Un giorno per caso mi sono ritrovata tra le mani questo libro in casa mia, senza sapere da dove venisse, chi l'avesse portato a casa e cosa contenesse; sin dall'inizio mi è parso un pò anonimo, sotto tutti i punti di vista, di contenuti, a livello grafico, ecc. Scoprendo però che fosse un romanzo storico, la mia c0scienza ben consapevole della bellezza del genere, ha deciso per conto suo di aggiungerlo alla mia lista infinita di libri da leggere, che lievita sempre più.
Anche questo volume è stato aperto per la prima volta da me nel periodo più sbagliato, ossia dopo le vacanze pasquali, periodo in cui si inizia a mettersi di buona lena nello studio universitario; come da copione quindi mi ritrovo ad averlo finito ben 4 mesi dopo, e a discolpare il libro in sè per puntare il dito solo alla mia incapacità di scegliere le giuste letture per i periodi giusti.
Ho adorato tantissimo nel romanzo l'alternanza delle due storie parallele, l'una, la principale, che racconta di una ragazza spagnola impegnata nella stesura della tesi su tutti gli avvenimenti e i retroscena della congiura dei Pazzi, avvenuta a Firenze nel XV secolo, e l'altra, ambientata esattamente in quel periodo, con personaggi più o meno fittizi e vicende più o meno realistiche. Questa varietà è decisamente il punto di forza del romanzo, caratteristica peculiare che non si riscontra spesso in un volume, anche se personalmente nessuna delle due storie mi ha preso particolarmente: sono entrambe molto generali, dove non si approfondisce nulla nel particolare, oltre all'intrigo principale della congiura che costituisce il punto cardine della storia e viene sviscerato attraverso le pagine. Se verso metà storia si inizia a sentire quel mistero che arricchisce gli episodi della storia principale, dopo qualche capitolo si ritorna al generale, con un fiume di parole che si intreccia e affonda in numerose e intense descrizioni (per carità, davvero molto immersive , soprattutto per coloro che conoscono la città, come me) che deviano l'attenzione e appesantiscono lo scandire dei fatti. Verso la fine del libro il mistero ricomincia a salire e con esso anche la curiosità di capire come si svilupperanno le trame principali, ed esso viene ripagato, ma ciò tarda davvero ad arrivare; ho avuto la netta sensazione che stesse sempre per succedere qualcosa, ma poi in realtà la storia andava avanti lasciandoti a bocca asciutta. Per quanto riguarda invece la storia contemporanea alla congiura, oltre ad un paio di episodi descritti con grande precisione stilistica e anch'essi veramente immersivi, l'ho trovata letteralmente vuota, senza alcun episodio marcato. Penso che sarebbe stato davvero interessante perdersi in una rete fitta di quegli eventi e storie che costituiscono i pilastri fondanti dei romanzi storici, dato lo straordinario potenziale che quell'epoca ci dona; purtroppo non vi è stato nulla di tutto ciò.
Povero libro, lo sto davvero distruggendo, me ne rendo conto; parliamo di qualcosa di positivo: il suo stile è molto fluido, si legge bene anche se a volte ci si perde nelle descrizioni (ma ripeto, probabilmente ciò è solo un mio giudizio dettato dalla mia deformazione di lettore, perfettamente non condivisibile), e può essere perfettamente etichettato come un libro adatto a tutti, senza pretese, che non vuole lasciare il ricordo di un'epica avventura, ma che ti istruisce bene nella parte storica, con minuziosi dettagli che risultano come pietre preziose incastonate nella roccia. E poi, tranquilli, la narrazione non è tutta da buttare: verso il 5/6 del libro la tensione sale e tutto viene poi spiegato in modo da appagare un'attesa durata 300 pagine.
Consigliato per chi ha voglia di un romanzo storico "umile" e per coloro a cui piace ficcare il naso nelle vicende piene di codici da decifrare e quadri da ammirare.
E' una parabola ascendente davvero molto "lenta", ma, quando accelera, riesce a raggiungere 0-100 in poco tempo.
Voto in decimi 6/10