In Italia si possono ancora raccontare storie avvincenti, dalla trama coinvolgente e in grado di avere tutte le carte in regole per poter essere esportabili anche all’estero? La risposta, come crediamo siamo stati in grado di dimostrare ampiamente con il nostro lavoro di ricerca, analisi e critica, non può che approdare verso lidi positivi. Le realtà del nostro paese sono assai stimolanti e meritano la vostra attenzione. Riteniamo vitale riportare all��interno del nostro giardino l’attenzione dei lettori; investire in quegli autori debuttanti, dare lustro e merito agli autori più navigati in grado di poter mandare avanti prima ancora del mercato l’idea stessa dell’Arte pura, incorrotta, libera, la quale è ovviamente sorgente d’originalità.
Erroneamente si ritiene quest’ultima ad esclusivo appannaggio della trama. Ma l’originalità sta nella qualità della scrittura, nella morale esplicita o implicita, nel mondo primario e secondario dell’autore. È questo il caso di Callis Rose, di Mark Tufo e edito dalla Saga Edizioni. Parlare di quest’opera non è semplice, a discapito d’una trama probabilmente già sentita sì nelle grandi linee ma non nei dettagli. Perché sono i dettagli a fare la differenza, qui.
In molti avranno pensato a Carrie, di Stephen King. L’influenza è evidente, anche se non sta a significare che l’autore abbia per forza pescato a piene mani dall’opera di debutto del celeberrimo autore di Portland. Un filo sottile lega le due opere, ma fin dalle prime pagine ci appare chiaro come entrambe riescano a vivere di vita propria. Le differenze sono sostanziali. Innanzitutto, in Callis Rose la penna di Mark Tufo e l’occhio del lettore segue l’incalzante crescita della protagonista, vittima d’un potere terribile e del quale non ha alcun controllo. Il nostro Inconscio, il nostro Es, è un coacervo di pulsioni in maree, mascherati in simboli a noi incomprensibili, spaventosi e grotteschi. Similmente il suo potere, similmente l’incapacità di dare una forma e dunque un dominio. Ciò che possediamo, prima o poi, finisce per possederci. E ciò che s’agita nelle profondità sconosciute del nostro cuore, prima o poi, emerge abbattendo ogni barriera che abbiamo eretto per proteggerci. Questo, se vogliamo trarre una morale, può essere il messaggio insito nell’opera. Ogni persona merita amore, a discapito del suo passato, molte persone vogliono solo essere ascoltate e comprese. Il male che l’uomo vive riempie il suo stesso abisso.
La scrittura di Mark Tufo è incredibilmente matura, professionale, pulita. Tesse deliziose trame d’oscurità con una dolcezza disarmante. Leggerlo è stato per noi un vero onore, una lenta discesa in un horror di formazione in grado di parlare e di colpire più a fondo di quanto ci aspettassimo. E le nostre aspettative, vi garantiamo, erano assai alte. Callis Rose le ha ampiamente superate.
Consigliatissimo!