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Io sono di legno

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Una madre e una figlia; la figlia tiene un diario e la madre lo legge. Alla storia di anaffettività, di sentimenti negati o traditi della giovane Mia, Giulia risponde con la propria storia segnata da quell'"essere di legno" che sembra la malattia, il tormento di entrambe. È come se madre e figlia si scrutassero da lontano, o si spiassero, immobilizzate da una troppo severa autocoscienza. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna a riflettere sulla giovinezza ferita dall'egoismo e dalla prepotenza di una sorella falsamente perbenista, sul culto delle apparenze della madre e sul conforto che le viene da una giovane monaca peruviana, Sofia. Torna a rivivere i primi passi da medico, fra corsie e sale operatorie, il matrimonio con un primario, la lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia di Giulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. E il legno si ammorbidisce. Ma per madre e figlia l'incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione.

140 pages, Paperback

First published January 1, 2007

11 people are currently reading
827 people want to read

About the author

Giulia Carcasi

5 books67 followers
Giulia Carcasi è nata nel 1984 a Roma. Giornalista, ha pubblicato con Feltrinelli i romanzi Ma le stelle quante sono (2005) e Io sono di legno (2007).

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5 stars
461 (23%)
4 stars
643 (32%)
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588 (29%)
2 stars
209 (10%)
1 star
67 (3%)
Displaying 1 - 30 of 81 reviews
Profile Image for Simona B.
928 reviews3,153 followers
April 4, 2017
Cercavo di dare nella stessa misura in cui mi veniva dato; il guaio era che, sul piatto della bilancia, mettevo degli altri anche le promesse, le consideravo già fatti. Davo azioni in cambio di pensieri, ci perdevo nel cambio della valuta.
E' una storia di madri, figlie, sorelle, di un uomo e di una donna. E' una storia raccontata piano e con delicatezza, quasi sottovoce, con le parole di una figlia che ha perso la sua strada e di una madre, che l'aiuta a ritrovarla, ritrovandosi. Non sarà un capolavoro di stile, ma l'emozione c'è, e arriva al cuore.
La bellezza di questo romanzo, citandone una frase, non è una bellezza che si vede, è una bellezza che si sente.
Profile Image for Asia Paglino.
193 reviews39 followers
June 3, 2020
Quando mi trovo a leggere libri del genere non riesco ad avere mezze misure e finisco per amarli o odiarli del tutto. Normalmente, nel caso in cui io non riesca a trovare nessun particolare feeling con ciò che sto leggendo, cerco di portare a termine la lettura sperando in qualcosa che possa smentirmi e farmi cambiare idea.
A livello di trama non c’è molto da dire.
Giulia, madre di Mia, sceglie di rubare il diario di quest’ultima per poter entrare nella sua testa e provare a capirla, decidendo di scriverle una lunga “lettera” in cui tirare le somme e raccontarle la sua vita.
Ciò che noi leggiamo quindi sono le considerazioni e i segreti di questa donna, inframezzati da estratti del diario della figlia.
Purtroppo mi sento di dire che questo libro non fa per me, probabilmente lo stile stesso con cui l’autrice sceglie di dosare e utilizzare le parole non fa per me nel modo più totale.
La cosa che maggiormente mi ha delusa di questo romanzo, dopo aver letto tanti elogi positivi, è il contenuto costruito al punto da risultare falso, con troppe frasi fatte e troppi luoghi comuni che alla lunga annoiano e stufano.
La struttura del romanzo dal sentore epistolare mi ha lasciata perplessa. Le due protagoniste però sono troppo simili, come se l’autrice non fosse riuscita davvero ad immedesimarsi nei due personaggi distinti, non fino in fondo per lo meno. Certo, ciò che raccontano è differente, ma è come se tutto rimanesse leggermente piatto e statico, anche dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi, troppo superficiale.
Fortunatamente la scrittura è fluida.
Profile Image for Marina Di Clemente.
236 reviews18 followers
August 3, 2021
Una scrittura notevole, grumosa di emozioni, purtroppo verso la fine non mi ha convinta. Non ho amato una determinata piega che prende la storia e forse è più un mio limite, ma se si vuole leggere qualcosa che vuole comunicare sgomitando a forza tra le pagine e prendendo a pugni nello stomaco emotivamente allora va bene.
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,265 reviews158 followers
August 6, 2017
Ecco quello che succede a voler imitare a tutti i costi Margaret Mazzantini. Perchè la Mazzantini, e intendo la Mazzantini di "Non ti muovere" e "Venuto al mondo", riesce a far fare l'amore a parole così diverse fra loro in maniera tanto profonda da essere unica, e ineguagliabile. E infatti questa Giulia Carcasi ci ha provato, con un pessimo risultato. Non so perchè ho letto questo libro; non era nei miei piani ma me lo sono trovato di fronte a uno scaffale in biblioteca e l'ho preso d'istinto, tra l'altro senza alcun pregiudizio nei confronti dell'autrice e del tipo di romanzo stesso, cosa che non ho mai. Anzi, ho letto romanzi di esordenti italiani davvero bellissimi (penso ad esempio ad Avernia e al suo "Bianca come il latte, rossa come il sangue") e che non classificherei sotto l'etichetta "spazzatura commerciale" ma questa volta, ahimè, ho fatto fiasco. Capita. In questo libro non c'è assolutamente niente. O meglio, ci sarebbe un'alternanza di due voci, quella della classica adolescente libertina, che si atteggia a donna matura ma non capisce niente di niente, e quella della madre frustrata che parla per clichè e si sforza di essere malinconica... il tutto, narrato con uno stile banalotto che appunto cerca di emulare quello della grande Margaret nella sua capacità di muovere emozioni, e invece si risolve in spicciola retorica. Anche i temi ricalcano alcuni di quelli trattati dalla Mazzantini nei due romanzi sopracitati, dal tradimento, al dialogo generazionale passando per la maternità cercata (e in più spunta il passaggio di un'operazione medica improvvisa e "dolorosa", che ricorda tanto quella che Timoteo fece a Italia in "Non ti muovere", ma con un risultato imbarazzante). Con la differenza che là erano trattati, qui lanciati e abbozzati, in maniera più che superficiale. Insomma, niente di niente. 140 pagine zeppe di stereotipi, generalizzazioni, forzature. Leggo tra l'altro che questo sarebbe il secondo romanzo di Giulia Carcasi, dopo "Ma le stelle quante sono"...mi chiedo se anche il primo fosse così o se solo questo è stato uno scivolone, ma in ogni caso non mi viene voglia di appurare. Mi dispiace essere così spietata, ma sconsiglio questo libro a chiunque, perchè è il nulla, e non dà assolutamente nulla.
Profile Image for Rossella.
288 reviews38 followers
July 13, 2021
«Non mi piacciono i nomi lunghi, sono stata educata all'economia delle parole.
E non mi piacciono neanche i nomi latini, da portare a spasso come cagnolini di razza.
Adoro i nomi da vagabondi, corti come un fischio, per chiamarsi in fretta e scappare dalla polizia; i nomi da pescatori, che sanno di argento azzurro, di polpastrelli seccati dal sale, di navi che inseguono pesci: oro blu che salta e vibra e non si lascia prendere.
[ ...]
"E tu come chiameresti tua figlia?".
[...]
"Mia".
"È un nome egoista".
"È un nome che si difende. È un mondo di padroni questo, ma mia figlia sarà proprietà di nessuno, terra libera"».
Profile Image for lindalettrice.
253 reviews8 followers
June 8, 2019
Carino, scrittura semplice, si legge in un attimo... l’ho trovato un po’ troppo prevedibile però.
Profile Image for Stefania.
244 reviews33 followers
December 28, 2013
Abbandonato senza rimpianti

Sarò sicuramente una persona insensibile visto che molti hanno amato questo libro, ma non ne potevo più.
1° fastidio: già le prime pagine mi hanno dato l'idea che stessi leggendo una raccolta di bigliettini da Baci Perugina;
2° fastidio: essendo tipo tragedia greca a cori alterni non è subito chiaro chi si stia esibendo nella lagna nei vari paragrafi.
3° fastidio (che richiama il secondo): è una lagna continua e io attualmente non sono dell'umore adatto ad ascoltare gente che si lamenta in continuazione.
Ma queste due, perchè non si parlano mai? Perchè non hanno nessun rapporto madre-figlia come le persone normali? Spero che alla fine si capisca (anche se non avrò il piacere di saperlo).
Profile Image for Gioia Bandinelli .
79 reviews
September 20, 2021
Due voci ,una madre e una figlia .Una madre che non vuole commettere gli errori che aveva a suo tempo commesso sua mamma ,una figlia che cresce con un segreto ,una mezza verità ,e un nome da guerriera ,Mia .
Due donne che si mettono in dubbio ,in pagine di diario con un finale non così scontato .
Profile Image for Valentina.
135 reviews44 followers
August 23, 2022
A capitoli alterni si intrecciano esperienze di madre e figlia.
Emozioni entrambe incapaci di esternare, sentimenti contrastanti, paure e tormenti.
La figlia fugge dall'amore, la madre lo ricerca disperatamente.
Possono due esseri così diversi avere lo stesso sangue?
Profile Image for Juliana Costa.
290 reviews10 followers
June 7, 2023
Eu estou encantada. É a primeira vez que leio um livro em italiano e estava morrendo de medo. É difícil no começo, mas depois acostuma, e fico ainda mais surpresa de ter lido tão rápido.

A história é sobre uma mulher, Giulia, que, depois de ver sua filha cometendo os mesmos erros que ela própria, decidiu ler o diário da filha, Mia, e escreveu ali a própria história. Isso foi uma tentativa de elas finalmente terem uma conversa, porque, pelo diário, a filha não sabia nada sobre a mãe e não tinha diálogo entre elas.

Eu gostei demais da forma que a mãe rebate o que a filha escreve e da poesia que a autora traz na forma de escrever. Coisas que a filha escreve no começo, sobre a visão dela da mãe, a mãe desconstrói durante a história e prova ser o contrário. Isso faz ser um livro leve, rápido e emocionante. Por outro lado, não vi diferença entre mãe e filha, parecia a mesma pessoa narrando, e o ebook que li não ajudou a diferenciar elas, isso atrapalhou demais.

Outra característica do livro que achei interessante é a falta de descrição, não sei se ajuda ou atrapalha, mas é diferente. Estou acostumada com longos parágrafos de ambientação e descrição, mas este livro não tem isso, ele é bem direto. Não sei se isso é uma característica da autora ou do livro em específico.

Também gostei muito do título, "Eu sou de madeira", ele representa a mãe. No trecho abaixo ela diz que a madeira parece firme, mas se submete lentamente à pressão interna. Enquanto a cerâmica quebra e já deixa visível os cacos, a madeira esconde, se deixa torturar e não confessa.

"Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno."
Profile Image for Marti✨.
130 reviews5 followers
January 28, 2023
"Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano. La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno."
628 reviews35 followers
July 7, 2020
Ho riletto questo libro a distanza di anni. Primo ed unico caso di rilettura, ma era doverosa. Inutile dire che, anche questa volta, il continuo cambio di punto di vista mi ha infastidita. Io i libri così, proprio non li capisco. Eppure, da un romanzo epistolare cosa ci si può aspettare? Le due storie sono unite da un leggero filo conduttore, ma è veramente minimo. Il diario della figlia fa solo da spunto per quello della madre. E il problema di comunicazione, allora? Forse non l'avrei reso così. Forse avrei seguito un unico filone narrativo, senza sovraccaricare il lettore di informazioni e sproloqui che a volte ho trovato essere noiosi e da saltare a pie' pari. Ma ehi, la scrittrice non sono io. Quindi sì, è una storia scritta abbastanza bene, con un eccesso di frasi ad effetto che ne amplificano il successo. Lo stile narrativo l'ho trovato adatto ad una ragazza che scrive il proprio diario personale, fortunatamente, anche se a volte alcune frasi le ho trovate forzate. E' questo il motivo per cui, in questa rilettura, il libro perde una stellina. Rimane comunque un libro consigliato, piacevole e veloce, con cui sorridere ed andare a letto. La Carcasi mi piace, anche se affronta i problemi molto molto alla lontana.

E in un attimo accorgersi che "forever" è solo una parola e come tutte le parole dura poco.

Perchè il sangue quando è diverso, fa fatica a riconoscersi e, a volte, non si saluta.

Io non sono capace di perdonare, penso che quando cominci a perdonare è difficile smettere, è un vizio che rischia di farti passare per fesso.

Non credo ai principi e alle belle addormentate, al vissero per sempre felici e contenti, credo alle persone che si sopportano ogni giorno, a quelli che ogni tanto si dicono "ti odio" e maledicono il giorno in cui si sono incontrati.

A inseguire mille farfalle non se ne acchiappa una.

Il destino non fa cenni: alza la mano e dà la risposta, non suggerisce. Le risposte le hai solo quando lui ha finito, sta andando a letto. Il destino, te ne accorgi che c'è quando guardi indietro, mai quando guardi avanti.

Per sorridere bene bisogna essere allenati.

Il mare è logorroico, non ce la fa proprio a stare zitto. Tu sei lì che vuoi stare per i fatti tuoi, che vuoi farti un giro nei tuoi discorsi e lui insiste, ti bagna i piedi, si intromette, richiama attenzioni.

L'universo tende al disordine, le molecole si allontanano ogni giorno di più una dall'altra. Io penso che anche le persone funzionano così, ogni giorno si disperdono fino a non ritrovarsi.

Ogni persona fa finta: fa finta di fare la rivoluzione, fa finta di essere speciale, fa finta di innamorarsi, fa finta di essere immortale. Io mi sono stancata di fare finta.

Il cuore è piccolo, lo tieni in una mano, non c'è spazio per tante cose là dentro: al massimo, se si stringe, ci può stare una persona.

Non siamo noi a stabilire le nostre traiettorie, sono i ricordi che tracciano i confini.

Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lo spaccano. La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.

Ce la prendiamo col destino che ci ha fatto nascere qui e non là, perché con qualcuno ce la dobbiamo prendere.

E' questo il vantaggio di non seminare, non hai il problema delle aspettative.
Profile Image for Silvia Devitofrancesco.
Author 22 books132 followers
February 20, 2015
Protagoniste della vicenda sono due donne, madre e figlia. Mia e sua madre Giulia. È un sabato sera come tanti: Mia è uscita e non rientrerà prima dell’alba, Giulia è a casa e s’imbatte nel diario della figlia. Lo legge e tra quelle pagine scopre la sua vera Mia, tra quelle pagine riaffiorano i ricordi e Giulia decide di usare la scrittura per far conoscere a sua figlia la sua storia. Racconterà dei suoi primi amori, del rapporto difficile con le sorelle, della sua passione per la Medicina, dell’incontro con l’uomo che diventerà suo marito e del dolce tormento di un amore proibito.

“Scrivere è spogliarsi di fronte a qualcuno, lasciarsi guardare così, nudi e in piedi, pieni di difetti.”

Questo romanzo concretizza pienamente l’incomunicabilità dell’era moderna. Sembra assurdo che madre e figlia non si conoscano, che non riescano a parlare tanto che ricorrono alla scrittura. Entrambe prese dalle loro vite, dai loro sbagli per guardarsi negli occhi e raccontarsi. Giulia e Mia legate in maniera indissolubile sono in realtà due estranee che condividono per alcune ore lo stesso tetto, eppure sono più simili di quanto possano pensare.

Giulia è una donna insoddisfatta della sua vita, inquieta, sposata con un uomo che non ama, preferisce trascorrere ore in ospedale piuttosto che tra le pareti domestiche e Mia che tra quelle pareti non sta bene, preferisce evadere, uscire, ballare, frequentare uomini escludendo i sentimenti. Giulia e Mia sono due donne che hanno bisogno di ritrovarsi, di riamarsi…

Terza protagonista è la scrittura che da perfetta aiutante, permette tramite il suo potere, di far riavvicinare madre e figlia.

L’autrice si serve di uno stile semplice e scorrevole composto da brevi frasi che rispecchiano il linguaggio colloquiale. I numerosi dialoghi serrati sono interrotti da frasi a effetto capaci di rendere appieno gli stati d’animo dei personaggi ai quali la Carcasi dà spazio senza mai risultare noiosa o pesante.

Ampio è il coinvolgimento emotivo del lettore, il quale segue le vicende narrative con vivo interesse, quasi cercando di aiutare Giulia e Mia a ritrovarsi.

Un romanzo diverso da “Ma le stelle quante sono”, meno adolescenziale e più riflessivo.
Profile Image for Surymae.
204 reviews32 followers
March 23, 2014
Giulia Carcasi viene spesso accostata al fenomeno Moccia: quegli scrittori -curiosamente tutti romani- che non hanno nulla di meglio da fare che analizzare la gioventù di oggi (anche se spesso non ne avrebbero i mezzi adatti), utilizzando uno stile talmente semplice da far piangere. Però questo paragone non é proprio giusto, forse. A differenza di Federico Moccia la Carcasi prova ad andare oltre ai turbamenti adolescenziali. Questo libro si prefiggeva di analizzare il rapporto madre-figlia, nonché la complicata vita della madre, Giulia. Non male, come premesse. Il problema é che Giulia Carcasi ha miseramente fallito nell'intento. Il rapporto tra Giulia e Mia viene abbozzato, lasciato sullo sfondo; la stessa Mia, inoltre, ha ben poco spazio, e quel poco che ha lo spreca nel parlare del suo amore e della sua migliore amica. A leggere quelle righe viene una sola domanda: e chi se ne frega? Le cose non vanno meglio quando a parlare é Giulia, anzi peggiorano. Tralasciamo lo stile, che cerca di stupire ma ottiene solo figure retoriche orrende (il "legno tosto di una zattera" della prima pagina, ad esempio). E' proprio la storia, a naufragare, e l'introspezione psicologica. Nessuno é ben caratterizzato, nemmeno le protagoniste (e sì che parlano in prima persona!), anche per colpa di pregiudizi e stereotipi usati dall'autrice. La sorella é una str...che non ha nulla di meglio da fare che rubare il fidanzatino alla parente; il padre é iperprotettivo; la suora é buona come il pane, ma nasconde un temperamento da leone; una tizia che aveva messo gli occhi su detto fidanzatino aveva "occhiali spessi" (era una nerd, probabilmente); ecc. ecc. E' chiedere troppo avere personaggi che vadano oltre a cliché triti e ritriti? E lo stesso dicasi per la storia; a parte l'operazione di Flavia, che non mi aspettavo (l'unica parte decente, poiché la Carcasi studia medicina), e la relazione con Miguel (che non si capisce perché inizi, e neanche perché finisca).
Che noia. Ecco, queste due parole potrebbero riassumere tutto il libro. Peccato che sia il secondo, non il primo. E quando il primo libro é perfino meglio del secondo, bisognerebbe cominciare a porsi delle domande...
Profile Image for Chiara Canu.
178 reviews8 followers
June 12, 2022
Libro d'una vita, la mia.
Forse uno dei pochi che non smetterei di leggere, per l'immediatezza con cui arriva grazie allo stile diretto e inconfondibile di Giulia Carcasi.

Quando lo lessi avevo diciotto anni o giù di lì. Era notte e ricordo la luce soffusa del salotto che illuminava quelle pagine di una brevità quasi lacerante, dritta al punto. E non vorresti fosse così quando non sai ancora le cose che nella vita pare debbano essere conosciute. Ma forse la lettura senza conoscenza è l'essenza della letteratura tutta, specie quando un libro piomba nella tua vita, ti trova e ti presenta molto più di qualcosa: la potenza dei ricordi, lo stupore di scoprirsi diversi a partire da ciò che l'altro mostra di sé, il peso e la bellezza delle cose non dette ma conservate come punto di forza per il proprio cammino a ostacoli; soprattutto, un modo di essere in cui riconoscersi e identificarsi, come è successo a me con Giulia e Mia, questa madre e questa figlia in grado di parlarsi solo con la penna, schivando gli sguardi, i gesti, una vicinanza che potrebbe far sgretolare i muri e lasciar divampare le dighe di tutte le parole nascoste, che non si vogliono ascoltare.

Un modo delicato, e allo stesso tempo duro, di dirsi: anch'io soffro, anch'io ho visto, ma sono qui. E il cuore ti si riempie un po' di più. Proprio quello che sento ogni volta che mi riimmergo in questa storia, in questa autrice.
Profile Image for Valeria.
11 reviews31 followers
September 19, 2011
Inizialmente non ho avuto un impatto positivo. Ho sentito parlare di questo libro tanto e bene che forse mi sono creata delle aspettative troppo alte. Inizialmente odiavo entrambe: la madre e ancor più la figlia. Tuttavia nel procedere con la lettura mi sono trovata piuttosto incuriosita dalla storia della madre, Giulia. Ho cominciato a capire i comportamenti di entrambe.
Attraverso la scrittura, il diario di Mia letto furtivamente dalla madre, il "diario" scritto da quest'ultima alla figlia, si crea un punto d'incontro fino ad allora mancante.
in fin dei conti le mie aspettative erano sì troppo alte, ma non mi è dispiacuto.
Profile Image for _.
63 reviews1 follower
January 19, 2015
Allora, di Giulia Carcasi avevo già letto "ma le stelle quante sono" tanto, tanto tempo fa ma ricordo che mi era molto piaciuto!
Questo libro non delude, semplice, "breve" (138 pag) ma ti fa rimanere attaccato letteralmente e staccargli gli occhi di dosso si rivela difficile,
non dico altro se non.. SPOILER, GRANDISSIMO SPOILER sono per il Team Miguel anche se la macchia caffelatte nell'interno coscia..uhm..c'ho pensato tutta la notte, ma no, secondo me il padre di Mia è Miguel.
This entire review has been hidden because of spoilers.
2 reviews
August 9, 2012
Uno di quei libri che non tutti possono apprezzare. Forse certe situazioni raccontate devono essere vissute per poter essere apprezzate anche su carta. Io ho trovato la storia molto intima,profonda; descritta attraverso un linguaggio che rende perfettamente lo stato d'animo della protagonista. Uno di quei libri che diventano droga,che rileggo anche mille volte; di cui non posso più fare a meno.
5 reviews
August 11, 2023
Un libro intimo, scritto con una semplicità che è in grado di arrivare davvero al cuore delle persone e lasciare un segno. Consigliatissimo
Profile Image for Virginia.
948 reviews39 followers
June 27, 2015
Non credo al perdono. Il male fatto resta ed è una faccenda tra uomini, Dio non c'entra
6 reviews
December 14, 2017
Giulia è una madre. Aspetta il ritorno di sua figlia, una domenica mattina, all’alba. Cerca di immaginare il suo sabato sera, con gli amici, i ragazzi, la musica, ma quando Mia torna, il mascara che lascia scivolare sul suo viso, è chiusa alle parole. E’ chiusa ai racconti, alle confessioni. E Giulia ha paura. Vorrebbe comunicare con lei, aprirsi e aprirla al dialogo ma non trova le parole adatte. Il suo bisogno di conoscere sua figlia, di insinuarsi tra i suoi pensieri e le sue emozioni la porta a leggere il suo diario segreto. In Giulia scatta qualcosa. Decide di raccontarsi alla figlia. La figlia che la vede come la terraferma, così concreta. Decide di raccontare di una madre non del tutto estranea al suo mondo. Una madre che nella sua vita è stata pioggia, di una madre che ha amato, ha sofferto, che non ha mai avuto il permesso di scegliere la sua vita. Sua figlia no. Si sente diversa. Mia: un nome corto e scelto per un solo motivo espressamente egoistico: crescere libera, schiava di nessuno. Rabbiosa, si ritiene incapace di amare. Giulia invece le racconterà tutto: gli errori inconfessabili di una madre che è stata anche ragazza, che è molto più simile a Mia di quanto entrambe possano credere. Scrive perché spera che leggendo i suoi errori sua figlia possa evitarli. O magari ne farà di nuovi. Viene a galla il passato di una donna ferma, di legno, un passato fatto di cicatrici, ferite ma anche incontri dolci, incontri che le hanno insegnato ad amare ad avere coraggio.
Io sono di legno, secondo romanzo di Giulia Carcasi, prosegue in un’ alternanza tra i pensieri di Mia e le confessioni di Giulia. Un alternarsi di brevi pensieri, frasi ad effetto che riescono a giungere nel cuore del lettore e ad aprirsi un varco per poi depositarsi su una zona morbida e comoda, difficile da lasciare. Due voci solitarie, perse e lontane che cercano di avvicinarsi, di stabilire un contatto, sfiorarsi. Due voci che dietro l’apparenza di anaffettività, di stabilità, dietro l’armatura in legno dietro le quali credono di nascondersi, celano una storia sofferta, fatta di silenzi e rimpianti.

Grandi emozioni sono racchiuse all’interno di questo libro. Mi rivedo in Giulia, nei suoi silenzi e nella sua incomprensione. Mi rivedo in Mia rabbiosa e chiusa al dialogo. Ritmo incalzante e lontano dalla noia. Un lessico diretto, semplice e profondo, giusto per un piccolo libro. Piccolo, breve, sì. Ma brevità non significa banalità.
Profile Image for Ludovica.
133 reviews12 followers
July 11, 2022
Giulia Carcasi è la scrittrice che tanto amavo qualche anno fa e quindi, con questo libro, è stato inevitabile fare un tuffo (abbastanza nostalgico e malinconico, devo dire) nei primi anni della mia adolescenza.
Ho ritrovato lo stile di scrittura che tanto amavo dei suoi libri: poca trama, pochissima azione e tante, tante riflessioni.
È un modo di raccontare che funziona fino a quando si tratta di scrivere i pensieri dei personaggi, la loro percezione delle cose, il loro modo di riflettere su ciò che accade intorno a loro. Nei dialoghi, invece, risulta super artificioso e per nulla naturale. Mi sono ritrovata più di una volta a pensare "questo scambio di battute non potrebbe mai accadere nella vita reale" o "ma quale diciottenne parla in questo modo, così poetico, alla madre, andiamo".

Per quanto riguarda la trama, come ho detto prima, c'è poco da dire: una madre ruba il diario della figlia e le risponde con delle lettere in cui sostanzialmente si racconta, per cercare di avvicinarsi di più a quella ragazza tanto enigmatica che proprio non riesce a capire.
Nel libro abbiamo quindi l'alternarsi continuo dei due narratori, cosa che può piacere o non piacere. Io faccio parte della prima categoria, ma ho avuto l'impressione però che si penalizzasse il punto di vista della figlia per dare spazio alle parole della madre: in pratica le parole di Mia diventano solo un pretesto per raccontare la storia di Giulia e questa è una cosa che non mi è piaciuta, avrei voluto che entrambi i punti di vista fossero valorizzati in egual modo.

Menzione necessaria per il modo che la Carcasi ha di descrivere Roma, che mi farà sempre impazzire.

Cos'è quindi che ha fatto precipitare il voto?Semplice, la piega che ha preso il finale.
Per me è un grosso, gigantesco no.🚨🚓
Capisco il discorso de "la vita è imprevedibile", però no. Non è proprio una situazione da romanticizzare così, con così tanta leggerezza.
Non credo che lo rileggerei, purtroppo.
Profile Image for Cloddy.
29 reviews1 follower
February 14, 2018
Ho letto questo libro due volte...la prima nella mia adolescenza, la seconda ora che sono vicina ai trenta. Ho voluto riaprirlo per capire se anche ora mi avrebbe colpito come lo aveva fatto a quindici anni, e in parte lo ha fatto. Questa famiglia è una famiglia vera, questa madre è una donna vera. Lasciate perdere tutte le frasi un po' fatte e le metafore che ogni tanto la Carcasi usa... Provate a mettervi nei panni di questa donna, quando la vita ti insegna ad essere di legno non c'è niente che tu possa fare, le crepe si accumulano dentro te ma tu non lasci uscire niente. Serve un atto di ribellione per riuscire ad evitare che alcune diventino spaccature, e Giulia lo fa; legge il diario della figlia e decide di scrivere di rimando, raccontandosi, per impedire a Mia di commettere i suoi errori, raccontandole anche il più grande dei segreti. Forse in questo modo riuscirà a fare entrare un po' di pioggia in quel legno, forse riuscirà ad ammorbidirlo.
Profile Image for Deborah.
47 reviews
March 9, 2025
Sono convinta che questo libro ci provi ad essere bello e le premesse ci sono pure ma poi dopo una buona costruzione iniziale, secondo me, scende in picchiata. La lettura è scorrevole ma da un certo punto in poi sembra che venga solo ricercato lo “scandalo” andando forse un po’ oltre.

Romanzo che sembra epistolare con la storia di una madre, Giulia, che racconta la propria vita leggendo le pagine del diario della figlia Mia. Qualche frase che ha colpito il bersaglio c’è stata ma penso che questo libro non mi abbia lasciato molto.

"Io penso che l'amore sia un sacrificio sociale. E tu puoi dirmi che non è vero, ma questo è quello che ho visto. Mi guardo intorno ed è pieno di gente divorziata, di storie d'amore franate e io come faccio a stare con una persona e a credere che non finirò anch'io tra quelle macerie?"
Profile Image for Giorgia R..
4 reviews
Read
October 30, 2025
Un libro prevedibile e insapore, nonché invecchiato malissimo.
Io credo nella libertà artistica e non biasimo assolutamente la scrittrice per aver fatto alcune scelte narrative, ma trovo problematico il fatto che questo libro abbia critiche così positive nonostante queste scelte narrative. Sesso tra una persona di 40 anni e una di 17 per me è abuso (per non menzionare il fatto che si tratta di sesso tra una donna bianca ricca annoiata e un ragazzo povero e non bianco -la nobildonna e lo stalliere, ma CHE NOIA). Anche gli appostamenti sotto casa aspettando che lei prima o poi scenda a me non sembrano romantici, mi sembrano un possibile preludio di episodi di cronaca nera.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Shari.
166 reviews32 followers
September 2, 2018
Meh. È da un sacco che volevo leggere questo libro, è venuto fuori che forse ho aspettato troppo. Delle due voci narranti, solo la storia della madre è riuscita ad interessarmi, la figlia mi è risultata insopportabile dalla prima riga, e tutte le sue pagine diario sono state una prova di pazienza. Lo stile secco ed essenziale non mi dispiace in linea di massima, ma ha la pecca di sfociare spesso nel patetico o nel sensazionalismo, con frasi che sembrano fatte apposta per essere ricopiate sul diario di un'adolescente.
Profile Image for Patty Della Vecchia.
146 reviews1 follower
October 19, 2020
Non so cos pensare di questo libro. Lo stile poteva essere anche carino ma sembra uno di quei classici libri di autori italiani che cercano di usare paroloni e metafore ricercate per ogni cosa, può essere bello a voltema se spacciato per il modo in cui una madre ed una figlia di 18 anni dovrebbero scrivere è assolutamente non realistico (ed un po' fastidioso). Il libro di per sé non mi ha lasciato molto ma è una lettura veloce, in un'oretta di treno lo avevo finito, ma non credo che lo consiglierei.
Profile Image for Moidina.
89 reviews1 follower
November 17, 2025
3⭐️
Breve Romanzo
Scrittura e linguaggio di Giulia Carcasi: scorrevole
Ritmo: buono
Romanticismo 🌸🌸
Risate
Lacrime 💧
Finale da 3🍿🍿🍿
Personaggio preferito: Sofia
Personaggio odiato: Andrea
Note: ho deciso di leggere questo breve romanzo dopo aver sentito dire da una ragazza che era il migliore libro letto dell’anno. Sinceramente mi ha delusa. Ho apprezzato molto certe frasi e figure allegoriche ma speravo in un libro migliore. Inoltre facevo spesso fatica a capire chi stesse parlando tra madre e figlia…
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