Disclaimer: Difficile per me accostarmi ad un'opera incentrata su dei gemelli con occhio che non sia iper-critico o di parte (Ciao Giacomo!).
TL;DR Ottimo thriller anche se invecchiato un po' male. Il lettore deve sforzarsi molto di più dell'autrice a mantenere il patto narrativo, ma nei gialli è spesso così.
Se dovessi fermarmi solo sugli aspetti più materiali e grezzi del lavoro non avrei nulla da ridire: è un buon breve thriller psicologico. L'azione lascia spazio al dialogo, alla lenta scoperta dell'immondo e la sensazione che più di tutte ci accompagna è un'ansia crescente.
L'autrice ha indubbiamente talento, ottime descrizioni, setting interessantissimo e personaggi che funziona-Vano, ad un pubblico moderno oggi farebbero un poco strizzare il naso:
Le donne sono tutte dipinte senza eccezione come svampite o senza polso. Ingenue o timorose.
Gli uomini invece si dilungano in una incredibile scelta fra: Killers (molteplici), Misogini (Quasi tutti), Zerbini (Cornuti e pure contenti) oppure orgogliosi bastardi preoccupati solamente del loro status.
Nonostante questo i personaggi sono interessanti. Hanno background diversi e molteplici e il libro fa del suo meglio per dare voce, tono ed opinione a tutti. Che poi i fatti diano ragioni ad alcune piuttosto che ad altre non credo sia un giudizio morale dell'autrice ma semplicemente l'aleatorio svolgersi dei fatti. (anche se l'autostop in un paese straniero lo possiamo anche evitare).
Perché allora per questo libro non dimostro la mia solita manica larga? Non mi va giù che un libro con una storia del genere (personaggi, ambientazione e fatti) venga fatto passare per la "storia" di Janet. Non lo è.
Janet è indubbiamente un personaggio importante che ci da la "vera" chiave di lettura delle vicende, (a ritroso il finale ci parrà ovvio prestando attenzione alle scene di Janet, che a primo acchito sembrano del tutto sconnesse al resto della trama ed inutili) ma essa è sicuramente il personaggio meno interessante di tutti.
La "protagonista" Janet è meschina, sleale, irresponsabile ed imperdonabile. Mi sono trovato più volte a desiderare di accantonarla per arrivare al punto di vista di altri personaggi ben più interessanti. (La dinamica Tina-Mario e Karen-Michael, lo stesso Max in clinica).
Eppure monopolizza la scena. Perché in un thriller, in un giallo, la persona meno in pericolo e in ansia di tutte monopolizza così tanto la scena? (È l'unico genitore non preoccupato in quanto ignara dei fatti; non è in una situazione pericolosa ma in idillio romantico. Le sue uniche ansie sembrano essere dovuto al suo ruolo come donna, moglie e madre e cosa fare ora della sua vita ora che i suoi ragazzi sono grandi e può lasciare il marito. Preoccupazioni giustificate, ma cosa c'azzeccano con la trama? Non interagisce con noi come persona in pericolo di vita o preoccupata per la vita di altri checché se ne dica così nella sinossi).
Per scoprirlo:
SPOILER:
Si scopre che i gemelli si sono scambiati di identità quando uno dei due era in cura in una clinica psichiatrica. Max era stato condannato a restarvi per tentato omicidio ad una sua coetanea, la cui unica colpa era stata essere "troppo disponibile" con lui. (Il ragazzo aveva seri problemi con le figure femminili: forse causati dalla relazione extra-coniugale della madre che non ha mai fatto niente per nasconderla).
Mario ha preso il posto di Max per "salvarlo" dai suoi pensieri suicidi. La madre, unica che li sa riconoscere non solo sapeva, ma approvava. APPROVAVA che suo figlio MALATO DI MENTE che ha provato ad uccidere una ragazza, fosse in libertà nella società civile mentre il figlio SANO resta a marcire in clinica. La situazione è così da anni.
La tragicità della storia è dunque questa: mentre Janet è impegnata in Inghilterra a passare deliziosi pomeriggi con il suo antico amante il suo bel figliolo, quello psicopatico, organizza una vacanza con la sua fidanzata- di cui nessuno era a conoscenza tranne il padre, che non si è mai accorto dello scambio - che lentamente si tramuterà in incubo. Ecco perché Janet diventa importante. Perché lei avrebbe potuto prevenire. Ecco perché fa tutte quelle domande al suo bel poliziotto su quel caso di di un serial killer che stava seguendo. Ecco perché gli chiede della madre criminale. Voleva capire se era come lei. Una madre capace di mentire per il proprio figlio assassino. Se aveva sbagliato qualcosa nell'allevare suo figlio. La sua unica qualità redentrice è la tempestività con cui agisce quando si rende conto della tragedia in atto. Prende e parte. Per la prima volta in vita sua non scappa.
Anche se dobbiamo durante la lettura sospenderci da giudizi e accettare quello che succede ora a lettura finita vorrei sbattere la testa contro il tavolo a ripensare ad un paio di scene.
Passi lo scambio. Anzi. È abbastanza intelligente come è stato fatto e la tecnica narrativa dello svelare pian piano che qualcosa non vada nel tuo dreamy-boyfriend è anche molto ingegnosa. Un fine gioco di gaslighting e red flags che ad oggi ancora regge (Lo vediamo da tutti e due i punti di vista: Tina inizia ad inquietarsi degli strani comportamenti di "Mario" e "Mario" inizia a dimostrarsi sempre più scontroso con Tina ad ogni imperfezione che le scopre). Potrei dilungarmi sulla maniera in cui si parla di gemelli in questo libro, ma ne esco con un giudizio neutrale. (La definizione "il suo primo inquilino" mi ha fatto lacrimare).
Ok che era il 1995, prima dell'11 Settembre, ma cosa vuol dire che un poliziotto di Scotland Yard può portare una pistola su un AEREO, arrivare in suolo straniero (Francia), fare FUOCO, uccidere qualcuno in circostanze dubbie, E APPARENTEMENTE NON SUBIRE NESSUNA CONSEGUENZA? Ed invece una donna viene perquisita a fondo per controllare che un vecchio videoregistratore non contenga esplosivi? L'autrice voleva dirci qualcosa sulle apparenze? Sul come ci vestiamo ed atteggiamo e veniamo giudicati? (è un tema del libro la "licenziosità" del vestire femminile).
Allibito.