Venezia è un sogno, è magia, è il paradiso, è l’incanto, la bellezza, il mistero: quelli che il Canaletto immortala sulle sue tele e che l’hanno reso uno degli artisti più famosi e richiesti della Serenissima.
Ma Venezia anche corruzione, malvagità, cupidigia, gioco d’azzardo, intrighi, feste al limite del lecito, povertà e la piaga del vaiolo che dilaga senza pietà e senza fermarsi.
È nei pressi del Rio dei Medicanti che si è consumato un delitto efferato, una giovane nobildonna viene ripescata dalle acque con il petto squarciato, senza più il cuore.
Il Rio dei Mendicanti è una delle ultime tele del Canaletto e a causa di questa tela e di alcuni fatti, verrà convocato sia dal Doge che dall’Inquisitore Rosso:
il primo gli chiede indossare i panni dell’investigatore e indagare su uno degli uomini ritratti nel dipinto , sposato a una baronessa che vuole sapere di più sugli spostamenti del marito; il secondo per un motivo più cupo, dato lo ritiene collegato all’omicidio della dama.
Appurato che è estraneo ai fatti e liquidato l’Inquisitore, Canaletto accetta il compito affidatogli dal doge, anche se non ha la minima idea di come fare. A venirgli in aiuto saranno Owen McSwiney, un suo committente irlandese, Joseph Smith, il feldmaresciallo von der Schulenburg e sua figlia e il dottor Liebermann.
Presto si accorgeranno di essersi infilati dentro qualcosa di più grande di loro e dovranno fare attenzione alla loro incolumità. Qualcuno non vuole che ficchino il naso. E farà di tutto per farglielo capire. È la stessa persona che ha ucciso la ragazza trovata al Rio dei Mendicanti e l’altra trovata qualche giorno dopo?
O sono due persone diverse, una delle quali ebrea, come suggerirebbero le indagini?
Scopritelo in questo romanzo di Strukul che, come lui stesso definisce ,nella nota dell’autore:
“non è un romanzo storico ma un thriller storico- avventuroso” .
Sarò sincera: avevo aspettative atissime perché ho adorato I”Inquisizione Michelangelo” e la saga dei Medici… e amo la capacità descrittiva dell’autore, perciò mi sono buttata con entusiasmo tra le pagine del libro.
Tanto qui, come in “inquisizione M.” la storia si apre con una descrizione dettagliata e vivida, che sembra di toccar con mano il freddo, la fame, la fatica, ma anche la bellezza del sole che sorge, dell’alba in una città che è un sogno ad occhi aperti (nell’altro romanzo c’era l’azzurro del cielo su cui si stagliava la cupola del Brunelleschi in fase di realizzazione, ma basta divagazioni).
E poi la bellezza viene interrotta da qualcosa e la storia si avvia, ma per quanto ben scritta e ricca di dettagli -dal cibo agli abiti, alla vita quotidiana- la componente thriller io non l’ho sentita.
A spingermi a proseguire è stata la curiosità di capire l’assassino o gli assassini e le varie personalità che emergono man mano che si va avanti nella lettura.
Matteo Strukul è bravissimo a rendere il clima sociale della città, piagata dal vaiolo e dalle tensioni sociali che rischiano di far scoppiare veri e propri linciaggi ai danni degli ebrei che vivono nel ghetto ebraico, capri espiatori perfetti su cui riversare la colpa di qualsiasi azione invisa al potere o, come nel caso del vaiolo, di malattie o carestie, nefandezze varie, o altro che non si riesce a spiegare.
È stato bravissimo nel dare spessore non solo all’opera pittorica di un grande artista, ma anche a riempire i vuoti della Storia grazie alla sua penna, regalandogli Charlotte e un amore potente, di fuoco come lo è lei che il fuoco lo maneggia, regalandogli un senso più alto.
Bellissime anche le figure femminili, sia quelle positive che quelle negative (Colombina ti porto nel cuore).
Quello che ha fatto scemare l’entusiasmo iniziale sono state le ultime 40/50 pagine… non voglio far spoiler, ma ho trovato il finale un po' riduttivo e quasi banale, avrei tolto un paio di capitoli.
Ma questa è la mia impressione, sono curiosa di sentire la vostra al riguardo! Per questo libro dove amore, passione, ossessione, massoneria, arte, medicina, astuzia e bellezza si intrecciano nella Venezia del ‘700 il mio voto è 3 stelle.
Buone letture e alla prossima!