Tom Sanders si racconta: è diventato ricco e famoso scrivendo il manuale di autoaiuto “Easy life” che possiamo sintetizzare come la festa perpetua della normalità quotidiana. In sintesi: fai quello che ti piace, quello che ti fa stare tranquillo, che ti fa risparmiare energie, tempo, pensieri complessi. Lasciati essere quel che sei e lascia che sia quel che è. Accettati, perdonati, non metterti in testa di poter cambiare l’altro/l’altra: accettali e perdonali. Non intervenire subito a risolvere i problemi che si affacciano minacciosi alla tua finestra come nubi temporalesche compromettendo la tua tranquillità. Tanto ci pensa il tempo, prima o poi. Le nubi passano, il sole ritorna sempre.
“Ho iniziato Easy life partendo da questa premessa. Che anche le persone normali hanno diritto alla loro dose di adrenalina proprio come il sicario che si intrufola nella camera d’albergo, al loro tavolo del bar con le spalle al muro, a vivere la vita come se ogni minuto potesse essere l’ultimo. […] Ci si può sentire vivi anche restando a casa sul divano, in balcone, sulla metropolitana mentre si va al lavoro. È questo il messaggio che ho voluto consegnare le persone normali - le persone senza fantasia…”
La filosofia pratica di Tom sembra essere vincente: premiato da una famiglia serena, mai litigiosa, perlopiù in buona armonia. La moglie Julia è la compagna ideale, non si è mai messa in testa di poterlo cambiare, come le donne spesso aspirano a fare. Certo, tra i due figli ce n’è uno preferito: Stefan; l’altro, il maggiore, è troppo noioso e vive in un posto altrettanto noioso (il Canada). Peccato che Stefan abbia sposato Hanna, una donna così rigida, saccente, rompipalle insomma. Il cocco di mamma e papà viene guardato con indulgente compassione da quei bravi genitori.
Ma una bella sera tutto cambia quando, durante la festa per il compleanno di Julia, sul tardi si presenta alla porta proprio la detestata nuora e nella sua faccia c’è evidentemente qualcosa che non va.
Tom cercherà di approfondire la questione senza voler risolvere il problema; secondo l’idea di Easy life ogni interventismo è letale e il suo autore, fedele al dettame della tranquillità al primo posto, comincerà una tecnica di aggiramento della questione che però avrà degli effetti collaterali non previsti (la vita non è mica tanto easy, a volte...)
Ancora una volta Koch colpisce al cuore il luogo comune, l’ipocrisia e la mediocrità borghese con questo breve implacabile romanzo, dove tutti -o quasi- rappresentano delle pessime figure umane.