«Con il volume centrale della trilogia ambientata nella Guerra dei Trent'anni, la fine di un'epoca diventa un affresco ancora più gotico, ancora più incombente. Tra disperate lotte per la sopravvivenza e scontri tra sanguinari sterminatori, tra rivelazioni della tragedia passata e profezie dell'Armageddon a venire, il fato di Magdeburg, la possente città ribelle sul fiume Elba, viene suggellato da crudeli giochi di potere destinati a divorare ogni cosa. E ogni uomo.» (dal sito IBS.it).
Prosegue la storia ambientata durante la Guerra dei Trent'anni in Germania. L'Eretico, figliodelle ombre e ombra egli stesso, ha scelto i suoi "seguaci" (o forse e meglio "testimoni" della fine di un'epoca), dando loro delle strane medaglie. Medaglie che simboleggiano i cinque elementi della filosofia (lo zen) che l'Eretico segue scrupolosamente: terra (la strega Mikla), acqua (il soldato di ventura Caleb Stark), fuoco (l'ebreo costruttore di lenti, Leopold Klein), vuoto (il nobile francese Jean-Jacques Devereaux, l'Osservatore) e vento (il cardinale Alessandro Colonna). Prosegue quindi la lotta tra le forze del Bene e del Male, anche se, sinceramente, è difficile discernere chi sia schierato da una parte chi dall'altra. E difficile è capire il vero rapporto che c'è tra l'Eretico e lo spietato Principe Reinhardt. Non posso svelare di più, ma il legame tra i due appare molto più stretto di un semplice rapporto di vendetta. Lo stile è sempre crudo, violento, spietato e spaventosamente sincero: la Guerra è insita nell'animo degli uomini e non c'è Dio o altra Entità celeste che possano fare altrimenti. Tutti i personaggi sono burattini nell'immenso e tragico teatro della vita terrena, intrisa di odio, sangue, sporcizia e sete di potere. Di solito i secondi capitoli di una trilogia, per loro stessa natura, paiono incompleti e/o di transizione verso l'ultimo capitolo, che poi svela tutte le trame. "La Furia" non esula da questa caratteristica, però, è anche questo un gran bel libro. Stile secco, asciutto e pieno di simboli. La "Guerra Eterna" alla fine è quella che si agita dentro ognuno di noi. Una nota particolare sull'uomo del vuoto Deveraux: è uno dei personaggi più geniali che abbia mai letto. Il nobile francese, oltre allo strano rapporto di fedeltà/odio verso l'Eretico, in qualità di Osservatore è, infatti, l'elemento che permette all'Autore di inserire cronache storiche "vere" all'interno della storia, quindi rendendo queste parti godibili e assolutamente entusiasmanti; inoltre l'Osservatore incontra moltissimi personaggi, altrettanto "veri", inserendoli con facilità nella trama narrativa. Mi domando: varrebbe la pena farlo leggere a scuola al posto di "pesanti" libri di testo?