Se il primo volume era relativamente tranquillo, qui la faccenda si fa decisamente più drammatica. Anche perché la fine arriva, ma non nella maniera in cui noi lettori e la stessa Sakura ci aspettavamo. Un destino decisamente beffardo, che non fa sconti nessuno. Nemmeno a una persona affetta da una malattia incurabile a cui restava già poco da vivere.
Punto di forza di questo manga è naturalmente il rapporto tra Sakura e il compagno (che finalmente ha un nome), il modo in cui i due, nell'arco di quattro mesi, hanno imparato a comprendersi e a completarsi, il modo in cui si sono influenzati a vicenda. Un rapporto molto particolare che va un po' oltre le classiche definizioni di "amicizia" o "amore, un incontro voluto non tanto dal destino, ma frutto di scelte libere e consapevoli. Un'ammirazione reciproca. Haruki sembra uscire piano piano dal suo isolamento, iniziando a mostrare interesse negli altri: è un passo non facile e che richiede un certo coraggio, ma che permette al ragazzo di essere il primo a tendere la mano verso Kyoko, grande amica di Sakura, per instaurare un rapporto di amicizia. Una strada del tutto nuovo per il nostro protagonista. Sakura, d'altro canto, da sempre amante del contatto con gli altri, vede in Haruki una persona degna di ammirazione perché è sempre rimasto se stesso, non è mai sceso a compromessi per soddisfare le aspettative della gente: il fatto di essere amica di una persona simile è per lei motivo di orgoglio.
Insomma, due caratteri agli antipodi, ma, allo stesso tempo, complementari, che, a dispetto di tutte le differenze, si sono scelti e che hanno imparato a capirsi in un lasso di tempo molto breve, finendo per instaurare un rapporto unico.
Beh, come si può ben capire da quanto scritto prima, l'argomento non è certo dei più allegri, ma credo che valga dare una possibilità a quest'opera.