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Distraction

Near future Earth and a new cold war is in full swing - the Dutch Cold War. The US is a shadow of its former self and in hock to Europe, its infrastructure falling apart at the seams and with nomadic tribes roaming from state to state living according to no one's rules but their own. Oscar Valpariso, spin doctor to possibly the next president ,is only half human but if he can straighten out his love life and solve a worldwide crisis that only he has noticed, America should be ripe for the taking . . .

489 pages, Paperback

First published October 1, 1998

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About the author

Bruce Sterling

363 books1,225 followers
Bruce Sterling is an author, journalist, critic and a contributing editor of Wired magazine. Best known for his ten science fiction novels, he also writes short stories, book reviews, design criticism, opinion columns and introductions to books by authors ranging from Ernst Jünger to Jules Verne. His non-fiction works include The Hacker Crackdown: Law and Disorder on the Electronic Frontier (1992), Tomorrow Now: Envisioning the Next Fifty Years (2003) and Shaping Things (2005).

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453 (21%)
4 stars
784 (37%)
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2 stars
163 (7%)
1 star
34 (1%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Antonio Ippolito.
468 reviews48 followers
November 13, 2024
Sull’onda del Club del Libro, dedicato in questa stagione al cyberpunk, ho scoperto questo sorprendente romanzo.
Distraction è un “catastrofico morbido”, dove molti apprezzano la società post-catastrofe, apparentemente nata senza troppi traumi dallo sfinimento della società attuale: gli USA del 2045 sono stati portati al fallimento da una spericolata azione cinese, ovvero la messa a disposizione gratuita e globale di tutta la proprietà intellettuale USA. La rivoluzione cyberpunk è già avvenuta; parte della popolazione vive nomade, in bande di “proles”, che hanno rinunciato a una vita stabile; lo Stato si limita a sopravvivere a sé stesso, in attesa che prenda l’incarico il nuovo Presidente Eletto, il nativo Due Piume. Gli “Anglos” non ancora fuggiti in Europa sono una minoranza discriminata: infatti tutti i protagonisti hanno cognomi italiani, greci o latinoamericani.
Il romanzo segue gli intrighi del protagonista Oscar Valparaiso, attivista politico all’inizio in campagna per far eleggere senatore nel Massachusetts un geniale architetto, inventore di case “intelligenti”, che guidano chi le sta costruendo (!); il senatore, però, una volta eletto, su suggerimento di Oscar inizia uno sciopero della fame per protestare contro la chiusura di una base dell’Aviazione al confine tra Texas e Louisiana (lo Stato federale non ha più i soldi per finanziarla e i soldati si mantengono organizzando blocchi stradali..), ma lo sciopero lo lascia mentalmente instabile. Oscar decide quindi di continuare ad agire in proprio prendendo il controllo del Collaboratorio, una grande installazione scientifica vicino alla città di Buna in Texas; ma l’autocratico governatore della Louisiana, che costituisce ormai uno Stato a sè in quella che una volta era la Federazione, userà tutti i mezzi leciti e soprattutto illeciti per impedirglielo.. Nel frattempo, Oscar decide di sedurre Greta Penninger, una delle dirigenti del Collaboratorio: intende promuovere una campagna di lei a Direttrice per rivelare la corruzione dell’attuale gestione.
È impossibile riassumere il fuoco di fila continuo di trovate e l’intelligenza che sprizza da ogni paragrafo: le prime vanno dai “gimmicks” più fantascientifici come le case che ti guidano nel costruirle o le batterie per auto a base biologica, a quelle sociali come gli USA che rischiano l’invasione da parte della Francia attraverso la Louisiana (per buoni motivi!), oppure le bande di nomadi che vivono (anche) raschiando l’asfalto dalle strade, ormai poco utilizzate, per usarlo come combustibile; o la possibilità di usare in parakllelo più lobi cerebrali.. La seconda si manifesta nelle considerazioni tra il saggio e il cinico sul funzionamento della politica e della scienza, e per esempio di come “la ricerca sia il nemico naturale del commercio”, oppure la società sia troppo complessa perchè valga la pena governarla. Sterling è abilissimo nel descrivere i meccanismi del potere, che siano di un’istituzione scientifica o del Senato USA: in ogni caso basati su “proletari” illusi, sia pure di altissimo livello come gli scienziati.
Più difficile è individuare un filo conduttore, anche se in realtà nion è necessario: alla fine la trama è un po’ bislacca, come in certi Urania anni ’70, ma il romanzo che sprizza verve intellettuale da ogni paragrafo (e anche una ricchezza di linguaggio e stilistica, per cui consiglio di leggerlo in originale). Insomma: se Ron Goulart avesse scritto con vero genio..
19 reviews4 followers
August 23, 2018
forse il miglior romanzo di Sterling, che riesce infine a produrre un'opera piena di intuizioni geniali sul vicino futuro degli States ma anche narrativamente gradevole.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
1,000 reviews74 followers
August 31, 2017
Bruce Sterling è uno scrittore di fantascienza che riscuote tutta la mia simpatia: sarà che ho avuto occasione di leggerlo sul mio quotidiano di riferimento, sarà che collabora con Wired, o sarà perchè – decisivo – ha deciso di vivere in Italia e vi soggiorna ormai da quasi un decennio. Avendo avuto in passato l’occasione di godermi alcuni dei suoi racconti, probabilmente la forma narrativa in cui eccelle, non mi ha sorpreso più di tanto trovare un suo romanzo fra quelli elencati nella lista dei 1001 libri da leggere. (link: www.capitolo23.com)

Sterling, teorico del cyberpunk, tratteggia in “Caos USA” (“Distraction” nel suo titolo originale) gli Stati Uniti del 2044: una ex potenza, annichilita dalla pirateria informatica cinese che – rilasciando gratuitamente tutto il software prodotto negli States – è riuscita a mettere in ginocchio l’intera economia statunitense. Il quadro è desolante: forze armate costrette a piazzare dei posti di blocco con cui taglieggiare gli automobilisti per riuscire a sfamarsi, enormi gruppi di persone dedite al nomadismo sullo sfondo delle Highway, quartieri che si sono proclamati proprietà privata e si sono barricati dietro recinti di fortuna, corruzione dilagante.

In questo quadro è inserito il protagonista: Oscar Valparaiso, uomo senza compleanno (al lettore scoprire il perchè), geniale addetto stampa e organizzatore di campagne elettorali che incontriamo subito dopo il successo dell’elezione di un senatore. Nel tempo Oscar dimostrerà di possedere doti da vero leader e di non voler lasciare nulla di intentato nella sua intenzione di riportare il suo paese a quel ruolo primario che le è consono.

La trama è intrigante, fosse anche solo per lo sforzo di immaginare una civiltà in pieno decadimento, e le ambientazioni efficaci, lontane dalle tradizionali claustrofobie cyberpunkeristiche: il romanzo si posiziona certamente di più sul genere fantascientifico con tracce di possibile ucronia (una specializzazione che ho sempre amato molto). Alcune trovate sono spassose (il conflitto fra USA e Olanda, con gli europei che invitano serenamente ad invadere una terra ormai sommersa dalle acque…) ma al romanzo avrebbe certamente giovato una robusta sforbiciata: penso in particolare ad alcuni dialoghi, decisamente didascalici, e ad alcune delle descrizioni della storia recente (per noi futura). “Caos USA” è certamente un romanzo che ha interpretato il proprio tempo, e veleggia fra una critica del sistema sociale americano e una interpretazione estrema della globalizzazione. E’ stato scritto dieci anni prima della crisi del 2007 di cui ancora paghiamo le sofferenze, ma leggete l’indignazione di un americano per la produzione automobilistica coreana (auto di paglia e carta) che sta disintegrando il settore: “Come fa a sopravvivere un’industria quando un’auto costa meno di un sacchetto di carta? Qui è in gioco una grande tradizione americana! L’automobile definisce l’America: la catena di montaggio, i drive in, le macchine truccate, la periferia, il sesso adolescenziale, tutto ciò che rende grande l’America!”

Un romanzo non semplicissimo da reperire, ma che una ricerca la merita di sicuro.
708 reviews186 followers
February 1, 2011
"Tutti vanno nel futuro per morire."

Un mese intero per leggere questo romanzo fantapolitico di cinquecentoventicinque pagine.
Che faticaccia!
L'idea di fondo è interessante, relativamente originale. E' scritto bene, l'autore sa di che cosa sta parlando. Ma è fin troppo tecnico. E prolisso. E pieno di dialoghi senza motivo, di scene che dimentichi voltata la pagina... E fa venire un sonno mostruoso.
Poteva venire fuori un bel romanzo fantapolitico fantascientifico e fantatecnologico tagliandone anche metà. Invece è venuta fuori una storia fin troppo tecnica. E forse anche troppo lontana nel tempo, al punto che, al di là dei giochi politici che sono sempre gli stessi, non coinvolgono affatto il lettore.
Le idee interessanti non mancano: il particolarissimo protagonista, non-nato, dal corredo cromosomico unico al mondo; le nuove realtà politiche statunitensi; l'interesse scientifico verso la coscienza e l'inconscio; il multitasking mentale (che suona un po' come l'orwelliano bi-pensiero). Ma a tutto questo si contrappongono delle banalità esorbitanti.

Insomma, un polpettone assurdo. Da consigliare solo agli addetti al lavoro.
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