380pages. poche. Broché. 1764. Le Gévaudan. Plus de cent morts. Qui sème la terreur dans la région ? Un loup ? Un démon ? On a beau croire ni en Dieu ni au Diable, comment ne pas douter de sa raison lorsque la Bête survit aux balles des chasseurs et disparaît chaque fois que sa capture semble inéluctable ? Le chevalier Grégoire de Fronsac, envoyé sur les lieux pour dresser le portrait de la Bête, va bientôt se trouver face à l'incroyable vérité. Et rien au monde ne saurait le préparer à ce qu'il va découvrir. Un passionnant roman où vous retrouverez la magie du plus grand film français de l'année, Le Pacte des Loups, avec Samuel Le Bihan, Vincent Cassel, Emilie Dequenne, Monica Bellucci, Jérémie Renier, Jean Yanne et Mark Dacascos. Un film de Christophe Gans. Une Production Samuel Hadida et Richard Grandpierre.
È un bel libro, eppure l’autore cerca di imbellettare la storia (un po’ come alcuni dei personaggi) e lo fa in modo eccessivo, con descrizioni che vanno a negare quella fluidità che renderebbe la lettura scorrevole. La leggenda della Bestia dello Gévaudan è incredibilmente affascinante, l’alone di mistero - in boschi inospitali - e congiura ai danni del re tramite una punizione divina, la rendono ancor più appetibile. Peccato per la pesantezza e la quasi mitizzazione di alcuni dei protagonisti, perché gli scontri d’arme o di dialettica hanno ben figurato e la trama già sapevo mi sarebbe piaciuta. Quindi è con rammarico che gli attribuisco 3 stelle, avrei voluto potergli dare di più e, francamente parlando, gli ho preferito il film.
1764, Gévaudan: la popolazione locale e' terrorizzata dai continui attacchi di una bestia, ribattezzata la Belva, che uccide e parzialmente divora pastori, viandanti, agricoltori. Gli attacchi sono cosi' numerosi che fino alla corte di re Luigi XV a Parigi se ne parla e se ne discute. Il re di per se' vede la sua autorità messa in pericolo dall'incapacità dell'esercito di catturare questo mostro sanguinario. L'opinione pubblica e' divisa fra chi vorrebbe un intervento piu' deciso dell'esercito e chi vede nella Belva un segno divino, l'ira di Dio contro la dissolutezza dei costumi e anche contro le nuove idee illuministe. Il re decide di inviare in missione nel Gevaudan il suo naturalista, il cavaliere Grégoire de Fronsac, che ha viaggiato in America, dove si e' fatto una reputazione come uomo di scienza ed esploratore. Gregoire non solo deve partecipare alle battute di caccia alla Belva, ma ha anche il compito di farne dei disegni e di imbalsamarne il corpo una volta che questa sara' catturata. Nel Gevausan, Gregoire ci si reca in compagnia di Mani, un indiano che lo ha seguito dall'America, e che lui considera suo fratello di sangue. Sono ospiti del Marchese d'Apcher, la cui famiglia si rivela di ampie e moderne vedute, sia in ambito religioso, che culturale. In loco, e' subito evidente una spaccatura fra la nobilta' e i maggiorenti locali. Da una parte il Marchese d'Apcher, col capitano dei Dragoni, convinti che la Belva esista, che non sia ne' invincibile ne' sovrumana, e che pregare Dio non serva necessariamente a combatterla. Dall'altra, la famiglia dei Conti di Morangias, bigotti, ultraconservatori, che vedono nella Belva un demonio e un castigo. Durante il soggiorno nella regione, il bel cavaliere si innamora della dolce Marianne, figlia dei conti di Morangias. Numerose le battute di caccia alla Belva, gli scontri e le perdite umane. Alla fine, si scoprira' che dietro la belva c'e' la cattiveria e la follia umana, e non il demonio.
Comprei este livro por achar curioso o nome do autor, pensando que poderia ser aparentado. Uma breve busca no wiki permitiu descobrir que se trata de um pseudónimo, e que o autor tem uma vasta bibliografia, incluindo roteiros para cinema e televisão. Este livro é "ao contrário", pois baseia-se num argumento original de um filme que terá tido algum sucesso em França. Uma história de conspirações, muito ao jeito do gosto actual. Bem escrita, mas com um excesso de recursos estílisticos, o que só demonstra a falta de originalidade do argumento. Dá ideia de que o autor achou que tinha de encher 200 páginas, e para tal foi à biblioteca de figuras de estílo e técnicas de escrita criativa... Boa leitura de praia, mas pouco mais do que isso.
Un libro fatto di misteri, antiche leggende, intrighi e magie. Un libro che ho amato dalla prima all'ultima pagina perchè mi ha tenuta incollata alla lettura col fiato sospeso fino all'ultimo istante! Mai pesante, sempre fluido e dinamico, mi sono scervellata per capire quale potesse essere una soluzione plausibile, ma Pelot mi ha stupito con un finale tutt'altro che prevedibile e, visto l'atmosfera creata in questo libro, molto, molto azzeccato! ;)
Dans ce beau récit d'aventures, « Le Pacte des Loups » revisite la légende de la bête du Gévaudan. Un roman historique qui offre un bon divertissement pour tous.