In 1954 William Burroughs settled in Tangiers, finding a sanctuary of sorts in its shadowy streets, blind alleys, and lowlife decadence. It was this city that served as a catalyst for Burroughs as a writer, the backdrop for one of the most radical transformations of style in literary history. Burroughs's life during this period is limned in a startling collection of short stories, autobiographical sketches, letters, and diary entries, all of which showcase his trademark mordant humour, while delineating the addictions to drugs and sex that are the central metaphors of his work. But it is the extraordinary "WORD," a long, sexually wild and deliberately offensive tirade, that blends confession, routine, and fantasy and marks the true turning point of Burroughs as a writer-the breakthrough of his own characteristic voice that will find its full realization in Naked Lunch. James Grauerholz's incisive introduction sets the scene for this series of pieces, guiding the reader through Burroughs's literary evolution from the precise, laconic, and deadpan writer of Junky and Queer to the radical, uncompromising seer of Naked Lunch. Interzone is an indispensable addition to the canon of his works.
William Seward Burroughs II, (also known by his pen name William Lee) was an American novelist, short story writer, essayist, painter, and spoken word performer. A primary figure of the Beat Generation and a major postmodernist author, he is considered to be "one of the most politically trenchant, culturally influential, and innovative artists of the 20th century". His influence is considered to have affected a range of popular culture as well as literature. Burroughs wrote 18 novels and novellas, six collections of short stories and four collections of essays. Five books have been published of his interviews and correspondences. He also collaborated on projects and recordings with numerous performers and musicians, and made many appearances in films. He was born to a wealthy family in St. Louis, Missouri, grandson of the inventor and founder of the Burroughs Corporation, William Seward Burroughs I, and nephew of public relations manager Ivy Lee. Burroughs began writing essays and journals in early adolescence. He left home in 1932 to attend Harvard University, studied English, and anthropology as a postgraduate, and later attended medical school in Vienna. After being turned down by the Office of Strategic Services and U.S. Navy in 1942 to serve in World War II, he dropped out and became afflicted with the drug addiction that affected him for the rest of his life, while working a variety of jobs. In 1943 while living in New York City, he befriended Allen Ginsberg and Jack Kerouac, the mutually influential foundation of what became the countercultural movement of the Beat Generation. Much of Burroughs's work is semi-autobiographical, primarily drawn from his experiences as a heroin addict, as he lived throughout Mexico City, London, Paris, Berlin, the South American Amazon and Tangier in Morocco. Finding success with his confessional first novel, Junkie (1953), Burroughs is perhaps best known for his third novel Naked Lunch (1959), a controversy-fraught work that underwent a court case under the U.S. sodomy laws. With Brion Gysin, he also popularized the literary cut-up technique in works such as The Nova Trilogy (1961–64). In 1983, Burroughs was elected to the American Academy and Institute of Arts and Letters, and in 1984 was awarded the Ordre des Arts et des Lettres by France. Jack Kerouac called Burroughs the "greatest satirical writer since Jonathan Swift", a reputation he owes to his "lifelong subversion" of the moral, political and economic systems of modern American society, articulated in often darkly humorous sardonicism. J. G. Ballard considered Burroughs to be "the most important writer to emerge since the Second World War", while Norman Mailer declared him "the only American writer who may be conceivably possessed by genius". Burroughs had one child, William Seward Burroughs III (1947-1981), with his second wife Joan Vollmer. Vollmer died in 1951 in Mexico City. Burroughs was convicted of manslaughter in Vollmer's death, an event that deeply permeated all of his writings. Burroughs died at his home in Lawrence, Kansas, after suffering a heart attack in 1997.
Raccolta di racconti pubblicata tardi (1989) mette insieme una bella manciata dei primi scritti da William Burroughs, che, o lo ami o è meglio se lo ignori. Io ho optato per la prima soluzione. Scritti tra il 1953 e il 1958, già usciti su rivista. Il titolo viene dalla Zona Internazionale di Tangeri, una fetta del Marocco a nord (373 km² ) che includeva la città in un protettorato prima governato da Francia, Spagna e UK, poi passato all’interforza di Italia, Belgio, Olanda, Svezia, USA, anomalia amministrativa esistita tra il 1924 e il 1956, quando tornò a far giustamente parte del Marocco. Burroughs, come tanti altri occidentali, ci visse per un periodo. Era una parte del Marocco e una zona del mondo famosa per la sua apertura e tolleranza delle diversità, vuoi religiose che culturali che sessuali, accogliente per omosessuali e bohemien, frequentata da scrittori e artisti che qui potevano finalmente vivere una vita ‘aperta’ nel chiuso della Interzone. Contiene quello che viene considerato il primo tentativo letterario di Burroughs, Twilight's Last Gleamings nel quale appare il personaggio del dott. Benway che poi ritorna con rilievo nel Pasto nudo.
Allen Ginsberg e William S. Burroughs.
Si va dal racconto di episodi realmente accaduti a Burroughs da giovane, al disperato gesto à la Van Gogh in The Finger o i due ragazzi ubriachi che distruggono la macchina di papà in Driving Lesson; si passa dalla storia della ricerca della dose quotidiana in un giorno di festa come natale (The Junky's Christmas), ai racconti più direttamente ispirati dalla vita nella “interzone” di Tangeri all’inizio degli anni Cinquanta: non potrebbe mancare la droga, la sua ricerca (una vera caccia) e i suoi effetti, il mondo che le gira intorno: ma anche la disponibilità sessuale di giovani ragazzi (Lee and the Boys), travestiti e vecchie puttane in In the Cafe Central. Sono inclusi brani ed estratti dal suo diario dell’epoca, lettere a Ginsberg, ritratti (Paul Bowles), ricordi, aneddoti autobiografici.
Leggere questi racconti, leggere Burroughs in generale, per me è stato davvero come entrare in una zona fuori dalla giurisdizione ordinaria, sentirmi accolto in uno spazio mentale ed emotivo fuori dal comune. Anche se credo ci sia del vero nella convinzione abbastanza diffusa che Burroughs sia più citato e nominato che effettivamente letto, che la sua fama e influenza travalichi la sua opera letteraria.
Interzona è un libro estremamente ghiotto che non può mancare ai lettori appassionati della beat generation, o anche solo a chi s'è lasciato rapire dal fascino di William Burroughs. Chiave di volta di quella splendida costruzione che è la Tetralogia Nova, Interzona è un libro multiforme che raccoglie lettere, racconti giovanili, appunti, bozze e altre diavolerie targate Burroughs, che va a completare il quadro della scrittura dell'autore nel decennio di Pasto nudo. Introdotto da una preziosissima prefazione, che spiega i retroscena e ricostruisce pezzo pezzo per pezzo l'opera, è un libro-manifesto che rispecchia il percorso formativo di Burroughs, l'evoluzione della sua scrittura, dalla prosa di Junkie al cut-up più tardo, ma anche la presa di consapevolezza di uno scrittore che inizialmente, almeno, non si considerava tale, una lucidità che si accompagna clamorosamente con la discesa negli inferi della tossicodipendenza. Tre sono le sezioni del libro: la prima raccoglie i racconti giovanili, per lo più bozze e racconti incompiuti. La seconda sezione è probabilmente quella più interessante, fosse solo per l'inconsapevole definizione di una scrittura che si pone come opera di trasfigurazione del reale: de I diari di Lee (noto alter ego letterario di Burroughs) si coglie un'originale stratificazione e sovrapposizione metaletteraria, in cui pezzi di prosa, racconti e bozze si intrecciano a lettere dell'autore rivolte agli amici beatnik e a un terzo filone, quello delle gesta di Lee, in cui Burroughs scrive di se stesso come personaggio di un'opera in divenire - esattamente quel che poi sarà Pasto nudo. A chiudere il libro, la sezione che dà il titolo: Interzona è il manoscritto originale che, riveduto e corretto da Ginsberg, diventerà proprio Pasto nudo. Un gioiello, sicuramente, per gli affezionati lettori dello Zio Lee. Ma anche, un testo sperimentale e audace per chi vuole provare qualcosa di diverso.
un libro in tre fasi: la prima parte è un burroughs più "regolare", con i racconti che preannunciano il suo mondo e il su stile ma ancora restano nella letteratura "regolare" (e c'è il "natale del tossico" che poi ritornerà...), la seconda è la transizione verso il delirio e la sperimentazione, e infine c'è "parola". "parola" è un delirio da lsd scritto in quella che sembra una piena sindrome di tourette che copre qualsiasi perversione possibile e immaginabile, e anche parecchie impossibili e inimmaginabili : oggi sarebbe impubblicabile, allora probabilmente anche, eppure in mezzo c'è stato un periodo in cui era pubblicabile -altrimenti non lo staremo leggendo- e riuscì a diffondersi come un virus. per fan del vecchio lee: gli altri stiano attenti, è materiale radioattivo.