L'idea di questo breve romanzo mi è piaciuta molto: quattro sconosciuti che si trovano a dividere lo scompartimento di un treno e si scambiano le loro storie. Casualmente - come se non bastasse l'ambientazione ferroviaria - ciascuna di esse è legata a treni e stazioni: il treno sul quadro considerato del XVII secolo che fa rivalutare Andrew come critico d'arte agli occhi dei colleghi; la vita del padre di Kay, capostazione della stazione isolata di Hope Springs, in Australia; Hugh che scende alla stazione sbagliata dove incontra Jenny, la donna con cui stringe una relazione; David che, vedendo due fratelli che si abbracciano davanti al treno, ripensa al suo rappoto con Bruce.
Però... però. Troppe confidenze; troppi fatti privati messi in piazza con sconosciuti che in realtà non si sa chi siano (e magari potrebbero conoscere l'amico dell'amico del tizio e del caio; sono coincidenze che capitano). Non so, questo non mi ha convinto: è vero che in certe circostanze si è più loquaci del normale, ma è difficile che si racconti la propria vita in modo così completo, per quanto lungo sia il viaggio.
E poi, si scende dal treno e non si saprà più nulla dei compagni di viaggio. Se ci sarà un lieto fine alla loro storia, se il dubbio che avevano verrà confermato o smentito. Eppure, durante quelle ore di viaggio, abbiamo condiviso una parte della nostra vita con i nostri compagni di treno.
Non fosse stato per quel viaggio in treno, questi quattro individui non si sarebbero mai conosciuti. A volte succede, coi viaggi, che ci si ricordi delle persone ancora più che dei luoghi. In questo senso, i lunghi viaggi possono essere paragonati al servizio militare, agli anni passati in collegio o perfino all’esperienza condivisa di una catastrofe naturale. E così accade che entriamo in contatto con persone che non avremmo mai incontrato altrimenti, non fosse stato per quell’attimo in cui abbiamo condiviso un momento di pericolo o d’infelicità.
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Un treno può nascondere un altro treno, ma può anche nascondere ciò che avviene al suo interno: gli incontri, le rivelazioni, gli scambi di occhiate, le decisioni che prendiamo e le cose che impariamo nel corso del viaggio. I treni sono oggetti comuni, quasi banali, ma possono rivelarsi attori e vettori di ciò che di più vasto e insondabile esiste al mondo: il nostro bisogno di dare e ricevere amore nella quotidiana e universale battaglia contro la solitudine.