4,5
"Raven of the Inner Palace" è stato uno degli anime che ho apprezzato di più lo scorso anno. Io continuo a sperare nell'annuncio di una seconda stagione, ma per ora mi accontento di leggere le light novel. E questo primo volume mi ha fatto davvero un'ottima impressione, soprattutto a livello di personaggi.
Nei meandri della Corte Interna vive la misteriosa Raven Consort, la Consorte Corvo - una figura misteriosa che, a dispetto del titolo di consorte, non ha rapporti intimi con l'imperatore, ma che, stando alle voci che girano per il palazzo, possiede dei poteri particolari che le permettono di esaudire qualsiasi richiesta. L'attuale Consorte Corvo è Jusetsu, una ragazzina di 16 anni, scelta dalla dea che serve e adottata dalla consorte precedente.Vive in completa solitudine, almeno fino a quando non si presenta sulla sua porta l'imperatore Koshun e da lì in poi la vita di Jusetsu inizierà a prendere una piega diversa. Koshun si presenta al suo cospetto per chiederle aiuto per rintracciare il proprietario di un orecchino di giada ritrovato in giro: inizialmente, Jusetsu non si mostra molto amichevole (zero timore reverenziale), ma poi, dopo varie visite non richieste, decide di aiutarlo. La verità è che Koshun aveva sì una richiesta da presentargli, ma, allo stesso tempo, prova molto interesse per questa figura misteriosa, tanto da a) continuare a farle visita un giorno sì e l'altro pure, comportandosi come se fosse a casa sua (con somma irritazione della ragazza) e b) iniziare a fare domande in giro per capire le vere origini della Consorte Corvo.
A dispetto dei continui battibecchi (battibecchi a senso unico, visto che Koshun non si scompone mai), a dispetto delle storie personali molto diverse, Jusetsu e Koshun hanno molti punti in comune e le loro vite sono intrecciate:
- entrambi si portano dietro il senso di colpa per la morte delle rispettive madri. Nessuno dei due aveva la possibilità di fare qualcosa - Jusetsu era solo una bambina, Koshun era leggermente più grande, ma vittima un po' del suo orgoglio e un po' delle trame di palazzo -, ma si tratta comunque di un dolore che non è mai venuto meno, nemmeno ad anni di distanza. Senza contare che la nostra giovane Consorte appartiene alla precedente dinastia regnante - dinastia quasi completamente sterminata per ordine del nonno di Koshun, bambini inclusi, e su cui pende ancora un ordine di cattura ed esecuzione nel caso in cui dovessero saltare fuori dei superstiti (ti credo che il vecchio aveva paura dei fantasmi di quei poveretti...);
- come confermato dai loro nomi, che contengono riferimenti all'estate e all'inverno, Koshun e Jusetsu stanno ricreando la stessa dinamica alla base delle storie che documentano la nascita della figura della Consorte Corvo. Nei tempi antichi la pace era mantenuta dal Sovrano dell'Estate, che si occupava delle questioni amministrative e politiche, e da quello dell'Inverno, una donna prescelta dalla dea della notte Uren Ninagniang che invece gestiva tutta la parte dedicata ai riti e alle cerimonie. Una pace che si è interrotta con la morte della seconda per mano del primo, una pace ristabilita solo diversi secoli dopo grazie al primo imperatore della dinastia Ran, che si porterà dietro la nuova Sovrana dell'Inverno: solo che questa volta non sarà più un rapporto alla pari. Da Sovrana si passa a Consorte - una consorte chiamata a vivere in completo isolamento, senza la possibilità di uscire dal palazzo imperiale, una figura secondaria in modo da poter mettere in risalto l'importanza del Sovrano dell'Estate. Mosso da sincera compassione (e forse pure da qualcos'altro), Koshun si impegnerà a cambiare le cose e a trattare Jusetsu con il rispetto che merita per via della sua posizione. Sono abbastanza sicura che nei prossimi volumi ci saranno altre rivelazioni, anche perché c'è qualcuno a corte che sa più di quanto dice sia per quanto riguarda la figura della Consorte Corvo, sia riguardo il culto della dea Uren;
- sono due persone fondamentalmente solitarie. Nel caso di Jusetsu, si tratta di un'imposizione destinata a durare per la vita: d'altra parte è stata scelta dalla dea Uren quando era solo una bambina ed è stata cresciuta seguendo un semplice mantra, la Consorte Corvo non intrattiene rapporti con altri. Eppure nel corso di questo primo volume, la vediamo aprirsi, con un po' di difficoltà, agli altri, tanto da ritrovarsi in casa una dama di compagnia, un paio di domestiche, una guardia del corpo, una consorte, eunuchi vari e l'imperatore in persona. Per lei non sarà facile perché spesso cercherà di rifarsi alle regole con cui è stata cresciuta, ma adesso è impossibile tornare alla completa solitudine a cui si era abituata. Certo, non è molto sciolta nel campo delle relazioni interpersonali, ma non mi sento di criticarla. Koshun sarà pure l'imperatore, ma è un personaggio davvero particolare: tanto per dirne una, la consorte che visita più spesso è l'unica che non è tenuta a passare la notte con lui. Bene ma non benissimo. Ha avuto un'infanzia molto difficile, ha provato sulla sua pelle la crudeltà di un ambiente complicato come quello della corte imperiale (un ambiente che gli ha portato via la madre e un amico importante). Dietro la sua maschera di indifferenza si nascondono diverse emozioni potenti - il dolore per la perdita delle persone amate, il senso di colpa, l'odio senza freni per l'imperatrice vedova (che continua anche dopo l'esecuzione di quest'ultima), i sentimenti legati a Jusetsu (curiosità, pietà, empatia, amicizia, e....questo lo scopriremo solo vivendo, di sicuro pure lei sta iniziando a provare qualcosa). Dubito che sarà mai il focus della storia, ma io sento comunque odore di ship! Diciamo che si sono trovati, ecco.
Oltre a seguire l'evoluzione dei personaggi, grazie ai vari casi che vengono trattati, il lettore scopre vari dettagli interessanti riguardo la struttura della corte e i rapporti di forza del suo interno - lungi dall'essere un luogo splendido splendente, la corte ha fatto da sfondo alle violenze più efferate (solitamente a rimetterci erano gli indifesi, come sempre) -, ma anche per quanto riguarda i poteri spirituali di Jusetsu e la mitologia alla base delle vicende trattate. Jusetsu è spesso chiamata a risolvere misteri, a ridare pace a fantasmi e anime che, per qualche motivo, non hanno ancora preso la strada per il Paradiso. Come detto in precedenza, mi aspetto ulteriori rivelazioni nei prossimo volumi.
In conclusione, ho apprezzato molto questo primo volume. I personaggi sono il vero punto di forza di quest'opera - in particolare Jusetsu, verso cui ho provato molta tenerezza e compassione (comprendo benissimo le sensazioni di Koshun), alla fine si tratta di una ragazzina intrappolata da un destino che le è stato imposto e solo ora, per la prima volta, può contare sull'affetto di persone che le sono sinceramente affezionate e che vogliono il suo bene (e poi mi fa piegare la facilità con cui si fa corrompere quando qualcuno le mette sotto il naso del buon cibo, un po' la capisco). Visto che ho già recuperato i prossimi numeri, penso che andrò avanti leggendone uno al mese. E magari ci scappa pure un rewatch dell'anime!
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