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160 pages, Paperback
First published January 1, 1962
Talvolta mi domando se la sua interferenza sia stata davvero peggiore delle interferenze che tutti commettiamo con il semplice fatto di andare su altri mondi, restando là a osservare e a raccogliere informazioni. Quando giunsero sulla Terra i primi osservatori dallo spazio provenienti da altri mondi più avanzati del nostro, noi vivemmo come un'interferenza la loro presenza e il loro sguardo su di noi. Lo sentimmo con tale violenza, se ricordate, che cercammo di liberarcene facendo ricorso persino alla forza e sempre in uno stato di grande disturbo psichico. Da allora abbiamo appreso molte cose, naturalmente, ma solo attraverso l'esperienza. Quello che comunemente si intende per noninterferenza è qualcosa di molto grossolano. Poiché di fatto interferiamo sempre […] Saremo forse in grado di renderci completamente impercettibili? Chissà, il nostro sguardo non riesce a veder così lontano e meno male, sarebbe noioso sapere tutto già da adesso.
Mitchison ha una spiccata immaginazione che riversa nel libro investendo il lettore di una sorta di sense of wonder, per tutta la durata della lettura è pregnante un quid di contemplativo, mi è piaciuto immaginare questa vasta gamma di entità extraterrestri dalle forme più disparate. Nonostante il tono si mantenga per certi versi un po’ monocorde, andando a intaccare ritmo e profondità, nel complesso è una lettura che ho apprezzato per la quantità di idee e spunti di riflessione che l’autrice è riuscita a condensare in così poche pagine.