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Science: The Endless Frontier
In 1945, Dr. Vannevar Bush, then director of the wartime Office of Scientific Research and Development, prepared a report for President Franklin Roosevelt to recommend a national approach towards science and research. Among those recommendations was the establishment of the National Science Foundation, which was founded five years later. This book features Dr. Bush's report with an introduction by Alan T. Waterman, first director director of the NSF. This digital edition was derived from ACLS Humanities E-Book's ( //www.humanitiesebook.org) online version of the same title.
252 pages, Hardcover
First published December 18, 1999
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Community Reviews
Displaying 1 - 1 of 1 review
June 14, 2020
Presentato ottimamente daPietro Greco che fa un ottimo lavoro d'inquadramento del momento storico e politico in cui F.D.Roosvelt praticamente istituisce la figura del consulente scientifico del Presidente, finalmente possiamo leggere anche in italiano la proposta che Vannevar Bush fece e che, con un paio di profonde modifiche, Truman mise in atto.
Bush è chiaro nel descrivere l'importanza che la scienza e la ricerca di base hanno nello sviluppo e nel predominio sul lungo periodo di un paese nel mondo, ma anche e soprattutto nel benessere dei suoi cittadini. Per benessere intende sia nel campo della salute, sia in quello del lavoro, inteso come creazione di nuovi posti di lavoro e a maggior ragione di posti di lavoro ad alta qualifica e reddito.
Per far questo un enorme cambiamento culturale era necessario: accettare fondi pubblici dal Governo da parte delle Università, e rinunciare al controllo della ricerca da parte del Governo. La ricerca deve essere libera, i fondi non sprecati, ma il criterio deve essere la buona ricerca scientifica, che si basa sulla peer review e non sulla finalità e sull'uso immediato delle scoperte.
Essendo stato scritto nel 1945, questo manifesto della cultura, risente molto e insiste molto anche sul campo della Difesa e della guerra, aspetti che oggi non dovrebbero essere esclusi ma tutto sommato considerati un poco meno, diciamo a secondo livello.
C'è poi un capitoletto di Greco sul rapporto Vannevar Bush applicato all'Italia, ed è desolante vedere le conclusioni che ne trae. Conclusioni su cui sono d'accordo. Il problema dell'Italia, dice, è che sono mancati sia pari di Vannevar Bush che pari di Roosvelt e Truman. Ma, aggiungo io, se dei quasi pari di Vannevar Bush li avevamo e se ne sono andati all'estero, è perché la parte politica è sempre stata a livello molto ma molto inferiore come caratura rispetto a un Franklin D. Roosvelt.
Bush è chiaro nel descrivere l'importanza che la scienza e la ricerca di base hanno nello sviluppo e nel predominio sul lungo periodo di un paese nel mondo, ma anche e soprattutto nel benessere dei suoi cittadini. Per benessere intende sia nel campo della salute, sia in quello del lavoro, inteso come creazione di nuovi posti di lavoro e a maggior ragione di posti di lavoro ad alta qualifica e reddito.
Per far questo un enorme cambiamento culturale era necessario: accettare fondi pubblici dal Governo da parte delle Università, e rinunciare al controllo della ricerca da parte del Governo. La ricerca deve essere libera, i fondi non sprecati, ma il criterio deve essere la buona ricerca scientifica, che si basa sulla peer review e non sulla finalità e sull'uso immediato delle scoperte.
Essendo stato scritto nel 1945, questo manifesto della cultura, risente molto e insiste molto anche sul campo della Difesa e della guerra, aspetti che oggi non dovrebbero essere esclusi ma tutto sommato considerati un poco meno, diciamo a secondo livello.
C'è poi un capitoletto di Greco sul rapporto Vannevar Bush applicato all'Italia, ed è desolante vedere le conclusioni che ne trae. Conclusioni su cui sono d'accordo. Il problema dell'Italia, dice, è che sono mancati sia pari di Vannevar Bush che pari di Roosvelt e Truman. Ma, aggiungo io, se dei quasi pari di Vannevar Bush li avevamo e se ne sono andati all'estero, è perché la parte politica è sempre stata a livello molto ma molto inferiore come caratura rispetto a un Franklin D. Roosvelt.
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