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Spangle #1-3
Spangle
A nineteenth century circus troupe, including a beautiful aerialist, a lion tamer, a strongman, a gypsy fortuneteller, and a sideshow, tours the post Civil War South and the courts of Europe
869 pages, Hardcover
First published January 1, 1987
About the author
Gary Jennings
141 books472 followersGary Jennings led a paradoxically picaresque life. On one hand, he was a man of acknowledged intellect and erudition. His novels were international best sellers, praised around the world for their stylish prose, lively wit and adventurously bawdy spirit. They were also massive - often topping 500,000 words - and widely acclaimed for the years of research he put into each one, both in libraries and in the field.
Jennings served in the Korean War, where he was awarded the Bronze Star Medal- a decoration rarely given to soldier-reporters- and a personal citation by South Korean President Syngman Rhee for his efforts on behalf of war orphans.
Where the erudition came from, however, was something of a mystery.
http://us.macmillan.com/author/garyje...
Jennings served in the Korean War, where he was awarded the Bronze Star Medal- a decoration rarely given to soldier-reporters- and a personal citation by South Korean President Syngman Rhee for his efforts on behalf of war orphans.
Where the erudition came from, however, was something of a mystery.
http://us.macmillan.com/author/garyje...
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Community Reviews
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
August 16, 2015
Bellissimo libro, che conferma la stima che nutro nei confronti di Jennings, davvero un abile narratore!
Ho apprezzato particolarmente il personaggio di Florian, il pater familias di questo gruppo circense che gira l'Europa partendo dalla lontana America. Personaggio scoppiettante, grande affabulatore, ricco di risorse, capace anche di imbrogli, ma molto umano e sempre disposto a venire incontro alle esigenze di ogni singolo componente del suo circo, perchè "bisogna risolvere i problemi man mano che si presentano".
Non voglio discutere della validità storica di ciò che è narrato, penso che il romanzo abbia un maggior valore da un punto di vista strettamente "umano". I personaggi sono tutti ben caratterizzati, ognuno con le sue ambizioni, i suoi problemi e le sue risorse. Davvero un mondo estremamente variegato quello che ci viene presentato e non ci viene nemmeno risparmiata la crudezza di certi episodi, il che, a mio parere, contribuisce a rendere tutto più realistico.
L'unica nota negativa riguarda la lunghezza. Forse se alcune parti fossero state sfrondate la lettura ne avrebbe giovato. In ogni caso resta un romanzo piacevolissimo.
Ho apprezzato particolarmente il personaggio di Florian, il pater familias di questo gruppo circense che gira l'Europa partendo dalla lontana America. Personaggio scoppiettante, grande affabulatore, ricco di risorse, capace anche di imbrogli, ma molto umano e sempre disposto a venire incontro alle esigenze di ogni singolo componente del suo circo, perchè "bisogna risolvere i problemi man mano che si presentano".
Non voglio discutere della validità storica di ciò che è narrato, penso che il romanzo abbia un maggior valore da un punto di vista strettamente "umano". I personaggi sono tutti ben caratterizzati, ognuno con le sue ambizioni, i suoi problemi e le sue risorse. Davvero un mondo estremamente variegato quello che ci viene presentato e non ci viene nemmeno risparmiata la crudezza di certi episodi, il che, a mio parere, contribuisce a rendere tutto più realistico.
L'unica nota negativa riguarda la lunghezza. Forse se alcune parti fossero state sfrondate la lettura ne avrebbe giovato. In ogni caso resta un romanzo piacevolissimo.
April 25, 2020
Ho un debole per le storie ambientate al circo, non so perché, eppure le trovo irresistibili.
E pensare che nel mondo reale i circhi mi mettono tristezza, ma da quelli della carta stampata mi lascio incantare come una bambina davanti a qualcosa di magico, luccicante e mai visto prima.
E nel Fiorente Florilegio di Florian c'è tanta arte, sapientemente dosata per ammaliare il pubblico pagante, c'è tanta forza - fisica e psicologica- e c'è tanta vita, ci sono tanti tipi di umanità, diversi per età, religione, lingua, razza, sesso, capacità.
E c'è lui, Florian, il cui vero nome nessuno conosce, che ha avuto almeno quattro mogli, una parlantina eccezionale e che dirige, ascolta, consiglia e che tiene unita la compagnia. Lui la cui massima è "affrontiamo i problemi man mano che si presentano".
Nei sei anni in cui si svolge la storia sotto il tendone passano tantissimi personaggi : acrobati, domatori, cuoche, sarte, nani, truffatori, ingegneri, ballerini, criminali e persino una nobildonna russa.
Qualcuno rimane, qualcun altro resta, molti perdono la vita.
Ma la compagnia accetta tutto quel che accade con quella saggezza di chi sa che è il rischio del mestiere e che, comunque, lo spettacolo deve andare sempre avanti.
Questo libro racconta le avventure del Florilegio, del suo partite con quattro o cinque elementi dagli Stati Uniti fino al suo arrivo a Parigi (passando per l'Italia, l'Austria, l'Ungheria, la Russia e la Francia) con una vero e proprio e gruppo di artisti, preceduti più che dall'avant-courrier, dalla loro fama.
Racconta le loro storie, i loro dolori e amori, i colpi di fortuna (e diciamocelo, Florian è sempre molto, molto fortunato,ma la bravura di Jennings è tale che, pur essendo Florian al limite dello sfacciato, è comunque credibile) e dei tanti imprevisti.
Ogni fatto, ogni spettacolo serve per conoscere meglio quel mondo e le sue regole.
Sembra un mondo parallelo, a parte. E forse è per questo che riesce a passare quasi del tutto indenne tra la guerra civile americana, prima, e tra quella franco-prussiana poi. E a ripartire, anche quando Florian vede le redini a Zachary Edge ( Bellissimo il rapporto tra Edge e Florian: quanti bellissimi dialoghi, quanto confronto tra loro, quanti spunti di riflessione per noi lettori!)...perché "the show must go on", come dice la celebre canzone dei Queen.
E allora via, verso nuove avventure, verso nuovi orizzonti,pronti a piantate i paletti!
Ho adorato viaggiare con questo gruppo di persone. Questa bizzarra famiglia sgangherata, ma divertente.
Ci sono personaggi che ho amato moltissimo come Autumn Auburn la funambola, compagna di Edge da Livorno in più fino all'Austria.
E Edith Coverley (in arte Clover Lee) che sognava di sposare un ricco nobile europeo.
Maggie Harp, la zingara veggente.
Ma Florian resta il mio preferito!
E ci sono personaggi che mi hanno disgustato ( il Terribile Turco:sono stata felice quando, finalmente è uscito di scena; Pepper e Pablo, e così via) o che ho trovato poco incisivi (Abdul su tutti).
4,5 stelle.
Non 5 perché, forse, è troppo lungo. Un alleggerimento lo renderebbe ancora più godibile.
E perché ad un certo punto diventa prevedibile e non si fa in tempo ad affezionarsi ad un personaggio che, puf!, se ne va o muore. Un po' come ne "il trono di spade". Sono stata tentata di tenere il conto dei morti, feriti e non pervenuti!.
Una delle cose che ho preferito è il concetto che, nella grande famiglia circense, ognuno per quanto diversio, strano, brutto o indefinibile, può essere un artista, può emergere perché ha delle doti. Florian nella sua lunga carriera e per diretta esperienza lo sa. Ognuno è unico e porta le sue qualità.
Un altro punto di forza del romanzo è dato dalle descrizioni accurate delle città dove il circo si esibisce (provate a googlare qualche hotel, caffè, luogo, e vedrete che per la maggio parte sono esistiti.). Se amate i romanzi storici - occhio però che qui la storia viene accarezzata dal tendone e poco di più se si eccettua l'ultima parte dove addirittura il circo funge da spia per lo Zar- fa per voi.
Alla fine, poi, credo d'aver trovato la risposta al perché io amo i circhi ed è stato proprio Florian a darmela:
"il circo è proprio questo, Obie, un ampliamento dei limiti del possibile, una sfida alle strettoie della banalità, la realizzazione che l'impossibile può essere possibile" .
Munitevi di pazienza, di voglia di mettervi alla prova e preparatevi a scostare la tenda per assistere ad uno spettacolo sensazionale. A cui, se vorrete, potrete prendere parte. Piccola come chi stacca i biglietti, o grande come quella della cavallerizza o del domatore di bestie feroci.
In ogni caso sarà il vostro ruolo e sarà necessario.
Come nella vita.
Alla prossima!
E pensare che nel mondo reale i circhi mi mettono tristezza, ma da quelli della carta stampata mi lascio incantare come una bambina davanti a qualcosa di magico, luccicante e mai visto prima.
E nel Fiorente Florilegio di Florian c'è tanta arte, sapientemente dosata per ammaliare il pubblico pagante, c'è tanta forza - fisica e psicologica- e c'è tanta vita, ci sono tanti tipi di umanità, diversi per età, religione, lingua, razza, sesso, capacità.
E c'è lui, Florian, il cui vero nome nessuno conosce, che ha avuto almeno quattro mogli, una parlantina eccezionale e che dirige, ascolta, consiglia e che tiene unita la compagnia. Lui la cui massima è "affrontiamo i problemi man mano che si presentano".
Nei sei anni in cui si svolge la storia sotto il tendone passano tantissimi personaggi : acrobati, domatori, cuoche, sarte, nani, truffatori, ingegneri, ballerini, criminali e persino una nobildonna russa.
Qualcuno rimane, qualcun altro resta, molti perdono la vita.
Ma la compagnia accetta tutto quel che accade con quella saggezza di chi sa che è il rischio del mestiere e che, comunque, lo spettacolo deve andare sempre avanti.
Questo libro racconta le avventure del Florilegio, del suo partite con quattro o cinque elementi dagli Stati Uniti fino al suo arrivo a Parigi (passando per l'Italia, l'Austria, l'Ungheria, la Russia e la Francia) con una vero e proprio e gruppo di artisti, preceduti più che dall'avant-courrier, dalla loro fama.
Racconta le loro storie, i loro dolori e amori, i colpi di fortuna (e diciamocelo, Florian è sempre molto, molto fortunato,ma la bravura di Jennings è tale che, pur essendo Florian al limite dello sfacciato, è comunque credibile) e dei tanti imprevisti.
Ogni fatto, ogni spettacolo serve per conoscere meglio quel mondo e le sue regole.
Sembra un mondo parallelo, a parte. E forse è per questo che riesce a passare quasi del tutto indenne tra la guerra civile americana, prima, e tra quella franco-prussiana poi. E a ripartire, anche quando Florian vede le redini a Zachary Edge ( Bellissimo il rapporto tra Edge e Florian: quanti bellissimi dialoghi, quanto confronto tra loro, quanti spunti di riflessione per noi lettori!)...perché "the show must go on", come dice la celebre canzone dei Queen.
E allora via, verso nuove avventure, verso nuovi orizzonti,pronti a piantate i paletti!
Ho adorato viaggiare con questo gruppo di persone. Questa bizzarra famiglia sgangherata, ma divertente.
Ci sono personaggi che ho amato moltissimo come Autumn Auburn la funambola, compagna di Edge da Livorno in più fino all'Austria.
E Edith Coverley (in arte Clover Lee) che sognava di sposare un ricco nobile europeo.
Maggie Harp, la zingara veggente.
Ma Florian resta il mio preferito!
E ci sono personaggi che mi hanno disgustato ( il Terribile Turco:sono stata felice quando, finalmente è uscito di scena; Pepper e Pablo, e così via) o che ho trovato poco incisivi (Abdul su tutti).
4,5 stelle.
Non 5 perché, forse, è troppo lungo. Un alleggerimento lo renderebbe ancora più godibile.
E perché ad un certo punto diventa prevedibile e non si fa in tempo ad affezionarsi ad un personaggio che, puf!, se ne va o muore. Un po' come ne "il trono di spade". Sono stata tentata di tenere il conto dei morti, feriti e non pervenuti!.
Una delle cose che ho preferito è il concetto che, nella grande famiglia circense, ognuno per quanto diversio, strano, brutto o indefinibile, può essere un artista, può emergere perché ha delle doti. Florian nella sua lunga carriera e per diretta esperienza lo sa. Ognuno è unico e porta le sue qualità.
Un altro punto di forza del romanzo è dato dalle descrizioni accurate delle città dove il circo si esibisce (provate a googlare qualche hotel, caffè, luogo, e vedrete che per la maggio parte sono esistiti.). Se amate i romanzi storici - occhio però che qui la storia viene accarezzata dal tendone e poco di più se si eccettua l'ultima parte dove addirittura il circo funge da spia per lo Zar- fa per voi.
Alla fine, poi, credo d'aver trovato la risposta al perché io amo i circhi ed è stato proprio Florian a darmela:
"il circo è proprio questo, Obie, un ampliamento dei limiti del possibile, una sfida alle strettoie della banalità, la realizzazione che l'impossibile può essere possibile" .
Munitevi di pazienza, di voglia di mettervi alla prova e preparatevi a scostare la tenda per assistere ad uno spettacolo sensazionale. A cui, se vorrete, potrete prendere parte. Piccola come chi stacca i biglietti, o grande come quella della cavallerizza o del domatore di bestie feroci.
In ogni caso sarà il vostro ruolo e sarà necessario.
Come nella vita.
Alla prossima!
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