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Bluebeard

Broad humor and bitter irony collide in this fictional autobiography of Rabo Karabekian, who, at age seventy-one, wants to be left alone on his Long Island estate with the secret he has locked inside his potato barn. But then a voluptuous young widow badgers Rabo into telling his life story—and Vonnegut in turn tells us the plain, heart-hammering truth about man’s careless fancy to create or destroy what he loves.

318 pages, Paperback

First published September 1, 1987

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About the author

Kurt Vonnegut Jr.

704 books38.2k followers
Kurt Vonnegut, Junior was an American novelist, satirist, and most recently, graphic artist. He was recognized as New York State Author for 2001-2003.

He was born in Indianapolis, later the setting for many of his novels. He attended Cornell University from 1941 to 1943, where he wrote a column for the student newspaper, the Cornell Daily Sun. Vonnegut trained as a chemist and worked as a journalist before joining the U.S. Army and serving in World War II.

After the war, he attended University of Chicago as a graduate student in anthropology and also worked as a police reporter at the City News Bureau of Chicago. He left Chicago to work in Schenectady, New York in public relations for General Electric. He attributed his unadorned writing style to his reporting work.

His experiences as an advance scout in the Battle of the Bulge, and in particular his witnessing of the bombing of Dresden, Germany whilst a prisoner of war, would inform much of his work. This event would also form the core of his most famous work, Slaughterhouse-Five, the book which would make him a millionaire. This acerbic 200-page book is what most people mean when they describe a work as "Vonnegutian" in scope.

Vonnegut was a self-proclaimed humanist and socialist (influenced by the style of Indiana's own Eugene V. Debs) and a lifelong supporter of the American Civil Liberties Union.

The novelist is known for works blending satire, black comedy and science fiction, such as Slaughterhouse-Five (1969), Cat's Cradle (1963), and Breakfast of Champions (1973)

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Community Reviews

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15,912 (34%)
4 stars
19,316 (41%)
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2 stars
1,302 (2%)
1 star
212 (<1%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Francesco.
341 reviews
June 8, 2024
vonnegut che ha lasciato questo mondo senza pulitzer, nobel e national book award è una tragedia apocalittica...
Profile Image for Sara Cantoni.
446 reviews197 followers
June 13, 2021
Con Vonnegut sono sempre in dubbio.
E' uno di quegli autori con i quali non riesco a entrare mai completamente in sintonia, apprezzo la sua capacità narrativa, il suo stile unico, la sua ironia ma poi non riesco mai ad apprezzare del tutto le sue opere, a lanciarmici con convinzione.
Anche in questo caso ho apprezzato molto lo stile sarcastico e caustico di Vonnegut ma ho comunque trovato molta resistenza a portare a termine la lettura di un romanzo che, sulla carta, avrebbe dovuto essere piuttosto scorrevole.
Il richiamo a Barbablù è esplicitato direttamente dal protagonista della vicenda che porta avanti una strenue e continua sarcastica critica dell'arte contemporanea degli anni '60 e '70 negli Stati Uniti con momenti di vera causticità politica relativa alla Seconda Guerra Mondiale.
Sulla carta gli ingredienti per le cinque stelle c'erano tutti ... nella realtà capisco perché può essere apprezzato ma davvero con Vonnegut la scintilla continua a non scattare!
Profile Image for Valerio Finizio.
Author 1 book9 followers
February 7, 2022
CROCIFIGGERSI PER I PROPRI ERRORI

Kurt Vonnegut è un autore che si distingue sempre per il suo stile pregno di una sottile ironia, che riesce sempre in un modo o nell’altro a inserire nei suoi romanzi. In questo caso ci pensa il nostro protagonista, Rabo Karabekian, a portare l’ironia dell’autore all’interno di questo romanzo: “Barbablù”. Innanzitutto bisogna chiarire il titolo di questo romanzo: fa riferimento alla storia di Barbablù, uomo che ha avuto diverse mogli e che, sulle orme del Dio dell’Antico Testamento, non vieta a loro nulla se non una cosa apparentemente irrilevante: varcare la soglia di una precisa stanza della casa. Come gli Adamo ed Eva dell’Eden, finiranno tutte per caderci. Anche Rabo Karabekian ha la sua “stanza segreta”, consistente in un vecchio patataio nel quale pare racchiuda il suo più grande segreto, il commiato al mondo di un uomo che per tutta la sua vita ha sempre guardato alla grandezza da lontano, privo a detta degli altri ma anche di sé stesso di quella scintilla che sarebbe stata necessaria a renderlo grande, uno di quegli artisti che si ricordano nei secoli dei secoli.
“Barbablù” non è altro che la biografia dell’uomo raccontata dallo stesso Karabekian, in cui passato e futuro si alternano egregiamente senza mai confondere il lettore. Ciò che traspare è proprio la tendenza del protagonista a sminuirsi; a credere di non essere degno di nota, di essere un ottimo imitatore, quasi un fotografo della realtà, incapace però di mettere trasporre sulla tela quell’elemento mistico che fa di un buon imitatore un grande pittore. Ecco perché egli vivrà, seppur ben integrato nella cerchia dei grandi artisti impressionisti americani della sua epoca, sempre defilato: più un protettore che un artista, più un mecenate che in ogni modo cerca di sostenere i suoi compagni e che, alla fine, ne sarà premiato con una collezione di quadri che finiranno per valere una fortuna. Rabo Karabekian, infatti, vivrà negli agi; agi di cui tuttavia non saprà mai che farsene essendo venuto meno quel sogno che lui non formula mai esplicitamente, che sminuisce, ma che in fondo il lettore percepisce essere un qualcosa il cui mancato raggiungimento lo tormenta. Un tormento che lui prova a celare con forte autoironia a volte anche un po’ crudele, forse unico mezzo che ha trovato per non soccombere a questa frustrazione, a questo fallimento. Questo atteggiamento è “cosa da riflettere”: come reagiremmo, infatti, se uno dei nostri sogni si rivelasse troppo grande, per noi? Come reagiremmo? Ci dispereremmo o, come Rabo Karabekian, troveremmo un modo perché questo pensiero non ci tormenti tanto da farci soccombere?
Quello che il nostro novello Barbablù cela nel suo patataio rappresenta la sua rivalsa contro le ingiurie del mondo e di sé stesso, un qualcosa che ha finito per essere travolto dallo stesso giudizio inclemente che ha travolto tutto il resto della vita del protagonista; un qualcosa che avrebbe potuto mostrare agli occhi del mondo la rivincita di un uomo bistrattato per i suoi errori, ben prima della sua morte. Forse a volte bisognerebbe, indipendente da quanti errori gravi o meno si siano compiuti nella vita, cercare di essere un po’ meno duri con sé stessi: non sia mai che anche noi, novelli Barbablù, celassimo qualcosa di meraviglioso agli occhi del mondo solo per codardia.

"E che cos'è, Rabo, la letteratura, se non un bollettino parrocchiale su faccende riguardanti alcune molecole, di nessuna importanza per nessuno nell'universo, tranne che per poche molecole affette dalla malattia chiamata pensiero?"
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books135 followers
October 1, 2017
E che cos'è, Rabo, la letteratura,” mi ha detto, “se non un bollettino parrocchiale su faccende riguardanti alcune molecole, di nessuna importanza per nessuno nell'universo, tranne che per poche molecole affette dalla malattia chiamata 'pensiero'?” (p. 162)
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