The second title in de Giovanni’s new series set in contemporary Naples. A child is kidnapped. A high-class apartment is burgled. The two crimes seem to have no connection at all until Inspector Lojacono, known as “the Chinaman”, starts to investigate. De Giovanni is one of the most dexterous and successful writers of crime fiction currently working in Italy. His award winning and bestselling novels, all set in Naples, offer a brilliant vision of the criminal underworld and the police that battle it in Europe’s most fabled, atmospheric, dangerous, and lustful city. The Bastards of Pizzofalcone is a new series set in contemporary Naples that draws inspiration from Ed McBain’s 87th Precinct novels and features a large cast of cops doing battle with ruthless criminals, as well as their own demons.
Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, autore perlopiù di romanzi gialli.
Maurizio de Giovanni is best known for his prize-winning series set in 1930s Naples featuring Commissario Ricciardi, a loner with the paranormal ability to see and hear the murdered dead. A banker by profession, de Giovanni also writes short stories and books about historic matches of the Neapolitan soccer team.
Alessandro Gassman è il protagonista della serie tv su RAI 1. A me è sembrato poco motivato, poco nel ruolo.
La scoperta clou, il dettaglio che aiuta a risolvere l’indagine arriva in sottofinale, addirittura come una sferzata di elettricità con tanto di punti esclamativi, quando anche un lettore distratto, diciamo un lettore come me, più interessato al piacere della lettura che alla risoluzione del caso, ha da tempo (almeno duecento pagine) pensato che i poliziotti di Pizzofalcone più che bastardi sono tonti, tanto era evidente la soluzione. Al punto che quando qualcuno nomina per la prima volta una certa figura professionale, il lettore come me, anche se è più interessato alla lettura che alla risoluzione del caso, si chiede spontaneo quando ‘sti poliziotti di Pizzofalcone si decideranno a cercarla e interrogarla. Cosa che invece non fanno per altre duecento e rotte pagine, per poi arrivarci con dispendio di squilli di tromba, volanti che sgommano, pistole spianate e occhi che ‘dardeggiano’.
Per restare in tema ‘cartoline’.
Il vero responsabile è altrettanto ovvio, non può essere che quello o quell’altro o quell’altra, anche andando per esclusione, ci si arriva prima dei bastardi di Pizzofalcone, pur essendo un lettore più interessato alla lettura che alla risoluzione del caso quale sono io. Se fin qui non si fosse capito, il caso, l’indagine e la sua risoluzione sono alquanto banali, terra terra.
Nonostante i depistaggi, nonostante le false tracce sparse, nonostante le divagazioni.
La relazione tra questi due personaggi genera alcune delle scene migliori della serie, squisiti esempi di comicità involontaria.
E comunque, anche volendo dare per buono il meccanismo giallo, fermandoci sulla scrittura: quante parole inutili, quante pagine inutili, quanta artificiosa ricerca di (basso) lirismo, quanta dispersione di energia (inclusa, credo soprattutto, quella del lettore).
Altro problema è che essendoci una squadra protagonista (con chiaro riferimento all’87° Distretto di Ed McBain, che io ho letto un po’ tanti anni fa e ricordo decisamente superiore), vuol dire un sacco di personaggi, che vanno descritti e raccontati, e nei passaggi chiave bisogna dar loro tempo e spazio per una reazione e/o un intervento - e poi il loro vissuto e il loro privato, mogli amanti fidanzati figli nipoti parenti amici solitudini, un mare di roba, tanta assai, che se chi scrive non s’inventa ogni volta qualcosa di diverso, per me lettore oltre che tanta assai diventa tanta troppa.
La serie RAI è stata un grande successo, proprio come il romanzo: io l’ho trovata tra le peggiori mai viste sulla televisione generalista (sciatta, mal girata e mal diretta, attori non motivati, personaggi e situazioni di scarsa credibilità…)
Se poi si fa come MDG che a tutta questa vasta materia aggiunge divagazioni, riempitivi, altre piste, altri casi, che rimangono perfino irrisolti, se chi scrive si prende anche tempo per cercare di fare il poeta (ma ben lontano dall’essere laureato), e scrive corsivi che andrebbero evitati, e introduce riflessioni sull’umana natura che mia nonna…, beh allora, è chiaro che ho sbagliato libro.
E con questo terzo tentativo direi che può concludersi la mia esplorazione del microcosmo De Giovanni. Che resta il vero mistero: un successo così consistente per tanta modestia di scrittura e costruzione non riesco proprio a spiegarlo. Quali corde tocca? Boh.
E mentre fuori la città si crogiolava nella pericolosa aria di maggio, Letizia e Marinella si persero nelle loro confidenze. MDG è evidentemente abbonato alle confidenze.
This is one of the best crime fiction novels I have ever read. And extremely well translated as well. It is one of the World Noir series of books from Europa Editions, one of my favorite publishers. I have enjoyed pretty much all of their books that I have read, whether it be crime novels or literary fiction. I actually own over 80 Europa Press books.
The bastards of Pizzafalcone are a precinct of police, apparently in Naples, although in the book the location is only known as "that city". They are a misfit bunch of losers, all having been sent there because of some screw up at their previous posting. Some of them have colourful nicknames, the Chinaman and the Hulk for example.
Early on in the book, a ten year old child is kidnapped and an apartment is burgled. The rest of the book primarily deals with the cops trying to solve these two cases. You really get to know the characters so well, as details of their personal lives are revealed throughout the book. So by the end of the book, they are practically family. As the book is large on plot, I can't say much more without giving something away. Suffice it to say that if you enjoy crime fiction, or just a really good story, i am pretty sure that you would enjoy this book.
Pietrificata. Così sono rimasta dopo averlo terminato e chiuso, mentre una voragine mi si apriva dentro. E tutt’intorno quella macchia nera che mi ha inghiottito con i suoi pensieri amari: il buio. Il buio. E’ lui il vero protagonista di questo romanzo: è il buio in cui si ritrova Dodo, un bambino di 10 anni rapito e buttato lì in un angolo, in attesa che qualcuno paghi il riscatto per averlo indietro; è il buio in cui sprofonda la sua famiglia, divisa da ripicche, invidie, egoismi, parole pronte a ferire come armi; è il buio in cui camminano alla cieca i Bastardi di Pizzofalcone, chiusi nel loro commissariato alla disperata soluzione di un caso che pare senza soluzione; è il buio in cui i colpevoli sono infangati come dannati, ciechi nella loro sete di denaro e ricchezza, uno dei mali del nostro tempo. Il buio come solitudine, sconforto, ombra nella quale i pensieri e i ricordi vagano, impossibilità di vedere la realtà. Il buio che inghiotte tutti, vittime e carnefici, tutti accomunati dalla stessa miseria, così uguale e così diversa, in tutte le sue molteplici sfaccettature. E il finale di una storia del genere, si può solo intuire prima che si sia arrivati all'ultima pagina. Maurizio de Giovanni arriva al secondo romanzo del ciclo dei “Bastardi di Pizzofalcone” regalandoci un’opera magistrale, in stile, impianto narrativo e attualità della storia. Con la sua penna perennemente intrisa di dolore e bellezza, ci parla dei tanti mali del nostro tempo, primo fra tutti questa maledetta crisi che distrugge animo, cuore e razionalità trasformandoci in mostri capaci di mali inimmaginabili. L’impatto emozionale nel leggere la storia di Dodo, la vittima più terribile di questo cerchio del male, è stato devastante e ha fatto male, malissimo…ma mi ha fatto anche molto riflettere, mi ha scossa, mi ha dato una presa di consapevolezza ancora maggiore di tutto quel grigio, anzi, di tutto quel buio che ci circonda e che magari alle volte inconsapevolmente o volutamente ignoriamo. A livello emotivo posso dire che questo è stato per me il libro più devastante di Maurizio: la scia di amarezza che mi è rimasta dentro ancora adesso non se ne vuole andare. Rispetto al primo romanzo della serie, ho avuto l’impressione di una minore focalizzazione sul personaggio di Lojacono, l’ombroso commissario venuto dalla Sicilia e mi sarebbe piaciuto leggere qualche pagina in più sul suo rapporto con il mio personaggio preferito del romanzo precedente, Letizia, la bella ristoratrice che è segretamente innamorata di lui…a suo modo mi ricorda tanto la Enrica della serie di Ricciardi, presa da un amore che stenta ad accorgersi di lei e a farsi avanti. Ma ho l’impressione che Maurizio stia costruendo a poco a poco, come ha fatto con la serie precedente, una gran bella storia che cammina lentamente e con fatica, proprio come la vita vera, con difficoltà quotidiane, gesti ignorati, dolori nascosti. E nel frattempo la sua mano, romanzo dopo romanzo, non perde un briciolo di talento. Una meraviglia, un incanto, un regalo per chi la sa cogliere. Ciao, Dodo.
Antroji dalis (lietuviškai; itališkai yra jau 11).
Kaip ir "Picofalkonės šunsnukiuose" aprašomi trys tyrimai: vaiko pagrobimas, prabangaus buto apiplėšimas ir – tęstinė serija – senų žmonių savižudybės. Šį kartą detektyvinės linijos buvo silpnesnės: apiplėšimas buvo toks, kokių nemėgstu – policinis tyrimas, kai policininkams netikėtai pasiseka. Kas žudo senukus, paaiškėjo prieš tai buvusioje dalyje, ir "Tamsoje" nieko naujo nesužinome (). O pagrindinė istorija baisingai subiesino, nes taip ir nesupratau pabaigos – kas atsitiko Dodo .
Tačiau nusikaltimų tyrimas tampa antraeiliu skaitymu, nes įdomiau sekti komisariato pareigūnų gyvenimus, o ne jų darbą: atskleidžiama daugiau detalių apie kiekvieną iš jų, pridedama daugiau intrigos () ir kaip reikalas užkabinama bent jau kitai serijos daliai.
P. S. Netikėtas ir dėl to dar stipresnis lyrinis pasažas apie žiaurųjį gegužės mėnesį (XVIII skyrius, 100 p.)
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Perché di maggio, sapete, non vi dovete fidare. Nemmeno un po'.
Non capisco cosa ci sia da criticare su questo nuovo romanzo di De Giovanni. Io l'ho trovato sempre scritto molto bene e la storia è coinvolgente e quantomai attuale perché legata al malessere economico in cui viviamo oggi che porta, a volte, a decisioni e comportamenti imprevedibili. Però quel finale "aperto" mi lascia ben sperare per il piccolo Dodo... Sono una irrimediabile ottimista (non sembrerebbe,neh?) e quindi preferisco guardare il bicchiere mezzo pieno, piuttosto che mezzo vuoto....
“Picofalkonės šunsnukiai” buvo maloni patirtis skaitant klasikinį detektyvą. Tai ir kita dalis, “Tamsa”, atrodė natūrali pasekmė. Romanas pas mane atkeliavo netikėtai, kaip nuoširdi dovana. Ir štai, nėriau į Neapolio gaves (kurias lankiau dar šią vasarą) su dideliu užsidegimu.
Mane pasitiko jau praeitoje dalyje sutikti veikėjai, kurie jau dirbo kaip komanda. Lojakonas gavo išnagrinėti vagystę. Tačiau tai nebuvo baisiausias įvykis - netrukus komisariatą pasiekė žinia apie pagrobtą vaiką. Berniuką iš turtingos šeimos išsiveda moteris iš muziejaus, kur jis buvo ekskursijoje su bendraklasiais. Berniuko tėvai, senelis - žinomi Neapolio žmonės. Na, ir užsisuka visa grandinė paieškų.
Kai baigiau skaityti, reikėjo dėliotis knygos pliusus ir minusus. Pirmoje dalyje atrodė visko yra tiek, kiek reikia ir netrukdė tai, kad daugiau buvo veikėjų gyvenimo nei bylos. Šį kartą jau nor��jau daugiau detektyvo. O čia buvo daugiau užsiima savais reikalais nei stengiamasi rasti berniuką. Tiesiog norėjosi daugiau visos komandos įsitraukimo į tokią jautrią bylą.
Jei tai nebūtų detektyvas, tikrai patiktų - vis po truputėlį iš detektyvų gyvenimo. Gal ir pamaišė, kad “Picofalkonės šunsnukius” skaičiau senokai, teko gerokai papurtyti atmintį ir prisiminti kas ten kaip vyko. Daug veikėju, truputį buvo maišaties. Bet vėliau viskas kaip ir susidėliojo į vietas ir rašytojas paliko dar vietos svarstymams kas ir kaip.
Na, o labiausiai žavėjo Neapolio aprašymai - būtent tokį jį ir prisimenu. Su triukšmingom gatvėm, nuolatiniu judesiu ir skanaus maisto kvapais. Tai ir išgelėbėjo romaną nuo visiško fiasko. Ar skaitysiu kitas dalis, jei bus - taip, žinoma. O ši serija manau, kad patinka tiems, kurie nori lėtesnio detekyvo, kurie pavardgo nuo kraujų taškymosi trileriuose ir tiesiog myli Italiją.
4.5 stars. I considered giving this a 5 star. Excellent, excellent writer and intense multiple character driven plots. Also the coppers called the Bastards from the Pizzofalcone district of Naples come out in splendid, splendid individualist forms for practice. Each with their own particular expertise. And it's all done by doing and showing and not telling. For police procedurals that's rare. Very.
These are difficult, difficult reads. Don't believe that for this common genre that the forms OR the substances are common, cozy, simple, nice, clear etc. No, and it sure doesn't suffer fools. In fact, I was entirely taken aback at the end. It's hard to do any reaction without that tend to hint spoilers.
The Chinaman is core, but this one gives you the heart lowdown and psychology actings out of both Romano and Aragona. What a team they are! Because I have seen the Italian TV series in parts, I can picture them perfectly as well. The violent streak restrained in Romano is VERY well acted but in print you still get the clear interior volcano, as well.
Women are also never secondary characters in any of these. Especially within the characters met, interviewed or perp maybes. But also Laura, Otto, and Di Nardo are full blown 1000 sided daily human and depths interesting. That's even rarer for police procedurals, IMHO. Only within some of the Nordic have I felt the deep portrayals as exquisitely vivid too for the pulls of hours for their lives.
Regardless, this is my second de Giovanni and I now am starting to understand his soliloquy tendency. It kept me from giving a 5 star to this one and the one I read that was the base book for "the Bastards" precinct. Now I will expect it. It's either lyrical 4 page flowering or like in this one a talk to the "fates" (almost exactly how Shakespeare used the soliloquy to the audience in his plays). This one ranged wild for 5 or 7 pages about the month of May. It holds foreboding and also mood beyond the literal meanings. I didn't really understand that feature with Book 1 Bastards. But I will now. I would not have been so shocked if I had understood this. Sometimes I am dense with effusion explosions. Or rails against eternity. But in Italian materials I should, more than most, understand and come to accept it will blow eventually.
So culturally apt that I can not even go there. But be warned. This one gets noir. Not graphic noir but dark as I would wont to go. Although this probably seals the team in the large common office to a steely and welded long term future. 20 more books? I sure hope so.
This is difficult reading. I have to take these at the pace of non-fiction and it takes me almost 3 times as long to read as a common copper or fiction drama of the same number of pages. Because the forms are so superb, twisted into shapes and also translated to a 10 stars out of 10 degree.
Humor also lives. I love when they get some old American sit-come or action/drama tv series off or distorted. That's exactly what happens when I see some other languaged (other than English) movies. I do subtitles well and understand some of the French and Italian if they are not screaming.
You will see me read all of these Bastards. The tv series is so sublime and gorgeous for scenery that I recommend that too. MHZ held but I got Series 1 from my Library System. The actors are best I've seen outside of the ACORN Media cast. And the interiors of the flats and apartments! OMG, will my part of the world ever get away from the ALL white and gray bilge that has been foisted for over a decade now. Gorgeous views from the tops too. Volcano/ bay of Naples with the always crane- 6 stars.
Almost forget. I am just guessing- but that one star Italian voice protest review is probably about either the law or the ending here. I'd bet on it. That freezing of everyone's funds? Shocking to me that the government does that to the victims. Several aspects of Italian law give me an instant sense of abomination actually. That's not the most over-bearing. Beyond that reality, it let's me totally understand why so much is under the table or authority avoiding or just plain common not abiding (paying taxes!) at all in Italy. ALL parts of Italy. Of course, it will be.
But be warned. Again. This is NOT a cozy nor does the Italian love of children override.
Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER)
I mantra di De Giovanni e il pessimismo cosmico
Non posso negare che come al solito De Giovanni mi tiene incollata alle sue parole. E’ bravo, certo. Ma c’è una cosa che non amo di lui e che mi sembra peggiorare ad ogni romanzo: i mantra, sempre meno naturali, sempre più ripetitivi. Volendo entrare nello specifico di Buio, c’è anche dell’altro. Quando la vittima è un bambino il male e la stupidità che si annidano nell’essere umano sono ancora più inaccettabili, e quindi maggiore è l’inquietudine con cui si legge, e l’urgenza di scoprire come si evolve il caso; lo scrittore lo sa. Ma non contento di farci soffrire nel corso della lettura, ci nega anche il finale consolatorio sprofondandoci nell’abisso dell’innocenza tradita e spezzata dove non c’è più speranza né fiducia. Si, De Giovanni è bravo, riesce a farmi stare male e non mi guarisce con la banalità di un finale felice; e io, probabilmente, questa cosa la dovrei apprezzare. Tuttavia sento di non poterlo accettare, sento di non riuscire a perdonarlo per avermi fatto amare quel bambino e per avermi negato la sua salvezza. Sento che se è stato così abile da coinvolgermi totalmente in questa storia, non doveva essere così crudele da impormi la fine di una speranza. Nella sua Napoli tutto è tragico e privo di ottimismo, non c'è futuro, non c'è riscatto, se non nella mente giovane di Marinella che dalla Sicilia ha raggiunto il suo amato padre e guarda alla sua nuova città con curiosità e aspettativa, non conoscendone le piaghe nascoste nei vicoli e nell'intimità delle case. Una Napoli da cui fuggire.
Toks labai meh. Daug melodramos, mažai detektyvo. Net jei šios dalies esmė buvo parodyti, kokie žmoniški yra pareigūnai, vis tiek toks melodramos per daug. O pati detektyvo linija ganėtinai silpna - ties ta vieta, kai kažkuris iš pareigūnų svarsto, kad visą šeimą aptarnaujantį personalą patikrinti užimtų labai daug laiko ir dėl to tai nepadaryta, knygą tikrai norėjosi mesti nepabaigus. Nieko nuostabaus, kad jie buvo išgrūsti iš kitų komisariatų.
3,5* Όντως σκοτάδι, απίστευτο τέλος και τώρα εξαρτόμαστε από τις ορέξεις της Europa editions για τη συνέχεια των περιπετειών των Μπάσταρδων. Να διαβάσετε το The Crocodile.
NUOTAIKA perskaičius knygą – kas džiugino ir užkabino pirmoje knygoje, antroje nuvylė. Tai yra, per daug vietos skiriama herojų gyvenimo ir išgyvenimų aprašymui, o detektyvinės linijos lieka tik fone.
Neįtikino, dėl to atrodė užsižaista su tuo, kaip berniuko pagrobimas paveikia visko mačiusius pareigūnus. Nors vėl narpliojami trys nusikaltimai (vaiko pagrobimas, vagystė ir šį kartą - ne kas inscenizuoja savižudybes (tai skaitytojui jau atskleista pirmoje knygoje), o kada ir kaip Pizanelis jį užklups), bet nėra daug įtampos, galimybės mėgautis tyrimu. Skaitytojas greičiau už detektyvus gali atspėti kaltininkus.
Kas pradės skaityti nuo antrosios knygos arba jau užmiršo, kas buvo pirmojoje – ne bėda: visi svarbiausi dalykai apie veikėjus yra pakartoti.
Trečiai knygai jau turime du, pirmosiose nebaigtus ištirti, nusikaltimus: savižudybes ir pagrobto berniuko buvimo vietos suradimą. Nežinau, ar norėsiu sužinoti, koks dar vienas nusikaltimas bus tiriamas.
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Antroji, tamsios (bet ne per daug) nuotaikos Picofalkonės šunsnukių serijos dalis -patiko, bet mažiau nei pirmoji Picofalkonės šunsnukiai.
Čia lygiagrečiai vyksta 3 tyrimai: pagrindinis (šiuo atveju - vaiko pagrobimas), lengvesnis šalutinis (keista vagystė) ir toliau tęsiasi Pizanelio vienišų žmonių savižudybių tyrimas (nusikaltėlis skaitytojui jau parodytas, bet klausimas, kaip ir kada Pizanelis jį atskleis, vis dar išlieka).
Pagrindinis tyrimas (mažojo Dodo pagrobimas) pasirodė silpnokas - atrodė, kad jo detalės dėliojosi labiau iš Dodo šeimos narių ir pagrobėjų pasakojimų (vidinių monologų ir tarpusavio pokalbių), nei dėl Picafalkonės detektyvų, kurių veiksmai atrodė kažkokie padriki ir niekur nevedantys, dėl ko, skaitant, vis įsijungdavo mano vidinė sofos detektyvė su savo klausimais (kodėl, jei vaiką išsivedė jam pažįstamas žmogus, niekas neapklausinėja nei jo mokytojų, nei auklių ir t. t. ir pan.). Na, o taip pabaigti detektyvinę knygą (t. y. su klaustuku), sakyčiau, keistoka - ar visgi, kas nutiko Dodo, atsakyta viename iš gegužės intarpų?..
Bet, kaip sakoma, vertinant kompleksiškai:), knyga įtraukianti ir neleidžianti nuobodžiauti - nes joje yra daug visko: intarpai apie lyriškai grėsmingą gegužę Neapolyje, trys tyrimai, iš kurių vienas (vienišų žmonių savižudybės) tęsiasi ne per vieną knygą ir tuo intriguoja, kokia bus jo atomazga, taip pat jau praeitoje knygoje autorius užkabino savo veikėjais - Picafalkonės šunsnukių komanda, kurių kiekvieno istoriją įdomu sekti, pavyzdžiui, kaip Lojakonui seksis suderinti gyvenimą su dukra ir santykius su Laura, ar Di Nardo paliks tėvų namus ir atskleis savo slepiamą homoseksualumą, kaip ir kada Pizanelis sužinos tiesą apie savo draugą ir t. t.
Užkabinanti serija, mielai skaitysiu toliau.
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Mėgstu trilerius, tačiau nesu didelė paprastų, lėtų detektyvų mėgėja. Tačiau šioji serija – taisyklės išimtis. Kaip ir pirmoji dalis, šioji irgi įsiurbė. Vėl kelios bylos, kelios linijos ir šįkart pagrindinė linija pasirodė gerokai stipresnė, nei pirmojoje dalyje.
Kas vyksta šioje dalyje? Turtuolių namus iškrausto plėšikai, tačiau nepanašu, kad išsineša kažką vertingo. Kitoje šeimoje gerokai didesnė tragedija – per mokyklos ekskursiją svetimo žmogaus yra išsivedamas berniukas. Bėga laikas, mažasis Dodo neatsiranda, grobėjai neskuba reikalauti išpirkos. O kur dar pačių veikėjų santykių peripetijos ir dramos, kurių čia taip pat netrūksta, bet jos visiškai neužgožia tyrimų.
Kaip ir skaitant pirmąją dalį, taip ir čia, didžiausias simpatijas sukelia būtent veikėjai. Nevykėlių irštva turėjęs tapti komisariatas vis tik dirba neblogai, kolektyvas spalvingas, tačiau rezultatus galiausiai pasiekia ir mažai kas gali prikaišioti, kad jie blogai dirba savo darbą.
Įdomūs pasirodė ir tam tikri intarpai apie tamsą, baimes, jutimus. Kartais jau mąstai, kad čia Dodo mintys, bet tada jos pasirodo per daug brandžios, lyg būtų išsakomos jau daug mačiusio žmogaus, tuomet suvoki, kokia baimė yra universali ir kaip ji nepriklauso nuo amžiaus.
Negaliu nepaminėti ir meilės miestui, ir tos kalbos vėl verčia mane svajoti apie kelionę į Italijos pietus. Tai klasikinis detektyvas, kuriame tyrėjai ir aiškinasi nusikaltimų mįsles, ir bando nepaklysti savo gyvenimo labirintuose. Ir abu šie dalykai netrukdo vienas kitam. O kur dar knygos pabaiga, kuomet sunkiai suprantu, kaip reikės išlaukti kitos dalies.
Daugiau plėstis nenoriu, tik dar kartą įsitikinau, kad nupoliruoti fasadai dažniausiai slepia kur kas daugiau, nei matome iš išorės. Ir kad, deja, bet kai kuriems žmonėms vis tik reikėtų niekada netapti tėvais.
Davvero un bel libro, uno di quelli che riesce a calamitare le tue attenzioni e i tuoi pensieri, che non ti fa staccare gli occhi dalla pagina. Non un bel giallo tuttavia: la pista giusta per ritrovare il bambino rapito potrebbe essere imboccata all'inizio della storia ma, non si sa come, tutte le persone che lavorano al caso sembrano dimenticarsi che le donne... si tingono i capelli... Nonostante questo, le storie dei Bastardi catturano e il giallo passa clamorosamente in secondo piano. Stranamente, dopo tutto un romanzo in cui pare che ci sarà il lieto fine, questo viene negato praticamente nelle ultime 5 righe. Ed è una sorpresa per tutti.
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La squadra dei Bastardi si trova ad affrontare un nuovo caso, anzi due. Le vicende personali e la storia dei personaggi fanno da contrappunto alla vicenda principale, facendoceli conoscere pian piano e rendendoceli sempre meno estranei. La scrittura di De Giovanni è poesia, è una pennellata data col giusto tocco e il giusto colore, senza sbavature. Ci si lascia trascinare nella storia e se ne esce stropicciati, ma un po' più ricchi.
Klasikinis detektyvas. Toks klasikinis, kad pagal knygą yra sukurtas italų serialas. Panašaus tipo, kaip vokiškas serialas Senis arba garsusis Puaro. Tik serialo aš mačiau vos 10 minučių, o knygas perskaičiau jau abi išleistas lietuvių kalba. Šį kartą komanda vėl narplioja ne vieną nusikaltimą. Berniuko pagrobimas ir apiplėštas turtingų žmonių būstas. Aišku, kad šie nusikaltimai susiję, bet tai komanda turės išsiaiškinti eigoje. Detektyvas nėra painus. Nėra kraujo upių arba itin raizgaus veiksmo. Klasikiniai detektyvai man patinka, nes yra artimi realioms istorijoms. Todėl skaitosi jie lengvai ir nekyla minčių, kad autorius perspaudė su istorijos tikroviškumu. Čia nebus žudiko, kuris nugargaliuos 10 aukų, ir kuris kiekviename epizode bus apskaičiavęs 7 žingsnius toliau, nei tyrėjai. Vėl didelis dėmesys skiriamas ir tyrimo komandos nariams. Atskleidžiama vis daugiau jų istorijos. Ir lyginant su pačia serijos pradžia jie vis mažiau tampa šunsnukiais. Matyt, susigyvenam. 3,5*
nelabai mėgstu pagrobimo istorijų (ypač vaiko), visada įdomiau, kai yra žmogžudystė - paslaptinga ir žiauri. šioje dalyje daugoka sentimentalumo, stengiausi nekreipti dėmesio, patiko pats nusikaltimas (tikrasis motyvas) ir kaip viskas susidėliojo į vietas.
Terzo caso per l'ispettore Loiacono e secondo per i Bastardi di Pizzofalcone, che in questo caso si sono assortiti diversamente rispetto al caso precedente e hanno portato avanti le due indagini. Una, quella del furto a casa di uno strozzino, da cui non è sparito nulla se non il contenuto della cassaforte; l'altra quella del rapimento di un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore. Naturalmente, il lettore brancola meno nel buio rispetto alla polizia, perché De Giovanni ogni tanto inserisce dei brevi capitoli in cui fa vedere la storia dal punto di vista dei rapitori, o anche del piccolo Dodo, stretto al suo giocattolo preferito, il pupazzo di Batman per cui è forse troppo grande, ma che gli infonde sicurezza e gli ricorda il padre che vive lontano da quando ha divorziato dalla madre. E poi il buio, sì, perché
Second in the Bastards of Pizzofalcone series set in present-day Naples. (Third, if you count "The Crocodile," which introduces the protagonist. Interestingly, the author apparently decided to send him off to Naples and write a series with him set there. In order, these titles would be "The Crocodile," "The Bastards of Pizzofalcone," and now "Darkness for the Bastards of Pizzofalcone.") They are nicknamed "bastards" because they are a squad of "losers" given one last chance to prove themselves as good cops at a dismal precinct in the worst part of Naples. **De Giovanni also writes the excellent Inspector Ricciardi series set in 1930s Naples.
The Bastards of Pizzofalcone is a great thriller set in a modern day Naples. A city that is corrupt and crime filled. The book captures the atmosphere from the back street restaurants to the slums. All set against the seemingly incessant rain and the blowing of sea water onto the land. Darkness for the Bastards is the second book in Maurizio de Giovanni's new crime series. inspector Lojacono will not disappoint readers old and new.
Ci si appassiona e affeziona ai personaggi di De Giovanni. Ancora un libro vero e allo stesso tempo poetico. Dolce e molto amaro. Doloroso. Un pugno e una carezza. Molto ben scritto.