Il diavolo veste Thea
La prima cosa che mi ha colpito di questo libro del 1929 di Vogel è il titolo, che ci fa pensare a un romanzo dove vengano descritte le dinamiche coniugali, belle o brutte, dolci o angosciose che possano essere. Leggendo il libro però, scritto in modo divino, più che in un menage familiare ci si accorge di trovarsi nel mezzo di un incubo.
La coppia è formata da due persone alquanto diverse tra loro. La "fragile" donzella, Thea, decisa, determinata, spregiudicata, emancipata, insensibile, libertina, dura e crudele; il "fustacchione" Gordweil, docile, buono, appassionato, remissivo, credulone, debole, generoso, innamorato.
Troppo sbilanciata la coppia, troppo il divario tra i due, troppe le cose che il poveretto deve sopportare senza fiatare, troppa l'umiliazione e la degradazione, troppa la tristezza che infonde questa "vita coniugale".
L'unica chiave di lettura credibile per me è quella, già menzionata da molti, della metafora del popolo ebraico.
Vogel sembra dirci che il popolo ebraico, come il povero Gordweil, ha passato tutta la sua esistenza amando un mondo che non lo ama, cercando di integrarsi con una mentalità e una cultura diversa dalla propria, aspettandosi un riconoscimento che non è mai arrivato, non notando (o cercando di non notare) il profondo disprezzo con cui è ripagata la sua dedizione, non reagendo ai continui schiaffi fisici e morali che gli sono stati inferti.
Gordweil, che in fondo rappresenta pure lo stesso Vogel, ha una vita interiore intensa ma vive soffrendo nel dolore, senza ben capire la direzione verso cui andare.
"Dopo aver camminato... su è giù... Gordweil cominciò ad andare lungo il muro del cimitero: forse avrebbe trovato un ingresso. Ma il muro non aveva fine. Gordweil capì che non avrebbe avuto la forza di arrivare all'altro capo del muro; tornò indietro e si fermò... ad aspettare. Se qualcuno gli avesse chiesto che cosa aspettava, certo non avrebbe saputo rispondere"
Un debole, quindi. Ma:
"Il mondo appartiene agli eroi e i deboli non hanno altra scelta che affrettarsi ad andarsene! Che bisogno c'è di prolungare la loro agonia? Il mondo va avanti grazie ai forti, agli eletti."
L'epilogo non può che essere terribile.
Un libro sconvolgente, questo. Tristissimo, angosciante, stremante, svilente, scritto con una prosa superba.
P.S.: in molte descrizioni del libro ho letto cose come "perversione erotica", "rapporti basati sulla tortura non meno che sul piacere". La copertina del libro, un quadro di Schiele, mostra una donna semisvestita.
E' incredibile come al fine di vendere libri si indichino cose assolutamente fuorvianti come il sesso, che in questo libro è proprio cosa marginale.