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Maironi #1

Piccolo mondo antico

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La vicenda familiare di Franco e Luisa, in cui dramma politico e dramma d'idee si innestano perfettamente, si staglia dolorosamente sullo sfondo del risorgimento italiano, in un arco di tempo compreso tra l'eco non ancora sopito dei moti del 1848 e le scaturigini della seconda guerra di indipendenza, nel 1859, che avrebbe condotto all'unità d'Italia. Un'epoca in cui i sentimenti pubblici prevalevano sui privati e in cui la comune partecipazione a un alto ideale di vita collettiva garantiva all'individuo quell'equilibrio interiore che lo scrittore vedeva irrimediabilmente perso nel turbolento clima di fine secolo.

389 pages, Paperback

First published January 1, 1895

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About the author

Antonio Fogazzaro

143 books12 followers
Fogazzaro was born in Vicenza to a rich family.

In 1864 he got a law degree in Turin. In Milan he followed the scapigliatura movement.

In 1869 he was back in Vicenza to work as lawyer, but he left this path very soon to write books full time.

In his works one finds a constant conflict between sense of duty and passions, faith and reason. In some cases this brings the tormented soul of characters into mystic experiences. Arguably his masterpiece was Piccolo Mondo Antico (variously titled in English translations as The Patriot or as Little World of the Past). This well written novel is set in his beloved Valsolda on Lake Lugano, Italy, in the 1850s. It has delightful evocations of the landscape, and strong characterizations which reveal the inner psychological conflicts of the characters.

Fogazzaro was a deeply religious man but supported reform in the Catholic Church and toured Italy proposing to reconcile Darwin's theory of evolution with Christianity. He found new interpretations in positivist and evolutionist theories, but because of this in 1905 the Roman Catholic Church banned the novels Il santo and Leila. He died six years later in his birthplace, Vicenza.

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Displaying 1 - 30 of 75 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,111 reviews352 followers
March 2, 2022
” Correvano nelle viscere del mondo antico
fremiti e scricchiolii sordi,
come nelle viscere d’un fiume gelato alla vigilia dello sgelo.”



Pubblicato nel 1895, Piccolo mondo antico, è il primo di una serie di quattro romanzi con gli stessi protagonisti.

La storia svolge sulle sponde del Lago di Lugano nell’arco di circa dieci anni;
dal 1850 al 1859, vigilia della seconda guerra d'Indipendenza e dell'unità d'Italia.

description

Il vento lacustre (”Soffiava sul lago una breva fredda, infuriata di voler cacciar le nubi grigie, pesanti sui cocuzzoli scuri delle montagne.”) che apre la scena sembra avvertire il lettore di una tragedia all’orizzonte.

Io che mi aspettavo fin dall’inizio una lettura più cupa, rimango stupita dall’atmosfera anche comica dei dialoghi di cui, sicuramente, ne è complice la scelta del dialetto lombardo di cui tutti i personaggi si servono.

Il meccanismo dell’azione si muove dall’amore contrastato tra Franco, giovane di nobile stirpe, e Luisa, di più umili origini.
A mettere il bastone tra le ruote è la rigida nonna di Franco: la Marchesa Orsola Maironi.

C’è molto movimento e il carattere/temperamento dei personaggi non si deduce solo da ciò che dicono ma da come lo dicono.
L'effetto è quello di una prospettiva profonda: è’ come sel'autore ci facesse vedere il mondo con i loro occhi.

E’ un mondo variegato dove i discorsi non sono solo politici ma anche spirituali.
Il tema della religione, è difatti molto dibattuto e mette in evidenza grandi differenze di pensiero a partire, proprio dalla coppia protagonista.


Piccolo mondo è quello della provincia, fatta di pettegolezzi che diventando delazioni.
Segreti che si tramutano in macigni che pesano sulla coscienza.
Sono tempi dove ogni parola e ogni gesto è considerato sospetto.

Una storia piccola e antica che racconta esistenze comuni dove il dramma del destino si accanisce e s’interseca con i grandi eventi della storia.

Così mentre l’Italia s'ha da fare e vuole risorgere, anche nel privato di queste piccole esistenze s’intravede il desiderio di rinascita...

Lettura piacevole.
Tre stelle e mezzo abbondanti.
Profile Image for Laura V. لاورا.
544 reviews80 followers
April 10, 2019
Quel ramo del lago di Lugano

Che cosa dire, o scrivere, a proposito di un grande classico che non sia già stato detto e scritto in precedenza? In verità, niente di nuovo, niente di fondamentale. E un grande classico “Piccolo mondo antico” lo è per davvero, al pari di tanti altri titoli forse più famosi e apprezzati. C'è voluto qualche decennio prima che mi decidessi a leggerlo e, considerato ciò che vi ho trovato, mi pento di averci messo così tanto tempo.
Pubblicato sul finire del XIX secolo, questo di Antonio Fogazzaro è un romanzo ricco di Storia e storie: la prima si concretizza nello sfondo delle guerre risorgimentali di metà Ottocento contro l'Austria, mentre le seconde sono incarnate dai tanti personaggi che ruotano intorno alla triste vicenda dei due protagonisti, Luisa e Franco, tutti funzionali, ognuno a suo modo, alla storia narrata, in molti casi presi a prestito da persone reali e ben conosciute dall'autore stesso, rintracciabili, sulla base del suo epistolario, nella cerchia familiare e in quella delle amicizie più prossime. Anche i luoghi descritti in queste pagine – le sponde lombarde del lago di Lugano, con la Valsolda e Porlezza – erano particolarmente familiari al Fogazzaro, che fin dall'infanzia soggiornava spesso nella villa della famiglia materna nel borgo di Oria.
E poi, forse principale protagonista in assoluto, c'è il Lago, con il suo ineguagliabile fascino, la “breva” fredda, le atmosfere cariche di nebbia e malinconia; un lago che non è soltanto quello lungo il confine svizzero, le cui acque vedranno compiersi il dramma dei coniugi Maironi, ma anche quello Maggiore, in territorio piemontese, che farà da magnifico scenario all'epilogo carico di morte e di vita.
Questo e molto altro ancora si rivela “Piccolo Mondo antico”, romanzo di grande intensità al quale non assegno per poco le cinque stelle piene; malgrado la lentezza dei primi capitoli che all'inizio fanno un po' arrancare nella lettura, da un certo punto in poi (per l'esattezza, dalla celebrazione furtiva del matrimonio tra i due giovani innamorati osteggiati dall'austricante marchesa) la trama diventa coinvolgente e appassionante, soprattutto negli accesi confronti tra Franco e Luisa; il personaggio di quest'ultima, a mio parere, è ottimamente caratterizzato, il più bello in assoluto, e la sua personale visione della religione, scevra di bigottismo, stupisce non poco alla luce del periodo storico in questione, nonché anzitutto del suo essere donna. Ci sarebbe da soffermarsi pure sul personaggio dello zio Piero e su alcuni minori, tra cui la signora Pasotti, la povera Barborin, che si finisce per amare, così come da discorrere di questioni relative al dialetto, neh, che ben si fa spazio nella scrittura fogazzariana, o al patriottismo ottocentesco che sognava un'Italia finalmente libera dal giogo straniero, ma sarebbe impresa ardua e inutile. Occorre dunque leggere il libro, lasciarsi catturare dalla vicenda, dall'amore, dal dolore, dalle acque ammalianti del Lago, assaporando ogni istante di quel piccolo mondo antico che non tornerà più.
Profile Image for Nood-Lesse.
429 reviews328 followers
April 16, 2020
L'Italia promessa

Sarebbe stato un peccato se avessi ceduto alla tentazione di abbandonare il romanzo dopo i primi capitoli, subito dopo essermi appuntato: è un libro pettegolo, provinciale, scritto in un italiano vetusto che non contempla il condizionale passato (*1) con inserti dialettali ripetuti e spesso incomprensibili senza leggerne la traduzione nelle note, un libro scritto dal bisnonno di Andrea Vitali.
Antonio Fogazzaro in realtà aveva un progetto e non era un caso che i suoi due protagonisti si chiamassero Franco e Lüisa. Il suo progetto lo si può evincere indirettamente da questo passaggio presente nell’introduzione (io leggo sempre le introduzioni dopo le opere)

Nel 1872 Fogazzaro aveva tenuto un discorso all’Accademia Olimpica di Vicenza, Dell’avvenire del romanzo in Italia, dove ricordava I Promessi Sposi, «capolavoro insuperato», osservando che la «discendenza diretta» dal grande romanzo si era estinta «alla seconda generazione» dopo «alcuni buoni romanzi storici e parecchie novelle pregevoli». «Il posto del romanzo contemporaneo psicologico e sociale è vuoto» e, «se è vero che il romanzo è la forma prevalente del sentimento poetico del nostro tempo, la povertà dell’arte italiana è ben grave».

Il progetto era scrivere L’Italia promessa (per un mondo diverso, dove crescere… i nostri filibustieri)
Piccolo mondo antico esce nel 1895 ed è ambientato negli anni che vanno dal 1850 al 1859, gli anni in cui nel Lombardo Veneto i patrioti cospirano per rovesciare il dominio austriaco. La questione politica per quanto importante, non è l’unica, il mondo è piccolo, la gente mormora, c’è di nuovo un matrimonio che non s’avrebbe da fare, c’è una marchesa arcigna ed egoista e poi un sottobosco di edificanti personaggi minori, pronti alla buona azione solidale. Tutto è ammantato da un forte sentimento religioso, la chiesa ha un’importanza che oggi è svanita. Nella parte centrale del romanzo l’uso del dialetto è più parsimonioso, il contorno storico ben rappresentato.

Ancora Fogazzaro:
«io metto i romanzieri tra’poeti»

Ma anche no.. i versi contenuti nel libro sono versacci, frutto di tentativi maldestri. Fogazzaro si sentiva poeta e umorista, io invece l’ho apprezzato quando si è tolto entrambe le pettorine e ha affrontato il dolore a torso nudo; è stato convincente di fronte al dramma, è lì che il poeta mancato è diventato romanziere conclamato. Franco l’impulsivo e Lüisa la riflessiva sono due personaggi ben delineati, lei è dotata intellettualmente e le viene affidato il dissidio fra fede e ragione, lo porterà sulle proprie spalle disinvoltamente per tutto il romanzo.
Piccolo mondo antico, per situazioni e linguaggio, antico lo è diventato davvero. Immagino che quello moderno, scritto solo sei anni dopo, abbia subito la stessa sorte

(*1) Il temporale si poteva dir cessato, la portantina non tarderebbe a comparire.
Profile Image for Arybo ✨.
1,468 reviews177 followers
July 4, 2018
Non mi sarei mai aspettata di dirlo, ma mi è piaciuto. Ora capisco perché c'è bisogno della lettura del secondo volume: Fogazzaro lascia aperte molte strade narrative ed io non posso fare a meno di essere curiosa.
La storia, l'ambientazione e l'andamento narrativo mi hanno ricordato un po' IPromessi Sposi, un po' Le Confessioni d'un italiano, libri da le amati. Più corto dei due appena citati, Piccolo Mondo Antico ha, però, in sè, molti contenuti moderni: basta pensare all'approfondimento psicologico della figura di Luisa, che ho adorato. La sfiga incombe sui personaggi, come su tutti noi. C'è che crede in Dio e chi è diffidente nei Suoi confronti. Ognuno esprime le sue idee, se non con le parole, con i gesti e le espressioni. Fogazzaro è bravissimo a creare personaggi tridimensionali, veritieri. Il suo stile descrittivo è fenomenale anche per quanto riguarda i paesaggi e la natura che li permea. La nebbia sembra danzare davanti agli occhi del lettore, che legge del Lago di Lugano quasi come di un posto incantato, fuori dal tempo. Il Tempo, però, e la Storia sua sposa, aspettano al varco i protagonisti. Grandi cose stanno per accadere, ed io voglio conoscere quello che verrà. Devo solo trovare Piccolo Mondo Moderno.


«Il lago dormiva oramai coperto e cinto d'ombra. Solo a levante le grandi montagne lontane del Lario avevano una gloria d'oro fulvo e di viola. Le prime tramontane vespertine movevano le frondi della passiflora, corrugavano verso l'alto, a chiazze, le acque grigie, portando un odor fresco di boschi.»

Immagine: Cancello sul lago, copertina originale della mia edizione CrescereEdizioni
Profile Image for Diabolika.
245 reviews51 followers
June 19, 2024
Inaspettatamente, mi è piaciuto molto. Nonostante l’italiano datato, la lettura è molto scorrevole (possono, forse, disturbare i dialoghi in dialetto che, tuttavia, sono funzionali alla storia e alle diverse stratificazioni sociali dei personaggi).

La trama è ambientata in un periodo particolare della storia d’Italia e fa da sfondo ai tantissimi personaggi che Fogazzaro riesce a tratteggiare magistralmente nella loro quotidianità (nel loro “piccolo mondo antico”). Inoltre, le descrizioni dei luoghi sono molto ben scritte, vive e convincenti.

Il rapporto d’amore tra Franco e Luisa è molto moderno, anche se lui mi è sembrato insipido rispetto a lei. Penso che Luisa sia una figura di donna forte e attuale e mi è piaciuta molto. Così come ho apprezzato molto la nonna-marchesa, pur nella sua malvagità e piccineria. Comunque, tutti i personaggi (e sono davvero tanti) sono convincenti nella loro piccole manie quotidiane. E Fogazzaro riesce a presentarli in modo assolutamente non manicheo ma, al contrario, ognuno con le proprie contraddizioni.

Il finale, però, mi ha leggermente delusa. Mi è sembrato un po' sbrigativo. Dopo tante pagine dedicate alle avventure e disavventure di Franco e Luisa, mi sarei aspettata un maggior approfondimento circa i cambiamenti dei loro animi. L’evoluzione dei protagonisti è, invece, relegata quasi solo all’ultimo capitolo. Peccato.

Consigliato a chi ama i romanzi storici e a chi, come me, ha adorato i Promessi Sposi, quando riletto fuori dagli obblighi scolastici.
Profile Image for aithusa.
72 reviews15 followers
April 2, 2018
Storia appassionante, commovente e malinconica, con personaggi ben delineati e dalle poetiche descrizioni paesaggistiche della Valsolda e delle rive del lago di Lugano.
"Piccolo mondo antico" è la storia d'amore, contrastata dalla nonna di lui, tra Franco Maironi, un uomo dalla grande fede e dal profondo patriottismo, e Luisa Rigey, una donna forte e razionale ma anche tanto fragile, ma è anche un romanzo corale sui conflitti di classe, sulle ideologie e il patriottismo.
Profile Image for Tom LA.
684 reviews288 followers
June 28, 2023
Attenzione! Romanzo leggermente inferiore a I Promessi Sposi dal punto di vista dell’uso della lingua, ma nettamente superiore a I Promessi Sposi dal punto di vista della profondità psicologica, soprattutto dei personaggi: poco più di macchiette quelli di Manzoni, esseri umani veri e pieni di luci e di ombre quelli di Fogazzaro. Un capolavoro assoluto, purtroppo conosciuto meno di quello che si dovrebbe in Italia.
Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews338 followers
March 15, 2015
Buon romanzo. Mi è piaciuto. Rispetto a Malombra, Fogazzaro ha fatto dei bei passi in avanti. Il rapporto tra Franco e Luisa è intenso e costruttivo, anche se, spesso, verte su temi non di mio interesse, come, ad esempio, la religione. Ma viva e ancora attuale è la volontà di raccontarsi, di intendersi e di condividere, nonostante le divergenze di opinione.
E poi c’è tutto il contorno, che è davvero bello e riuscito. Quelle tante figurine minori che intercalano il dialetto alla lingua italiana, creando uno disegno vivissimo di ciò che era, allora, questo paese.

Datato è datato, intendiamoci, e anche un po’ edulcorato. Però scorre via alla grande e, con mia stessa sorpresa, l’ho gradito assai più di quanto mi aspettassi.
Profile Image for UraniaEXLibris.
349 reviews10 followers
June 18, 2025
Questa è la storia di quel Piccolo Mondo... no, scusate, ho sbagliato universo letterario!

Non siamo nel mondo di Don Camillo, bensì in quello di Franco e Luisa, due giovani innamorati che dopo tante peripezie, tra cui un matrimonio in sordina, riescono a sposarsi e a dare alla luce una figlia.

Gli eventi della storia però si intrometteranno nella pace di quel nido d'amore. Siamo infatti in pieno Risorgimento. Ambientazione? Il regno Lombardo Veneto.

Fogazzaro non può rinunciare ad inserire uno spaccato di storia che vive personalmente e così il romanzo assume un carattere quasi universalistico poiché non riguarda più soltanto il piccolo mondo di Franco e Luisa, ma ciascun italiano. Infatti è lampante il dilemma interiore di Franco: la Patria, o la famiglia? Egli propenderebbe per quest'ultima, ma le simpatie risorgimentali della moglie e il sentimento di vendetta nei confronti di quegli austriaci che l'avevano bollato come pericoloso patriota, alla fine hanno la meglio e Franco parte per arruolarsi nella Seconda Guerra d'Indipendenza.

Il romanzo apre la tetralogia composta da: "Piccolo Mondo Antico", "Piccolo Mondo Moderno", "Il Santo", "Leila". Meno celebre di Malombra, ma comunque considerato nel panorama letterario, è diviso in due momenti netti: il primo, più narrativo e più vicino al romanzo d'evasione, incentrato sulla storia d'amore tra i due protagonisti, il secondo, più storico, più politico e universale, incentrato sul Risorgimento.

Dal particolare, all'universale. Dall'interno all'esterno. Così Fogazzaro sceglie di raccontare il suo Risorgimento unendo la sua voce agli altri romanzi.
Profile Image for Felipe Oquendo.
180 reviews25 followers
February 22, 2019
“Pequeno Mundo Antigo”, romance histórico do italiano Antonio Fogazzaro, saído em fins do século XIX, foi uma grata surpresa para mim.

Confesso que, embora meu romance preferido de todos os tempos tenha saído da pena de um italiano (ou, melhor dizendo, de um Lombardo), tenho um pé atrás com a arte narrativa italiana, pois este me parece um povo mais talhado para a poesia (em todas as suas divinas formas) do que para o retrato relativamente desapaixonado das coisas humanas que é a arte novelística e contística. Fiquei confirmado nisso ao ler Boccaccio, Dino Buzzati, Giovanni Verga e Alberto Moravia: a estrutura dos contos ou romances é desigual e brilham pelo que têm de poético, irreal, com contornos esfumados como a técnica de pintura aperfeiçoada por Leonardo Da Vinci.

Fogazzaro veio me resgatar dessa impressão. Não à toa, aliás, já que ele é explicitamente um discípulo pós-morte de Alessandro Manzoni, o fautor do meu aludido romance predileto, “Os Noivos”, e com o mestre lombardo é muitas vezes comparado.

É dessa comparação, a propósito, que quero tirar as linhas principais desse arrazoado. Isto porque ela é cabível até certo ponto, mas ficou claro, pela leitura de resenhas que colhi aqui e acolá de leitores não especializados, que a comparação, sobretudo pelos italianos, perde completamente a linha dos limites mais básicos e evidentes, chegando um sujeito a escrever que “Pequeno Mundo Antigo” seria uma espécie de “Os Noivos” repaginado.

Ora, isso é um absurdo, bastando ler ambos os livros para notar essa diferença gritante. Penso, na verdade, que é isso o que esses resenhistas precisamente deixaram de fazer: ler espontânea e abertamente o livro. Não tenho provas disso, mas é inteiramente provável que o romance aqui comentado seja apresentado aos italianos durante sua infância e adolescência, na escola, coberto com os musgos e cascalhos de uma crítica escolar e repetitiva, ficando os alunos tolhidos, como aliás também se passa com “Os Noivos”, da mera possibilidade de acessar o romance de Fogazzaro com olhos de novidade e de inocência. É uma lástima para eles, mas, bem! Eu sou brasileiro e não passo isso senão com Machado de Assis.

“Pequeno Mundo Antigo” está dividido em três partes. Uma pequena no começo, uma segunda enorme no meio e uma breve no fim.

Na primeira parte, o narrador em terceira pessoa e onisciente nos joga no meio do Palácio Maironi, casa de nobres lombardos localizada em Castello, região do Valsolda. Essa casa altiva é comandada pela Marquesa Úrsula Maironi, uma figura antipática e fleumática que tenta casar seu neto, o sanguíneo Franco, com uma boa moça de família nobre. Mas Franco está desinteressado dos planos de sua avó. Apaixonou-se por Luísa Rigey, que de nobre só tem alguns adornos da alma e, já nas primeiras páginas, foge de casa para casar-se com ela às escondidas, tendo por testemunhas o tio de Luísa, o Engenheiro Imperial e Real Piero Ribera e o senhor Giacomo, veneziano acovardado vivendo pelas bandas do Valsolda. O tio Piero, figura taciturna de operoso solteirão, é irmão do pai de Luísa, que abandonara a família cedo e cujo destino final era incerto. A mãe de Luísa, Dona Teresa, embora relutante de início, aprovara o casamento e morrera em odor de santidade. Parte importante da mudança de opinião de Dona Teresa, que chegara a prometer à Marquesa que separaria Luísa e Franco, foi ter entrevisto em Luísa uma tendência ao ateísmo, que ela tentava disfarçar, e em Franco uma fé no Deus vivo que poderia modificar os destinos da alma de sua filha.

O casamento secreto é descoberto pelo diabólico Pasotti, Senhor “Controllor”, fiscal do governo da Áustria e cão de caça da Marquesa. Esta deserda Franco, que, tendo sido criado para ser nobre, isto é, viver de renda, passa a viver uma pobre vida com Luísa, sendo sustentados ambos, na casa de Oria, pelo bondoso tio Piero, isso apesar dos esforços de Franco em obter algum ordenado como advogado e tradutor. A primeira parte se encerra com Franco descobrindo, por meio do prof. Gilardoni, que seu avô lhe havia nomeado como herdeiro único de sua fortuna, em carta que deixara com seu procurador, pai do referido prof. Gilardoni. Contudo, a carta, que permanecera até então secreta, está escrita em termos tão injuriosos à avó e ao pai de Franco (este último um dissipador e frequentador inveterado de jogos de azar) que Franco prefere mandar destruí-la a exercer judicialmente um direito que jogaria o nome de duas pessoas de família na lama. Luísa, nesse ínterim, nada fica sabendo, nem da herança, nem da carta.

A segunda parte do romance começa com o casal Franco e Luísa vivendo na casa de Oria com sua pequena filha Maria e com o tio Piero, passados 7 anos do casamento. Aqui, cabe abrir um parêntese para registrar algumas notas sobre o pano de fundo histórico de “Pequeno Mundo Antigo”. A ação se passa entre 1850 e 1859, isto é, quando a região da Lombardia e do Vêneto estavam sob domínio austríaco e o rei Vittorio Emanuelle II havia se levantado em armas, libertando o Piemonte Sardenha do jugo estrangeiro e se preparando para a futura reunificação da Itália.

Tudo no romance deve ser lido à luz dessa situação: a Áustria domina a região, Franco e Luísa são nacionalistas, assim como o tio Piero e seus amigos, e a Marquesa é austrófila, juntamente com o Pasotti e todas as personagens antipáticas. Tudo da Áustria vem acompanhado do epíteto ridículo, de tanto repetido e aplicado às coisas mais banais, de “Imperial e Real”, e tudo o que toca o reino do oriente passa a cheirar a bolor, tal como os salões da Marquesa.

Não obstante, os acontecimentos políticos apenas se imiscuem pontualmente na vida do casal Maironi, de forma que é exagerado, para não dizer falso, o título que este livro recebeu numa de suas traduções para o inglês: “The Patriot”.

Seja como for, a segunda parte, como dito, é a mais extensa. É também, a meu ver, quando o talento de Fogazzaro mais brilha. São páginas e páginas em que há poucos acontecimentos, são longas sequências mostrando uma vida familiar, pontuada, aqui e ali, por um narrador que às vezes e inesperadamente olha para a câmera confessional e chama aquilo tudo de “meu pequeno mundo antigo”, repleto de histórias e cantigas que já não há mais ninguém que nos conte.

Aos poucos, também, vai ficando clara a diferença de temperamentos e crenças entre Franco e Luísa, embora essa revelação se dê por situações dramáticas que emanam da própria narrativa e jamais de forma didática e anti-artística. Enquanto o tio Piero está lúcido e trabalhando e a menina Maria goza de boa saúde; enquanto a inimizade com a Marquesa se resume a um silêncio desdenhoso, são apenas pequenas faíscas que nos deixam ver que, frustrando as esperanças de Dona Teresa Rigey, Franco não foi capaz, com sua sanguinidade, seus laivos artísticos e estéticos, sua forma um pouco tíbia de ser católico, mudar as tendências críticas de Luísa quanto à religião e à própria existência de Deus. Aliás, Franco nem parece se tocar dessas tendências, que Luísa, de resto, mantém escondidas até a primeira explosão na perseguição de Franco pela polícia austríaca.

Franco, como dito, havia tomado conhecimento de que havia um testamento oculto de seu avô que legava a ele, Franco, toda a sua fortuna. Porém, o nobre Maironi optou por não se valer desse documento, que injuriava seu falecido pai e sua avó, julgando-o destruído, como ordenara, pelo prof. Gilardoni. Ora, ocorre que o atrapalhado professor não o destruíra. O malfadado documento volta à cena quando a Marquesa, depois de alguns anos de trégua, torna a atacar, não propriamente seu neto, mas o Engenheiro Ribera, sobre o qual lançava absurdamente todas as culpas pelo afastamento de Franco. Primeiramente, a polícia faz uma terrível devassa na casa de Franco. Pouco tempo depois, mesmo sem que a polícia tivesse achado nada que fosse comprometedor, o tio Piero é dispensado de seu cargo como Imperial e Real Engenheiro, o que torna a vida na casa Maironi muito difícil, em razão do ordenado cortado e da mudança, de vez, do velho tio com sua criada Cia. Ao contrário do que a Marquesa esperava, Franco e Luísa não vão, premidos pela pobreza, pedir-lhe perdão pelas supostas faltas cometidas. Entretanto, o Prof. Gilardoni, julgando fazer algo de bom, leva a carta-testamento do avô de Franco para esfrega-la na cara entojada da Marquesa. O professor sai quase preso da cidade onde estava a avó de Franco e sem nenhuma resposta positiva. Esta vem, algum tempo mais tarde, na forma de uma redobrada perseguição da polícia política austríaca a Franco e seus companheiros, que se veem obrigados a fugir.

Franco, especificamente, tem de deixar para trás sua esposa amada e sua linda e esperta filhinha, para trabalhar de jornalista em Turim, na região já liberada do Piemonte. Pouco antes dessa partida, a carta-testamento vem ao conhecimento de Luísa e o casal tem uma briga feia, na qual, no fundo, se manifesta a diferença de cosmovisão, de valores e de crenças que a mãe de Luísa tanto temia e tanto advertiu ao então noivo. Franco, embora na grande cidade e magoado pela impiedade de Luísa, tem comportamento exemplar: trabalha duro, não gasta nem se dissipa em divertimentos lícitos ou ilícitos, enviando o que pode de dinheiro para o sustento de sua casa.

Aqui acontece um ponto de inflexão muito importante: Franco, de início escandalizado pelo ateísmo de Luísa, e atravessado o ponto do perdão complacente que apenas esconde o orgulho, sua verdadeira raiz – e Fogazzaro é um cirurgião preciso da alma humana nesses relances, que dão todo o valor superior ao livro – Franco, como eu dizia, se reconhece um bostalhão que, embora pai amoroso e marido fiel, acomodou-se morando de favor numa casa do tio de sua esposa e vivendo de rendas concedidas pelo beneplácito de uma avó a qual ele abandonara e com a qual antagonizava desde o seu casamento com Luísa. Percebeu, e isso é o mais importante, que sua vida mole, da nobreza da época, contaminara sua fé e que não poderia ser um exemplo de cristão para o benefício de Luísa, a qual, por mais amor que tivesse ao marido, esfriou na crença e deixou crescer dentro de si os galhos secos do niilismo.

Franco, com esse reconhecimento, cresce e se fortalece. Não conseguimos, desde o início, gostar, de fato, dele. Luísa parece-nos muito mais simpática, atilada e prestativa do que seu horticultor marido. Desde de que se opera essa mudança, porém, ainda que tardia, vemos o homem Franco renascer e se fortalecer.

Mas aí... ah! Fogazzaro mostra que não só de melancolia e bondade está feito o seu coração. Após nos afeiçoar ao ambiente familiar dos Maironi e Ribera, após nos fazer amar à pequena Maria como amaríamos a uma sobrinha do nosso sangue, Fogazzaro faz a tragédia cair sobre a casa Maironi e coloca Luísa sob a mais terrível mudança: numa narração genial, Fogazzaro, enquanto deixa Franco em Turim, mostra Luísa crescendo cada dia mais na indiferença religiosa, por um lado, e, por outro, no ódio à Áustria – e, simbolizando o dominador estrangeiro, à avó de seu esposo –, bola o plano de mover uma ação judicial contra a velha Marquesa para reivindicar-lhe a fortuna do Marquês Maironi. Sabendo que esta viria a Oria, pelo lago de Como, para um jantar que lhe ofereceria o lambe-botas Pasotti, Luísa obceca-se num plano de expor a carta-testamento à Marquesa, em praça pública, para humilhação daquela megera. Tão perturbada estava Luísa em seus ódios que deixa a pequena Maria sem cuidados e esta, querendo ver se um barquinho de metal que ganhara da senhora Barborin, esposa de Pasotti, boiava no lago, acabou nele se afogando e morrendo.

Com Maria, morre a última ligação de Luísa com qualquer noção de Deus. Ela admite que, até ali, admitira a existência de um Deus que, se não era de todo indiferente, era mau, pois permitia a injustiça no mundo; Deus, na cabeça tosca de Luísa, deveria ser um prelado austríaco, e ela O colocava no saco do ódio ao dominador estrangeiro, misturado confusamente com Pasotti, a Marquesa e os fiscais e soldados austríacos e a Igreja Católica inteira.

Eu, realmente, não sei qual era a intenção de Fogazzaro com Luísa. Ela é uma heroína até este ponto e gostamos dela o suficiente para sofrer profundamente com sua reação quase lunática à morte de Maria. Mas essas crenças, ou descrenças, são por demais pueris! Não se trata, aqui, simplesmente uma rejeição do ateísmo ou agnosticismo, pois há profundos personagens – ficcionais e reais – ateus e agnósticos de grande valor humano. Mas o ateísmo de Luísa é tosco, adolescente, bobinho demais. Enquanto o moita do Franco vai crescendo, Luísa decresce, se esboroa numa lama podre. As sessões de espiritismo a que se entrega com o Prof. Gilardoni são narradas por Fogazzaro de forma muito impressionante e respeitosa para com a figura da mater dolorosa que se torna Luísa Rigey Maironi, mas os processos mentais que a prendem à materialidade de sua filha Maria, que a tornam incapaz de imaginar a alma imortal de Maria, fazem-na decair demais como personagem!

A propósito, muito provavelmente sem querer, Fogazzaro mostra nessas cenas tétricas como o espiritismo é, na verdade, um sucedâneo tosco do materialismo e não uma doutrina que faça, de fato, crer na alma e na eternidade dos espíritos. Os “espíritos” do espiritismo são como que uma matéria mais sutil, magnética e elétrica, que sobra do corpo dos mortos. Luísa, sem poder ser enterrada junto com o corpo de sua filha tragicamente morta, pois se prendeu ao cadáver de Maria como se fosse o único resto daquela pequena existência, passa a crer na sobrevivência do espírito, mas apenas porque este se manifestara fisicamente, com o balanço da mesa e a adoção do “alfabeto” proposto pelo Prof. Gilardoni, que supostamente permitia a comunicação com o além-mundo.

O fato é que Luísa, como mostra o narrador impiedoso, passa a se devotar absurdamente ao túmulo de Maria, indo lá duas, três vezes por dia, ao mesmo tempo em que abandona o culto da Igreja. Não podendo crer na vida sobrenatural que não lhe dá batidinhas de mesa no chão, ela se apegara ��quelas sessões na casa do professor e ao túmulo de Maria no cemitério de Oria, lançando-se a um materialismo tão baixo, tão repugnante, que quase nos faz perder o respeito pela maternidade despedaçada.

O leitor, porém, é vingado pelo tio Piero. Embora apagado da trama desde a morte de Maria, que certamente lhe doera tão fundo quanto a Luísa, o tio, dado como senil e doente, ressurge das cinzas e lança na cara de Luísa toda a loucura de seus procedimentos. Lembra-lhe – e essa é a melhor parte – que ela não é a única mãe do mundo a perder um filho, nem Maria a única filha a ir-se novinha; lembra-lhe que existem milhões de mães dolorosas no mundo que enterram seus filhos e, guardando o luto e o amor devido aos rebentos mortos, tocam sua vida, inclusive tendo mais filhos. De fato, a ocasião dessa pungente conversa é a inicial recusa de Luísa a encontrar seu marido – que não via há anos e que partiria para o destino incerto na guerra contra a Áustria – porque sentia, de forma confusa, que ter um novo filho, ou mesmo abrir-se a essa possibilidade passando a noite com Franco, seria trair a memória de Maria.

Nas cenas finais, passadas em Isola Bella, na qual Franco, pacientemente, vai reconduzindo Luísa ao amor de esposa, a pena de Fogazzaro brilha como nunca antes. As sutilezas da vida de um casal, os pequenos silêncios, as pequenas dores e orgulhos feridos, as manifestações de sentimentos atrapalhadas e a falha na comunicação vão se desdobrando, naturalmente, de uma forma como eu nunca vi antes na literatura. Coisa, realmente, de gênio.

Ora, basta ler essa narrativa para ver que Fogazzaro, embora empregue, com cautela e calma, uma técnica narrativa muito próxima da de Manzoni, o fato é que um romance nada tem que ver com o outro. Enquanto Manzoni colocou seu romance no século XVII, abordando o domínio austríaco sobre a Itália de forma apenas subentendida e simbólica, Fogazzaro escreveu abertamente sobre a dominação austríaca, a qual, aliás, já estava afastada há tempos quando do lançamento de “Pequeno Mundo Antigo”. O mundo de Manzoni é um mundo recheado de santos, onde o perdão tudo pode, onde conversões impressionantes mudam o rumo de toda a história; em “Pequeno Mundo Antigo”, mesmo a aparição do fantasma de Maria a sua avó não é capaz de operar nela a conversão sincera de um Inominato; a Marquesa (assim como Luísa, Franco e o tio Piero) não tem a grandeza humana das personagens de Manzoni.

O leitor sai de “Os Noivos” com a fé reforçada na vida sobrenatural; em “Pequeno Mundo Antigo”, não há esse influxo de amor e perdão causado por “Os Noivos”, pois na obra de Fogazzaro é a descrença o foco, e não a fé; e, se esse niilismo é bastante maltratado e exposto ao terror e ao ridículo, pouco faz este romance pela crença e pela fé, que resta pálida, intuída apenas, no interior de algumas personagens, mas incapaz de ter preensão sobre a realidade e dirigir o destino da narrativa. Nesse “Pequeno Mundo Antigo”, podem muito mais Vittorio Emanuelle II e Napoleão III do que Deus e seus santos.

Isso, todavia, não diminui o valor de “Pequeno Mundo Antigo”. Pelo contrário: ele atende não só aos critérios formais e artísticos necessários para uma obra de valor, como ao critério máximo da verdade da vida. Não deforma nenhum dos personagens, nem mesmo a Marquesa Úrsula Maironi e os austríacos. A complexidade de suas personalidades e de suas interações é maravilhosamente explorada por um narrador que penetra os pensamentos e os corações de todos e que revela, no fundo, a sensibilidade, memória e incrível expressividade do autor.

“Pequeno Mundo Antigo” é duro, porque a vida é dura e nem sempre há um Frei Cristóforo a tiracolo. Mas também há a realidade, ou supra-realidade, do mundo de Manzoni. É nessa difícil e instável articulação entre esses dois mundos, o da maldade e o da bondade, o do natural e o do sobrenatural, que ambos os romances nos convidam a nos instalarmos: a operação, rejeitada, a princípio, por Luísa, é a mais difícil e para isso é preciso coragem e uma força que vêm de uma Origem, explícita no autor mais velho e implícita no mais novo.
Profile Image for Gabriele Carli.
90 reviews1 follower
November 16, 2025
“Che, insieme a uno squisito sentimento della vita come dovrebb'essere, possedeva un senso acuto della vita com'è realmente.“

Il titolo di questo romanzo è un riassunto perfetto della storia e dell’ambientazione che vengono raccontate. Tra le mille cose speciali di questo libro c’è infatti proprio la resa della vita (e dell’amore) sia nei suoi lati più poetici e ideali, che in quelli più severi e provanti. È una contrapposizione presente e a livello socio-politico, e a livello personale per i protagonisti.
Profile Image for Emanuele Baseggio.
130 reviews
February 25, 2024
Avevo iniziato questo libro non aspettandomi nulla più che un romanzetto di fidanzati tipo Jane Austen. Non mi sarei mai aspettato di trovarci un tesoro simile.
L’amore non è che un sottofondo del romanzo: Franco e Luisa sono già insieme all’inizio, e non si perdono tanti capitoli per dire Oooh come faremo a sposarci. Un prete, due testimoni, a posto.
È proprio il dopo che è eccezionale. Perché Piccolo Mondo Antico non è un libro sull’amore, è un libro su come la vita continua nonostante l’amore - su come l’amore non basti a sconfiggere tutto, non sia sufficiente amarsi per essere imbattibili. Su come due innamorati non diventino una sola anima Oooh bellissimo, ma rimangono due individui distinti, pieni di uno spirito proprio, e l’amore è un lavoro di adattamento e affetto che smussa gli angoli.
I personaggi sono tanti, ricchi, vivi: il Mondo è pieno, ma non affollato. L’autore ci guida attraverso due vite.
Non c’è altro da dire: è uno di quei classici che non vi pentirete di aver letto.
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,030 reviews205 followers
December 17, 2014
Bello!
Una scrittura fluida, piacevole.
Un amore per la parola che non ricordavo più.
Avrei voluto leggerlo a scuola e non così tardi nella vita.
Che bei personaggi!
Profile Image for Rosaria Luisa D'Angelo.
173 reviews42 followers
August 10, 2023
Ce ne sono a tonnellate di opere che affrontano gli stessi problemi e lanciano le stesse invettive, con dialetti o lingue arcaiche, con personaggi del popolo o della corte, in mille modi diversi, e lo fanno molto meglio, inglobando un piacere di lettura che va ben oltre il semplice "ha una trama profonda e l'hanno scritto molto tempo fa, quando era difficile tirare avanti, quindi deve essere per forza bello".
A me il capolavoro non è piaciuto perchè è intriso in una pesantezza di lettura che ho trovato in pochi classici. Si fa fatica ad affezionarsi ai personaggi, pur con le vicissitudini che dovrebbero umanizzarli all'estremo, e a sopportare le continue descrizioni di qualsiasi cosa, dall'ambiente ad un oggetto particolare, neanche ci si trovasse dinnanzi ad un'enciclopedia culturale. Per quanto riguarda la trama, non c'è molto da dire su quest'ultima essendo essa caratterizzata da un intreccio tanto complesso quanto scontato, da un'accozzaglia di pesantissime invettive e tragedie adagiate su un'oceano di fondo che grida ad ogni pagina "scatenatemi, così il romanzo diventa bello e commovente!". Non ho riscontrato in tutta l'opera uno solo dei celebri fil rouge dell'epoca Manzoniana o Leopardiana, nè i pretesti tragicomici dell'arte greca o latina, le restituzioni letterarie di Pirandello o le morali più o meno esplicite di altri autori meno noti. Non ho trovato altro che un mattone pieno di discussioni, belle parole e un'accozzaglia di catastrofi per giustificare la forza di volontà dell'essere umano, peraltro integrata in personaggi poco sostenibili, e in maniera tanto banale quanto inconsistente.
Molti autori hanno fatto questo e tanto altro in opere ben più corte, e ci sono riusciti anche in formati diversi, basti pensare alla Storia di una Capinera.
Concludo la recensione, senza dilungarmi troppo per rispetto ad un capolavoro da me forse incompreso aggiungendo che quantomeno, alla vigilia della nascita del '900, l'opera riesce ad essere pericolosamente attuale anche nell'immediato futuro, perdendo così forse un valore di unicità che le guerre umane hanno spazzato via.
Profile Image for Vincenzo Pastore.
Author 13 books10 followers
November 4, 2025
All'inizio non mi ha entusiasmato questa storia familiare, marito e moglie quasi agli antipodi. Le parti in dialetto mi hanno spesso rallentato il ritmo di lettura e non le ho viste come un valore aggiunto, soprattutto in un romanzo che ripercorre alcuni momenti del nostro Risorgimento. Per alcuni aspetti mi ha ricordato i Promessi Sposi, nell'ambientazione e in alcune tematiche. Come ci sono arrivato al Fogazzaro?

In questo modo:

"La Rivoluzione Francese era stata una cosa giusta
La maestra non ritenne di fare altre domande
Ma abbiamo anche molti ricordi di "Quel piccolo mondo antico" Fogazzaro"

Il brano è dei Offlaga Disco Pax.
Profile Image for Lu.
296 reviews71 followers
January 13, 2015
Il primo impatto avuto con questo titolo è stato quello di ritrovarmi dinnanzi ad un Piccolo Mondo brulicante di eccentrici personaggi, tutti disegnati in modo fine e ricco tanto da prendere forma con vivacità e facilità. Allo stesso modo, Fogazzaro descrive con dovizia di particolari il piccolo comune di Valsolda, affacciato sul lago di Lugano, non lesinando descrizioni così vivide da poter rendere facile al lettore l'immaginarsi di quei luoghi come fossero dipinti. Non conoscendo i dialetti del nord ho impiegato qualche tempo in più per abituarmi ad interi dialoghi scritti negli idiomi locali, ma fatta l'abitudine sono riuscita ad apprezzare abbastanza la lettura che si è poi mostrata scorrevole e molto assimilabile. Alcuni dei personaggi sono stati descritti così bene nella loro negatività, che li ho realmente percepiti con sensazioni di irritazione e antipatia. L'autore dunque ha ben saputo destreggiarsi fra il creare dei volti e dar loro vita e dimensione. Cosa, questa, assai più difficile quando si deve presentare dei personaggi che fungono, per così dire, da parte avversa e negativa. Mi sono molto piaciuti lo zio Piero ed il professor Gilardoni ed ho provato tenera simpatia per la signora Barborin. Inizialmente non riuscivo bene ad inquadrare Luisa, una donna con molti pensieri, profonde opinioni ed un forte raziocinio. Proseguendo con la sua conoscenza, ho intravisto del potenziale nel suo sviluppo o così almeno ho sperato. Purtroppo il grave lutto l'ha spezzata, come era ovvio immaginare, regredendo la sua crescita intellettuale e caratteriale. Molto diversa da Franco, tanto che in più occasioni mi son chiesta perché unirli se non poter poi costruire sopra questo legame una evoluzione di loro come singola persona e come coppia.
Di Franco non mi è rimasto altro che un ricordo di irritazione, probabilmente la più forte fra tutti. In poche parole, Franco Maironi è un personaggio che non mi è piaciuto; l'ho letto irritante, preso soprattutto da se stesso, dai suoi colpi di testa e dalla sua visione del mondo che ciecamente ritiene l'unica valida e possibile. Pieno di una marea di pensieri, pochi dei quali buoni e propositivi, troppi legati ad una religiosità in odor di martirio. Nonostante questa mia opinione riguardo uno dei protagonisti principali (fra i quali annovero la Valsolda e tutta la sua eccentrica comunità ed anche il Lago stesso, visto come una sorta di anima e volontà collettiva che vive e respira attraverso i suoi abitanti), posso dire abbastanza piacevole la lettura di Piccolo Mondo Antico ed anche se sul finire delle ultime righe è nata spontanea la domanda sul cosa succede a Luisa, non credo leggerò gli altri titoli della tetralogia di cui fa parte.
Profile Image for Cinzia.
58 reviews8 followers
August 8, 2020
Povero Fogazzaro, vittima di quel campo di battaglia che è l’istituzione scolastica. Chi non se lo ricorda - se se lo ricorda - come uno di quei muffosi scrittori ottocenteschi, uno di quei residui buoni solo a riempire le pagine dei manuali tra un Manzoni e uno Svevo? E, invece, sorpresa delle sorprese, l’uomo ha dello spirito! Signori, qui si ride, o almeno si sorride, e sovente! Perché il tono principale del libro, almeno fino alla drammatica morte di una bambinetta, è quello sornione dell’ironia, certo empatica, con cui Fogazzaro presenta i suoi personaggi e la storia. A ciò si aggiungono un certo lirismo nella descrizione dei paesaggi della Valsolda e una grande maestria nel diramare il congegno narrativo. Per non parlare di Luisa, altro che quella sciacquetta di Lucia! Una vera chicca del nostro non così generoso Ottocento romanzesco.
P.s. Molto ci sarebbe da dire sul rapporto con Manzoni (parecchie le attinenze non solo superficiali della storia), con la narrativa umoristica inglese e sul pensiero “ideologico” dell’autore, ma insomma leggetelo...
21 reviews
October 1, 2020
Nonostante il ritmo molto lento che inizialmente mi ha reso un po' difficile la lettura, ho trovato questo libro molto completo. Non solo ha uno sfondo storico interessante, ma c'è un profondo studio psicologico dei personaggi. In particolare Luisa, la protagonista, è un personaggio con idee moderne per quei tempi e con atteggiamenti che permettono di comprenderla al meglio.
Profile Image for Lys.
424 reviews79 followers
January 8, 2011
Dico solo che, pur di non finirlo, mi sono ridotta a guardare lo sceneggiato televisivo.
Una noia mortale, la bruttissima copia dei Promessi Sposi: se potete, evitatelo.
Profile Image for LauraT.
1,392 reviews94 followers
January 28, 2020
Anche **1/2

Erano anni che dicevo di voler leggere questo libro; dai tempi del liceo, quando avevo letto un suo brano nell'antologia del secondo e parlava di un cassetto nascosto in una ascrivrania. Poi rimanda rimanda ... l'ho preso in mano adesso. Bhè, potevo anche risparmiarmelo. Se con l'età che avanza - che è avanzata! - ho riscoperto I promessi sposi e l'ironia del Manzoni, in questo libro qui non ho trovato che un lessico e una sintassi desueta, una trama stucchevole e poco probabile, una morale solo moraleggiante, una noia mortale.
Unica cosa devo ammettere mi ha sorpreso, il coraggio di un autore che in pieno 800 in Italia fa dire a un personaggio, un protagonista, un DONNA, che dubita degli insegnamenti della Chiesa Cattolica, che crederà al limite anche in Dio, ma che nell'immortalità dell'anima e nei riti vuoti di una chiesa sterile, ma anche no... bhè, notevole, ammetto

"Però la vecchia dama non si persuase d'aver giuocato male. Già dall'età dei primi giudizi in poi, ella si era messa al punto di non riconoscersi mai un solo difetto né un solo torto, di non ferirsi mai, volontariamente, nel suo nobile e prediletto sé.
«Veramente, signora marchesa», disse costui tutto timido e umile, «io avrei già pranzato.»
«Si accomodi, signor Viscontini», rispose la marchesa che sapeva praticare l'arte insolente della sordità come tutti coloro che assolutamente vogliono un mondo secondo il proprio comodo e il proprio gusto.

Conviene anche dire, per giustizia, che a quel tempo i giovani possedevano comunemente una cultura classica fattasi rara di poi; e che dagli stessi classici venivano educati a onorare l'imitazione come una pratica virtuosa e lodevole." - e che non o diciamo anche noi oggi???!!!!
Profile Image for Aurora.
237 reviews8 followers
September 10, 2022
Piccolo mondo antico racconta l'ottocento italiano in cui l' intenzione era quella di ribellarsi dal dominio austriaco e di unificare l' Italia.
In questo contesto storico facciamo la conoscenza della famiglia Maironi, come nei promessi sposi, qui si parla di un matrimonio disapprovato, questa volta dalla nonna del protagonista Franco, ma contro il suo stesso volere, Franco decide lo stesso di sposare Luisa.
La scrittura di Fogazzaro è trascinante, anche se non si respira un' introspezione così pregnante e forte dei protagonisti, tutta al più si parla tanto di contrasto di opinioni religiose e di drammi familiari, ma sempre con un occhio distante.
Coinvolge sì, commuove anche, ma, i toni di Fogazzaro restano sempre freddi e scostanti, non ci si avvicina mai troppo ai protagonisti, a scovare dentro la loro interiorità.
Soltanto, sui dialoghi tra i personaggi secondari Fogazzaro si lascia andare, con il dialetto lombardo; e qui, la grossa pecca è che nell' edizione in mio possesso,
i dialoghi non fossero tradotti in italiano, quindi, ammetto di essermi persa quell' aspetto un po' divertente e folkloristico, compreso e apprezzato solo in minima parte.
Inoltre, la vicenda è quasi interamente ambientata a Como, lungo il lago, fino ad inoltrarsi in altre zone vicine di Varese, e per me che vivo ormai da tanto tempo in queste zone, be' mi ha fatto piacere trovare nel libro gran parte dei laghi e dei posti da me visitati e conosciuti del varesotto.
Aggiungo anche che questo romanzo rappresenta l'incipit di una quadrilogia familiare dei Maironi, esiste anche il seguito "Piccolo mondo moderno" , "il santo" e per concludere "Leila", ma non credo che li leggerò, almeno per il momento non provo interesse a continuarne la lettura.
Profile Image for Kenia Kenny.
68 reviews2 followers
July 13, 2017
sarebbero 4,5. Allora, da amante delle lingue ho trovato interessante la parte dialettale. Da buona napoletana leggere i dialetti del nord é stata una tortura disumana, ecco perché non gli do 5 stelle. L'altro motivo é stato il finale... troppo sospeso, io voglio sapere di più di quello che sarà! per il resto, non capisco veramente come le persona possano dire che é la brutta copia dei promessi sposi, nonostante fogazzaro volesse riportare in auge il romanzo storico. Bhe direi che a suo modo l'ha fatto in maniera sublime. Ma poi davvero volete paragonare Luisa a Lucia? cioè sul serio? Luisa é un personaggio stratosferico l'ho adorata, Lucia ha un altro tipo di forza, molto più metafisica che caratteriale, in più ho trovato molto suggestivo i luoghi, la casa al lago... molto bello Ah una nota magistrale va alla descrizione della scena della morte di Maria.
Profile Image for Laura Nuzzi.
63 reviews
July 5, 2024
Libro acquistato in occasione della visita alla Villa Fogazzaro Roi ad Oria in Valsolda. Bene del FAI dal 2009. Visita fatta ricordando lo sceneggiato televisivo del 1957, visto da bambina. Il lago e il paesaggio sono parte importante del romanzo quindi è stato bello leggere il libro subito dopo questa visita.
Personaggi ben delineati, anche quelli minori.
Romanzo ottocentesco che decisamente non sfigura accanto ai Promessi Sposi.
Profile Image for Flavio Ciabattoni.
Author 6 books9 followers
March 28, 2020
Piccolo Mondo Antico, per uno strano e inaspettato congiungersi di eventi e allineamento di pianeti, è risultato per me una piccola sorpresa.

Piccolo Mondo Antico era uno di quei titoli che mi erano sempre suonati familiari, nonostante non ne avessi mai approfondito il contenuto. Mi erano bastate quelle tre parole per aver già inquadrato tutto ciò che c’era da sapere: romanzo stile Malavoglia (di cui ho scritto qualcosa qui) incentrato su quel pezzo di Italia meridionale retrogrado e provinciale, i cui protagonisti, dal basso della loro cultura paesana e tradizionale, in balia degli eventi guardano il mondo scorrere alla finestra.

E qui iniziano le sorprese. Al posto delle scogliere arrostite dal sole e dai porticcioli rimangiati dalla salsedine mi sono ritrovato nelle ambientazioni lacustri e montagnose della Valsolda, una località in provincia di Como posta sulle sponde del lago di Lugano. I detti popolani al sapore di pomodori secchi e pesce sotto sale, la miseria, la dabbenaggine, la semplicità d’animo e gli echi borbonici hanno ceduto il posto alle atmosfere asburgiche e sabaude, ai chiarori risorgimentali, al fermento culturale e rivoluzionario.

Il Piccolo Mondo Antico rappresenta quell’Italia settentrionale ancora sotto il dominio dell’impero austro-ungarico, un’Italia che, nonostante fosse aristocratica, borghese e raffinata, rimaneva comunque reazionaria, conservatrice e retriva. Indi per cui, filo-asburgica.

Ciò che ha reso questa lettura particolarmente interessante è stato l’ascoltare in concomitanza e per pura coincidenza i bellissimi podcast di Alessandro Barbero sulle tre guerre d’indipendenza italiane. Piccolo Mondo Antico è ambientato nel lasso di tempo che va dalla fine della Prima Guerra d’Indipendenza* alla Seconda Guerra d’Indipendenza** e segue la storia di Franco e Luisa, una famiglia di liberali filo-piemontesi che, sposata la causa dell’Unità d’Italia, dovrà vedersela con l’ambiente austricante e reazionario della Valsolda, inclusi i propri parenti.

Aver incorniciato perfettamente lo sfondo storico, il contesto sociale, le atmosfere e le vibrazioni tipiche di quello spazio-tempo rappresenta per me l’aspetto più interessante di questo libro. Anzi, vi dirò di più, per un paio di giorni mi sono riscoperto risorgimentale e filo-sabaudo!

Altri due aspetti interessanti:

Prima di leggere il libro, feci un giro su Wikipedia e scoprii che Fogazzaro era un cattolico liberale (oh, a me sembrava un vero e proprio ossimoro!) ma leggendo il libro sono riuscito a inquadrare che tipo era Fogazzaro. Era liberale (termine ovviamente da contestualizzare, a quel tempo non esistevano i Pannella pro matrimoni gay e hashish libero) perché credeva nello Stato di Diritto, nei progressi della scienza, nella democrazia rappresentativa, nell’estensione del diritto di voto e nella separazione tra Stato e Chiesa. E il suo approccio alla religione e alla teologia (che traspare nei dialoghi dei protagonisti) è quello di un individuo estremamente aperto mentalmente, pronto a navigare coraggiosamente nei maremoti del dubbio, determinato a rifiutare i dogmi e il bigottismo e a vedere lo spirituale sì in termini “cattolici” ma anche metafisici, una metafisica non meramente religiosa.
Fogazzaro ha lasciato alcuni dialoghi in “lingua originale” ovvero in dialetto lombardo. Ovviamente ci si deve barcamenare un po’ e non posso affermare di aver capito tutto, ma è stato comunque molto interessante visto che ho fatto qualcosa di molto simile per il mio libro Marocco Senza Veli, in cui ho lasciato i dialoghi in francese, spagnolo e inglese, ma con le relative traduzioni a fine pagina.
*[1948, il Piemonte, sfruttando i moti d’insurrezione in Nord Italia, tra cui le Cinque Giornate di Milano, cercò di conquistare il Lombardo-Veneto all’Austria. Risultato: fallimento totale]

**[1959, il Piemonte ci riprova ma questa volta in alleanza con la Francia. Risultato: conquistata Lombardia, Veneto rimane all’Austria].
Profile Image for Pupottina.
584 reviews63 followers
January 20, 2015

Quanto romanzo scritto da Antonio Fogazzaro, PICCOLO MONDO ANTICO è considerato il suo capolavoro.
È un romanzo molto particolare del 1895, con il lago di Lugano come ambientazione. Franco e Luisa si innamorano, ma la nonna di lui si oppone, a causa della condizione plebea della ragazza. Per questo motivo, la nonna, una marchesa, minaccia il nipote di non lasciargli l’eredità se deciderà di sposarla. Franco, aiutato dallo zio Piero, organizza un matrimonio segreto. Scoperto tutto, la nonna disereda il nipote, anche se non avrebbe potuto, visto che il marito aveva dichiarato Franco erede universale. Franco lo scopre ma rinuncia a tutto non rivelando niente a Luisa
Il matrimonio di Franco e Luisa procede tra varie difficoltà economiche. Solo lo zio Piero li aiuta, e concede loro di vivere nella sua casa di vacanza, dove nasce la loro bambina, Maria, che sarà soprannominata “Ombretta”. I due, però, spesso sono in disaccordo perché hanno caratteri profondamente diversi. Franco è passionale, idealista e ottimista. Luisa, invece, è riflessiva, cupa e crede nella giustizia divina. Man mano che le vicende procedono Luisa perde progressivamente la sua fede in Dio.
Luisa, scoperta la verità sul testamento nascosto, vorrebbe servirsene, ma Franco è contrario.
Quando Franco è lontano da casa ed anche Luisa lascia incustodita la figlia per andare a sfidare la marchesa, avviene la tragedia. Ombretta annega nel lago.
Luisa si sente responsabile e crede di non amare più Franco, poiché è troppo addolorata dalla perdita di Ombretta. Perde definitivamente la fede in Dio e si avvicina allo spiritismo nel tentativo di rievocare la figlia perduta.
Franco non riesce a comprendere e ad aiutare il mutismo della moglie. Dopo questa tragedia, anche la marchesa, avendo paura della dannazione eterna, cambia improvvisamente opinione e vorrebbe risarcire il nipote Franco, che rifiuta.
Luisa non crede di poter più trovare l’amore dentro di sé, ma capisce che è suo dovere andare da Franco che l’ama ancora. Lo stare insieme, dopo un lungo periodo, aiuta entrambi a superare la tragedia vissuta e a riscoprire il sentimento che li ha uniti.
Questa brevemente è la storia nota di questo romanzo di fine Ottocento, studiato anche a scuola.
Fogazzaro descrive con dovizia di particolari il piccolo comune di Valsolda, affacciato sul lago di Lugano, che possiede riferimenti autobiografici. Non mancano descrizioni dettagliate e vivide, tanto da immaginare i luoghi come se si stesse osservando un dipinto.
I personaggi non sono propriamente simpatici, ma forse è questo lo scopo di Fogazzaro che ha saputo descriverli bene nella loro negatività.
Luisa è un bel personaggio, molto profondo, una donna con molti pensieri, profonde opinioni ed un forte raziocinio. È un personaggio femminile dinamico. Purtroppo è stata spezzata dal dolore per la perdita della figlia e, come è ovvio immaginare, è regredita psicologicamente e intellettualmente, prima di recuperare nuovamente lucidità alla fine del romanzo.
Franco, al contrario, è veramente un personaggio “insipido”, dall’inizio alla fine. Ha suscitato la mia irritazione in più momenti del romanzo. Come unico punto di forza ha l’amore per la moglie.
A conclusione romanzo, resta il perché, ahimè già noto, su cosa accadrà a Luisa.
Non è semplice lasciarsi coinvolgere da un romanzo di cui si conosce già la trama e il seguito.
Profile Image for Chiara.
64 reviews2 followers
May 28, 2023
È un romanzo bellissimo: all’interno ci sono patriottismo, amore, dolore e pietas. La scrittura è molto toccante, ma l’opera è davvero un piccolo gioiello della letteratura italiana!
Profile Image for Serpelloni Cristina.
28 reviews3 followers
January 25, 2015
Ho letto Piccolo Mondo Antico, tanti anni fa, come lettura estiva per la scuola. Ricordavo vagamente la trama, il fatto che mi fosse sembrato pesante, non ricordo neppure di averlo letto tutto.
Curiosando su Goodreads mi è venuta voglia di rileggerlo, ed ho colto l'occasione di un gruppo di lettura per farlo.
A distanza di anni, il giudizio è completamente diverso. Mi è piaciuto molto, l'ho trovato scorrevole, i personaggi tutti ben caratterizzati. Il piccolo mondo descritto da Fogazzaro con cura e occhio amorevole, è la Valsolda, località della provincia di Como, sulle sponde del lago di Lugano.
Nucleo centrale del romanzo è il rapporto tra Franco, dal temperamento acceso, di idee liberali, ma la tempo stesso molto religioso, e Luisa che ha un carattere forte, un profondo senso della giustizia ed una concezione religiosa molto distante da quella del marito. Dietro a Franco, Luisa, lo zio Piero, la marchesa Orsola, si muovono tante altre figure che completano la vita della Valsolda. Come il signor Giacomo, protagonista di diverse scene divertenti, o il professor Gilardoni, che si lancia in discussioni filosofiche, corteggiamenti galanti e sedute spiritiche.
Le descrizioni dei personaggi, dei loro pensieri e delle loro preoccupazioni rimandano ad un contesto sociale ben preciso, quello della vigilia della seconda guerra d'indipendenza. Le storie personali e i conflitti interiori che li spingono ad agire sono comunque attuali, sebbene il romanzo sia ambientato nella seconda metà dell'ottocento.
Non so se il giudizio differente sia da imputare all'età, o al fatto che quando una lettura o un qualsiasi compito ci viene imposto dall'alto come un dovere la predisposizione non è delle migliori... sicuramente è stata una piacevole scoperta.

Profile Image for Francesco Velonà.
3 reviews1 follower
August 22, 2016
"Piccolo mondo antico" è un romanzo in cui ci si fa strada lentamente, come nei viaggi ottocenteschi affumicati dal vapore. La prima parte è pedissequamente lenta, diversa dall'intrigante attacco di "Malombra". Quando, però, si comincia a padroneggiare il piccolo mondo, attorno al lago della Valsolda, in Lombardia, Fogazzaro è capace di comunicare al lettore grandi emozioni attraverso la spigolosità di personaggi che non giungono mai a compromessi, moderni nei loro caratteri, antichi nella loro perseveranza. Seguendo la scia di un patriottismo anacronistico e di fantasmi dispettosi, si arriva a un finale teso, aperto, e amaramente speranzoso.
Profile Image for Je.
673 reviews19 followers
January 26, 2015
Contentissima di aver fatto la conoscenza di questo classico della letteratura italiana, forse è vero che non è stato un inizio tanto facile ma di pagina in pagina è andata sempre meglio. Fogazzaro ci regala un affresco commovente della generazione a cavallo tra i due secoli passati, è giusto un frammento di vita, di gioia e di dolore e di passione per l'Italia che stava venendo alla luce. Fogazzaro è ironico e commovente e delinea dei personaggi di una sincerità e di un'originalità sorprendenti. Da leggere senza la pistola alla testa della professoressa di italiano.
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