Pescato “a naso” da uno scaffale della biblioteca, per poi scoprire che l’autrice, la svedese Selma Lagerlöf, Premio Nobel 1909, è stata definita da Marguerite Yourcenar "la più grande scrittrice dell’Ottocento".
Nonostante la bellezza materiale dei volumi dell’Iperborea, devo ammettere che, dopo qualche lettura, resto titubante sui miei gusti in merito alle loro scelte editoriali. E questo libro di Selma Lagerlöf non fa eccezione, nel senso che mi ha detto ben poco e probabilmente non era il titolo più adatto per iniziare la conoscenza di questa autrice svedese. Ma va beh, quando si va “a naso” in biblioteca, qualche volta si azzecca e qualche volta no, fa parte del gioco.
“Uomini e troll” è una breve raccolta di storie ispirate dalle leggende e fiabe svedesi e aventi per protagonisti personaggi dei più disparati, troll appunto, briganti, cavalieri, uomini comuni, alle prese con spiriti, fatti inspiegabili, antiche leggende, forze misteriose.
Detta così la raccolta dovrebbe sembrare un gioiellino. Invece no. L’unica storia che mi ha affascinato è stata la prima che, in tutta la sua semplicità, racchiude in sé temi universali quali l’uguaglianza e l’altruismo, altre, già dimenticate, mi hanno detto poco, di altre ancora (tra cui un paio fra quelle centrali, brevissime) non ho capito il senso e la presenza.
Certo l’autrice scrive in maniera chiara e lineare, sarebbe interessante leggere un suo romanzo. Questa raccolta, per i miei gusti, non raggiunge la sufficienza.