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238 pages, Paperback

First published January 1, 1829

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About the author

Honoré de Balzac

10.2k books4,570 followers
French writer Honoré de Balzac (born Honoré Balzac), a founder of the realist school of fiction, portrayed the panorama of society in a body of works, known collectively as La comédie humaine .

Honoré de Balzac authored 19th-century novels and plays. After the fall of Napoléon in 1815, his magnum opus, a sequence of almost a hundred novels and plays, entitled, presents life in the years.

Due to keen observation of fine detail and unfiltered representation, European literature regards Balzac. He features renowned multifaceted, even complex, morally ambiguous, full lesser characters. Character well imbues inanimate objects; the city of Paris, a backdrop, takes on many qualities. He influenced many famous authors, including the novelists Marcel Proust, Émile Zola, Charles John Huffam Dickens, Gustave Flaubert, Henry James, and Jack Kerouac as well as important philosophers, such as Friedrich Engels. Many works of Balzac, made into films, continue to inspire.

An enthusiastic reader and independent thinker as a child, Balzac adapted with trouble to the teaching style of his grammar. His willful nature caused trouble throughout his life and frustrated his ambitions to succeed in the world of business. Balzac finished, and people then apprenticed him as a legal clerk, but after wearying of banal routine, he turned his back on law. He attempted a publisher, printer, businessman, critic, and politician before and during his career. He failed in these efforts From his own experience, he reflects life difficulties and includes scenes.

Possibly due to his intense schedule and from health problems, Balzac suffered throughout his life. Financial and personal drama often strained his relationship with his family, and he lost more than one friend over critical reviews. In 1850, he married Ewelina Hańska, his longtime paramour; five months later, he passed away.

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266 (18%)
4 stars
477 (34%)
3 stars
455 (32%)
2 stars
145 (10%)
1 star
58 (4%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Davide.
514 reviews143 followers
June 21, 2017
Un romanzo melodrammatico, rocambolesco e iperdescrittivo
(2017)

È ambientato nel 1799 (cioè proprio nell'anno in cui nasceva Balzac), in Bretagna.
Il centro dell’azione, in particolare nell’ultima parte, è Fougères, notevole per il suo castello

description

che qui Balzac definisce: «l’une des plus immenses constructions faites par les ducs de Bretagne»

Il periodo è quello delle sollevazioni a favore del Re e della Chiesa contro la Rivoluzione; ma c’è già un certo Bonaparte primo console.

All’inizio si potrebbe anche pensare che sia un romanzo totalmente autonomo, ma ad un certo punto (abbastanza avanti) fa capolino un giovane ambizioso e intrigante, con occhi verdi che annunciano «de malice et de fausseté», e con modi insinuanti; che ha «la police gravés sur la figure» ed è portato dal suo carattere a sospettare sempre più il male che il bene. I lettori di Splendeurs et misères des courtisanes lo riconoscono: l’hanno già trovato (molti anni dopo) come capo della polizia.

E infatti Les Chouans è uno dei primi testi della Comédie humaine (quindi ora che l'ho finito, mi mancano ancora quei centodieci-centoventi e poi li ho letti tutti!!) e penso che uno dei buoni motivi per leggerlo sia appunto l'opportunità di scoprire le "origini" di Corentin (fa un po’ l’effetto di quando nell’ultima serie di Orange is the new black veniamo a conoscere il passato di Piscatella! :-)

L’ambientazione nel 1799 significava storia recente: giusto trent’anni prima della pubblicazione. E a quanto pare Balzac poté confrontarsi coi racconti di chi aveva vissuto direttamente quegli eventi, a partire da un amico di famiglia, il barone di Pommereul, che aveva combattuto contro gli insorti. Inoltre, conosceva personalmente gli ambienti che così volentieri descrive.

Il romanzo si sviluppa in una narrazione continuata, con pochi rapidi richiami al passato, in tre grandi blocchi non ulteriormente suddivisi: L’embuscade; Une idée de Fouché e Un jour sans lendemain (ma nelle prime edizioni c’erano più divisioni interne, poi eliminate). E parte con una minuziosa descrizione di un gruppo di coscritti, seguita da altrettanto ampia descrizione del paesaggio (l’avrete già capito: se vi annoiano le lunghe, meticolose descrizioni, è meglio stare alla larga… oppure saltare qualche pagina). Ci troviamo nel paese dei "Gars", che sono paragonati ai Mohicani (Balzac era stato impressionato dal romanzo di James Fenimore Cooper): impermeabili alla modernità, pittoreschi e superstiziosi, selvaggi e bellicosi; ancora legati alle origini celtiche; devoti alla Madonna e a santa Anne d’Aurey.

Il punto di vista iniziale è però quello dei soldati repubblicani, comandati dall'esperto comandante Hulot, presentato fino alla fine con simpatia (simpatia che rimarrà anche molti anni dopo, quando Balzac lo ritrarrà, nella Cousine Bette, ormai 72nne, vecchio soldato, vecchio repubblicano, eroe del periodo napoleonico: «il luogotenente generale Hulot, il venerabile comandante dei granatieri a piedi della guardia imperiale, al quale venne poi dato, per i suoi ultimi giorni, il bastone di maresciallo. […] ferito per ventisettesima volta a Waterloo […] Il povero conte, fra le altre infermità, udiva solo con l’aiuto di un cornetto acustico!»)

È interessante vedere come la narrazione segua da una parte gli Chouans (alleati, ma non sinonimo, come pensavo, dei Vandeani), che hanno da poco accolto un giovane aristocratico comandante sbarcato dall’esilio e dall’altra Hulot e i Bleus, cioè i repubblicani.

Da entrambe le parti, senza schierarsi apertamente, Balzac mette in scena caratteri forti, indomabili e agguerriti; e anche buontemponi capaci di scherzare persino mentre fischiano le pallottole. Allo stesso modo, da una parte e dall'altra, si compiace nel fare riferimenti ai soprannomi e alle espressioni colorite della lingua militaresca o del “basso bretone”.

Dopo la prima parte – di battaglia e di rapina – si capisce però che il vero centro che domina il tutto non è la guerra civile, ma la passione: un amore contrastato, fatto di complicate schermaglie, tra spionistico e passionale; mascheramenti e rivelazioni che si confondono, con tanto di gare di cortesia, ribaltamenti da fiducia a sospetto, da amore a odio e viceversa, bon mots, atti di coraggio estremo e scene-madri del sentimento.

Per questo dicevo romanzo melodrammatico; e poi rocambolesco (anzi, vista la cronologia, bisognerebbe dire che Rocambole sarà "chouannesco"...): non mancano infatti sortite notturne, travestimenti, scene di gruppo magistrali, assedi e balli, rivelazioni, comprimari risoluti e subito riconoscibili, anche se a volte le motivazioni delle azioni e la meccanica di alcuni avvenimenti non sono proprio chiarissime.

Insomma, alla fine è una narrazione con qualche pecca ma anche una piacevole e intrigante lettura; e non solo per conoscere il passato di Corentin.
Profile Image for Louisiana.
16 reviews2 followers
April 12, 2022
Un po' melodrammatico e difficile da prendere sul serio :D
Nobiluomini che sentono "turbini di amore e di follia" nel cuore, nobildonne che si scrutano in cagnesco da un lato all'altro della sala da ballo, poi mormorano a denti stretti che la vendetta "costerà loro cara, ma è dovuta". Spie repubblicane mandate a sedurre l'avversario, solo che poi riconoscono "uno di quei presentimenti del cuore" e niente, colpo di fulmine. Poi alti e bassi, perché comunque "la paura dell'ex aristocratico è stata più forte dell'amore". E spiegoni sui moventi perché Balzac forse stava ancora maturando come scrittore, o forse stava rivolgendosi a un pubblico da fotoromanzo. Insomma, una soap opera a tema storico con spie di guerra dalla bellezza "sconcertante" (come potrebbe essere altrimenti?).
Va bene a chi intende conoscere Balzac con rigore per esigenze di studio, oppure, amandolo molto, vuole conoscere tutti i suoi alti e bassi.
Qualche nota positiva: ho gradito molto la descrizione dei paesaggi, avvolgente ed evocativa.
Profile Image for Giulia Nepote.
Author 2 books2 followers
July 7, 2022
L'autore dipinge davanti ai nostri occhi i paesaggi della Bretagna del primo 1800 con una cura per i dettagli maniacale. Una volta collocati nel luogo della scena, entrano in scena i personaggi. Ogni personaggio è complesso e vivo, pregno di contraddizioni come siamo tutti. La lotta tra Repubblicani e Realisti si mostra nella sua realtà senza che sia possibile fare il tifo per gli uni o per gli altri. Si tratta di uno scontro di idee e di uno scontro di classe, a tratti anche una guerra santa, e fra i due schieramenti si moltiplicano le vittime innocenti. L'amore più che l'odio porterà a spargimenti di sangue inauditi, perchè in tempi di conflitto è più pericoloso di ogni altra cosa.
Lo stile è meravigliosamente accurato e il ritmo pare quello di una melodia che parta lentamente e poi acceleri sempre più. Questo libro è una danza vorticosa.
16 reviews2 followers
January 13, 2024
Il più antico dei testi narrativi compresi nella "Commedia umana" mostra un Balzac ancora in cerca della sua via. Il romanzo è stato concepito nel 1828 ma è stato rimaneggiato successivamente. Viene tradizionalmente etichettato come romanzo storico, più per certe influenze che provengono dai recenti esempi di Scott e Cooper (quest'ultimo più del primo), che per la sua reale natura.
Come spesso avviene in Balzac, al centro abbiamo una storia d'amore, che funge da scusa narrativa per parlare del travagliato passaggio della società francese dall'Ancien Régime alla società rivoluzionaria, e dei tentativi dei realisti di riprendere il potere attraverso le rivolte note come "la Vandea", anche se qui siamo dopo il 1793, siamo cioè nel momento finale di questi tentativi controrivoluzionari, al tempo del Consolato di Napoleone.
Le due parti in causa, i "ribelli", gli Chouans, e le truppe repubblicane, si fronteggiano in Bretagna. In entrambi gli schieramenti emergono personaggi con forti ideali, che suscitano la simpatia del narratore e, dunque, del lettore, e personaggi meschini, specie tra i nobili. Fa da trait d'union la protagonista di questo feuilleton, una figlia illegittima di un nobile che passa con fin troppa disinvoltura dal fronte dei repubblicani (è stata ingaggiata per infiltrarsi nel fronte realista per individuare il capo dei ribelli, di cui si innamorerà) a quello dei realisti, per motivi personali. Gli ideali di questa donna sono alquanto deboli, prevalgono le passioni.
A parte le debolezze di certi schematismi narrativi, Balzac stupisce per la sua capacità di cogliere il significato storicamente concreto di molti dettagli di cui sono piene le abbondanti descrizioni. Al che si potrebbe dire che Balzac qui è più storico che narratore.
Farebbe comunque impallidire i moderni sceneggiatori di Netflix et similia.
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