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La ragazza del secolo scorso

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Torino, Einaudi, 2005, 8vo tutta tela editoriale, sovraccopertina illustrata, pp. 385

388 pages, Hardcover

First published January 1, 2005

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About the author

Rossana Rossanda

56 books10 followers
Rossanda was born in Pula (Croatia), then part of Italy. She studied in Milan and was a pupil of philosopher Antonio Banfi. At a very young age, she took part in the Italian resistance and, after the end of World War II, she entered the Italian Communist Party (PCI). After a short period, secretary Palmiro Togliatti named her responsible of culture in the party. She was elected for the first time in the Italian Chamber of Deputies in 1963.

In 1968 she published a small essay, entitled L'anno degli studenti ("The Year of the students"), in which she declared her support to the youth movement. Rossanda was part of a minority inside PCI that was against the Soviet Union, and, together with Luigi Pintor, Valentino Parlato and Lucio Magri founded the party and newspaper il manifesto. This caused her expulsion from the Communist Party after its XII National Congress held in Bologna.

At the 1972 elections, Il Manifesto obtained only the 0,8% of the votes. It therefore merged with the Proletarian Unity Party, forming the Proletarian Unity Party for Communism. She later abandoned party politics but kept her role as director of il manifesto.

Rossanda is currently is a member of the editorial board of Sin Permiso.

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Community Reviews

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8 (2%)
Displaying 1 - 30 of 31 reviews
Profile Image for Gauss74.
466 reviews93 followers
July 11, 2019
Le mie frequentazioni con le bancarelle del libro usato (vere e proprie miniere di cose preziose) mi hanno fatto incontrare un altro pilastro della sinistra del Novecento, uno di quei nomi che venivano fuori mentre da bambino ascoltavo i "grandi" che parlavano di politica cercando di capirci qualcosa tra uno sbadiglio e l'altro.

E' un'autobiografia che mi attraeva quindi, e dalla quale mi aspettavo di avere le idee un po' più chiare su cosa sia stato il secolo breve quì in Italia, soprattutto per gente radicalmente di sinistra come sono stati i miei genitori. Il risultato è stato abbastanza deludente, ma forse era spiegabile e persino legittimo aspettarselo. Il libro è davvero troppo lungo. Le 380 fittissime pagine restituiscono pochissimo, piene come sono di arzigogolamenti e lunghissimi periodi autorefereziali che di concreto contengono davvero poco; ma probabilmente era il modo di raccontarsi della sinistra di quegli anni (ma per certi versi anche di oggi) ad essere così.

Come Rossana Rossanda dice ad un certo punto (e lo dice per criticare, sta comunque parlando una partigiana gappista!), l'attivista di sinistra spesso rinuncia a fare per pensare, quando non per limitarsi a scrivere, in un progressivo allontanamento dall'azione. E' un difetto che resta latente nella storia della sinistra italiana: chiudendosi in una doverosa difesa del mondo culturale si corre sempre il rischio di dimenticarsi dei pressanti problemi degli esclusi dalla società che richiedono sempre una azione urgente che spesso non arriva. Rossanda ed Ingrao (un altro gigante del Novecento) che parlano di Marx ed Hegel negli anni 60 mi ricordano i politici di oggi che vanno alle mostre di arte moderna mentre nei sobborghi di Roma la gente muore di fame. Se invece che la sinistra il pacco cibo a questa gente glielo porta Casa Pound, quali potranno mai essere le conseguenze?

Il partito comunista italiano. Sfogliando queste pagine viene fuori una realtà decisiva dell' Italia repubblicana, con le conquiste sociali enormi che ha saputo ottenere stando all'opposizione in un mondo diviso a blocchi; ma anche con il problematicissimo rapporto con l' URSS, vieppiù peggiorato dal manifestarsi a Budapest ed a Praga del vero, sanguinoso volto del comunismo reale; ma anche con l' incapacità più assoluta di modificare il proprio schema di pensiero di fronte ad un mondo che cambia troppo in fretta. E' pur vero che i fascisti che quando sentivano parlare di cultura mettevano mano alla pistola asono stati qualcosa di incomparabilmente peggio, ma ad un certo punto del secolo scorso era necessario abbandonare le categorie del Marxismo ed i comunisti italiani non lo hanno fatto. L'avvento del fordismo ha trasformato l'operaio da proletario a consumatore: nell' Europa degli anni sessanta e settanta non si moriva più di fame, ma i poveri e le classi lavoratrici erano sottoposti a violenze fisiche e mentali, ad abbruttimenti che assolutamente la dirigenza comunista (Amendola ma anche Longo e Natta) assolutamente non erano prepati ad affrontare: si era tutti troppo ostinati a pensare in termini di capitalisti e proletari e plusvalore.

Le conseguenze sono state che la rivendicazione sociale ha trovato canali assai diversi e pericolosi per manifestarsi. Il sindacato prima, le brigate rosse e nere poi. Parte del sangue degli anni settanta cade nelle mani del PCI, che non ha saputo ne voluto cambiare per andare incontro ai tempi nuovi, e Berlinguer era ancora troppo giovane. Per essersi fatta portabandiera della necessità di un cambiamento ideologico e di strategia ma senza avere il coraggio di andare fino in fondo (per come ne sentivo parlare da mio padre ed i miei zii, non avrei mai detto che Ingrao fosse così pusillanime!) Rossana Rossanda ed altri suoi (leggendari) amici saranno espulsi dal partito, e con questa tragica esperienza il libro si chiude. Fermare la narrazione con questo evento dice molto bene come l'autobiografia della politica triestina abbia il significato di una denuncia politica, quasi di uno sfogo. Vengono lasciate da parte molte lotte che Rossanda ha portato avanti dalle colonne del Manifesto, il referendum sul divorzio ma anche tante altre. peccato.

Interessantissimo l'aspetto umano che emerge da grandi nomi della storia d'Italia del dopoguerra. Togliatti, Longo, Natta, Berlinguer, Amendola Ingrao non sono più solo nomi e programmi politici ma anche persone coi loro vizi, le loro grandi virtù, le loro beghe. Sullo sfondo, un PCI ormai divenuto troppo grande, paralizzato all'esterno dai crimini dell' URSS ed all'interno dalle lotte tra correnti che si vogliono strozzare sul nascere in nome di una granitica unità necessaria ma alla fine mortale.

Libro troppo lungo, difficile, grigio. Come certi scialbi manifesti anni 60 che da ventenne vedevo a fianco delle rutilanti olgettine di quel cavaliere rampante che si è affacciato in politica per cambiare tutto per non cambiare nulla, dopo la tempesta di tangentopoli. Incapace di trovare sempre nuove energie dopo l'epica lotta partigiana, paralizzato da uomini di apparato e burocrati del tutto privi di azione rivoluzionaria, molto più interessato a lotte culturali che a bisogni primari e drammaticamente inetto a modificare il proprio pensiero davanti ad una Italia che cambia troppo in fretta: con tutti i meriti che ha avuto per gli ultimi dell' Italia, il PCI alla fine ha dovuto soccombere. Dalle sue ceneri è nato il PD di oggi, che nonostante tutto ha saputo essere partito di governo. Che sia stato un bene o un male è un'altra storia, di certo non faccio fatica ad immaginare cosa ne pensi la novantacinquenne ancora attiva e lucidissima Rossana Rossanda da Pola.
Profile Image for Gabril.
1,045 reviews256 followers
October 18, 2020
“Continuo ad appartenere al tempo in cui la rivoluzione è stata pensata come un capovolgimento della borghesia al suo culmine.”

Un’autobiografia intellettuale, un excursus di storia del ‘900 e soprattutto un’analisi spietata del fallimento del comunismo, e più precisamente del PCI: “Dev’esserci stato un momento, e dovette essere presto, nel quale il gruppo dirigente comunista aveva deciso che a conti fatti era da assumere il meglio della borghesia-diciamo l’ordine costruttivo del console Buddenbrook-sposato con la democrazia parlamentare, garantirla e non arrischiare oltre.”

Una scrittura impegnativa, a volte elusiva a volte molto analitica, un viaggio dolorosamente vero dentro gli ideali traditi di una (e non solo una) generazione di giovani che tentarono di capovolgere i parametri dell’organizzazione ideologica e economica del mondo.
Questa è la triste storia del loro (e nostro) fallimento, ma anche della tenacia di esprimere e sostenere gli ideali di giustizia, uguaglianza, libertà.
Profile Image for Donald.
125 reviews358 followers
Read
February 23, 2024
Rossanda was a supporter of the Italian Communist Party from her early involvement as a youth during the Second World War until she was expelled in 1969. The book culminates in the radicalism of the late 1960s and her expulsion. One thing I liked about the book was her discussion of coming to awareness of events and ideas as through a fog. Many discussions of socialist strategy presume perfect hindsight, while Rossanda discusses things like visiting Moscow in 1949 and not really having any sense of Stalin's crimes, and the long process of unravelling them and other criticisms of the Soviet Union's leadership over the next decades.

The memoir often focuses on impressions, the way memory actually works - an insult she never forgets, the state of repair in hotels, loading up a car with cans of gas to visit Paris during the May-June events. There's both fun and chilling stuff about Fidel Castro, who she spent time with in the 1960s, and insights into various Italian figures. Only one take for me, since I don't know a lot about Italian politics, but I felt at home in the book, respecting her as a sincere communist trying to wrestle with confusing times.
Profile Image for Mara.
353 reviews
November 15, 2010
La statura morale ed intellettuale dell' autrice non si discute, ma questo libro e' piu' noioso di un articolo della Pravda
Profile Image for cristina c.
58 reviews96 followers
January 28, 2022
“ Che roba è avere quindici anni nel 1939 e ventuno nel 1945? Per questo sono noiosa. E allarmata. Tutto quello che non è successo è perduto, ma tutto quello che è successo può tornare a succedere. Così eravamo incastrati dentro quel tempo crudele e indeciso”.
Profile Image for Cristina.
874 reviews38 followers
December 20, 2017
Il pur interessante periodo storico (1920 - 1968) viene appiattito da uno stile noioso e elusivo, nel senso che sono più le cose che evita di scrivere che quelle che ammette di aver saputo (possibile che Nilde Iotti la veda per la prima volta al funerale di Togliatti e fa pure finta di non aver saputo chi era? Ma dai!). Avrebbe potuto essere un bel racconto della vita di una donna che ha sicuramente avuto rilevanza politica e dell'Italia che cambiava e cresceva con lei. Invece il risultato è che il lettore si chiede chi davvero fosse questa donna, e se la sua vita sia stata frutto di decisioni o del solo farsi trascinare dagli eventi.
Mah.
Profile Image for Floriano.
4 reviews
August 14, 2020
Ho faticato molto a finire il libro. Sicuramente contiene spunti interessanti di riflessione ma avrei preferito una scrittura meno ‘tecnicistica’. Soprattutto dopo l’ingresso nel PCI dell’autrice, ho la sensazione che la prosa diventi troppo filosofica e aderente al periodare complicato della stampa politica di sinistra del tempo, con riferimenti a eventi e personaggi che adesso sono poco noti, e forse anche messaggi tra le righe che solo chi ha frequentato la discussione e la cronaca politica del secondo Novecento può capire.
Mi è piaciuta di più la prima parte del libro, in cui la scrittrice scrive della sua famiglia, della sua infanzia a Pola e dei suoi studi, nonché della sua adesione alla Resistenza, ma anche il racconto delle prime formazione politica nell’Italia della Ricostruzione, insomma la storia più personale e intima che con la maturità viene sommersa dalle considerazioni sulle vicende politiche della Prima Repubblica e in particolare del Partito Comunista.
Mi aspettavo di imparare di più sulla storia del comunismo in Italia (e non solo), e quello che ho imparato non è stato del tutto edificante.
Profile Image for Else.
123 reviews13 followers
October 7, 2017
"Le scelte prima le facciamo poi ci fanno."
Profile Image for Thanasis Stylianopoulos.
115 reviews
July 1, 2025
Η αυτοβιογραφία της Ροσάνα Ροσάντα είναι μια ειλικρινής και στοχαστική αφήγηση. Μέσα από την προσωπική της διαδρομή, η Ροσάντα, αποτυπώνει με ενδιαφέρον τρόπο την κριτική της σκέψη για την ιταλική Αριστερά του 20ού αιώνα.
Profile Image for Matthew.
164 reviews
July 1, 2022
An interesting and funny, but also in many senses tragic, account of the PCI in the post-war period through Rossana’s anecdotal eyes. I enjoyed how informative her narrative, despite being quite personal, laid out clearly the tensions and contradictions that existed in the party, and why dissent, such as that of the il manifesto group, didn’t appear earlier. Also some very funny stories at points (my favourites being those involving her interactions with Adorno and Castro!)

My only criticism would be that Rossana seems unnecessarily harsh on those extra-parliamentary groups and forces that existed at the time, despite somewhat supporting them, and being comparatively kind at arguably the far more regressive PCI.

All in all very enjoyable, and great to have read alongside Lucio Magri’s ‘Tailor of Ulm’ and Luciana Castellina’s ‘Discovery of the World’ in the last year or so.
2 reviews
February 2, 2021
Questo testo mi ha permesso di conoscere da una voce femminile le vicende politiche e sociali dell'Italia di buona parte del Novecento. La narrazione è incisiva e priva di orpelli e getta un po' di luce su una parte di Storia che purtroppo alle superiori viene affrontata poco o non viene affrontata affatto. Da tempo il libro era sugli scaffali delle librerie di casa, ma, come spesso accade, è stata la notizia della scomparsa di Rossana Rossanda a portarmi finalmente a leggerlo. Una lettura che consiglio a tutt* e in particolare alle persone appassionate di politica e storia contemporanea.
Profile Image for Rosi Paternò.
3 reviews1 follower
June 2, 2019
2 1/2 stelle. Nonostante il periodo storico molto interessante, il libro a tratti si legge con grande difficoltà per lo stile scelto. Peccato, un’occasione mancata.
27 reviews
November 20, 2021
Bello, non sempre scorrevole, per capire molte cose di un passato recente e aggiungere un tassello a un puzzle difficile da comporre
Profile Image for Terra.
1,233 reviews10 followers
December 17, 2025
l'autobiografia di rossana rossanda, dall'infanzia tra pola e venezia fino alla radiazione dal partito comunista italiano in seguito alla fondazione de "il manifesto". un libro faticoso perché pieno di richiami a fatti e persone lontani nel tempo, sbiaditi o ignoti per me, ma un libro davvero interessante. mi ha svelato retroscena che mi hanno stupita, me ignorante, che non conoscevo cosa successe dopo la morte di togliatti, non sapevo di amendola e ingrao, mi chiedevo - questo sì, me lo chiedevo - cosa facesse il pci nel 1968. e mi chiedevo cosa pensassero i comunisti italiani dell'urss, cosa pensassero delle violenze e dello status quo, quale fosse il rapporto con i sindacati. sotto questi e vari altri aspetti il libro è illuminante anche se carico di mille delusioni, giustificate direi in pieno. perché "la base è sempre in preda all'invincibile pulsione di aggrapparsi al meno audace e al più forte. non avevamo capito, noi cosiddetti ingraiani, il meccanismo profondo del consenso, non avevamo capito che sarebbe stato difficile a quella massa fiduciosa abbandonare la segreteria per seguire un percorso più radicale". come non sentirsi delusi.
Profile Image for Rob M.
222 reviews106 followers
July 28, 2021
A eloquent, moving memoir of life in the PCI (The Italian Communist Party) in the decades following the second world war.

In true communist style Rossanda offers her analysis of the historical events she experienced first hand: from her early girlhood in the Great Depression; her political coming-of-age in the anti-fascist Resistance; the changing face of Italian society and economics in the post-war years; and, ultimately, the errors of the communist movement that contributed to its eventual liquidation.

I would recommend this book for its readability, humanity and intelligence and would doubly recommend it alongside Lucio Magri's seminal work on Italian (and world) communism, The Tailor of Ulm: A History of Communism.
Profile Image for Laura Fiamenghi.
2 reviews
February 5, 2021
Ho trovato incredibilmente delicate oltre che molto ben scritte tutte le parti di questo libro nel quale l’autrice parla di sè, della sua famiglia, dell’infanzia e delle proprie esperienze private. Tutto quanto è politica risulta piuttosto denso o forse, semplicemente, troppo oscuro per chi non è propriamente un “addetto ai lavori”.
Profile Image for Elalma.
901 reviews103 followers
June 16, 2012
Interessante per molti aspetti, mi � piaciuta soprattutto la passione per la politica che traspare, cos� genuina. Triste il senso di fallimento che poi si respira nelle pagine. L'ho trovato per� un po' macchinoso e a tratti noioso.
3 reviews
January 19, 2024
Poteva essere una preziosa testimonianza e invece è uscito un libro a dir poco caotico e confusionario.
Profile Image for J.C. Greenway.
Author 1 book14 followers
August 15, 2021
The Comrade from Milan came onto my shelf via a Verso Book Club subscription, which I recommend if you are into discovering new favourite reads by accident. I might not have gone looking for this book, but I am glad it found me! The ‘Comrade’ is Rossana Rossanda and her memoir covers the Depression and Second World War, when she joined the Resistance and became a communist.

If you enjoyed Maria Stepanova’s In Memory of Memory, or Svetlana Alexievich’s Second-hand Time, The Comrade from Milan is more of a straightforward memoir, but is a similarly frank assessment of what it meant to be a communist and to witness the Party and the ideology’s decline. Rossanda was a cultural commentator and journalist as well as a politician, involved at both the grassroots and with politicians and activists internationally. Her memoir is a lively, detailed look at changing times in Italy, Europe and the world, from the viewpoint of what might be considered something of a relic: the European communist intellectual. Although she counters that early on:

Every so often, someone will stop me and say with great kindness: ‘You were a legend!’ But who wants to be a legend? Legends are the projections of other people and have nothing to do with me. The idea embarrasses me. I am not a name on a memorial plaque to be honoured, who has departed from the world and exists outside of time. I am still struggling with the world and with time. But the question of what it means to be or to have been a communist nags away at me.


My full review and many more are available on my site ten million hardbacks
Profile Image for Giuseppe Circiello.
190 reviews5 followers
January 7, 2023
Rossanda: una donna che ha dato tutta se stessa alla politica e al partito, il PCI.
E' analizzata l'evoluzione ideologica del Comunismo Internazionale e di quello Italiano, negli anni che vanno dalla lotta partigiana a quello delle "rivolte" studentesche e operaie, ovvero finchè la Rossanda non è stata radiata, perchè non condivideva la rotta "Soft" del Pci.
Risalta il modo diverso di fare politica tra ieri e oggi: niente populismo ma reale interesse per il popolo, con comizi, formazione, dibattito e, soprattutto, sezioni vive ed attive.
Libro interessante, forse un po' troppo arzigogolato; dedicato principalmente a chi ha una grande preparazione sulla storia contemporanea e dei partiti e delle ideologie.
Profile Image for tom.
22 reviews
July 22, 2025
Interesting account of the post-war Italian Communist Party, however politically flawed.

Compelling attitude from the author that is perhaps best summed up as such:

“It’s not a theory; it’s a part of me. How can you bear the fact that most people who are born never even have the chance to think about who they are or what they will do with their lives, their human adventure destroyed from the outset? Either there’s a terrible god who tests you on earth and rewards you in the afterlife, or this injustice cannot be accepted. I am not a believer and I can’t help but try to change - or maybe lessen or ease (I’m not a daydreamer) - a state of affairs I cannot accept. It’s not a choice. It’s a condition.” p. 258
Profile Image for Jana G..
118 reviews
November 5, 2022
Allerdings hab ich es auf deutsch gelesen. Leider gibt es die deutsche Ausgabe hier auf goodreads nicht und ich konnte sie auch nicht importieren. Auf deutsch heißt das Buch: Die Tochter des 20. Jahrhunderts. Ich finde die Person Rossana Rossanda sehr spannend. Das autobiografische Buch setzt allerdings sehr viel Vorwissen über bestimmte politische Persönlichkeiten in Italien - inkl. ihrer Standpunte - voraus. Da ich dieses Vorwissen nicht habe, konnte ich ihren Reflexionen teilweise nicht folgen.
Profile Image for BeaPac.
332 reviews4 followers
May 12, 2024
È stato una lettura lunga e difficile, scelta per capire che fine abbia fatto la sinistra. La sinistra italiana è sparita nei conflitti interni, nel non aver saputo fare propri i bisogni degli operai, per non essersi emancipata dall’Unione Sovietica quando avrebbe dovuto.
Non è un libro per tutti. Mi sono persa spesso leggendolo perché ha bisogna di molta concentrazione e attenzione che non sempre ho.
Il mio pensiero comunque va Rossana Rossanda per tutto quello che h fatto per la nostra libertà, libertà che siamo per scontata ma che non lo è e dovremmo curarcene un po’ di più.
Profile Image for Andrea Fiore.
291 reviews74 followers
February 9, 2021
"Le scelte prima le facciamo poi ci fanno."

"I comunisti erano i soli a negare l'inevitabilità del non umano. Anche se ne avevano fatte di tutti i colori era perché credevano in questo, erano su piazza per questo principio ed erano abominati non per i loro vizi ma per questa loro virtù."
Profile Image for Andrea.
51 reviews1 follower
August 6, 2022
Una biografia che percorre 50 anni di Italia visti da un’icona del PCI. Uno sguardo a un paese e a una classe di lavoratori che si formava. Piacevole e illuminante sui rapporti PCI con URSS e le nazioni satellite.
Profile Image for Elisa.
685 reviews19 followers
April 30, 2021
雄强无匹。太硬(丧)核(气)了以至于前后拖了半年才看完。她显然是把一切都想清楚了才动笔的,对于她的经历来说真的十分不可思议,也或许毕竟是做了一辈子宣传和媒体的人吧。(只写到1969,所以大概可以总结为“我是如何花了25年才被pci开除的”)读后对很多人物都产生了全新的看法,尤其是Togliatti,Ingrao和Amendola。
50 reviews1 follower
July 25, 2021
Un inizio bellissimo, poi dopo la prima metà diventa di più difficile lettura a causa dei molti riferimenti non spiegati.
Profile Image for Steven R.
83 reviews
January 30, 2024
Beautifully written and a fascinating introduction to the PCI from ~1944-1970. Frustratingly, the book ends as manifesto are expelled, I would have enjoyed more of that story and the end of the PCI.
Profile Image for ThedarksideofEma.
28 reviews
October 18, 2025
Soggettiva e faziosa come tutte le autobiografie, ma davvero piacevolissima da leggere. Una gigante della sinistra italiana
Profile Image for marta.pasqualato.
60 reviews2 followers
February 12, 2013
Bello, soprattutto per il racconto in parallelo della vita politica e di quella privata. Mi ha molto colpito il rapporto con la sorella, forse perché mi ricorda quello che vivo con la mia.
Displaying 1 - 30 of 31 reviews

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