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Kay Scarpetta #1
Postmortem
From #1 New York Times bestselling author Patricia Cornwell comes Postmortem, the groundbreaking thriller that introduced Dr. Kay Scarpetta and redefined the crime genre.
A killer is stalking the streets of Richmond, Virginia. When the bodies begin to mount, Chief Medical Examiner Kay Scarpetta is pulled into a chilling investigation that blends high-stakes forensics with psychological warfare. Armed with cutting-edge science and unflinching resolve, Scarpetta must navigate hostile forces both inside and outside the investigation—because someone isn’t just trying to hide the truth. They’re trying to kill her.
Cornwell’s gift for combining cutting-edge criminology with nerve-shattering suspense makes this book a true modern classic. Relentlessly paced and shockingly prescient, Postmortem is the electrifying first chapter in the Scarpetta series—still as razor-sharp and relevant as ever.
A killer is stalking the streets of Richmond, Virginia. When the bodies begin to mount, Chief Medical Examiner Kay Scarpetta is pulled into a chilling investigation that blends high-stakes forensics with psychological warfare. Armed with cutting-edge science and unflinching resolve, Scarpetta must navigate hostile forces both inside and outside the investigation—because someone isn’t just trying to hide the truth. They’re trying to kill her.
Cornwell’s gift for combining cutting-edge criminology with nerve-shattering suspense makes this book a true modern classic. Relentlessly paced and shockingly prescient, Postmortem is the electrifying first chapter in the Scarpetta series—still as razor-sharp and relevant as ever.
342 pages, Mass Market Paperback
First published January 9, 1990
About the author
Patricia Daniels Cornwell
10 books1,676 followerssee: Patricia Cornwell
Patricia Cornwell's first title: Postmortem was published under Patricia Daniels Cornwell
Various editions of her other titles are published under Patricia D. Cornwell, which are also found here.
Patricia Cornwell's first title: Postmortem was published under Patricia Daniels Cornwell
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 99 reviews
July 1, 2016
Avevo davvero bisogno di un libro che richiedesse tutta la mia attenzione e fortunatamente la Cornwell ha decisamente fatto al caso mio.
La cosa che ho apprezzato di più è stata la capacità dell'autrice di non lasciar trapelare nulla sull'assassino fino alla fine, di lasciare indizi sparsi per tutto il libro, portando il lettore a sospettare di più persone.
Le capacità e le conoscenze di Kay Scarpetta sono notevoli ed è una di quelle donne agguerrite che non si lascia mettere i piedi in testa tanto facilmente, cosa che apprezzo sempre.
Non so se è un'impressione mia perché so che il libro è del 1990 o se è una questione di traduzione, però ho trovato il modo di esprimersi dei personaggi un po' strano. Non che la cosa mi abbia dato fastidio, sia chiaro.
Sono proprio curiosa di leggere Oggetti di reato, che tra l'altro avevo provato a leggere ai tempi delle medie: pessima idea, non riuscivo a seguire le indagini, quindi ho tutta l'intenzione di recuperare.
La cosa che ho apprezzato di più è stata la capacità dell'autrice di non lasciar trapelare nulla sull'assassino fino alla fine, di lasciare indizi sparsi per tutto il libro, portando il lettore a sospettare di più persone.
Le capacità e le conoscenze di Kay Scarpetta sono notevoli ed è una di quelle donne agguerrite che non si lascia mettere i piedi in testa tanto facilmente, cosa che apprezzo sempre.
Non so se è un'impressione mia perché so che il libro è del 1990 o se è una questione di traduzione, però ho trovato il modo di esprimersi dei personaggi un po' strano. Non che la cosa mi abbia dato fastidio, sia chiaro.
Sono proprio curiosa di leggere Oggetti di reato, che tra l'altro avevo provato a leggere ai tempi delle medie: pessima idea, non riuscivo a seguire le indagini, quindi ho tutta l'intenzione di recuperare.
October 31, 2017
Il primo, il più bello. Già morbosetto nelle descrizioni della sega stryker e già paranoico nel vedere nemici ovunque. Ma l'intreccio è ottimo e il finale non è tirato via.
April 16, 2024
Libro bellissimo, scritto divinamente, scorrevole, dialoghi impeccabili, caratterizzazione dei personaggi riuscita…………. e me lo fai finire così? Con un colpevole che non c’entra NIENTE con il resto del libro?
Per me, il finale è la parte più importante di un giallo, è il momento in cui finalmente tu, lettore, capisci se hai indovinato o se ci sei almeno andato vicino. Ma se non ho gli elementi per provare a indovinare, che soddisfazione c’è? E perché mai, allora, dovremmo vedere tutti i personaggi che gravitano intorno a Scarpetta, se non perché tra di loro c’è il colpevole? Se invece questo è una persona randomica mai nominata prima, la delusione è enorme.
Spero davvero che nei successivi il meccanismo sia cambiato perché sono libri scritti davvero lucidamente, sarebbe uno spreco!
Per me, il finale è la parte più importante di un giallo, è il momento in cui finalmente tu, lettore, capisci se hai indovinato o se ci sei almeno andato vicino. Ma se non ho gli elementi per provare a indovinare, che soddisfazione c’è? E perché mai, allora, dovremmo vedere tutti i personaggi che gravitano intorno a Scarpetta, se non perché tra di loro c’è il colpevole? Se invece questo è una persona randomica mai nominata prima, la delusione è enorme.
Spero davvero che nei successivi il meccanismo sia cambiato perché sono libri scritti davvero lucidamente, sarebbe uno spreco!
This entire review has been hidden because of spoilers.
July 23, 2024
Ogni tanto ci vuole un bel thriller di quelli che ti alleggeriscono la mente. Poi il personaggio di Kay Scarpetta mi piace e penso che ne leggerò altri come puro svago
August 15, 2025
Prima o poi avrei dovuto confrontarmi con Patricia Cornwell e la "sua" Kay Scarpetta - da buon amante dei thriller, è una tappa obbligata di un percorso più lungo.
Sarà stata la lettura giusta al momento giusto - appena prima delle ferie, e durante la prima metà delle stesse - e il fatto che a me i medical thriller fanno davvero impazzire... Ecco, sì, questo romanzo mi è piaciuto molto. E mi è rimasta molto simpatica anche la protagonista, che è un personaggio davvero ben delineato.
La storia, gli omicidi, e le indagini, sono gestiti bene, anche se in qualche punto la struttura sembra scricchiolare un po'. Ma tutto sommato, come primo volume di una lunga serie di romanzi, è un ottimo inizio.
Di sicuro Cornwell con me si è guadagnata un nuovo lettore dei suoi romanzi.
Sarà stata la lettura giusta al momento giusto - appena prima delle ferie, e durante la prima metà delle stesse - e il fatto che a me i medical thriller fanno davvero impazzire... Ecco, sì, questo romanzo mi è piaciuto molto. E mi è rimasta molto simpatica anche la protagonista, che è un personaggio davvero ben delineato.
La storia, gli omicidi, e le indagini, sono gestiti bene, anche se in qualche punto la struttura sembra scricchiolare un po'. Ma tutto sommato, come primo volume di una lunga serie di romanzi, è un ottimo inizio.
Di sicuro Cornwell con me si è guadagnata un nuovo lettore dei suoi romanzi.
May 1, 2026
3,5 ⭐️
E' il primo romanzo che l'autrice dedica a Key Scarpetta.
Stile freddo ed essenziale. Ricco di dettagli tecnici.
E' il primo romanzo che l'autrice dedica a Key Scarpetta.
Stile freddo ed essenziale. Ricco di dettagli tecnici.
March 24, 2022
La prima metà di questo libro è insopportabile, piena di descrizioni e assolutamente non coinvolgente, da pagina 190 in poi, però, diventa estremamente scorrevole e risulta difficile smettere di leggerlo, il finale non è scontato anche se non è particolarmente entusiasmante, gli omicidi sono descritti nei particolari, ed è anche interessante la descrizione delle autopsie, che nei gialli è spesso assente.
November 9, 2015
“I morti non mi hanno mai fatto paura. È dei vivi che ho paura.”
Da sempre amante del genere poliziesco in tutte le sue sfaccettature, era da tempo che desideravo leggere un’opera di questa scrittrice. Dopo aver letto Postmortem, sono contenta di poter dire che Patricia Cornwell non mi ha delusa per niente.
Kay Scarpetta, capo dell’ufficio di medicina legale della Virginia, da qualche tempo è finita nell’occhio del ciclone: un misterioso serial killer sta seminando il terrore nella tranquilla cittadina di Richmond. In pochi mesi, quattro giovani e promettenti donne sono state violentate e uccise barbaramente in casa loro. Non ci sono tracce, l’assassino non lascia indizi al di fuori di una strana sostanza luminescente che gli inquirenti non riescono a spiegare. Le vittime non sembrano avere nulla di particolare; sono donne normali che conducono una vita normale, sono donne normali che mai avrebbero immaginato un epilogo del genere. L’unica certezza è che chiunque potrebbe essere la prossima, e Kay questo lo sa bene.
“Davanti avevo la sagoma scura del cadavere di Lori Petersen, le lenzuola del suo letto dispiegate sotto di lei. In piedi nel buio, attesi per un tempo che mi parve lunghissimo, senza lasciar correre i pensieri, le mani perfettamente immobili, i sensi privi di stimoli. Il corpo era caldo, la sua vita, così da poco interrotta, sembrava aleggiarle intorno come un odore.”
La prima impressione che ho avuto di questo libro è che non era assolutamente come credevo sarebbe stato. Erroneamente, mi era stato descritto come “thriller”, come uno di quei libri che si leggono tutto d’un fiato e che non riesci proprio a mettere giù. Personalmente, non sono un’amante delle etichette, ma se proprio dobbiamo usarle, usiamole con cognizione di causa. Basta leggere le prime pagine di Postmortem per capire che il libro non rientra affatto nella definizione di thriller. L’atmosfera creata dall’abile penna della Cornwell è indubbiamente quella di un medical thriller, un medical thriller scritto estremamente bene.
“«Per lui» stava dicendo Wesley, «la parte più interessante è quella che precede l’atto, immaginare il piano, la suggestione ambientale che attiva la fantasticheria. Dov’era la vittima quando lui l’aveva notata?» Non lo sapevamo. Forse la vittima non l’avrebbe saputo neanche se fosse stata viva per dirlo.”
A confermare questa tesi, c’è la figura di Kay Scarpetta, protagonista e voce narrante del libro. La dottoressa Scarpetta, di origini orgogliosamente italiane, è un medico legale e, in quanto tale, non cerca risposte sul campo, ma le cerca nei cadaveri che analizza, riuscendo a far parlare, a loro modo, coloro che parlare non possono più. E’ una donna forte e decisa ma non per questo priva di quelle debolezze proprie dell’essere umano e che la rendono reale agli occhi del lettore. Non posso dire di aver amato alla follia questa figura, ma ne sono rimasta sicuramente affascinata e non vedo l’ora di approfondire la sua conoscenza e quella degli altri personaggi che ho incontrato in questo primo capitolo.
“L’assassino stava degenerando, stava diventando di una crudeltà spaventosa. Ormai stuprare e uccidere non gli bastava più.”
Come avrete capito, se cercate un thriller nel senso più puro del termine, questo romanzo non fa al caso vostro. Postmortem è il primo di una serie che a noi potrebbe sembrare già sentita, ma va considerato il fatto che nel periodo in cui è stato pubblicato era davvero innovativo, un’opera che ha rappresentato il trampolino di lancio per tutte quelle serie tv medico-scientifiche che oggi vanno tanto di moda (e che io amo!).
Al contrario, se siete interessati alla medicina legale e alla scienza forense, Patricia Cornwell saprà guidarvi e intrattenervi al meglio dall’alto della sua esperienza personale in questo campo.
Recensione completa: http://questionedilibri.altervista.or...
Blog: http://questionedilibri.altervista.org/
Da sempre amante del genere poliziesco in tutte le sue sfaccettature, era da tempo che desideravo leggere un’opera di questa scrittrice. Dopo aver letto Postmortem, sono contenta di poter dire che Patricia Cornwell non mi ha delusa per niente.
Kay Scarpetta, capo dell’ufficio di medicina legale della Virginia, da qualche tempo è finita nell’occhio del ciclone: un misterioso serial killer sta seminando il terrore nella tranquilla cittadina di Richmond. In pochi mesi, quattro giovani e promettenti donne sono state violentate e uccise barbaramente in casa loro. Non ci sono tracce, l’assassino non lascia indizi al di fuori di una strana sostanza luminescente che gli inquirenti non riescono a spiegare. Le vittime non sembrano avere nulla di particolare; sono donne normali che conducono una vita normale, sono donne normali che mai avrebbero immaginato un epilogo del genere. L’unica certezza è che chiunque potrebbe essere la prossima, e Kay questo lo sa bene.
“Davanti avevo la sagoma scura del cadavere di Lori Petersen, le lenzuola del suo letto dispiegate sotto di lei. In piedi nel buio, attesi per un tempo che mi parve lunghissimo, senza lasciar correre i pensieri, le mani perfettamente immobili, i sensi privi di stimoli. Il corpo era caldo, la sua vita, così da poco interrotta, sembrava aleggiarle intorno come un odore.”
La prima impressione che ho avuto di questo libro è che non era assolutamente come credevo sarebbe stato. Erroneamente, mi era stato descritto come “thriller”, come uno di quei libri che si leggono tutto d’un fiato e che non riesci proprio a mettere giù. Personalmente, non sono un’amante delle etichette, ma se proprio dobbiamo usarle, usiamole con cognizione di causa. Basta leggere le prime pagine di Postmortem per capire che il libro non rientra affatto nella definizione di thriller. L’atmosfera creata dall’abile penna della Cornwell è indubbiamente quella di un medical thriller, un medical thriller scritto estremamente bene.
“«Per lui» stava dicendo Wesley, «la parte più interessante è quella che precede l’atto, immaginare il piano, la suggestione ambientale che attiva la fantasticheria. Dov’era la vittima quando lui l’aveva notata?» Non lo sapevamo. Forse la vittima non l’avrebbe saputo neanche se fosse stata viva per dirlo.”
A confermare questa tesi, c’è la figura di Kay Scarpetta, protagonista e voce narrante del libro. La dottoressa Scarpetta, di origini orgogliosamente italiane, è un medico legale e, in quanto tale, non cerca risposte sul campo, ma le cerca nei cadaveri che analizza, riuscendo a far parlare, a loro modo, coloro che parlare non possono più. E’ una donna forte e decisa ma non per questo priva di quelle debolezze proprie dell’essere umano e che la rendono reale agli occhi del lettore. Non posso dire di aver amato alla follia questa figura, ma ne sono rimasta sicuramente affascinata e non vedo l’ora di approfondire la sua conoscenza e quella degli altri personaggi che ho incontrato in questo primo capitolo.
“L’assassino stava degenerando, stava diventando di una crudeltà spaventosa. Ormai stuprare e uccidere non gli bastava più.”
Come avrete capito, se cercate un thriller nel senso più puro del termine, questo romanzo non fa al caso vostro. Postmortem è il primo di una serie che a noi potrebbe sembrare già sentita, ma va considerato il fatto che nel periodo in cui è stato pubblicato era davvero innovativo, un’opera che ha rappresentato il trampolino di lancio per tutte quelle serie tv medico-scientifiche che oggi vanno tanto di moda (e che io amo!).
Al contrario, se siete interessati alla medicina legale e alla scienza forense, Patricia Cornwell saprà guidarvi e intrattenervi al meglio dall’alto della sua esperienza personale in questo campo.
Recensione completa: http://questionedilibri.altervista.or...
Blog: http://questionedilibri.altervista.org/
May 2, 2025
Devo dire che non sono un granché amante dei gialli; non leggo libri per il mistero che creano e quindi spesso mi annoio con questo genere letterario, perché per più di duecento pagine, che possono raggiungere anche le cinquecento, questi libri parlano di una qualche indagine, di un colpevole da trovare o delle avventure di Sherlock o Lupin che non mi hanno mai catturato; faccio meglio ad andare a riguardarmi "Memorie di un assassino", "Zodiac", "Prisoners", "Sherlock Holmes del BBC", "Ripley" o altri decini di film/serie tv che mi dandomi la possibilità di vedere veramente le parole su carta, riescono ovviamente ad attrarmi di più. Perché mica sto guardando l'adattamento di qualche importante opera letteraria che si deve assolutamente leggere per poter capire il suo significato; no; sto guardando un thriller che mi riempie alcune ore della mia giornata e magari riesce anche ad influenzare leggermente il mio modo di vedere il mondo. Quindi per me tra leggere un giallo e vedere il suo adattamento sullo schermo non cambia niente tranne che su schermo, se fatto bene, è dieci volte meglio; questi, ovviamente, sono gusti.
Ma adesso, fatta questa lunga premessa, posso dire che non mi è dispiaciuto per niente leggere "Postmortem" di Patricia Cornwell. E' veramente un libro ben fatto, ben strutturato, ben scritto; devo dire che spesso mi ritrovavo a pensare di star leggendo una sceneggiatura di un film più che un libro, proprio per il modo in cui sono scritte le scene, la prevalenza dei dialoghi sulle descrizioni, la struttura stessa dell'intera storia. In più non era neanche troppo lungo: con un'oretta al giorno l'ho finito in una settimana.
Quindi sodisfatto.
Ma adesso, fatta questa lunga premessa, posso dire che non mi è dispiaciuto per niente leggere "Postmortem" di Patricia Cornwell. E' veramente un libro ben fatto, ben strutturato, ben scritto; devo dire che spesso mi ritrovavo a pensare di star leggendo una sceneggiatura di un film più che un libro, proprio per il modo in cui sono scritte le scene, la prevalenza dei dialoghi sulle descrizioni, la struttura stessa dell'intera storia. In più non era neanche troppo lungo: con un'oretta al giorno l'ho finito in una settimana.
Quindi sodisfatto.
September 21, 2017
Adoro Patricia Cornwell perché semina indizi ovunque e ti fa sospettare di chiunque fino all'ultima pagina.
Peccato che la prima parte risulti un po' noiosa per via delle troppe descrizioni "tecniche", ma poi la trama si snoda fluida e non molli il libro fino a che non ti ritrovi a leggere l'indice :D
Sono contenta di aver ripreso la serie dedicata a Kay Scarpetta e questa volta ho intenzione di leggerli tutti.
Peccato che la prima parte risulti un po' noiosa per via delle troppe descrizioni "tecniche", ma poi la trama si snoda fluida e non molli il libro fino a che non ti ritrovi a leggere l'indice :D
Sono contenta di aver ripreso la serie dedicata a Kay Scarpetta e questa volta ho intenzione di leggerli tutti.
June 11, 2016
Ho fatto bene a conoscere Scarpetta, mi è piaciuto molto, ben scritto e mai noioso, sarà che ultimamente trovo tutto scontato, ma questo, a parte qualche capitolo, mi ha coinvolta. Poi lei ha origini italiane, che bello! sempre stranieri di solito e invece a me piace leggere di ambienta) e personaggi italiani
August 7, 2025
Carino. Innovativo. Ironico.
June 25, 2026
3.5 ⭐️
D’estate spesso mi viene voglia di gialli o thriller. Di solito o mi fiondo sulla mia Agatha Christie o cerco ispirazione qui su Goodreads. Ed è proprio qui che ho beccato Patricia Cornwell, autrice abbastanza nota che però in libreria non mi aveva mai chiamata.
“Postmortem” è la prima storia con protagonista Kay Scarpetta, medico legale che qui deve fare i conti con una serie di omicidi. Le vittime sono tutte donne, uccise in circostanze identiche.
Mi è piaciuta molto la scrittura, l’ho trovata senza fronzoli ma efficace. All’inizio è riuscita a farmi affezionare ai personaggi, a sentire le loro paure, ma anche il calore dei loro innamoramenti. Bill, per esempio, con cui Kay ha un flirt, è piaciuto anche a me, nello stesso modo infantile in cui apprezzavo Zac Efron quando ero alle medie. E per me questo è un PRO (😁), perché mi dice che il libro mi ha dato la leggerezza “estiva” che cercavo, per giunta con una buona scrittura. Mi sono piaciuti anche i momenti di suspense, gli intrecci con la vita personale e i dettagli medici relativi alle autopsie, o a come si svolgono determinati esami nell’ambito della medicina legale (mai letto niente di simile, penso di volerlo rifare!).
Solo che a un certo punto questa storia ha cominciato a confondermi. È come se le risoluzioni non fossero state all’altezza di problemi posti molto bene. A un certo punto mi è sembrata un’accozzaglia, ho percepito troppo disordine e poca linearità sulla strada verso il finale. Ho pensato che avrei voluto essere accompagnata meglio.
E poi… l’assassino mi ha delusa 🥲 Mi aspettavo una roba più complessa ed eclatante. Ho pensato fosse dimenticabile.
D’estate spesso mi viene voglia di gialli o thriller. Di solito o mi fiondo sulla mia Agatha Christie o cerco ispirazione qui su Goodreads. Ed è proprio qui che ho beccato Patricia Cornwell, autrice abbastanza nota che però in libreria non mi aveva mai chiamata.
“Postmortem” è la prima storia con protagonista Kay Scarpetta, medico legale che qui deve fare i conti con una serie di omicidi. Le vittime sono tutte donne, uccise in circostanze identiche.
Mi è piaciuta molto la scrittura, l’ho trovata senza fronzoli ma efficace. All’inizio è riuscita a farmi affezionare ai personaggi, a sentire le loro paure, ma anche il calore dei loro innamoramenti. Bill, per esempio, con cui Kay ha un flirt, è piaciuto anche a me, nello stesso modo infantile in cui apprezzavo Zac Efron quando ero alle medie. E per me questo è un PRO (😁), perché mi dice che il libro mi ha dato la leggerezza “estiva” che cercavo, per giunta con una buona scrittura. Mi sono piaciuti anche i momenti di suspense, gli intrecci con la vita personale e i dettagli medici relativi alle autopsie, o a come si svolgono determinati esami nell’ambito della medicina legale (mai letto niente di simile, penso di volerlo rifare!).
Solo che a un certo punto questa storia ha cominciato a confondermi. È come se le risoluzioni non fossero state all’altezza di problemi posti molto bene. A un certo punto mi è sembrata un’accozzaglia, ho percepito troppo disordine e poca linearità sulla strada verso il finale. Ho pensato che avrei voluto essere accompagnata meglio.
E poi… l’assassino mi ha delusa 🥲 Mi aspettavo una roba più complessa ed eclatante. Ho pensato fosse dimenticabile.
December 10, 2022
Quando leggo dei libri che sono noiosi oppure lenti, o che semplicemente non mi prendono quanto dovrebbero ecco che ritorno ai vecchi cartacei ;questo libro probabilmente non lo leggevo da almeno 10 anni ed è stato il primissimo libro della com Cornwell che ho letto,quello che ho amato di più …talmente tanto da proseguire tutta la serie senza perderne neanche uno ; ho adorato Kay Scarpetta dalle primissime battute e ed è stato bello rivedere tutti i personaggi che ho imparato ad amare e che sono cambiati nel corso della saga letteraria , bello vederli in maniera quasi embrionale ma comunque ben caratterizzati e abbastanza completi da farsi amare. Ricordo che pensavo che tra Kay e Pete Marino alla fine sarebbe nato un amore… sbagliatissimo (Oddio forse lui avrebbe voluto per davvero) ma comunque tra di loro comunque ci sarà un’amicizia tenace e sincera. Un commento a parte va per la descrizione meravigliosa del mestiere di anatomopatologo. Indimenticabile per me .
January 20, 2023
Mia mamma adora questa scrittrice e avendo più di 20 libri suoi a casa, ho deciso di inizare anch'io a leggerli. E' il primo libro della scrittrice e che dire BELLISSIMO!!! La descrizione delle scene del crimine, la tensione, la caratterizzazione dei personaggi, tutto assolutamente perfetto.
Sono d'accordo con altre recensioni nel dire che ci sono alcune parti molto tecniche, come le procedure di sequenziamento del DNA o come entrare "illegalmente" all'interno di un computer, ma personalmente non mi sono dispiaciute.
Non vedo l'ora di leggere gli altri suoi libri, in particolare quelli con la protagonista Kay Scarpetta.
Sono d'accordo con altre recensioni nel dire che ci sono alcune parti molto tecniche, come le procedure di sequenziamento del DNA o come entrare "illegalmente" all'interno di un computer, ma personalmente non mi sono dispiaciute.
Non vedo l'ora di leggere gli altri suoi libri, in particolare quelli con la protagonista Kay Scarpetta.
August 31, 2026
Prima indagine di Kay Scarpetta. Un po' macchinosa, ma funziona. Personaggi caratterizzati molto bene, i luoghi meno, ma perché penso che l'autrice nelle opere successive sia riuscita a trasmettere meglio certe atmosfere tipicamente americane. Ad ogni modo, è una maestra del thriller e meno di 4 stelle non si possono dare.
August 29, 2022
nel complesso mi è piaciuto ma mi aspettavo di più
May 30, 2024
Piacevole rilettura a distanza di molti anni
August 10, 2024
Intenso, accattivante e una scrittura fantastica degna di un crime adrenalinico. Patricia Cornwell mi ha convinto, perciò leggerò altro di lei e soprattutto del suo fantastico personaggio Kay Scarpetta.
June 9, 2019
Si tratta del primo caso che vede protagonista la dottoressa Kay Scarpetta, un'anatomo patologa direttrice del Centro di Medicina Legale di Richmond. In virtù della sua professione, si trova ad investigare su un omicida seriale che colpisce donne apparentemente diverse tra loro.
Ho deciso di arrontandare in eccesso le 3,5 stelline che avrei voluto assegnare se il dictator perpetuus Goodreads permettesse i mezzi voti.
Nonostante il tema trattato non sia dei più gioiosi (uno psicopatico che si introduce di notte nelle case di donne sole mi fa, come minimo, venir voglia di andare a vivere in un bunker blindato), la lettura non risulta pesante bensì piuttosto scorrevole con poca suspense; la storia è coinvolgente, in particolar modo verso gli ultimi capitoli; il finale non è scontato. E questo ultimo punto è una delle due ragioni per cui ho deciso di recensire il libro con quattro stelline. Infatti, la cosa che più m'intriga e diverte durante la lettura di un giallo è proprio cercare di capire chi è l'assassino, chi sarà la prossima vittima e via discorrendo; ça va sans dire che non ci becco mai. Questo scatena in me reazioni in conflitto tra loro: un misto di delusione perché la mia carriera da Jessica Fletcher del Polesine non sembra poggiare su solide fondamenta, e di gioia perché obiettivamente non c'è niente di più brutto di capire subito come andrà a finire la storia.
La seconda ragione è da ricercarsi, invece, nel mio interesse verso la professione del medico legale che OVVIAMENTE gioca qui un ruolo centrale.
Infine, una questione su cui vorrei avere altre opinioni: per tutta la durata del libro, ho avuto più volte l'impressione di captare delle Agatha Christie's vibes. Protagonisti diversi, epoche diverse, lavori diversi e su questo non ci piove, tuttavia un giallo corto (300 pagine sono poche, secondo i miei standard), suspense quasi nulla (non è una nota di demerito, sono una persona ansiosa per cui ho bisogno anche di ritmi calmi), racconto che non indugia sterilmente sulla violenza fornendo dettagli splatter fine a sè stessj, una buona analisi psicologica dei comportamenti umani, mi hanno fatto pensare ai gialli della Christie. Sono l'unica? Sarà stato un abbaglio? Forse. Certo è che aver letto un solo libro della serie è troppo poco per farsi un'idea.... Ohibò, dovrò quindi comprarmi anche il secondo libro.
Ho deciso di arrontandare in eccesso le 3,5 stelline che avrei voluto assegnare se il dictator perpetuus Goodreads permettesse i mezzi voti.
Nonostante il tema trattato non sia dei più gioiosi (uno psicopatico che si introduce di notte nelle case di donne sole mi fa, come minimo, venir voglia di andare a vivere in un bunker blindato), la lettura non risulta pesante bensì piuttosto scorrevole con poca suspense; la storia è coinvolgente, in particolar modo verso gli ultimi capitoli; il finale non è scontato. E questo ultimo punto è una delle due ragioni per cui ho deciso di recensire il libro con quattro stelline. Infatti, la cosa che più m'intriga e diverte durante la lettura di un giallo è proprio cercare di capire chi è l'assassino, chi sarà la prossima vittima e via discorrendo; ça va sans dire che non ci becco mai. Questo scatena in me reazioni in conflitto tra loro: un misto di delusione perché la mia carriera da Jessica Fletcher del Polesine non sembra poggiare su solide fondamenta, e di gioia perché obiettivamente non c'è niente di più brutto di capire subito come andrà a finire la storia.
La seconda ragione è da ricercarsi, invece, nel mio interesse verso la professione del medico legale che OVVIAMENTE gioca qui un ruolo centrale.
Infine, una questione su cui vorrei avere altre opinioni: per tutta la durata del libro, ho avuto più volte l'impressione di captare delle Agatha Christie's vibes. Protagonisti diversi, epoche diverse, lavori diversi e su questo non ci piove, tuttavia un giallo corto (300 pagine sono poche, secondo i miei standard), suspense quasi nulla (non è una nota di demerito, sono una persona ansiosa per cui ho bisogno anche di ritmi calmi), racconto che non indugia sterilmente sulla violenza fornendo dettagli splatter fine a sè stessj, una buona analisi psicologica dei comportamenti umani, mi hanno fatto pensare ai gialli della Christie. Sono l'unica? Sarà stato un abbaglio? Forse. Certo è che aver letto un solo libro della serie è troppo poco per farsi un'idea.... Ohibò, dovrò quindi comprarmi anche il secondo libro.
March 27, 2020
Sono quattro le vittime di questo serial killer. Tre donne bianche ed una nera che non hanno niente in comune. Ad indagare è il medico legale Kay Scarpetta che vive da sola, ha una storia con un collega ed ospita la geniale nipote Lucy con la quale ha un legame speciale ed è ostacolata nelle indagini da qualche oscuro personaggio.
Noi arriviamo sul luogo del terzo e del quarto delitto e vediamo le donne strangolate, presumibilmente violentate, riverse sul letto in un lago di sangue.
Le ultime settanta pagine sono briose, ma il resto non mi ha dato alcuna emozione. Mi aspettavo più dinamismo, invece assistiamo a delle indagini senza colpi di scena, con personaggi talmente poco sviluppati tanto da ritrovarmi alla fine senza aver neppure capito bene il carattere della protagonista!
Anche il finale la scia a desiderare com un assassino
Non ci siamo.
Noi arriviamo sul luogo del terzo e del quarto delitto e vediamo le donne strangolate, presumibilmente violentate, riverse sul letto in un lago di sangue.
Le ultime settanta pagine sono briose, ma il resto non mi ha dato alcuna emozione. Mi aspettavo più dinamismo, invece assistiamo a delle indagini senza colpi di scena, con personaggi talmente poco sviluppati tanto da ritrovarmi alla fine senza aver neppure capito bene il carattere della protagonista!
Anche il finale la scia a desiderare com un assassino
Non ci siamo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
July 6, 2021
Primo romanzo della saga di Kay Scarpetta, ero curioso visto il successo ma ne sono rimasto piuttosto deluso. Sia dalla parte del poliziesco procedurale, sia dalla parte del thrilling. Peccato, penso che prima o poi darò un'altra chance a questo personaggio ma per ora non ha suscitato alcun interesse particolare.
October 7, 2013
Uno dei primo libri della Cornwell che ho letto. Il personaggio Kay Scarpetta, di origini italiane, mi riempie di orgoglio. La Cornwell poi è stata bravissima a creare un ambiente molto particolare. Questo libro direi è anche un po' didattico, in quanto il caso post mortem non è molto comune quindi si scoprono nuove cose che io non sapevo. Come sempre fantastica. Da leggere.
August 30, 2015
Il primo romanzo di Patricia, la prima scrittrice di thriller che abbia mai letto! Ad una rilettura sembra un po' acerbo, immaturo rispetto a suoi scritti più recenti, ma forse sono solo io che non sono abituata a pensare a Lucy come bambina. Ora mi rileggerò le altre avventure di Kay & Co. per rivivere la loro evoluzione.
November 15, 2010
Il primo approccio con la Cornwell.. mi è decisamente piaciuto! La trama ha intrecci imprevisti, la scrittura è scorrevole, i protagonisti mi piacciono. Sicuramente continuerò nella lettura con il secondo della serie.. sperando di non imbattermi presto in una caduta di stile.
August 1, 2017
lo stile mi è parso prolisso e confusionario, la vicenda non mi ha acchiappata, nel complesso non è il mio genere. forse avrei dovuto immaginarlo. bocciato.
November 13, 2022
Un thriller ben calibrato, scritto molto bene, intrigante, con personaggi magistralmente costruiti e atmosfere agghiaccianti: lettura consigliata!
February 19, 2014
Carino, si fa leggere.
September 10, 2024
È difficilissimo recensire quello che è, a tutti gli effetti, il capostipite di un intero genere. I medical thriller di fatto nascono con questo libro: uscito nel 1990, Postmortem è il primo romanzo in cui, a essere determinante per la risoluzione del caso, è il contributo del medico legale. Perciò il perno su cui ruota l’indagine sono esami autoptici e analisi scientifiche, che portano con sé spiegazioni dettagliate di procedure e macchinari e un gergo settoriale precisissimo.
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Oltre al debutto di Cornwell, Postmortem segna anche quello del personaggio – iconico – di Kay Scarpetta. Appena messa alla guida del Dipartimento di medicina legale di Richmond, è una donna di origini italiane sulla quarantina, alle prese con il fantasma ingombrante del suo predecessore e una buona dose di misoginia e di diffidenza nei confronti delle nuove tecnologie forensi. Già: i riscontri del DNA in questo libro sono scienza recente e oltretutto infida. Il loro funzionamento potrebbe confondere i “profani”, ossia lo strangolatore seriale che va assicurato alla giustizia, ma anche la giuria popolare che dovrebbe condannarlo.
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Accanto a Kay troviamo la rosa dei personaggi che diventeranno ricorrenti nei suoi casi. Ecco quindi il trasandato e burbero detective Pete Marino, la nipote Lucy che a dieci anni è già padrona dei mezzi informatici, il profiler Benton Wesley, ancora lontano dai sentimenti che lo legheranno al medico.
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La trama in sé, per quanto non indimenticabile, è ben composta: quattro donne seviziate in casa propria da un killer che, sulla scena, lascia tracce di una sostanza che reagisce alla luce del laser scintillando. L’unica cosa che accomuna le vittime è che l’assassino riteneva che vivessero sole. Mentre la squadra investigativa indaga e Kay empatizza sempre più con le donne uccise, qualcuno riesce a introdursi nel computer del Dipartimento di medicina legale, rischiando di comprometterne affidabilità e credibilità. In parallelo si dipana l’altra vita del medico legale: quella di zia, di sorella e di amante.
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Purtroppo, è un romanzo che dimostra la sua età. Si basa su concetti informatici e di medicina forense ormai datati, perciò è difficile attraversare le pagine che ne trattano approfonditamente senza avvertire una certa pesantezza. L’abbondanza di tecnicismi, la lunghezza dei capitoli e il ritmo narrativo diluito contribuiscono a rallentare la lettura, che riesce a decollare soltanto quando veniamo accompagnati sulle scene del crimine o quando ascoltiamo i sospettati, oppure nelle ultime pagine, vera prova della capacità di Cornwell di agghiacciare il suo pubblico.
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Il libro si dimostra figlio del suo tempo anche in certi passaggi in cui si stratificano misoginia, omotransfobia e razzismo, fin troppo radicati nel contesto cronologico. La narrazione, attraverso il punto di vista di Kay, si pone in contrasto con queste visioni, ma pure la sua apertura mentale risulta antiquata a un lettore moderno. Resta chiaro, ovviamente, che un libro non va giudicato con questi parametri (quanti classici censureremmo se non badassimo a distinguere scrittore e opera, verità e finzione, narratore e autore!), ma la lettura potrebbe far storcere qualche naso colto impreparato.
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Ci sono anche piccole perle. Fra gli altri, brilla un filone tematico, forse secondario ma non meno interessante, introdotto – significativamente – da Marino. Il poliziotto attacca il pregiudizio classista per cui chi è considerato meno intelligente o ha un lavoro manuale, umile, avrebbe più probabilità di compiere un crimine efferato. Quasi fosse meno evoluto, facile preda di ogni basso istinto. E invece, per dirla con le sue parole, «un assassinio per motivi sessuali non sembra molto diverso da un altro, chiunque lo commetta [...] perché, con poche eccezioni, la gente è la gente. Medico, avvocato o capo indiano».
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Oltre al debutto di Cornwell, Postmortem segna anche quello del personaggio – iconico – di Kay Scarpetta. Appena messa alla guida del Dipartimento di medicina legale di Richmond, è una donna di origini italiane sulla quarantina, alle prese con il fantasma ingombrante del suo predecessore e una buona dose di misoginia e di diffidenza nei confronti delle nuove tecnologie forensi. Già: i riscontri del DNA in questo libro sono scienza recente e oltretutto infida. Il loro funzionamento potrebbe confondere i “profani”, ossia lo strangolatore seriale che va assicurato alla giustizia, ma anche la giuria popolare che dovrebbe condannarlo.
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Accanto a Kay troviamo la rosa dei personaggi che diventeranno ricorrenti nei suoi casi. Ecco quindi il trasandato e burbero detective Pete Marino, la nipote Lucy che a dieci anni è già padrona dei mezzi informatici, il profiler Benton Wesley, ancora lontano dai sentimenti che lo legheranno al medico.
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La trama in sé, per quanto non indimenticabile, è ben composta: quattro donne seviziate in casa propria da un killer che, sulla scena, lascia tracce di una sostanza che reagisce alla luce del laser scintillando. L’unica cosa che accomuna le vittime è che l’assassino riteneva che vivessero sole. Mentre la squadra investigativa indaga e Kay empatizza sempre più con le donne uccise, qualcuno riesce a introdursi nel computer del Dipartimento di medicina legale, rischiando di comprometterne affidabilità e credibilità. In parallelo si dipana l’altra vita del medico legale: quella di zia, di sorella e di amante.
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Purtroppo, è un romanzo che dimostra la sua età. Si basa su concetti informatici e di medicina forense ormai datati, perciò è difficile attraversare le pagine che ne trattano approfonditamente senza avvertire una certa pesantezza. L’abbondanza di tecnicismi, la lunghezza dei capitoli e il ritmo narrativo diluito contribuiscono a rallentare la lettura, che riesce a decollare soltanto quando veniamo accompagnati sulle scene del crimine o quando ascoltiamo i sospettati, oppure nelle ultime pagine, vera prova della capacità di Cornwell di agghiacciare il suo pubblico.
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Il libro si dimostra figlio del suo tempo anche in certi passaggi in cui si stratificano misoginia, omotransfobia e razzismo, fin troppo radicati nel contesto cronologico. La narrazione, attraverso il punto di vista di Kay, si pone in contrasto con queste visioni, ma pure la sua apertura mentale risulta antiquata a un lettore moderno. Resta chiaro, ovviamente, che un libro non va giudicato con questi parametri (quanti classici censureremmo se non badassimo a distinguere scrittore e opera, verità e finzione, narratore e autore!), ma la lettura potrebbe far storcere qualche naso colto impreparato.
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Ci sono anche piccole perle. Fra gli altri, brilla un filone tematico, forse secondario ma non meno interessante, introdotto – significativamente – da Marino. Il poliziotto attacca il pregiudizio classista per cui chi è considerato meno intelligente o ha un lavoro manuale, umile, avrebbe più probabilità di compiere un crimine efferato. Quasi fosse meno evoluto, facile preda di ogni basso istinto. E invece, per dirla con le sue parole, «un assassinio per motivi sessuali non sembra molto diverso da un altro, chiunque lo commetta [...] perché, con poche eccezioni, la gente è la gente. Medico, avvocato o capo indiano».
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