Il libro � ambientato in un presente alternativo, in cui il pianeta pi� vicino alla Terra si chiama Minerva. Un giorno la sonda Viking, prima di spegnersi definitivamente, fotografa uno strano essere con in mano uno strano bastone, probabilmente un'arma. Partono due spedizioni, una americana e una russa. Sulla Terra la guerra fredda non � ancora terminata e la rivalit� � altissima. Le due spedizioni atterrano nei due versanti di un'enorme gola, e si ritrovano in mezzo a una guerra tra due fazioni della razza indigena. Gli umani porteranno scompiglio sugli indigeni, sia per la loro tecnologia che per la nuova e strana mentalit�. Mi piace molto lo stile di scrittura di Turtledove. Mi ha conquistata col ciclo della colonizzazione e non mi ha pi� delusa. Forse i suoi libri sono un po' lenti, non c'� tanto thrilling, ma scorrono comunque via che � un piacere. In questo libro, come in quelli della colonizzazione, la civilt� aliena � molto ben definita, in tutti gli aspetti del quotidiano. Forse non sono cos� tanto alieni quando dimostrano emozioni, desideri e difetti tipicamente terrestri. Anche in questo romanzo gli americani sono i buoni e i russi sono i cattivi/antipatici/egoisti. Nella colonizzazione c'erano anche i cinesi a fare una figura pessima, qui almeno ci sono solo i russi. Interessante, anche se non molto approfondita, l'evoluzione dei rapporti tra gli astronauti, costretti a vivere spalla contro spalla per un periodo di tempo cos� lungo. A parte la sviolinata filonazionalista, la storia � comunque piacevole e sarei curiosa di sapere quali sono stati gli effetti a lungo termine della "favolosa aria di libert�" tipicamente occidentale. Io credo che avrebbe distrutto la societ� feudale degli indigeni, ma Turtledove probabilmente, in un eventuale seguito, l'avrebbe elevato a modello comportamentale per eccellenza.