Reduce da un evento inatteso e imprevedibile che le ha certamente stravolto l’esistenza, la giovane Miss Bee, alias Beatrice Bernabò, a poco più di vent’anni si trova in una situazione inedita. Una nuova vita le si spalanca davanti agli occhi... Ma guai, enigmi e financo delitti sono sempre all’orizzonte. Miss Bee si ritroverà invischiata in un enigma dai contorni ancor più foschi del solito, così come fosco le appare il suo presente sentimentale, per tacer del futuro... Più che mai, Beatrice dovrà far ricorso a tutta la sua sagacia e a tutta la sua forza d’animo per sciogliere i misteri del mondo e soprattutto quelli del cuore.
Alessia Gazzola, nata a Messina nel 1982, è medico chirurgo specialista in medicina legale. Ha esordito nella narrativa con il romanzo L’allieva, che ha fatto conoscere e amare al pubblico italiano, e a quello dei principali Paesi europei dove è uscito, un nuovo e accattivante personaggio: Alice Allevi. Ama viaggiare, leggere e cucinare. Vive a Verona con il marito e le sue due piccole bambine.
4.5 ✨ Ero in un blocco del lettore come mai prima e questo nuovo volume delle avventure di Beatrice Bernabó mi ha risollevato dal mio pantano. Finito in due serate e ho amato tutto! Team Archer ancora più confermato in questo nuovo capitolo. Finale illegale! 🙊 come faremo a non sapere fino all’uscita del quinto volume?
Ogni volume di Miss Bee è per me una garanzia: basta aprire il libro e iniziare la lettura che subito una sensazione di familiarità scalda il cuore perché hai la certezza di essere “in buone mani” 🐝 Abbiamo imparato a conoscere il cuore dei personaggi, ad empatizzare con loro, ad apprezzare gli insegnamenti di cui fanno tesoro, i passi in avanti ma anche i piccoli fallimenti. Ognuno di loro è incredibilmente umano; tutti caratterizzati con cura, incluse le comparse che si aggiungono ad ogni volume per il nuovo caso da affrontare 🔍
» Se il terzo capitolo della serie era terminato col botto, il quarto inizia mostrando la nuova quotidianità, senza fretta. Ma al momento del d*litto, la vittima del veleno per me è stata una doccia gelata, non me lo aspettavo minimamente e ammetto che (nonostante i trascorsi) mi è dispiaciuto. Le dinamiche sono tutte ingarbugliate: si è trattato di un incidente, di un 0micidio o di altro?
Tanti nodi vengono al pettine, i personaggi iniziano a trovare la propria strada, ci sono cerchi che si chiudono e altri conti rimangono in sospeso. Qui c’è lo slow burn più slow della storia, è decisamente crudele. Da lettrice di mystery, non ho potuto fare a meno di sperare nel romance 👀 Oltre alla componente gialla, l’aspetto storico è uno dei miei preferiti: è ricorrente il tema della decadenza della nobiltà inglese, ho amato gli accenni alla Grande Guerra e come quelle vicende si sono intrecciate alla vita dei nostri personaggi - e alla tenuta di campagna nel Norfolk, ambientazione di questo quarto volume insieme a Londra 🫖 In più c’è anche qualche riferimento al gotico!
Come sempre ho apprezzato tanto il rapporto tra le sorelle Bernabò: Bee e Clara sono estremamente diverse, custodiscono sogni diversi, una è più vittoriana, l’altra è proiettata verso i cambiamenti degli anni venti, ma l’affetto e il sostegno reciproco sono sempre una certezza 🥹 Lady Octavia è uno dei personaggi che preferisco e, insieme a Julian, sono curiosa di sapere se seguiranno la loro strada o se rispetteranno i loro doveri.
Fiera e fedele sostenitrice di Scotland Yard, temo non ne avrò mai abbastanza del personaggio di Archer - qui è stato semplicemente perfetto, anche se ha l’abitudine di rinunciare a ciò che tiene pensando di non meritarlo. Invece dopo tutte le sue peripezie sentimentali, Miss Bee si sminuisce e si sente in difetto, ma è anche per la sua vulnerabilità che si fa amare dai lettori ❤️🩹 Entrambi mascherano i propri sentimenti per paura di esporsi e di essere rifiutati. In certi momenti ho sclerato davvero e sono andata in visibilio. Che alla fine si smuovano un po’ le acque?
È un altro libro che si divora, sono arrivata alla fine senza nemmeno accorgermene. Sono talmente dipendente dalla serie di Miss Bee che vorrei volumi infiniti 💫 E spero di non aspettare troppo per il seguito! Grazie ancora di cuore ad Alessia Gazzola e a Longanesi per la copia in anteprima, per la gentilezza e la fiducia 🫂
DISCLAIMER: Aspettavo questo libro come un bambino che aspetta babbo natale, quindi sono aperta a discussioni e commenti perché ho bisogno di parlarne.
Alessia Gazzola è migliorata molto (come è migliorato l’editing ai suoi romanzi), purtroppo, però, certe espressioni da Harmony rimangono e,nel 2025, è difficile non alzare gli occhi al cielo gridando internamente “che cringe!”.
Il terzo romanzo era quasi perfetto: un buon equilibrio fra giallo e romance. Qui, invece, c’è troppa carne al fuoco: troppi personaggi, troppi avvenimenti, troppo caos. Gazzola non riesce a affrontare il lutto di “lasciare andare” alcuni personaggi e il risultato è la sensazione di aver tolto spazio all’approfondimento delle storie diventate davvero centrali. Bello e tenero sempre, però, il rapporto fra le sorelle e la scelta di non stravolgere il carattere di Clara, rendendo realistico il racconto [EDIT: ho apprezzato molto anche l’evoluzione realistica di Julian che come personaggio cresce e si sviluppa. Sono felice che finalmente non si cada più nella dinamica “amore tossico” ma che allo stesso tempo sia data una possibilità di evoluzione al personaggio maschile anche fuori dall’idea della “redenzione”]
Il finale aperto è come sempre una sorpresa apprezzata, tuttavia la sensazione che si stiano aprendo altre linee narrative disorienta. Forse sarebbe meglio un sempreverde “less is more”.
Per il resto: per l’adattamento televisivo voglio Pilar Fogliati come Miss Bee e Matteo Martari come Archer. So che mi leggete, sceneggiatori.
Raga, RAGA: ma in che senso finisce così?! Ma questo povero Archer, ragazza ingrata, te lo vorrai godere prima o poi?? Al di là della mia reazione a caldo (non potete capire la mia frustrazione), continuo ad adorare questa serie: personaggi ben delineati, storie credibili e intrecciate perfettamente, atmosfera da totale comfort zone. Il miglior lavoro della Gazzola, secondo me 🌷
Decisamente il miglior romanzo della serie di Miss Bee, finora. Si vede che sono passati un po' di mesi dall'ultima frettolosa pubblicazione e che l'editing è più curato e anche la storia è più facile da seguire, sebbene sia articolata come le precedenti. Forse anche perché incontriamo molti personaggi che già conoscevamo dalla serie precedente. Archer, ormai marito di Beatrice - anche se il matrimonio non è stato consumato perché lui l'ha sposata solo per darle la cittadinanza inglese, almeno, così dice -, la porta in una sorta di luna di miele nella tenuta in cui è cresciuto in quanto figlio della governante, Wroxham Hall. Il suo compagno di giochi, Felix Cartwright, infatti, sta per vendere l'avita dimora, e nientepopodimeno che a Christopher Ashbury, il vicino di casa dei Bernabò - con cui Beatrice aveva avuto una mezza storia d'amore nel primo volume della serie - che ha fatto fortuna in India e lì ha sposato una donna francese, con cui è appena rientrato in patria per investire in un'antica tenuta. Qui, in seguito alla sua morte - più o meno accidentale - scopriamo tante cose del passato sia di Kit che dello stesso Archer, in un gioco di gelosie dei novelli coniugi Blackburn. Naturalmente, sul finale un bel cliffhanger ci fa aspettare con trepidazione l'arrivo del prossimo romanzo.
L'ho divorato ed è stato bellissimo. Allo stesso tempo però sono triste per averlo finito. Questa storia ha colpi di scena inaspettati e se non ci si è innamorati dei personaggi di Miss Bee ed Archer fino a questo libro, beh alla fine capitolerete. Il finale lascia già presagire che la storia continua. Non vedo l'ora di poter leggere la prossima avventura!
Miss Bee e il giardino avvelenato è stata contemporaneamente la mia ultima lettura del 2025 e la prima del 2026. E già questo, da solo, mi mette in uno stato d’animo da “chiusura di un cerchio”. A questo si aggiunge che il primo libro della serie (Miss Bee e il cadavere in biblioteca) è stato il primo a cui ho scritto una recensione a gennaio dell’anno scorso: quindi sì, mi è sembrato di camminare lungo un tragitto che mi ha riportata esattamente da dove ero partita. Un punto fermo, un cerchio che si richiude o, per dirla con le parole di un famoso cantante, “la fine dell’inizio”.
Già, perché questo quarto volume, per me, è proprio questo: non soltanto un altro caso da risolvere, ma la fine di ciò che avevamo imparato ad associare a Miss Bee. La fine dell’indecisione e della paura, e quella cosa rarissima che a volte arriva dopo un lungo tira e molla con la vita: la consapevolezza tranquilla (ma finalmente salda) di meritare di più. Mentre la trama ti porta dove deve portarti, infatti, ho avuto soprattutto la sensazione che si chiudessero vecchi capitoli della vita di Beatrice Bernabò: Kit, Julian, l’Ambasciata italiana, la vita da giovane ragazza nubile, perfino la Bee con la spilla a forma d’ape appuntata sul petto ha fatto il suo corso. Una volta messi i punti a tutte le "i", il nuovo spazio che si apre davanti a lei ha un nome preciso: Miss Blackburn. Non so, infatti, se sia l’effetto della vicinanza con Archer (la tostaggine si apprende per osmosi?), ma ho trovato una Beatrice più tosta e, soprattutto, più consapevole del proprio ruolo. Mi è piaciuto il modo in cui parla a Kit all’inizio; mi è piaciuto anche come si relaziona con Julian. In entrambi i casi, c’è una fermezza nuova, decisa. È stata una ventata d’aria fresca. E di aria fresca, con il caldo che si respira vicino ai coniugi Blackburn, ne avevo bisogno... menomale che è morto qualcuno, perché altrimenti sarei impazzita nel tentativo di stare dietro allo slow burn MAGISTRALE di questo libro!
Mi è piaciuto molto come l'autrice riesca a rendere umani i personaggi secondari e terziari, che per forza di cose non possono essere tutti tridimensionali. Lei lo fa attraverso i dettagli: un gesto, una frase, una piccola paura che riaffiora. Ho apprezzato, per esempio, come viene usato il personaggio di Elizabeth: è tratteggiata in un modo che non ti lascia scampo, ti ritrovi a osservarla e a farti domande quasi controvoglia, perché è evidente che lì dentro c’è più di quanto si dica.
Sul versante “giallo”: libro dopo libro ho l’impressione che la costruzione migliori. I misteri non sono certo da Sherlock Holmes, però fanno quello che devono fare: intrattengono e incuriosiscono. Questo mi è piaciuto particolarmente.
Ma veniamo a uno dei miei aspetti preferiti di questa serie: il modo in cui si racconta la vita delle giovani donne di questi anni. Durante la lettura, è inevitabile riflettere sulle conquiste raggiunte dalle donne. Non parlo soltanto di voto o lavoro, ma delle piccole libertà, quelle quotidiane, che sembrano sciocchezze finché non ti rendi conto che erano proibizioni: portare i capelli corti, indossare i pantaloni, mettere lo smalto, parlare con un amico in pubblico senza dover pesare ogni centimetro del tuo comportamento. E poi, ovviamente, tutto ciò che riguarda divorzio e vita privata: cioè la parte più intima, quella in cui spesso le regole sociali mordono più forte. Il libro non si sofferma troppo su quest'aspetto ma è lo sfondo su cui tutto si muove, il filo più spesso dei libri di Miss Bee.
In conclusione, Miss Bee per me resta una serie pesca: riuscire a tenere insieme il giallo e il rosa senza far sentire il peso di nessuna delle due metà non è da tutti. C’è l’enigma, certo, ma c’è anche il batticuore (lo slow burn!!!), la componente sentimentale che dà sostanza e continuità. Insomma, io attendo trepidante il prossimo capitolo, perché se il volume precedente si era chiuso con i fuochi d’artificio, qui ho proprio avuto l’impressione di aver ricevuto una secchiata d’acqua gelida.
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Aloha! E bentornati o benvenuti in un nuovo episodio di "Le ciance di Vale"!
☆☆☆☆
Gli unici spoiler sono accenni ai libri precedenti per il resto la recensione sarà SPOILER FREE!
Comincio il mio farneticare dalla fine e cioè con il cliffhanger, il più brutto finora. E non ruguarda neanche il non saper accettare una scena o una frase ad effetto (per esempio ho amato quella di Clara in ospedale) quanto piuttosto alla sua forma. La sensazione che rimane dopo aver letto l'ultima pagina è la stessa di un discorso troncato a metà. E si nota.
Come per i libri precedenti il punto forte del romanzo non è tanto la parte del crime quanto piuttosto le relazioni e gli intrecci tra i personaggi.. o almeno direi così se la risoluzione del caso non fosse qualcosa che non mi sarei aspettata! Più volte ho puntato il dito verso quel personaggio per poi cambiare idea e puntare il dito con sguardo arrogante su un altro ma l'autrice è stata brava a ribaltare le carte in tavola. Non aggiungo altro, però, starà a voi decidere se buttare all'aria le vostre TBR per scoprirlo!
L'autrice ha sempre speso parecchio tempo a dare spazio alle varie relazioni di Beatrice con Kit e Julian, ha mostrato e fatto intendere i motivi che li avevano spinti a diventare gli interessi amorosi quindi immaginatevi la mia faccia quando Archer non ha avuto lo stesso trattamento. Da questo matrimonio di convenienza mi sarei aspettata una lenta e frustrante conoscenza tra i due protagonisti: sguardi carichi di significato, la presa di coscienza di tutti i particolari e abitudini dell'altra persona.. e invece non c'è niente solo distanza, distanza e rispetto. Non riesco a darmi pace sulle motivazioni dietro a questa scelta balorda e spero che nel quinto libro FINALMENTE Archer ricoprirà un ruolo più presente nella vita di Beatrice.
Grazie per essere stati con me e alla prossima recensione ✨️🌻
Il viaggio in compagnia di Miss Bee è un crescendo emozionante, in cui i sentimenti prendono forma con lentezza e precisione. Questo quarto volume è stato il mio preferito, un dosaggio perfetto di tutte le componenti della storia: un giallo coinvolgente e non scontato, una parte rosa sfaccettata, con tanti ostacoli, sentimenti liminari e dubbi che tengono col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina. I nostri amati personaggi crescono, soprattutto Beatrice, sempre più consapevole di quali siano i suoi desideri, nella vita come in amore.
Ho apprezzato moltissimo gli sviluppi tra Bee e Julian, la lenta fermezza acquisita da Beatrice su cosa abbia significato per lei il Visconte, e quanto diverso sia un amore maturo da quello che lui dice di provare per lei. Credo sia una scelta narrativa importante: non di rado il fascino di molti protagonisti maschili risiede unicamente nella dissolutezza o nell’aria da cattivi ragazzi. Proprio per questo amo la figura di Archer, che pur con tutti i suoi segreti giunge sempre ad un’onestà disarmante che batte in fascino qualunque “bad boy”.
Ma di questo capitolo di Miss Bee mi ha colpita anche la capacita dell’autrice di farci compatire e biasimare in fasi alterne due dei personaggi più controversi della storia: Kit ed Elizabeth. Ma tutti gli attori di questo libro hanno dato sfoggio delle loro contraddizioni e debolezze, da Clara a Scandiani, da Felix a Minerva. Ed è questo ciò che più mi fa amare i personaggi in un libro: sono vivi e indimenticabili proprio grazie alla loro ambiguità assolutamente umana.
Ho amato anche lo stile della Gazzola: raffinato, sensibile, ricercato in alcuni punti. E va detto: i momenti più intimi, se scritti da Alessia Gazzola, sono poetici, necessari, e di una delicatezza unica. Altro che spicy volgare e fuori luogo. E, infine, sono stata così felice che finalmente la nostra Bee possa dedicarsi all’arte dei paralumi a tempo pieno!
Aspetto con ansia – di nuovo – il quinto capitolo. Ah, Miss Bee, quanto ci fai sospirare!
✨ Do 4 stelle con piacere, cercavo un libro di svago, leggero, veloce, non impegnativo, e questo libro è stato proprio quello di cui avevo bisogno.
💜 Rispetto agli altri libri, questa volta trovo che il giallo sia stato costruito meglio (al di là poi di come sia stato risolto), e mi è piaciuto un sacco che molti personaggi siano ritornati e che molte storie siano state approfondite.
🫠 Finalmente ci si lascia alle spalle relazioni tossiche per abbracciare un'idea sana di amore.
Archer ha molto più spazio (e ho detto tutto, anche se non faccio spoiler).
Spero ora solo che nel seguito Alessia Gazzola non mi rovini i personaggi, come purtroppo spesso succede in questo genere di serie…🥹
👉 Quindi, nonostante tutti i soliti problemi che ho sempre sottolineato di questa serie, nonostante ci fossero dei momenti da soap opera e molto melodramma, sono rimasta contenta di aver letto questo libro.
Ho cercato di farlo durare il più possibile, ma anche questo volume di Miss Bee è un vero e proprio page-turner impossibile da mettere giù e simile a niente altro che si possa trovare in giro. La parte “rosa” del libro è forse predominante, ma ho molto apprezzato anche il caso ed il tentativo di chiudere un cerchio che si era aperto con il primo racconto. Sul resto, anche se intuivo la direzione che stava prendendo Bee (sin dallo scorso capitolo) mi sono goduta ogni singola scena, dal temporale in poi, fino ad un finale che mi ha lasciato di sasso. Proprio ora?
Come il precedente: sempre più coinvolta dalle vicende dei personaggi ricorrenti, mi ha invece profondamente delusa il mistero che essi devono risolvere. La soluzione mi è parsa alquanto "nebulosa", più basata su supposizioni che su prove indiziarie; ne risente il finale, che definire affrettato è dir poco. Speriamo che i romanzi successivi portino con sé un miglioramento!
Sono un po’ stanca delle vicende amorose di Miss Bee, per quanto il libro sia scritto bene. La vicenda gialla è quasi un pretesto alla fine. Lo consiglio a chi ama più il rosa che il giallo.
Avevamo lasciato Beatrice sposata, in fretta e furia, con l’ispettore capo Blackburn, per evitare il rimpatrio in Italia. La ritroviamo sposata ma che passa più tempo nella casa natale che con suo marito. L’imbarazzo e il disagio tra i due coniugi solo sulla carta, e’ palpabile e anche Leonida biasima figlia e genero per il poco tempo che trascorrono insieme. Archer viene invitato a Wroxham Hall la tenuta in cui sua madre era una domestica e in cui lui ha trascorso l’infanzia, quale occasione migliore per inscenare un finto viaggio di nozze? Arrivati a Wroxham Hall Beatrice scopre che la tenuta e’ in procinto di essere venduta niente meno che a Kit Ashbury, tornato dall’India e anche lui fresco di nozze. Visti i loro trascorsi l’imbarazzo per Beatrice è tanto ma prova comunque a godersi la meravigliosa campagna inglese. Ma ormai dove c’è Beatrice è quasi una regola che qualcuno ci lasci le penne. Quella che sembrava una morte accidentale in realtà potrebbe non esserlo e Beatrice si trova di nuovo coinvolta nelle indagini insieme a suo marito Archer.
So che questa serie a molti non è piaciuta, io invece non l’ho trovata così male. Si legge in un batter d’occhio, è leggera, mi piace l’atmosfera anni venti, e, se la parte gialle è sempre un pochino troppo tirata e facilmente prevedibile nell’insieme, come puro libro d’intrattenimento per me fa il suo lavoro. Ho apprezzato le atmosfere alla Downtown Abbey, la campagna inglese, la servitù, il cambio d’abito prima di cena, insomma l’ambientazione per me funziona. Qui la Gazzola ha ripescato dal cilindro Kit Ashbury, il mio primo pensiero ammetto essere stato “ma questo perché l’hanno riesumato?” la sua storia era ampiamente conclusa, ma tutto sommato, proseguendo nella lettura ho trovato la sua apparizione meno peggio di quel che temevo, uscita di scena compresa. Qui più che le dinamiche risolutive dell’omicidio prevalgono le dinamiche di coppia tra Beatrice ed Archer. Li avevamo lasciati con il matrimonio celebrato in fretta e furia, Archer con un problema fisico non indifferente e Beatrice a raccogliere i cocci del suo cuore in frantumi per Julian. Che tra di loro ci fosse una sorta di elettricità si era già capito, qui l’autrice calca la mano sui non detti e sui fraintendimenti, per di più ci butta dentro Kit prima e Julian in seguito e non contenta pure Elizabeth, l’ex fidanzata dell’ispettore capo. La cosa che ho apprezzato meno e’ stato il finale, aperto ad una prossima nuova avventura, volto a creare scombussolamenti ma che non mi ha soddisfatta. Al quarto volume secondo me si poteva concludere. La sottotrama della sorella Clara non ha avuto chissà che sviluppi se non, sul finale, con un “colpo di scena”. Julian ormai è pure lui un personaggio che credo non abbia più nulla da dare alla storia. Peccato che Octavia abbia avuto poco spazio perché per me lei è la più interessante di tutti. Leggerò il successivo? Certo che si ma spero che la storia non si dilunghi ulteriormente.
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3 stelline e mezzo su 5 (che arrotondo questa volta a 4)
Miss Bee e il giardino avvelenato è il quarto capitolo della serie di Alessia Gazzola che ancora una volta si conferma una lettura piacevole e coinvolgente. Probabilmente quello che ho apprezzato di più, non solo per il mistero da risolvere, ma soprattutto per la location e per l’evoluzione della relazione tra Beatrice e l'ispettore capo Archer, che continua a essere uno degli elementi più riusciti della serie. Il romanzo si muove abilmente tra il giallo e il rosa, con una componente sentimentale che qui acquista ancora più spazio e profondità. Il finale, però, mi ha sorpresa: lascia chiaramente intendere che potrebbe esserci un altro volume. Convinta che questo libro avrebbe chiuso la serie, non mi aspettavo una conclusione così aperta e, lo ammetto, speravo in un epilogo diverso, soprattutto per il personaggio di Archer Blackburn, che avrebbe meritato qualcosa di più definitivo. Chissà però che Alessia Gazzola non abbia deciso di rimandare tutto al possibile quinto volume. Un po’ ci spero, perché le potenzialità per dare a questi personaggi una conclusione migliore ci sono tutte.
Letto in 12 ore nette Inizio a pensare di essere una drogata Fortuna che non ho altri vizi Per quanto riguarda il libro lettura easy da natale Romanzo molto scorrevole, solo che porca vacca succede tutto nelle ultime 5 pagine che ora cosa pensi di fare Miss Gazzola fai un seguito? Se non fai un seguito sei un po’ infamella ma se lo fai su cosa lo fai? 10 pagine in più ce le potevi pure concedere!!!!!!!
Quarto libro della serie e Alessia Gazzola non perde un colpo!!!! Mai! Se possibile, questo mi è piaciuto ancor più degli altri. Gazzola è l'unica autrice di cui ho letto ogni libro esistente e devo dire che lei ha un tocco magico: con la sua penna delicata tratteggia personaggi tanto vividi da restare nella impressi nella mente. il suo humor sottile è estremamente spassoso e il suo modo di scrivere, proprio di usare le parole, per me, è sempre stato irresistibile. Le viene particolarmente bene far parlare questi personaggi degli anni Venti in modo arguto e ironico. spero davvero che vada ancora avanti con la serie, ma in ogni caso leggerò qualsiasi cosa pubblicherà.
Questo è il mio preferito. Sarà che amo il trope marriage of convenience, sarà che Archer mi piace tantissimo… l’ho divorato. Aspetto il quinto 💜 FAV . Quotes: - la vita, Milady. Non le aggrada essere facile. Per questo ci distraiamo con il gossip. - Il denaro può comprare solo ciò che è in vendita.
4+ questa serie sta crescendo libro dopo libro , anche se adesso sono un po' perplessa sulla direzione che vorrà prendere l'autrice dopo l'inaspettato finale . non mi resta che attendere la prossima uscita
Possiamo riportare in auge il far morire (in modo drammatico possibilmente) uno dei contendenti in un love triangle? Così la nostra protagonista potrà stare con l’altro facendo pace con se stessa per averli amati entrambi e ci farà meno la figura dell’oca che fa Miss Bee. Oppure potrebbe scappare con l’amica lesbica, quello sarebbe un finale più soddisfacente.
Grazie Alessia Gazzola per questo libro. Adoro la serie di Miss Bee e anche questa volta ho divorato il libro. Il finale è aperto e non vedo l'ora di leggere il successivo.
Mi è piaciuto tantissimo, non ha deluso le mie aspettative. Alessia Gazzola si è giocata bene la carta di Elizabeth, senza creare lo scompiglio che più detesto quando entra in scena una "ex", e far morire Kit come vittima del caso del libro è stato geniale (più che altro perché ci stava tanto usare un personaggio già conosciuto come vittima). Archer e Bee insieme mi sono piaciuti tanto e sono felicissima che il team Ispettore abbia vinto ♡♡
Ora aspetto notizie su un prossimo volume, temendo un po' per ciò che presagisce l'ultima pagina dell'epilogo.
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che dire follettini e follettine, felici che il tragico passato di Mr. Blackburn (totalemente inaspettato perché sembrava una persona così risolta) sia finalmente stato rivelato.
Che meraviglia tornare tra le pagine dedicate a Miss Bee! In questo nuovo capitolo, Beatrice Bernabò ci accoglie nel pieno di una vita che le è stata rovesciata addosso all’improvviso, come una tempesta che strappa via certezze ma apre paesaggi inattesi. A poco più di vent’anni, Miss Bee non è soltanto una giovane donna alle prese con un futuro completamente rimodellato: è un personaggio che cresce, vibra, sbaglia, sente — e lo fa con una forza narrativa che conquista fin dalla prima riga.
Il romanzo si apre là dove ci eravamo lasciati: con la proposta di matrimonio di Archer, un atto tanto impulsivo quanto necessario per proteggere Beatrice da un rientro forzato in Italia. Una scelta azzardata, forse, ma profondamente rivelatrice. Così, all’inizio del quarto volume, li ritroviamo sposati solo sulla carta, un’unione di facciata che entrambi fingono di considerare “conveniente”… mentre i loro sguardi raccontano tutta un’altra storia. Una scintilla trattenuta, quasi negata, ma impossibile da ignorare.
E intanto la vita non fa sconti: guai, enigmi e perfino delitti sembrano seguirla come un’ombra fedele, e l’enigma di questa nuova indagine è più fosco, più intricato, più emotivamente coinvolgente del solito. E mentre Beatrice si districa tra indizi e pericoli, anche il suo cuore si trova in un terreno scivoloso: sentimenti che si confondono, desideri che affiorano, incertezze che non vuole nominare.
Ed è qui che questo volume compie la sua magia: l’ago della bilancia comincia davvero a pendere verso l’ispettore capo Archer. Julian resta affascinante, con quell’alone di incanto e di pericolo che lo ha reso indimenticabile fin dal primo incontro. Ma Archer… Archer rappresenta qualcosa di diverso: stabilità, sfida, presenza, amore. È il porto sicuro e la tempesta insieme. È la scelta che non annulla Beatrice, ma la affianca, la completa, la solleva.
La scrittura dell’autore intreccia con maestria mistero, tensione emotiva e crescita personale, portandoci nel cuore e nella mente di Miss Bee senza mai perdere ritmo o eleganza. Beatrice ne emerge più forte, più vulnerabile, più vera che mai.
Una lettura travolgente, elegante, piena di tensione e di cuore. Miss Bee si conferma un’eroina luminosa, imperfetta, irresistibile. Questo quarto volume non si legge: si vive… e si finisce con il desiderio impellente di restare ancora un po’ accanto a lei — e accanto a quell’ispettore dal passo silenzioso e dallo sguardo che dice sempre più di quanto dovrebbe.