Mi sono immerso nella lettura di quest'opera sapendo che non sarebbe stato facile.
Non lo è stato.
Ho finito da poche ore e ancora mi sto interrogando sulla natura delle mie sensazioni. Forse con il passare del tempo cambierò opinione, forse successive riletture spingeranno la mia comprensione là dove ora non riesce ad arrivare, ma per il momento il mio parere è questo:
Si tratta di un romanzo complesso, profondo e spaventosamente artistico. C'è una ricerca notevole e colta dietro ogni scelta narrativa, un utilizzo di tecniche intrecciate, che alternano prosa classica a poesia, passando per sprazzi di postmodernismo e futurismo. Non esiste linearità, spesso mancano la struttura stessa dei periodi, gli articoli, le congiunzioni e i tempi verbali. Le frasi sono un susseguirsi di elementi dissonanti, una rete attraverso la quale si possono scorgere solo pochi sprazzi di storia.
E la storia stessa è un altro dei misteri di quest'opera: abbiamo accenni di una catastrofe globale che ha lasciato il mondo nel caos, indizi di devastazioni che hanno azzerato ogni ordine sociale e un protagonista in fuga da una condizione iniziale di cui si capisce poco. Il suo è un viaggio con chiari rimandi biblici e con diversi riferimenti al mondo greco, una discesa in un abisso fatto di orrori indistinti, confusione, atrocità mai esplicitate del tutto.
La ricchezza dei temi affrontati è notevole, frutto di una ricerca evidente e assolutamente meritevole.
Purtroppo, però, tutto questo si perde nel nulla proprio a causa dell'eccessiva (e a mio parere immotivata) complessità della prosa. Non sono mai riuscito ad attaccarmi alla storia e agli eventi, meno che mai al protagonista. Ho impiegato tutto il tempo della lettura sforzandomi di decifrare la valanga di informazioni contrastanti, di stili mescolati insieme senza soluzione di continuità, perdendomi il senso e il piacere della narrazione e non riuscendo ad andare oltre le barriere iniziali. È giusto che un libro richieda impegno nella sua scoperta, ma qui, almeno nel mio caso, l'approccio è stato reso traumatico (senza dubbio volutamente da parte dell'autore) al punto da inficiare la comprensione stessa del testo.
È un peccato enorme, perché ho apprezzato tantissimo la sostanza e l'intenzione, ma la forma mi è risultata indigesta.
Una menzione particolare per l'edizione cartacea, ovvero quella che ho letto io. Non mi considero un ambientalista radicale, ma per quanto mi riguarda è inaccettabile alle soglie del 2023 che si pubblichi un libro in cui metà delle pagine sono bianche. Capisco le scelte artistiche e tutto quanto, ma non vedo proprio quale impatto artistico possano avere i soli numeri dei capitoli in una pagina a loro dedicata.