Esplorare le ferite del bambino interiore e comprendere quanto queste condizionano la nostra vita e la nostra possibilità di essere felici costituisce solo un primo passo nella conoscenza di sé. Occorre anche rendersi conto che con quelle ferite abbiamo finito per identificarci: noi pensiamo di essere quel ?bambino emozionale” che costituisce un'esperienza di sé piena di paura, vergogna, sfiducia e fatta di comportamenti compulsivi, che è dentro di noi e sfugge però al nostro controllo e alla nostra coscienza. Il secondo passo consiste dunque nel capire che non siamo questo bambino ferito, poiché questa autoimmagine negativa non è che il risultato di un potente condizionamento proveniente dal passato. È proprio il cambiamento della percezione di sé che può cambiare anche la vita: per usare una metafora, se ci siamo sempre identificati con il brutto anatroccolo serve la consapevolezza di ciò e la presa di distanza dall'immagine che ci siamo fatti di noi per sentirci finalmente cigni. L'identificazione con il bambino emozionale è profonda, poiché è iniziata quando si stava formando il concetto di sé, e influisce in modo determinante sulle nostre esistenze tramite ripetizione degli stessi schemi di comportamento, assuefazione a un dato atteggiamento, riproporsi di certi incidenti o malattie, continuo sabotaggio della propria vita, rassegnazione o scoraggiamento. Ecco allora che, proseguendo nel cammino di ricerca interiore iniziato sotto il suo maestro spirituale Osho e basandosi sull'esperienza personale e quale conduttore di gruppi, Krishnananda mostra come sia possibile osservando in noi il bambino emozionale liberarci poco alla volta dal suo controllo, dalla sua influenza e dalla paura che ancora suscita in noi.
Ho comprato questo libro più di un anno fa. Ricordo che quando lo vidi mi innamorai subito e lo comprai senza indugio.
Dopo esser rimasto fermo sulla mia scrivania per mesi, scorrendo i titoli dei libri non ancora letti lo vidi e pensai: è il #momento .
Avevo ragione, perché bisogna esser pronti per un libro del genere.
Questo libro è un portale verso l’interiorità , una luce che aiuta a illuminare e riconoscere le ferite dell’anima, gli schemi distruttivi che governano le nostre relazioni , le mille compensazioni e gli infiniti compromessi che mettiamo in atto quando ci sentiamo abbandonati, rifiutati, traditi o anche solo quando abbiamo paura che accada.
È una lettura lenta, che ha bisogno di essere compresa nel profondo e assimilata, ma che consiglio a tutti coloro che vogliono prendersi la briga di sbrigliare le matasse dimenticate nei meandri del nostro dolore, inconscio o meno, e poter finalmente aprire le braccia verso un rapporto più sereno, amorevole e autentico con se stessi e di riflesso, con gli altri.
Ognuno di noi è responsabile della propria felicità , e prima ce ne renderemo conto, prima sapremo di che è fatta... questa felicità!
The content of this book is great, and resonates with much of my own self-discovery and awakening process. My main criticism would be the sloppiness of the formatting (quality of pictures on diagrams) and the many many typos. I wonder how a book got published with that many typos in it.
Having read a good amount of books that would fall into this genre, what I especially appreciated about this book was his descriptions of the emotional (inner) child and its nature and abilities or lack thereof. Many books explain the importance of reducing involuntary reactivity and whatnot, but few have described with this detail and clarity of exactly how the emotional child inside us is. This leads to the ability to more functionally and practically “catch” ourselves when it is our emotional child that is taking the reigns in our relating or consciousness in a certain circumstance or on a certain topic.
The author’s understanding of the fine distinctions of the inner world is excellent as well. For example, the distinction between independence and anti-dependence - which could be easy to confuse. Anti-dependence, in that example, just being another side of codependency essentially, though it might not appear that way on the surface.
I would recommend this to the fellow seeker and individual on the awakening path.
In personal reflection, I still come away with a question I started with - is it possible, and to what degree and how, to truly become free from our programming and core wounds from childhood? The author generally seems to suggest that we never fully become free but that we learn, through meditation, to watch and observe our inner reactions rather than acting them out and creating drama in our lives. It seems like a realistic answer, though a part of me, my seeker self, wonders if that’s it or if more can be done and how, especially when one has become hyper aware of their programming and core wounds and usual reactions and triggers. Are we fated to always be vulnerable to having the pain of those come up over and over again throughout our lives until we die? Is watching them and not acting on them the best we can do?
Non scherzo quando dico che questo libro mi ha letteralmente cambiato la vita. Non ho mai letto pagine tanto veritiere. Questo non è assolutamente un libro per tutti, ma benedico chiunque ci sia la fuori per avermelo fatto trovare, perchè è ciò di cui avevo bisogno. Ci ho impiegato tanto a leggerlo, perchè non è facile da capire e da digerire, ti metti di fronte a verità molto scomode e ti porta a porti domande su chi sei davvero a cui è difficile dare una risposta. Queste pagine ti portano in un viaggio introspettivo e molto psicologico, che ti svegliano dal sogno che hai sempre creduto essere la vita vera. Scopri tanto su te stesso e gli altri, cose estremamente interessanti, che ti portano ad avere una visione molto più interessante e chiara della vita. Quindi si, posso dire che dopo aver letto questo libro, sto riuscendo ,veramente e davvero, piano piano, ad uscire dalla paura. Sono veramente grata e riconoscente per gli scrittori di questo libro che hanno deciso di aiutare gli altri, condividendo nozioni così preziose con il resto delle persone. Grazie grazie grazie. Questo libro mi ha cambiato e non posso non essermici affezionata immensamente. Continuerò a consultarlo quando ne avrò bisogno.
Sarebbe stato un libro medio da 2/3 stelle se l’autore non fosse caduto varie volte in banali e illeggibili pregiudizi a proposito di nazionalità, sesso e una generica mancanza di cultura del mondo. Per il resto, libro abbastanza interessante sull’influenza del nostro “bambino interiore” nella nostra vita adulta. Passabili gli esercizi da libro di self-help alla fine di ogni capitolo e decisamente troppo scarna la bibliografia. ** Quella della Feltrinelli non è l’edizione che ho letto, che è di Urra, 1999, e riporta come autore solo Krishnananda.
Un libro che dá altre prospettive, che cura e fa pensare ad una parte che ognuno di noi custodisce, dovrebbero leggerlo tutti, forse chi si aggira tra i 25-40 anni potrebbe apprezzarlo maggiormente e aiutarlo nel percorso di vita e relazionale a prescindere dal grado culturale. Serve un minimo di attenzione per poterne cogliere tutte le sfumature ed insegnamenti.
Notevoli spunti per lavorare su se stessi, cercando di guardare le cose, gli avvenimenti con una prospettiva seriamente diversa rispetto a quella con la quale sempre l’ha si è guardata.
A long time ago I mentioned that the most important job I came to do in this life is to lose my fear.
I've done a lot of work in this regard, very young and still something remains ....
The book is primarily based on knowing where our fears and insecurities come from. According Krishnananda they come from our emotional child. Things that happened to us small we could not handle: reprimands, loss of a parent, neglect, etc. All this we could not overcome today and continues to affect us and destroying our lives.
And incredibly this emotional child still affects people mature and with children.
The book is excellent as the end of each chapter has reflections and exercises.
E' un libro di crescita personale piuttosto interessante. Sono quei libri che lì per lì non sembrano esporre chissà che anzi, spesso i concetti vengono ripetuti a più riprese in modi diversi. Per me però non è stato un aspetto negativo, anzi. E' un tipo di libro che parla più a un livello sottile piuttosto che solo mentale. A ogni capitolo, si riesce a cogliere sempre di più il messaggio che il libro vuole trasmettere. Sono sicuramente argomenti preziosi che tutti dovrebbero affrontare per un miglioramento personale e nel rapporto con gli altri.
Libro impegnativo. Non per la scrittura: anzi la traduzione è chiara e fluida. Ma l’argomento è veramente tosto: il bambino interiore su cui sto lavorando da anni per uscire dalla paura e la rabbia. Ho ritrovato delle idee presenti anche nel programma dei dodici oasi dei codipendenti anonimi: cosa che ho apprezzato molto. Sicuramente consigliato.
Letto per via di un regalo. Non mi sono riconosciuto neppure per un istante nelle spiegazioni dell'autore. Trovo anche piuttosto sorprendente che per molte persone siano utili queste considerazioni, che mi sono sembrate incredibilmente superficiali.