Iliana Wildwood would do anything to escape from the depraved baron who sought her lands - including marrying a barbarian.
Fleeing the highlands, Iliana was wedded to Duncan, laird to Dunbar Castle. Certainly, there was something about the virile warrior that made her weak in the knees - but something stank in the state of Scotland, and Iliana would not trust anyone until she'd discovered the source.
Determined therefore to resist her handsome husband, Iliana found a way to keep her secrets safe. Employing a belt of chastity, the spirited beauty managed to thwart the thane's advances. But then her husband changed his tactics and began a sensual assault that sent her intentions up in smoke. And as the air cleared, Iliana found it had been her heart she had locked away, and that this stubborn Scot had finally found...
LYNSAY SANDS is the nationally bestselling author who is known for her hysterical historicals as well as the popular Argeneau/Rogue Hunter vampire series. With her witty and charming personality, Sands describes books as, “Waking dreams or stories, tales to amuse, entertain and distract us from everyday life.” She’s been writing stories since grade school and considers herself incredibly lucky to be able to make a career out of it. Her hope is that readers can get away from their everyday stress through her stories, and if there are occasional uncontrollable fits of laughter, that’s just a big bonus. Visit her official website at www.lynsaysands.net.
Non sono rimasta per niente convinta da questo romanzo. Scontato e banalotto, non è riuscito a coinvolgermi con efficacia nelle vicende dei personaggi e nei loro drammucci troppo moderni per essere credibili relativamente al periodo storico in cui è calata la vicenda, la Scozia del 1300 in cui, credo, lavarsi almeno una volta a settimana non era certo l'abitudine dei più in ogni classe sociale, mentre qui ne viene fatto l'intero problema della coppia protagonista: non il matrimonio su cui sono stati forzati, non le difficoltà di un nemico che appare, opportunamente, solo quando la storia d'amore ha esaurito i suoi sviluppi, non l'introspezione psicologica, le diversità culturali, ecc. No, il problema di questi due giovani, che sono opportunamente bellissimi, prestanti, con un codice d'onore su cui scrivere una costituzione, è solo che lui non si lava abbastanza spesso. Che noia! Non si può mettere in piedi un libro su una cretinaggine simile, non si riesce a leggere! Andiamo, e la coerenza storica dove l'abbiamo dimenticata? Nel Settecento i nobili di Francia erano così maleodoranti che l'industria dei profumi fece furore e qui, ben quattrocento anni prima la protagonista ciancia per pagine dicendo che bisognerebbe lavarsi una o due volte a settimana: cioè, sorella, parliamone! Siamo in Scozia, nel Trecento, c'è un clima che pure i lupi schiattano dal freddo, c'è il solito castello di famiglia in pietra, naturalmente pieno di spifferi, c'è una mezza dozzina di faide, gli uomini e le donne vivono in condizioni difficili, c'è un bruto che vuole conquistare ricchezza e potere e questa sciacquetta si preoccupa dell'olezzo del marito, peraltro prestante e virile e molto interessato a lei, perchè insudicia le lenzuola di mammà?
Fresco e originale, racconta di un aspetto dei tempi andati piuttosto importante: l’odore. È spesso trascurato nei romance storici, secondo me. Sarà che sono particolarmente sensibile agli odori sgradevoli, ma è innegabile che per la società attuale la cura di sé sia fondamentale. La chiave non è altro che quella di una cintura di castità, che pare sia stata inventata da un italiano (sempre che Lynsay abbia fatto studi approfonditi). Tra i due protagonisti, dopo le prime diffidenze, si instaura un rapporto quasi idilliaco, non fosse per l’olezzo di lui, che pretende di lavarsi solo due volte l’anno. Così la novella sposa gli si nega. La parte interessante della questione è che si spiegano anche i motivi del suo comportamento, così da lasciare intendere che ogni cosa ha la sua motivazione. Poi, quando ci si mette di mezzo l’amore, si riesce a trovare un giusto equilibrio fra ragioni opposte. I dialoghi sono particolarmente arguti e pungenti. Insomma mi è piaciuto.
Stupido, insulso e noioso come pochi. Un mix letale. Ci ho messo quasi una settimana a finirlo e non si tratta certo di "Notre-Dame de Paris"... Il protagonista maschile, poi, è sostanzialmente un minorato mentale. Due stelline giusto perché, sia pur con uno sforzo sovrumano, sono arrivata alla fine (anche se confesso di aver "saltellato" un po' negli ultimi capitoli, perché la lettura stava diventando una tortura). E, se ci penso bene, quasi quasi gli tolgo anche la seconda...