Ho un debole per le biografie e le autobiografie, come per i trattati storici e le digressioni romantiche. Memorie d'oltretomba racchiude tutte le mie predilezioni, non potevo non leggerlo, dopo averlo guardato e scansato per molto tempo, ma infine arriva il tempo per ogni cosa.
Un libro affascinante, ricco di sfaccettature, forse non per tutti ma certo per gli amanti dei resoconti storici e gli affreschi d'epoca. Chi fosse spaventato dal cofanetto di oltre 2000 pagine sbaglierebbe, moltissime sono note, e il resto è una lettura molto godibile, lo stile di Chateaubriand è elegante e ironico, tranne quando indulge in una pompa autocelebrativa che sa un po', ebbene sì, pardon, di trombone.
I suoi dispacci di ambasciatore, i suoi discorsi alla Camera dei Pari, le sue lettere a vari personaggi hanno spesso il tratto della pompa e dell'autocelebrazione, inoltre i frequenti riferimenti al Cristianesimo pongono molti veli sulla sua vita di galante gentiluomo ammogliato (ebbe infinite amanti, relazioni contemporannee durate anni, la povera Madame de Chateaubriand doveva sopportare la presenza di queste Madames come le chiamava, perfino nella residenza della famiglia alla Vallée aux Loups, nelle Memorie di queste donne non si fa alcun cenno).
Del resto ogni autobiografia lavora di taglio e di cesello, non ci si aspetta la Verità, ma la sua rilettura, l'autoritratto che l'autore regala al mondo e le vicende autobiografiche qui sono anche le meno interessanti, per nostra fortuna le pagine di pompa autocelebrativa sono abbastanza limitate come numero, il resto è una delizia di affresco storico della Francia tra due secoli e due mondi. Chateaubriand ebbe la fortuna di vivere in anni ricchi di cambiamenti ed il meglio di sé, a mio avviso, lo dà come memorialista descrivendo gli eventi storici e i suoi personaggi (La Rivoluzione Francese, Vita di Napoleone) e poi l 'infanzia e la giovinezza, i suoi viaggi, il suo esilio a Londra – esilio politico a seguito della Rivlouzione Francese, come sostenitore della monarchia – . Nella descrizione dell'amatissima Bretagna e dei suio boschi di Comburg si scorge chiarissimo il Romaticismo di cui in Francia fu l'iniziatore, lasciando la residenza della Vallée aux Loups, che dovette vendere per dissesti economici, amatissimo luogo dove aveva piantato personalmente ogni albero, ogni pianta, romanticamente, mestamente sospirava quale Adamo esiliato dal suo Paradiso “Tutti i miei giorni sono degli addii”.
Tra le pagine migliori io annovero anche il viaggio in America, il ritorno e il naufragio, le peripezie come soldato realista in lotta contro le forze rivoluzionarie, la caduta in una vita piena di stenti a Londra, (con gran parte della famiglia uccisa o incarcerata durante la Rivoluzione) e a seguire la risalita ai vertici della società dopo il ritorno dell'Impero e della monarchia Borbonica, traversie che ne fanno l'emblema del vero eroe romantico, di cui ha tutto l'ardore del pensiero e dell'azione.
Memorabili le sue invettive contro Napoleone, dopo l'assassinio del duca d'Enghien, Chateaubriand fu un oppositore feroce e palese dell'imperatore, non si fece intimorire dalla possibilità che Napoleone lo facesse “far fuori a sciabolate sulle scale delle Tuileries”, come gli aveva preannunciato, né fece sconti dopo la caduta, la morte e l'esilio dell'amato/odiato corso (più odiato, in verità). Chateaubriand non perde occasione per dire quanto Napoleone fosse poca cosa dal punto di vista umano – egoista, maniaco, arrogante oltre misura, privo di gratitudine e feroce, ambiziosissimo e senza pietà – e politico, ma ne riconosce la grandezza militare, almeno fino alla campagnia di Russia. La cosa che io trovo ammirevole è che glielo dicesse in faccia o in pubblico, senza sconti né mezze misure, già per questo Chateaubriand mi sta simpatico, tra i suoi difetti non si può certo annoverare l'ipocrisia o il calcolo opportunista. Né opportunista e né ipocrita e come mostra il suo atteggiamento quando, a seguito della Rivoluzione del 1830, ci fu un ribaltamento nella successione al trono di Francia, nemmeno voltagabbana: si schierò sempre con la legittimità Borbonica contro il ramo cadetto “usurpatore” degli Orleans, malgardo le lusinghe e i prospettati favori.
Le Memorie dovevano essere pubblicate dopo la morte dell'autore, in realtà già nel 1836 ne cedette i diritti all'editore, con questi soldi Chauteaubraind, di nuovo la fortuna economica gli aveva voltato le spalle, visse dignitosamente per altri 12 anni. E' seppellito davanti al mare a Saint-Malo, nella sua Bretagna. Luogo non sarebbe stato più adatto a lui che del mare e della Bretagna ha fatto i protagonisti di alcune delle più belle pagine delle sue Memorie.