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Grazie, Jeeves

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«L’umorismo si basa sull’imprevisto, e man mano che la conoscenza avanza la nostra capacità pregressa di sorprendere il prossimo è destinata a svanire. Sono pochi, pochissimi, gli umoristi che sopravvivono al tempo, e che fanno ridere a decenni dalla loro morte: e fra questi il posto d’onore, mi dispiace per gli altri ma nemmeno troppo, va di diritto all’autore del romanzo che avete fra le mani», sottolinea Marco Malvaldi nella Nota che apre il volume. E a ragione. L’umorismo di Wodehouse, infatti, è un flusso continuo, rigo dopo rigo, non è fatto di battute e di trovate, ma è la messa in scena di un mondo immaginario in cui ognuno, ogni evento e ogni oggetto è disposto in modo tale da far ridere. Dei due protagonisti assoluti, il narratore Bertram «Bertie» Wooster è il comico, colui che agendo da par suo mette le cose in quel modo ridicolo; Jeeves, invece, è colui che ride, è complice del lettore, benché appaia impassibile, perché i suoi interventi, riparatori di quella che sarebbe ogni volta una rovina collettiva, sono come un commento, di benevolo e segretamente divertito distacco – a cominciare dal suo linguaggio tanto preciso, colto e raffigurativo quanto è approssimativo, immaginoso e ammiccante quello del suo datore di lavoro Bertie. In Grazie, Jeeves tutto è messo in moto, come sempre, da un atto benintenzionato e scervellato del nobile Bertie. Un suo amico d’infanzia non trova il co raggio di dichiararsi alla sua amata e così Bertram, per aiutarlo, pensa di farlo ingelosire. Ne segue una catena di disastri, a ognuno dei quali pone rimedio il maggiordomo Jeeves, usando il semplice buonsenso intelligente, che manca completamente al ceto di dame e gentiluomini del suo padrone. Attorno a Bertie e Jeeves si muove una galassia di individui goffi e improbabili: l’amico fidanzato Chuffy, proprietario dell’enorme tenuta dove Bertie si è ritirato provvisoriamente per esercitarsi al banjolele; Pauline Stoker, la fidanzata, ferita nello strabordante orgoglio; Mr Stoker, padre di Pauline, rozzo miliardario americano; Sir Roderick Glossop, psichiatra e spasimante della zia di Chuffy; Seabury e Dwight, due bambini pestiferi e odiosi; lo zelante sergente Voules e il suo corruttibile agente Dobson; e poi l’ubriacone e manesco Brinkley, il nuovo maggiordomo assunto da Bertie dopo l’imprevedibile licenziamento di Jeeves con cui si apre il romanzo. Tra sentimenti sublimi e baruffe, eredità e compravendite, incendi, rapimenti e fughe, effrazioni e arresti, sbornie e pantomime, solo l’intervento dell’impeccabile Jeeves potrà riportare l’equilibrio nel caos. E risanare, forse, la frattura tra Bertie e il suo amato maggiordomo.

268 pages

First published January 1, 1933

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About the author

P.G. Wodehouse

1,692 books6,939 followers
Sir Pelham Grenville Wodehouse, KBE, was a comic writer who enjoyed enormous popular success during a career of more than seventy years and continues to be widely read over 40 years after his death. Despite the political and social upheavals that occurred during his life, much of which was spent in France and the United States, Wodehouse's main canvas remained that of prewar English upper-class society, reflecting his birth, education, and youthful writing career.

An acknowledged master of English prose, Wodehouse has been admired both by contemporaries such as Hilaire Belloc, Evelyn Waugh and Rudyard Kipling and by more recent writers such as Douglas Adams, Salman Rushdie and Terry Pratchett. Sean O'Casey famously called him "English literature's performing flea", a description that Wodehouse used as the title of a collection of his letters to a friend, Bill Townend.

Best known today for the Jeeves and Blandings Castle novels and short stories, Wodehouse was also a talented playwright and lyricist who was part author and writer of fifteen plays and of 250 lyrics for some thirty musical comedies. He worked with Cole Porter on the musical Anything Goes (1934) and frequently collaborated with Jerome Kern and Guy Bolton. He wrote the lyrics for the hit song Bill in Kern's Show Boat (1927), wrote the lyrics for the Gershwin/Romberg musical Rosalie (1928), and collaborated with Rudolf Friml on a musical version of The Three Musketeers (1928).

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Profile Image for Giovanni84.
299 reviews74 followers
August 10, 2025
E' il secondo romanzo della serie di Jeeves che leggo, ma mi è già chiaro che Wodehouse è una garanzia.
Questo libro, pur essendo forse meno esilarante di Alla buon'ora, Jeeves! (l'altro libro di Wodehouse che ho letto), è comunque molto divertente ed è difficile staccarsi dalla lettura.

Qui poi la coppia Wooster e Jeeves è particolarmente tenera, e credo che chiunque vorrebbe averli come amici, è un peccato che esistano solo nella finzione romanzesca
284 reviews
March 12, 2025
Divertente commedia dagli equivoci inglese, ricca di trovate e colpi di scena con un erudito maggiordomo e dei padroni molto più ignoranti che creano situazioni ingarbugliate che vengono risolte dal furbo maggiordomo
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