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Getting Over It

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Helen Bradshaw isn't exactly living out her dreams. She's a lowly assistant editor at GirlTime magazine, she drives an ancient Toyota, and she has a history of choosing men who fall several thousand feet below acceptable boyfriend standard. Not to mention that she shares an apartment with a scruffy , tactless roommate, her best girlfriends are a little too perfect, and the most affectionate male in her life—her cat, Fatboy—occasionally pees in her underwear draw. Then Helen gets the telephone call she least Her father has had a massive heart attack. Initially brushing off his death as merely an interruption in her already chaotic life (they were never very close, after all), Helen is surprised to find everything else starting to crumble around her. Her pushy mother is coming apart at the seams, a close friend might be heading toward tragedy, and, after the tequila incident, it looks as though Tom the vet will be sticking with Dalmatians. Turns out getting over it isn't going to be quite as easy as she thought.

416 pages, Paperback

First published January 1, 2000

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About the author

Anna Maxted

22 books194 followers
Anna Maxted is a bestselling author based in North London, England. Born in 1969, she is married to fellow author and journalist Philip Robinson and they have three young sons. She writes female contemporary fiction which is viewed to be at the high end of the chick lit market. Anna Maxted read English Literature at Girton College, Cambridge, before becoming a journalist. She is former Assistant Editor of Cosmopolitan, and has freelanced for most national newspapers and magazines, including The Independent on Sunday, The Daily Telegraph, The Daily Mirror, Sunday Mirror, The Times, Daily Express, FHM, Esquire and Living Etc.
...
As well as being rich in humour, Anna's novels invariably deal with some of the deeper and more complicated issues facing women, such as grief, abandonment, rejection, motherhood, and sibling rivalry.

Her first novel Getting Over It, was semi-autobiographical and based very much around her experience of the death of her own father.


(wikipedia)

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Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Roberta.
1,413 reviews131 followers
April 12, 2012
Martedì scorso dovevo scegliere un nuovo libro, dopo aver terminato, nel weekend di Pasqua, sia Jane Eyre che A Start in Life. Normalmente il passaggio a un nuovo libro per me non è un problema, in quanto ho una lista, una specie di prospettino mensile che normalmente - per pigrizia fondamentalmente - seguo abbastanza fedelmente. Capita però che ogni tanto il libro previsto non mi convinca al 100%. In questo caso era Desperate Remedies di Thomas Hardy, e ha rischiato di essere sostituito da un libro qualsiasi di quelli che mi interessano all'interno della long list per l'Orange Prize 2012. Ma non ero nemmeno convinta del sostituto, così ho deciso di restare su Hardy e in pausa pranzo ho iniziato Desperate Remedies. La sera, quando sono tornata a casa, quasi come un automa mi sono diretta verso la libreria, ho estratto In sospeso di Anna Maxted, mi sono buttata sul divano e, prima di rendermene conto, avevo già letto un centinaio di pagine.

Ora, io con Anna Maxted ho un rapporto burrascoso: tempo fa mi sono appassionata ai suoi libri (ovviamente non ricordo più che cosa ha contribuito a questa passione improvvisa) e ne ho chiesto un paio su Bookmooch (a dire il vero, temo di avere addirittura comprato uno dei due). Poi siccome sono un'accumulatrice, sono passati parecchi mesi e ho letto finalmente il primo, Io ci provo, che credo sia anche il più conosciuto. E non mi è piaciuto molto. Il problema con la chick lit è questo: le trame sono altamente improbabili e le protagoniste spesso sono antipatiche, o meglio, hanno dei comportamenti assurdi, fastidiosi e spesso molto, molto moralmente eccepibili. Se la scrittrice è brava, ci permette di sospendere l'incredulità e di divertirci e basta. Ma la Maxted non è così brava.

In In sospeso la protagonista, Helen Bradshaw, è la classica ventiseienne londinese con un lavoro in un giornale, un fisico non perfetto, una storia amorosa fallimentare e una stanza in subaffitto in un appartamento che condivide con due ragazzi. All'improvviso il padre ha un infarto molto serio, viene ricoverato in ospedale e dopo qualche ora muore. Chiamata in ospedale Helen è sconvolta, ma non riesce ad impedirsi di pensare che tutto ciò valga almeno una settimana di ferie. E dopo il funerale, Helen 'dimentica' di rispondere o ricambiare le chiamate della madre per una settimana buona. Ma la cosa più assurda è che il messaggio del libro è che il comportamento di Helen non è quello di una figlia degenere (non parliamo poi del suo comportamento con gli uomini, con le amiche, o anche solo sul lavoro), ma semplicemente quello di una persona che sta negando il dolore, e che deve fermarsi e cercare di accettarlo e poi gestirlo. Come già in altri romanzi chick lit, ho notato che è davvero difficile conciliare il tono leggero con le tematiche serie, se poi addirittura - come in questo caso - parliamo di un tono farsesco, la missione diventa impossibile.

Nonostante tutto ho assegnato un voto di tre su cinque perché la lettura è stata davvero coinvolgente. Non capisco che cosa, esattamente, mi abbia davvero interessato, probabilmente il fatto che non dovevo concentrarmi sulla lettura, ma seguirla passivamente e indignarmi ogni tanto. Aggiungo che il libro è davvero lungo, tant'è che a un certo punto l'autrice inserisce un'altra trama (amica maltrattata dal compagno) e un ulteriore possibile oggetto d'amore per la protagonista (amico di sempre che si innamora istantaneamente dell'amica maltrattata) aumentando la confusione e lo sconcerto.

http://robertabookshelf.blogspot.it/2...
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