La seconda guerra mondiale è scoppiata e sta raggiungendo tutti. Perfino, Alex Wickham che si ritrova, improvvisamente, ad aiutare il suo paese a Londra come autista e poi come spia.
Il suo lavoro non è facile e deve riuscire a mantenere il segreto con tutti quelli che ama, sperando di rivederli dopo ogni missione pericolosa che le tocca.
Posso dire? Che noia e che delusione.
Lo ammetto, è più colpa mia perché non mi sono informata a dovere sul romanzo ma non è proprio il mio genere.
Speravo di trovarmi davanti a un romanzo storico in cui la parte legata allo spionaggio fosse la parte preponderante (complice anche il titolo) ma mi sbagliavo.
Tutto il libro è un'immensa lista della spesa. Letteralmente. Passiamo in rassegna più di 50 anni, viaggiamo in non so neanche quanti paesi ma il tutto viene elencato.
Zero introspezione, zero azione vera e propria, zero emozioni.
I personaggi sono piatti e non hanno un briciolo di evoluzione nonostante tutto ciò che accade nel libro. Tutto ciò che sappiamo perfino della protagonista è che è bella, bionda, parla bene le lingue straniere. Caratteristiche che vengono ripetute fino allo sfinimento, per tutto il libro.
Esempio banalizzato per farvi capire cosa intendo: Alex era pronta ad andare in missione, anche questa volta era una missione difficilissima ma con la sua bellezza e la sua intelligenza ce l'avrebbe fatta. Lei era la migliore. Fu difficile, ma tornò in patria dopo aver aiutato ancora una volta il suo paese.
Il libro è tutto così. E non sto scherzando.
Di base, ci sono anche degli eventi abbastanza traumatizzanti che meriterebbero maggiore attenzione ma vengono giusto nominati e boh, ci deve bastare saperlo a quanto pare.
Il realismo non esiste, questa qui è diventata una spia dopo un mese di addestramento ed è diventata subito la spia migliore del SOE.
Com'è possibile?
In più, l'autrice ci prende per stupidi perché ripete sempre le stesse cose. Perfino con le stesse parole.
Non è un libro orribile ma non mi sento di consigliarlo.