Da due mesi faccio parte del gruppo di lettura del mio paese, che, però, si è formato circa tre anni fa, a mia insaputa, così, ora, sto cercando di recuperare una delle loro letture precedenti!
Ho scoperto solo alla fine, documentandomi sull' autore, che il libro è autobiografico. Narra le vicende della sua vita da quando ha cinque anni all' adolescenza.
"Erano gli unici, nella nostra strada, possedere un grammofono, e lasciavano la porta di casa aperta perché tutti lo potessero ascoltare." Questa frase, presente, già nella prima pagina del libro mi ha dato un senso di nostalgia per come eravamo anche noi e non siamo più. Qui in Veneto si faceva il filò: la contrada si ritrovava nella stalla (dove c' era un po' di caldo) si chiacchierava, si spettegolava, le donne filavano la lana, gli uomini aggiustavano gli attrezzi da lavoro, si pregava ma soprattutto si stava insieme e c' era calore non solo dato dal fuoco, ma anche dalle persone. Anche in un libro che ho letto poco fa, Agnes Browne, il figlio della protagonista diventa "un gentile del fuoco" accendendolo, di sabato, per un uomo ebreo riesce a racimolare qualche soldo. Qui c'è un' intero gruppo di persone che si prodiga in questa azione benevola! Erano i tempi, come si leggerà dopo, in cui una bicicletta aveva un enorme valore! In cui la convivenza e l' aiuto reciproco erano importanti. L' impressione iniziale è stata che questo libro desse una grande lezione di umiltà.
La famiglia di cui si parla è formata da cinque figli e da due genitori un po' stereotipati; la mamma dolce e cara, che se le brusca dal marito, lui un beone disinteressato ai figli. Il matrimonio porta a questa donna solo miseria e sofferenza. Un unico respiro agli affanni della situazione viene da Larry, l' unico amico del padre, che pensiona a casa loro, ma che dopo un litigio se ne andrà. La situazione non migliora quando, dopo studi immani, la sorella più grande, Lily, riesce a superare brillantemente un esame che le permetterà di diventare insegnante; infatti, il padre, la trascinerà fuori di casa per i capelli per relegarla a lavorare nella sua stessa sartoria.
Poi, arriva la guerra. La guerra che livella la società, abbattendo il muro: mischiando poveri con ricchi, cristiani ed ebrei in una sospensione data dal pericolo imminente. Quando sul fronte terminano le ostilità, riprendono le avversioni nel quartiere. Alcuni non torneranno più a casa, altri, come Freddy, tornano orribilmente mutilati e si respira un' aria di sofferenza e morte. I tempi duri arrivano dopo la guerra: miseria e disoccupazione imperano. Quando il nostro protagonista ha dieci anni la situazione economica familiare migliora, ma il peso dell' essere ebrei è imponente.
L' unico spiraglio di luce in questa cupa atmosfera è l' amore tra Arthur e Lily. È un sentimento forte che va contro i pregiudizi tra cristiani ed ebrei, come una sorta di Romeo e Giulietta. Sono socialisti in un luogo sbagliato e portano avanti i loro valori contro tutti. È una coppia fresca, vivace, che si appassiona in discussioni politiche, in un dibattito che non vede differenze tra uomo e donna, in contrasto fortissimo con i genitori di Lily, che parlano raramente tra di loro e solo di faccende pratiche, rivelando una forte chiusura mentale.
Il nostro protagonista ha un padre al quale non ha mai rivolto la parola in tutta la vita ed una madre devota alla famiglia che si sacrifica per il bene dei figli. Tutto questo è portato all' esasperazione, o forse la situazione era davvero così estremizzata, ma mi sono infastidita. Io sono nata ottant'anni dopo quel periodo e non riesco a capacitarmi di come una donna si possa reprimere e umiliare tanto! Questa madre che, pur di evitare l' onta di un matrimonio sacrilego, passa sopra i sentimenti della figlia e si finge cieca e sorda a quell' amore mi irrita!
Mi ha infastidito non poco anche il finale: festa in strada, birra, pacche sulle spalle, gran risate con questa sensazione di avere qualcuno all' orecchio che ti sussurra "tutto è bene quel che finisce bene" ! Dopo duecentonovanta pagine di disperazione, tutto si risolve nelle ultime venti pagine come se niente fosse! Però poi, tranquilli, nella prima parte dell' epilogo si viene, oso dire, quasi rassicurati da altre disgrazie!
A questo libro strappalacrime assegno tre stelle. Sì, sono senza cuore! :)