritto per passare alla cassa dopo il successo del precedente Malinconico. La comparsa del personaggio di Mary Stracqualurso abbassa il rating di una stelletta.
Profile Image for Fiorella.
258 reviews3 followers
January 2, 2021
"Mia suocera beve" di Diego De Silva

Secondo romanzo con l'avvocato Malinconico.
Un brav'uomo, per vendicare il proprio figlio ucciso, compie un sequestro di persona, in un supermercato, nei confronti di un camorrista. Malinconico è presente e in qualche modo diventa protagonista involontario dell'evento.
Intanto pensa, riflette, rimugina e porta il lettore con sé attraverso i suoi percorsi mentali strani e tortuosi. Incontra persone, lascia e si fa lasciare, scopre amicizie inaspettate, rapporti importanti che evaporano, affetti ritrovati e una suocera davvero insolita.
"All'amore io non ho mai chiesto di salvarmi la vita. Mi è bastato che ci fosse quando ne sentivo la mancanza, che non mi abbandonasse. Anche quand'era sgangherato e ridicolo, non l'ho mai lasciato andare."
Pronta per leggere il successivo.😉
Profile Image for Lucia  Russo.
59 reviews12 followers
June 19, 2022
Un po' sotto la media dei soliti di Malinconico, ma comunque sempre piacevole.
Profile Image for Pietro.
14 reviews4 followers
January 2, 2011
Forse meno bello del libro che segue (Io non avevo capito niente) ma cmnq interessante e divertente. Mi piacciono soprattutto i passaggi su cultura, costume e società contemporanea: analisi serie e precise sotto forma di ironia e sarcasmo.
Profile Image for Paola.
761 reviews157 followers
January 22, 2012
Si fa leggere bene, a volte si ride, anche a bocca storta, e alcune volte la testa si muove in segno di approvazione perché alcuni insights ci sono e si compartecipa.
In altre parti invece la narrazione si fa verbosa, spiega troppo, portando stanchezza a chi legge.
Tre * e 1/2
Profile Image for Giulia Sicuro.
372 reviews11 followers
February 25, 2016
Io adoro Vincenzo malinconico, se fossi in grado esprimerei quello che sento esattamente così ..nello stesso modo...sono molto Vincenzo malinconico
Profile Image for Margherita.
25 reviews5 followers
May 2, 2018
Malinconico in questo libro risulta quasi simpatico con la sua incapacità cronica di prendere una decisione e di prenderla in fretta senza aiuti o condizionamenti esterni, il suo piangersi addosso continuamente e la sua ansia sociale/difficoltà a relazionarsi con gli altri (e nonostante questo riesce anche a mettersi con la strafiga di turno?! Vincé, insegnami tu che io non son degna!). Ma a rendermelo davvero tanto simpatico è stata la sua autoanalisi sarcastica, che risulta per lui quasi una compagna di vita! Lo segue fedele in ogni piccolo momento della giornata, come un logorio interno ed incessante, che lo rende sia oggetto di simpatia (simpatia nel senso che vorrei coprirlo con una coperta stile "burritos" e offrirgli una tazza di camomilla, sperando si calmi e stia finalmente zitto e tranquillo), sia oggetto di odio spropositato, tanto da volerlo rincorrere con una mazza chiodata. Non c'è una via di mezzo tra simpatia e odio, o almeno non c'era per me mentre leggevo il libro...
Passando alla storia vera e propria... Non è un granché. Diciamo che c'è qualche botta di adrenalina e di tensione nei primi capitoli, ma poi finisce lì per il resto del libro? Cioè quando la "questione" viene risolta, il romanzo rimane piatto e anche un po' noioso.
Diciamo anche che se non fosse per il sarcasmo e l'ironia, non avrei finito questo libro. Ma soprattutto per le riflessioni dell'autore su reality, talk show, attenzione/sciacallaggio mediatico, ignoranza (già solo per la Stracqualurso, secondo me, questo libro merita in qualche modo di essere letto?) e società moderna in generale. Con questo non voglio dire che le riflessioni siano tutte state dei colpi da maestro, ma tra qualche cliché frutto di snobismo/qualunquismo fine a sé stesso, c'è comunque un contenuto che fa riflettere il lettore e non è sicuramente roba da poco.
Per questo penso che questo libro sia a metà tra l'essere libro "non impegnato", nel senso di quei libri fantastici che leggi quando non vuoi pensare a niente, quando vuoi semplicemente catapultarti in una storia dimenticando i sé e i ma, e un libro scritto per farti riflettere. Una sorta di ibrido che ti lascia svagare, ma che ogni tanto ti riporta alla realtà con un colpo ben assestato alla coscienza?
In ultima analisi il concetto del Pare Brutto, e del perché neanche io posso oppormi ad esso, me lo porterò dietro ancora a lungo:
"E insomma, ecco com'è che funziona il Pare Brutto. E' una specie di censore invisibile, che cerca di preservarti dalle figure di merda non gravissime. Semplificando, il Pare Brutto, ovvero il comune senso dell'estetica, potrebbe essere definito come il timore di fare o dire qualcosa di cui potresti pentirti. Per opporti alla sua dittatura devi avere stile, e spaerlo. Devi, insomma, avre una grande fiducia in te stesso. Ho appena spiegato la ragione per cui non riesco a oppormi alla dittatura del Pare Brutto."
289 reviews1 follower
November 5, 2025
Quanto mi piace Diego De Silva con il suo celebre e quasi serializzato Avvocato Malinconico.Sono sincero, non mi sono informato e non ho ben capito se c'è un ordine di lettura per i libri che hanno per protagonista Vincenzo Malinconico, ma in questo ho trovato alcuni passaggi che mi hanno fatto collocare la storia come successiva a una che avevo letto tempo fa.
Resta una storia del tutto autonoma, ma mi fa piacere cogliere collegamenti ed esercitare la memoria in questo caso.

Ad ogni modo, qui abbiamo la vicenda dell'Avv. Malinconico alle prese con due questioni principali e che si propongono a capitoli alterni fino a una buona parte del libro.
Da un lato abbiamo l'arrivo della notizia della suocera di Malinconico, alla quale diagnosticano un cancro. Lui, nonostante la suocera sia la madre della sua ex moglie, con la quale i rapporti sono un po' in disordine, cerca di fare qualcosa. Affronterà la visita alla suocera con il suo solito piglio sarcastico, irriverente e improvvisatore regalandole una bottiglia di Whisky.
Nel frattempo, nell'alternanza di capitoli che dicevo, Malinconico si ritrova ad assistere a un sequestro di persona in un supermercato. Un uomo vuol farsi giustizia da solo e architetta qualcosa di veramente strano. non voglio fare spoiler.
Il tutto si intreccia con una storia d'amore che attualmente il protagonista sta vivendo e l'intero libro è condito di umorismo, digressioni di filosofia quotidiana, battute, dialoghi al limite del surreale ma del tutto plausibili.

A me questo personaggio piace molto, così come piace la scrittura di Diego De Silva, non posso fare altro che consigliarlo



Profile Image for Svalbard.
1,142 reviews68 followers
November 17, 2020
Mi sono letto questo libretto per darmi una pausa leggera nella lettura di “Il tempo di una canzone”, un libro eccellente per molti aspetti (oltre che volumetricamente immenso) ma di una grevità emotiva, e anche depressiva, che non avevo più riscontrato dai tempi in cui lessi “La storia” di Elsa Morante; ne riparleremo. Mia suocera beve, dunque. Il mio primo contatto con le avventure dell’avvocato Malinconico, di cui ho sentito sempre dire un gran bene. E in effetti non mi sono dispiaciute queste storie reali e surreali, la caratterizzazione dei personaggi, l’umorismo sarcastico ed introspettivo con cui Malinconico indaga principalmente su sé stesso e sulle sue debolezze molto paperinesche. Divertenti anche le chiamate in causa di vari personaggi reali indotti a giocare ruoli immaginari; tra gli altri Michele Serra, con una sua “Amaca”, e Daria Bignardi con l’edizione onirica di una delle sue corride televisive. Peraltro, la vicenda raccontata - quella di un caso di cronaca nera, un sequestro di persona avvenuto in un supermercato con l’intenzione premeditata di metterlo in scena sulla tribuna televisiva; la suocera del titolo ha un ruolo marginale nella storia - è per sua natura molto “calata” nella contemporaneità mediatica in cui viviamo, e presta l’occasione per molti commenti e molte riflessioni interessanti in merito. E all’autore va anche l’onore, nonostante gli argomenti trattati, di essere riuscito a non pronunciare mai, mi pare, il nome del signor B.
Profile Image for Giulia Papalia.
346 reviews52 followers
February 8, 2021
Se Vincenzo Malinconico fosse nella cerchia dei miei amici non saprei come aiutarlo: inaccontentabile, sempre sul filo della felicità ma con la paura che si disgreghi sempre tutto fra le sue mani, vive con una nuvola di pensieri che pare andare avanti per inerzia.
Nonostante le avventure che lo vedono protagonista siano già mirabolanti – in questo caso un sequestro di persona in diretta tv al supermercato architettato da un apparentemente innocuo ingegnere informatico – le batterie di tutto il racconto sono le freddure e il rimuginare dell’avvocato.
Partendo dalla crisi con Alessandra Persiano, chiamata sempre con la formula nome/cognome e arrivando allo strano legame affettivo con la ex suocera, Malinconico affronta la deriva della giustizia in funzione della televisione, il pregiudizio, le insicurezze fino a raggiungere la consapevolezza della meraviglia della banalità.
Sempre brillante ma sottotono rispetto a “Non avevo capito niente”, non vedo l’ora di leggere i restanti tre libri della serie.
Sia mai che impari ancora qualcosa su me stessa.
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books45 followers
September 30, 2022
Buon libro, pPeccato che ripeta lo schema amoroso del precedente (teorema: la Donna che ancora non conosci biblicamente è sempre meno Stronza della Donna che l'ha preceduta).
All'inizio mi perplimeva abbastanza la faccenda iperrealistica, con conseguenti riflessioni massmediologiche alla Aldo Grasso, sul sequestro al supermercato.
Non perché De Silva non ne sia all'altezza ma perché all'epopea di Malinconico, ontologicamente fondata sul superfluo, sul laterale, sulla chiosa, sulla divagazione, l'eccesso di fatti nuoce.
Continuo a pensarlo, sia ben chiaro. Però vabbe', va', come direbbe lui. Lo stile resta quello che era, alto e godibile e un po' da mal di testa, come strafogarsi di gorgonzola annaffiato da una bottiglia di sauternes. Ogni tanto, al posto dell'insalatina e della fettina di tacchino, qualcosa di sapido ci vuole.

Semmai, ma questa è un'altra storia, sono triste perché qui non si sa più niente del cane depresso e del camorrista che l'aveva traumatizzato. Che meraviglie, l'uno e l'altro.
Profile Image for Anto_s1977.
799 reviews36 followers
July 26, 2022
Il protagonista di questa serie di romanzi è il semisconosciuto avvocato Malinconico, che, suo malgrado, si ritrova coinvolto in un evento trasmesso in diretta TV. Trovarsi in questa situazione gli regala un momento di celebrità, abbastanza gradita, perché in fondo Malinconico è un uomo egocentrico, abbastanza sopra le righe e preda di continue riflessioni, che richiamano un po' il flusso di coscienza, difficile.da seguire.
Dopo un inizio divertente e interessante, grazie alle riflessioni sui processi mediatici, sulla qualità di ciò che la TV offre e sulla professionalità di chi giornalmente informa, la mia attenzione e il mio gradimento sono andati rapidamente scemando, a causa del mix, senza filo logico e/o cronologico, di osservazioni pungenti sulla società odierna, sulla famiglia, sulla giustizia. Probabilmente, se la narrazione fosse stata più compatta e meno dispersiva, avrei invece apprezzato molto questa lettura.
Profile Image for Fede.
114 reviews2 followers
September 26, 2017
Il titolo può essere fuorviante perché in realtà il protagonista è un avvocato (nemmeno troppo brillante per sua stessa ammissione) che si trova a fronteggiare un avvenimento imprevisto e, suo malgrado, finisce al centro dell'attenzione dei media.
Un'analisi dei rapporti lavorativi, familiari e, perché no, anche con se stessi esposta con freschezza e sdrammatizzando situazioni altrimenti incresciose.
L'affrontare in modo non convenzionale la malattia di una suocera dalla personalità forte e ingombrante, testarda e orgogliosa, anche un po' egoista, riesce a far pensare lucidamente il protagonista e a ristabilire le priorità della propria vita.
Non uno dei miei scrittori preferiti, un genere, per me, non abituale, ma un bel romanzo scritto in modo semplice e scorrevole, una bella lettura che può offrire diversi spunti di riflessione o solo essere presa per una una storia ben narrata.
1 review
January 5, 2020
Vincenzo Malinconico è un avvocato di poco successo, quando il caso lo rende famoso. È coinvolto nel rapimento mediatico di boss camorrista da parte del padre della vittima. Risolve improbabilmente la situazione con un discorso sul senso di giustizia.
In parallelo Malinconico vive una difficile relazione romantica e deve confortare l'ex-suocera malata di cancro.
La trama è in realtà solo un'intelaiatura in cui inserire divagazioni, riflessioni, osservazioni umoristiche su società, politica, relazioni personali e familiari, cultura.
A me la storia sgangherata e lo sviluppo confuso sono in realtà piaciuti. Le lunge digressioni, che sono la maggior parte del libro, sono divertenti e acute.

Profile Image for Eleonora Da Lozzo.
6 reviews
May 4, 2018
L’avvocato Malinconico rimane coinvolto in una storia di “giustizia privata”: un padre, dopo la perdita di suo figlio, decide di vendicarsi contro il mandante dell’omicidio.
Se credete che il tema principale del romanzo sia questo vi sbagliate di grosso. L’evento in sè serve solo a scatenare nel protagonista una miriade di congetture e considerazioni (che fa appunto solo con se stesso) scervellandosi in continuazione sul senso della vita, sulla famiglia - figli, ex moglie, suocera, zii vari - la nuova fidanzata, il lavoro, i colleghi e qualsiasi altra piccola cosa possa venirgli in mente, anche nei momenti meno opportuni e disparati finendo anche a fare qualche figura poco edificante. A volte serio e ponderato, delle altre un po’ sciocco e fanfarone, Malinconico finisce per diventare insopportabile e amabile allo stesso tempo.
Profile Image for Massimo Carcano.
522 reviews6 followers
October 6, 2018
Vincenzo Malinconico. Devo dire che già il nome del protagonista mette simpatia e se poi ci mettiamo anche il titolo, questo diventa un libro assolutamente da leggere.
La storia è divertente e originale e anche se magari può risultare un pò lenta in alcuni passaggi, alla fine ci si ritrova a dire: "Peccato che sia finita".
Certo il fatalismo del buon Malinconico è a volte disarmante ma come fare a non parteggiare per lui, per il suo sarcasmo, per la sua ironia, per il suo acume tutto partenopeo?!?
Non ho letto il precedente libro ma credo proprio che lo farò presto perché mi è rimasta ancora tanta voglia di sorridere insieme a lui.
Profile Image for Teresa.
367 reviews46 followers
January 21, 2022
A malincuore devo dire che questo secondo DDS mi ha delusa. Ricordavo la spumeggiante allegria del primo Malinconico e, attraversando un periodo non proprio luminoso, mi ero riservata questa lettura con la speranza di ricavarne piacere. Ho saltato a piè pari le digressioni simil-filosofiche e musicali (slegate dall'intreccio e troppo lunghe); ho scorciato intere pagine leggendo solo i capoversi; ho concesso il beneficio del dubbio agli inverosimili risvolti di trama..
E anche così, restano solo due pagine da ricordare: l'ospitata dalla Bignardi e il questionario di Paolo Di Stefano (e chi non ha mai sognato di compilarlo?). Un po' poco per 300 e rotte pagine.
Profile Image for Nico.
503 reviews18 followers
July 19, 2022
Il caro Malinconio mi colpisce ancora con il suo essere cosí maledettamente umano, debole e suscettibile, forte e determinato, a momenti alterni, proprio come tutti noi, o almeno posso parlare per me stessa.
Non si spiega come chiunque possa un momento essere sottone, triste, annoiato, poco determinato e poi le circostanze lo svegliano e diventa intraprendente, risoluto, affascinate, padrone di sé.

Come avevo già detto nella recensione del libro precedente, sono convinta sia un Bilancia, prima per l'indecisione, ora per il rimugino continuo, incessante, palloso anche.
Ora non vedo l'ora di conoscerlo in tv, visto che la Rai sta' girando una serie. Speriamo non mi deluderà.
Profile Image for Gualtiero Dragotti.
119 reviews
May 9, 2020
Un paio di divagazioni di troppo per i miei gusti, ma bella e originale la storia da cui si sviluppa il racconto. Rispetto al precedente libro di dds, le traversie professionali del protagonista passano un po' in secondo piano, il che rende l'opera meno affascinate per chi, come me, frequenta i palazzi di giustizia. Un'evoluzione comunque comprensibile: Malinconico è un bel personaggio e come tale è logico che prosegua nella sua evoluzione, anche a costo di perdere in spessore. Anche Starsky e Hutch, come detective, erano ben poco realistici...
133 reviews2 followers
March 9, 2017
Arzigogolato e allo stesso tempo con un uso eccessivo di abbreviazioni. Voli pindarici troppi lunghi e che fanno perdere (la già poca) attenzione alla storia che alternandosi tra i momenti del prima e del durante spezza continuamente il ritmo. Se e quando vuole creare del pathos, questo viene ucciso poco dopo.
Pessima e banale la scelta della presenza dell'angelo e del diavolo nella testa del protagonista che tra l'altro non ha nessuno sviluppo.
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
850 reviews114 followers
August 6, 2017
Una bella partenza, ma una conclusione affannata….

Forse il problema principale di questo libro è la lunghezza - chiudere la vicenda nel momento in cui Malinconico esce dal supermercato sarebbe stato molto meglio: una vicenda che nasce e muore tra le quattro mura del consumismo… e in questo modo si sarebbero anche perdonati i difetti che nascono dalla voglia nascosta di parlare di temi "alti" come la giustizia o la comunicazione. In effetti la cosa migliore del libro è il ritmo e la capacità di non prendersi sul serio - quando l'avvocato è fuori, sembra che l'autore cominci a credere un po' troppo in questo personaggio e quindi incappa in passaggi davvero da dimenticare, come il sogno con talk show annesso e la conclusione stucchevole e mielosa da commediola di Hollywood…. Peccato, perché la partenza e le prime pagine invogliano molto a terminare il libro.
Profile Image for Ice.Symphony.
182 reviews1 follower
June 13, 2021
Avevo l'idea di dargli quattro stelline.
Il sarcasmo, i pensieri, il modo di vivere di Vincenzo Malinconico mi hanno fatto venire un bel mal di pancia dalle troppe risate fatte.
Però... inserire due capitoli di excursus tra una riflessione su Matrix e una risposta dell'ingegnere è troppo!!!
L'estemporaneaità dilagante nel bel mezzo dell' "azione" è stata troppa, per cui: tre stelline.
Ma meritate.
Profile Image for Laura.
410 reviews9 followers
April 18, 2024
Vincenzo Malinconico è già diventato comfort zone. E questo è solo il secondo capitolo della serie. Perché il personaggio è delineato talmente bene che me lo sento già amico. Mi sembra di conoscerlo da tutta la vita, mi sembra di anticipare le sue mosse e, a volte, stupirmene comunque. Amico perché abbiamo molte cose in comune e certo ci capiremmo al volo.
Comunque 4 ⭐ perché il primo, per ora, non si batte!
Vince', ci vediamo a maggio.
Profile Image for Raffaella.
208 reviews4 followers
September 19, 2017
Cosa mai mi aspettavo dal secondo capitolo? Non mi è chiaro. È che nei deliri introspettivi (a volte) colgo una sagacia che mi piace. Leggo ogni pagina con la speranza che quel guizzo prenda forma a se stante, ma niente. Rimane semplice delirio letterario con flusso di pensieri che nemmeno i peggior logorroici riuscirebbero a gestire. Noioso e inconcludente. "Ass" invece vale il libro.
Profile Image for sinepudore.
321 reviews11 followers
February 20, 2021
Siamo la stessa cosa.
Diversamente infelici che si arrabattano come possono perché non tutto vada perso.
All’amore, io, non ho mai chiesto di salvarmi la vita. Mi è bastato che ci fosse quando ne sentivo la mancanza, che non mi abbandonasse. Anche quand’era sgangherato e ridicolo, non l’ho mai lasciato andare.
#quote
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