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Contempt

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Contempt is a brilliant and unsettling work by one of the revolutionary masters of modern European literature. All the qualities for which Alberto Moravia is justly famous ~~ his cool clarity of expression, his exacting attention to psychological complexity and social pretension, his still-striking openness about sex—are evident in this story of a failing marriage. Contempt (which was to inspire Jean-Luc Godard’s no-less-celebrated film) is an unflinching examination of desperation and self-deception in the emotional vacuum of modern consumer society.

251 pages, Paperback

First published January 1, 1954

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About the author

Alberto Moravia

527 books1,283 followers
Alberto Moravia, born Alberto Pincherle, was one of the leading Italian novelists of the twentieth century whose novels explore matters of modern sexuality, social alienation, and existentialism. He was also a journalist, playwright, essayist and film critic.
Moravia was an atheist, his writing was marked by its factual, cold, precise style, often depicting the malaise of the bourgeoisie, underpinned by high social and cultural awareness. Moravia believed that writers must, if they were to represent reality, assume a moral position, a clearly conceived political, social, and philosophical attitude, but also that, ultimately, "A writer survives in spite of his beliefs".

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5 stars
1,972 (31%)
4 stars
2,546 (40%)
3 stars
1,381 (21%)
2 stars
320 (5%)
1 star
87 (1%)
Displaying 1 - 30 of 46 reviews
Profile Image for Emilio Berra.
331 reviews317 followers
January 29, 2020
Capri ancora Capri
Questo romanzo del '54, se non è il più bel libro di Moravia, sicuramente è quello di maggior leggibilità.
Viene rappresentata la crisi del rapporto fra uno sceneggiatore cinematografico (per ripiego economico) e l'amatissima moglie.
Sullo sfondo un film riguardante l'Odissea, l'ambiguo mondo del cinema e Capri, ammaliante in tutta la sua bellezza.

Lo scrittore, osservatore sempre attento del connubio tra fattori socio-economici e meccanismi psicologici, entra nei meandri dei sentimenti della giovane coppia e ne analizza, con precisione quasi chirurgica, le dinamiche palesi e recondite, catturando il lettore fin dalle prime pagine e tenendolo ancorato per l'intera narrazione.

S'inizia dai tempi del primo innamoramento, quando "...non ci giudicavamo: ci amavamo" , con la constatazione che "la felicità è tanto più grande quanto meno la si avverte". Ma la passione non si è trasformata in amore duraturo : l'analisi delle cause è impietosa ; le conseguenze formano un dramma che trova rispecchiamento nella tesi fel regista, col quale il nostro protagonista dovrebbe collaborarae, secondo cui "Ulisse non voleva tornarsene a casa, non voleva riunirsi a Penelope" , anzi era partito proprio per allontanarsi da lei che non lo amava più. Pertanto "Il suo spirito di avventura (...) in realtà non è che un desiderio inconscio di rallentare il viaggio" .

Moravia conosceva bene il mondo del cinema, nel ricorrente conflitto fra arte e pressioni economiche di spettacolarità convenzionale, un tema che viene mirabilmente integrato nell'apporto delle sue esperienze letterarie precedenti.
La scrittura, rigorosa e analitica, ben si adatta all'indagine intrapresa.
Profile Image for Dagio_maya .
1,173 reviews375 followers
June 15, 2022
” Mi domandai ad un tratto:
“Perché mi sento tanto infelice?”



C’erano una volta gli anni cinquanta del Novecento.
Anni in cui ci si impegna fortemente a cancellare il passato recente.
Un colpo di spugna ed ecco che spariscono dalla memoria i lunghi anni di guerra (mondiale e civile) di soprusi e di violenze.

C’era una volta il boom economico dove l’onomatopea, questa volta, si riferisce all’esplosiva crescita delle ambizioni italiana.
Possedere è la parola d’ordine perché è imperativo dimostrare che si è agiati.
Sono i tempi dell’utilitaria, gli elettrodomestici americani e, soprattutto, della casa di proprietà.

C’era una volta l’Amore; quella parola che, oltrepassando le frontiere e resistendo nel tempo, può essere tanto fonte di gioia quanto di profondo dolore.

Lui è un cognome (il Molteni) che nella bocca di Lei diventa un nome (Riccardo) pronunciato senza amore.
Questo è il punto, Lei, Emilia non lo ama più e non fa niente per nasconderlo, anzi costretta ad ammetterlo confessa qualcosa di più:

“Io ti disprezzo... ecco quello che provo per te, ed ecco il motivo per cui non ti amo più... Ti disprezzo e mi fai schifo ogni volta che mi tocchi... Eccola la verità... ti disprezzo e mi fai schifo.”


Eppure lui sente di aver fatto di tutto a cominciare dall’abbandono del suo sogno poco remunerativo di scrivere per il teatro.
Accetta di sceneggiare per il cinema, ambiente infido che, tuttavia, gli permette di acquistare una casa.
Lui crede che Emilia desideri questo: una casa da mettere in ordine, con una bella cucina da far splendere e che le permetta di preparare gustosi pranzetti.

Riccardo vive così un periodo di “oscuramento o, se si preferisce, da quel silenzio della mente che in simili circostanze sospende ogni giudizio e si rimette al solo amore per ogni valutazione della persona amata.”.

Talvolta crediamo di conoscere una persona mentre in realtà scopriamo di aver creato un simulacro.
Così’ anche la convinzione di aver sacrificato le proprie ambizioni per amore risulta essere un inganno come ingannevole è il mondo del cinema.
Lui sceneggiatore, ossia, lo scrittore che rimane nell’ombra dello sfavillio del grande schermo.
Il germe di ciò che oggi è una cosa di fatto la cultura americana imperante che domina in tutto e genera l’dea che sia solo il Kolossal ad essere degno d’investimenti:

“Siamo tutti d’accordo che nel cinema bisogna trovare qualche cosa di nuovo... ormai il dopoguerra è finito e si sente il bisogno di una formula nuova... il neorealismo, tanto per fare un esempio, ha stancato un po’ tutti... ora, analizzando i motivi per cui il cinema neorealistico ci ha stancati, potremo forse arrivare a capire quale potrebbe essere la formula nuova.”


Romanzo, insomma, che ha diverse chiavi di lettura.
L’ambientazione che dalla capitale si sposta all’isola di Capri; la dimensione psicologica delle relazioni di coppia, l’ambiente cinematografico ma anche la rilettura di un mito dove Ulisse e Penelope si allontanano dal poema sull’eroismo e la fedeltà per diventare emblema di un profondo disprezzo.

” Un brutto sogno in cui io mi chiamavo realmente Riccardo e avevo una moglie che si chiamava Emilia, e io l’amavo e lei non mi amava, anzi, mi disprezzava.”

Profile Image for Marcello S.
663 reviews294 followers
September 29, 2020
Vorrei descrivere la qualità intima di questo silenzio perché fu quella sera che esso si stabilì per la prima volta tra noi, per non abbandonarci mai più. Dunque era un silenzio insopportabile perché perfettamente negativo, fatto della soppressione di tutte le cose che avrei voluto dire e che mi sentivo incapace di dire.

Potrei ovviamente sbagliarmi, ma mi sono fatto l’idea che, in proporzione alla fama, Moravia sia oggi uno tra gli autori meno letti. Forse è un po’ fuori moda.
Il Disprezzo è un libro che mette a fuoco questioni ampie: identità, relazioni, malessere. Che esplora la sensibilità umana ed evoca la fragilità e l’inquietudine a cui può portare l’amore. Inquadra il dramma interiore dell’uomo moderno, fatto di ostilità e impotenza.
Fa pensare a Houellebecq. Godard ci ha fatto un film.
Notevole. [77/100]
Profile Image for Myricae ♡.
127 reviews26 followers
February 6, 2020
L’Odissea di un uomo moderno che tenta di capire le ragioni della propria sconfitta coniugale, le contraddizioni dell’amore e infine del DISPREZZO;
un disprezzo che alla fine non si dimostra essere altro che il frutto di un’immagine distorta di quello che un “vero uomo” dovrebbe essere
Profile Image for Jeroen Vandenbossche.
172 reviews52 followers
April 30, 2026
Avendo letto Gli Indifferenti sapevo che Moravia poteva scrivere grandi romanzi con pochi mezzi. Eppure, Il Disprezzo ha superato le mie aspettative. Ambientato sullo sfondo del miracolo economico, questo romanzo classico del 1954 racconta la rottura del rapporto d’amore tra Riccardo Molteni, un giovane aspirante drammaturgo che scrive sceneggiature cinematografiche per vivere, e sua moglie Emilia, una dattilografa “incolta e semplice” con cui si è sposato appena due anni prima.

Come Gli Indifferenti, Il Disprezzo è un romanzo ridotto al minimo indispensabile. Oltre a Riccardo ed Emilia, ci sono solo pochi altri personaggi: Battista, un produttore cinematografico commerciale che assume Riccardo come sceneggiatore, e Rheingold, un regista tedesco con cui deve fare un film, basata sull'Odissea di Omero. Anche l’ambientazione è ridotta al minimo: la prima parte si svolge nel modesto appartamento romano che Riccardo ha acquistato a credito e la seconda parte è ambientata a Capri, nella lussuosa villa di Battista. Lo stile è semplice e diretto; sia lessicalmente che sintatticamente Moravia evita tutti i fronzoli inutili.

Per quanto riguarda la struttura narrativa, ricorda quella di un giallo, con il narratore-protagonista Riccardo nel doppio ruolo di vittima disperata che sopporta impotente il disprezzo della moglie e di detective determinato che cerca metodicamente di scoprire da quando e, soprattutto, perché Emilia non lo ama più. L'intrigo è fatto di brevi capitoli che confluiscono l'uno nell'altro e, soprattutto nella prima parte, Moravia mantiene una tensione serrata.

Sebbene l'azione si sposti da Roma a Capri a metà del libro, l'intero romanzo sembra addirittura un mistero “a porte chiuse” grazie alla focalizzazione interna che blocca il lettore nella mente del narratore-protagonista dalla prima all’ultima riga. Ciò rende l'esperienza di lettura un po' claustrofobica, in netto contrasto con le ampie vedute del mare nel Golfo di Napoli. La stessa tecnica assicura inoltre che il lettore può difficilmente fare a meno di provare simpatia per Riccardo, anche se si rivela un macho un po' patetico e il suo comportamento nei confronti della moglie è spesso inappropriato.

È proprio a causa di questa ambivalenza nei confronti del personaggio principale che spesso mi sono sentito a disagio durante la lettura, ma credo che sia proprio questa l’intenzione. In ogni caso, è una testimonianza della maestria di Moravia che riesca a far simpatizzare il lettore con un personaggio tutt'altro che simpatico. Solo per questo Il Disprezzo merita tre stelle. Ne aggiungo un quarto perché il libro mi ha fatto conoscere quel bellissimo sonetto di Petrarca che si apre con il verso “Tranquillo porto avea mostrato Amore”.

Buona lettura!
Profile Image for Alessandra.
41 reviews8 followers
February 21, 2022
Un libro che si fa leggere per la sua scrittura piacevole, ci sono spunti molto interessanti ma forse mi aspettavo qualcosa in più. Ultimi capitoli molto belli.
Profile Image for Ruby La Belva.
772 reviews168 followers
October 30, 2017
Sebbene abbia apprezzato tantissimo sia "Gli Indifferenti" sia "la noia" questo libro è diventato il mio preferito in assoluto . la storia è molto semplice , pochi personaggi , molta introspezione e una tematica che non avevo mai incontrato in un libro ovvero quello del cinema , di come funziona il cinema , dei retroscena ecc.. e mi sono piaciuti anche i riferimenti a L'Odissea di Omero .
Un finale che ..oh mio Dio ..non mi sarei mai aspettato , avevo il sentore che il finale non era : " e vissero felici e contenti" ma qui si è voluto dare uno scossone molto forte ; ok ho anche versato qualche lacrima.
Cosa dirvi ? Leggete assolutamente Moravia . E' un autore che sa indagare perfettamente l'animo umano e i suoi temi sono veramente molto attuali.
102 reviews
December 31, 2025
Una prosa asciutta e pulita senza fronzoli per raccontare la storia di un amore che si rovina. Parliamo di Riccardo ed Emilia. Lui sogna di scrivere opere teatrali ma il bisogno lo riduce a sceneggiatore, è un ruolo che non gli piace che gli consente di rendere felice Emilia nel modo in cui lui crede che lei possa esserlo. Da una stanza ammobiliata si trasferiscono in un appartamento, Riccardo acquista un'automobile e con essi crescono i debiti naturalmente. Un lavoro con Battista va bene e segue una ulteriore proposta: sceneggiatura dell'Odissea a Capri.
Nel frattempo però Riccardo si rende conto che forse qualcosa nel rapporto con Emilia è cambiato,che proprio Emilia era cambiata nei suoi confronti. Riccardo non ne capisce il perché che di rivela chiaramente sin dalle prime pagine del romanzo. Il lettore è guidato dalle parole incerte e errabonde di Riccardo che piano piano si avvicina alla verità perché lui vuole conoscerla. così non solo scopre che Emilia non lo ama più ma che addirittura lo disprezza. Riccardo è un uomo distrutto, del resto faceva un lavoro che non gli piaceva per rendere felice Emilia e lei come lo ripagava? col disprezzo? cosa aveva fatto? Emilia non parlava. Non vado oltre perché è una lettura straconsigliata che offre anche una lettura diversa dell'Odissea che può essere vista, con approccio psicanalitico, come il viaggio di Ulisse dentro se stesso che cerca la forza di tornare a casa dalla sua Penelope perché in realtà parte proprio per allontanarsi da lei e da lei non vuole tornare; forse anche la fedeltà di Penelope non è più amore ma dignità..insomma un'esperienza di lettura unica e un viaggio nella mente di un uomo che potremmo essere noi.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Aurora.
33 reviews
June 25, 2025
Per tutta la durata del libro mi sono figurata i due personaggi principali confrontarsi in delle stanze completamente spoglie. Probabilmente perché si tratta di una messa a nudo delle dinamiche di coppia, nel riflesso del compromesso dell'artista e, in maniera meno preponderante, delle aspirazioni borghesi. A tratti sembrava di seguire il filo di un thriller psicologico perché in effetti c'è un piccolo enigma che aleggia e che non viene sciolto fino in fondo.
Nota a margine, all'ombra di Moravia, tutti gli altri sembrano scribacchini.
Profile Image for Alba.
3 reviews
July 31, 2026
Scrittura scorrevole e trama che riesce ad affrontare temi e problematiche di vita coniugale tutt’ora attuali. Si poteva, tuttavia, approfondire la storia passata dei due protagonisti, i primi incontri ecc… Avrei dato 4 stelle ma do una stella in meno per il finale: ridotto ad un capitolo e poco più, risulta eccessivamente sbrigativo.
Profile Image for Cristina Rubin.
46 reviews
May 10, 2026
C è una grande capacità nell'amore, non solo d'illusione, ma anche di dimenticanza .

Un analisi psicologica quasi clinica dell'amore
Profile Image for Francesca.
Author 2 books14 followers
April 28, 2022
Un protagonista detestabile, incapace di vivere e di evadere dal proprio egocentrismo. Seguire i suoi ragionamenti falsamente illuminati frustra, pur di fronte ad eventi tragicamente chiari e semplici, resi complicati solo dal carattere inconcludente e ottuso del loro narratore. La prosa dell'autore, tuttavia, è come sempre in grado di evocare immagini e scenari in maniera intensa e travolgente.
Profile Image for LIBERTY.
170 reviews5 followers
March 1, 2021
Per iniziare questo mese di marzo con un consiglio di buona lettura, vi segnalo un romanzo, letto alcuni anni fa, di Alberto Moravia, IL DISPREZZO, pubblicato nel 1954 che, con eleganza stilistica e fermezza intellettuale, rivela i lati oscuri del rapporto di coppia e del legame matrimoniale, contestualizzandolo in un elegante quadro borghese, di cui Moravia rivela tutti i limiti.
La storia racconta, attraverso l'occhio e l'analisi del protagonista, Riccardo Molteni, della vita e soprattutto del matrimonio, in agonia, dell'uomo, uno scrittore, con Emilia. Molteni, dopo un investimento piuttosto cospicuo, per esigenze economiche decide di cimentarsi con il cinema, accettando di lavorare per il produttore Battista, che gli propone di scrivere la sceneggiatura di un film tratto dall'Odissea, il cui regista è il tedesco Rheingold. Pur volendo mantenere la sua integrità professionale, nel confronto con quest'ambiente, che sembra guidato più dalle esigenze economiche e dai gusti mutevoli del pubblico che dalla coerenza, Molteni si ritrova a doversi piegare per mere questioni monetarie. Nel frattempo si deteriora il suo rapporto con Emilia, dopo due anni idilliaci. La relazione con la moglie è precipitata in un silenzio interrotto da mezze parole, da rancore e poi, pian piano, da un manifesto disprezzo che da parte di Emilia non viene mai giustificato da una motivazione concreta, ma che finisce per avvelenare un rapporto trascinandolo alla deriva.
Quando poi Riccardo viene invitato a Capri, nella villa del ricco produttore, per poter lavorare alla sua sceneggiatura, l'uomo porta con sé anche la moglie e l'interazione di Emilia con Battista, il produttore, finirà per far precipitare drammaticamente la situazione.
Romanzo possente, scritto con bravura, trascinano il lettore, insieme al protagonista, in un'analisi della nascita di un sentimento come il disprezzo che finirà per travolgere ogni cosa e allo stesso tempo riflessione amara sugli ideali, sulle aspirazione e sullo scontro con la realtà.
Da questo libro è stato tratto il film di Jean Luc Godard con Brigitte Bardot e Michel Piccoli.
Profile Image for sara.
5 reviews
August 19, 2026
disprezzo è stato per me un romanzo particolare, perché all’inizio ho fatto molta fatica a capire dove volesse andare a parare. Le prime pagine mi sono sembrate abbastanza lente: c’era la scrittura di Moravia, che amo profondamente, ma non riuscivo ancora a trovare quella tensione narrativa che mi avrebbe fatto divorare il libro. Poi, soprattutto a partire da circa metà romanzo, la storia ha iniziato a coinvolgermi sempre di più, fino ad arrivare a una seconda parte che ho letteralmente divorato.

Uno degli aspetti che più mi ha colpita è il rapporto tra Riccardo ed Emilia. Non credo che in questa relazione ci sia un vero colpevole e un vero innocente. Entrambi hanno delle responsabilità, anche se in momenti e per ragioni diverse.

All’inizio, secondo me, Riccardo sbaglia profondamente. È talmente concentrato sul proprio lavoro, sulle proprie ambizioni e sul bisogno di costruirsi una vita diversa da quella borghese da trascurare Emilia. La scena del taxi, in particolare, mi è sembrata fondamentale: Riccardo quasi mette alla prova la moglie, come se volesse vedere fino a che punto possa allontanarsi da lei senza provocare una reazione. In quel momento non la guarda più veramente come donna, come persona, ma quasi come qualcuno che può essere dato per scontato.

Il problema è che, successivamente, Riccardo cerca di rimediare. Accetta un lavoro che non ama e che lo allontana dalla vita che avrebbe voluto condurre, anche perché vuole costruire per Emilia quella casa che lei desidera. Ed è proprio qui che il rapporto diventa tragico: Riccardo crede di dimostrarle il proprio amore attraverso il sacrificio, mentre Emilia interpreta quel sacrificio come la perdita dell’uomo che amava.

Quando Riccardo le dice, in sostanza, «sto facendo tutto questo per te», e lei risponde che sarebbe stata felice anche nella loro piccola stanza, ho provato una grande frustrazione. Perché mi sono chiesta: allora che cosa voleva veramente Emilia? Se non voleva quella casa, se non voleva che lui sacrificasse il proprio lavoro per lei, che cosa si aspettava da lui?

Ed è proprio qui che il personaggio di Emilia mi ha lasciata più perplessa.

Non sono riuscita ad amarla. La sua indifferenza e soprattutto la sua incapacità di comunicare mi hanno irritata per tutto il romanzo. Vedo perfettamente che Emilia è ferita e che ha delle ragioni per provare quello che prova, ma continuo a pensare che avrebbe potuto parlare molto prima. Riccardo soffre, interpreta continuamente i suoi comportamenti e cerca disperatamente di capire perché lei lo disprezzi, mentre lei sembra quasi aspettarsi che lui capisca da solo.

Per questo non penso che Emilia abbia ragione.

Allo stesso tempo, però, non posso dire che Riccardo abbia ragione. È stato lui, inizialmente, a creare quella distanza. È lui che ha cominciato a trascurarla, è lui che ha lasciato che il lavoro e le ambizioni entrassero tra loro. E soprattutto è lui che, cercando di ottenere qualcosa da Battista, finisce per coinvolgere Emilia in una situazione che distrugge ulteriormente la loro relazione.

Quello che mi ha colpita è quindi il modo in cui due persone possono amarsi e contemporaneamente distruggere il proprio amore senza volerlo.

Riccardo, inoltre, mi ha fatto soprattutto tenerezza e pena. Non sono riuscita a odiarlo, perché sono entrata nella sua testa e ho visto quanto soffrisse. È un uomo estremamente razionale, riflessivo e fragile, e proprio questa sua fragilità mi ha fatto pensare al significato che il romanzo attribuisce alla figura dell’uomo.

Non credo che essere un uomo significhi soltanto essere forte, aggressivo o dominatore. Riccardo è un uomo anche perché pensa, prova empatia, soffre, si mette in discussione e conosce la propria debolezza. Per questo il riferimento all’Odissea mi è sembrato particolarmente interessante: Ulisse non è semplicemente l’uomo forte, ma l’uomo che pensa, che ragiona, che possiede intelligenza, astuzia e umanità.

E forse Emilia cerca proprio qualcosa che Riccardo non riesce più a darle: un uomo capace di agire, di desiderare, di imporsi, di essere presente. Ma questo non significa necessariamente che lei desideri un uomo violento. È piuttosto come se non riuscisse a riconoscere come forma di amore la sensibilità e la vulnerabilità di Riccardo.

Il personaggio che mi ha colpita maggiormente, oltre ai due protagonisti, è stato Rehingold. Ho trovato molto interessante il suo ruolo all’interno della storia e soprattutto il modo in cui il suo arrivo contribuisce a far emergere dinamiche che prima rimanevano nascoste.

La vera svolta del romanzo, per me, arriva invece quando Riccardo bacia la dattilografa. Da quel momento comincia finalmente a emergere con maggiore chiarezza la realtà del rapporto tra lui ed Emilia. Tutto quello che prima sembrava incomprensibile assume progressivamente un significato diverso.

E poi dopo drammi, sfuriate e il viaggio a Capri che li metterà un’altra volta alla prova e la vista del tradimento di Emilia, arriva il finale.

La scena dell’allucinazione mi ha distrutta, soprattutto perché per qualche istante ho voluto crederci. Razionalmente avevo già capito che probabilmente non era reale, ma speravo comunque che lo fosse. E proprio quando Riccardo sembra finalmente ottenere ciò che desiderava, Moravia ci toglie quella possibilità.

È un finale che, secondo me, dà un significato completamente diverso a tutto ciò che abbiamo letto prima.

Alla fine, ciò che rimane non è semplicemente la storia di un uomo che viene disprezzato dalla propria moglie. È la storia di un amore che si distrugge perché due persone smettono di comprendersi, e della presa di coscienza troppo tardiva di uno dei due.

Ho amato moltissimo la scrittura di Moravia. Dopo La noia, avevo paura che Il disprezzo mi desse la sensazione di essere ancora dentro lo stesso romanzo, ma alla fine mi sono accorta che, pur avendo una scrittura riconoscibile e temi che mi ricordano molto La noia, è un’opera completamente diversa.

Consiglio assolutamente la lettura di questo capolavoro!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Sara.
23 reviews1 follower
January 10, 2026
Finale totalmente inaspettato.
Profile Image for Eustachio.
708 reviews73 followers
July 5, 2020
Il disprezzo è il racconto della disfatta di un matrimonio per via di un malinteso. Riccardo, sceneggiatore di teatro prima e per il cinema poi, vede la moglie Emilia allontanarsi chiudendosi in un silenzio indecifrabile senza riuscire a capire il perché.

De Gli indifferenti, letto ormai più di dieci anni fa, mi sono rimaste impresse le atmosfere soffocanti degli ambienti chiusi, fondale perfetto per l’incomunicabilità dei protagonisti. Ne Il disprezzo la questione che tormenta Riccardo è l’appartamento agognato da Emilia, per cui è disposto a rinunciare alla sua integrità artistica, ma il disagio si trasferisce sulle spiagge di Capri, un’occasione riconciliatrice mancata che inasprisce soltanto i rapporti.

Non so perché questi drammi borghesi mi prendano così tanto, ma c’è qualcosa di irresistibile nella scrittura di Moravia. Che ha anche il pregio di rendere Emilia un personaggio a tutto tondo di cui le ragioni sono chiare pur scrivendo dal punto di vista di Riccardo. Per un altro scrittore Emilia magari si sarebbe ridotta a moglie antipatica che fa i capricci.
Dissi ad Emilia, esaltato da quella vista, che sui Faraglioni si trovava una razza di lucertole che non esisteva in nessun altro luogo del mondo: azzurre a forza di vivere tra il cielo azzurro e il mare azzurro. Ella ascoltò questa mia spiegazione con curiosità, come dimenticando per un momento la sua ostilità verso di me; e io, allora, non potei fare a meno di concepire di nuovo la speranza di una riconciliazione e nella mia mente la lucertola azzurra che descrivevo annidata tra gli anfratti delle due rupi diventò ad un tratto il simbolo di quello che avremmo potuto diventare noi stessi, se fossimo rimasti a lungo nell'isola: anche noi azzurri dentro il nostro animo dal quale la serenità del soggiorno marino avrebbe gradualmente scacciato la fuliggine dei tristi pensieri della città; azzurri e illuminato dentro di azzurro, come le lucertole, come il mare, come il cielo e come tutto ciò che è chiaro, allegro e puro.
Profile Image for Flavia.
25 reviews1 follower
June 21, 2024
«mi rendevo conto che volevo parlare, che avevo molte cose da dire, e nello stesso tempo mi rendevo conto che non era ormai più questione di parole e che non avrei più saputo trovare il tono che ci voleva.
in questa convinzione restavo zitto; ma non con la sensazione distesa e serena di chi non senta necessità di parlare, bensì con quella di chi scoppi di cose da dire e ne sia consapevole, e tuttavia urti invano contro questa consapevolezza come contro le sbarre di una prigione. Sentivo che questo silenzio tanto intollerabile era per me tuttavia la condizione più favorevole e che se l'avessi rotto, sia pure nella maniera più accorta e affettuosa, avrei provocato discorsi ancor più intollerabili, se era possibile, del silenzio stesso».

questa mattina, il disprezzo mi ha chiamata e non mi sono sottratta. di certo con credevo che ne sarei stata così rapita da concludere la lettura in un solo giorno, non mi capitava da anni credo.
avevo già letto tanto tempo fa gli indifferenti, ma ricordo poco del contenuto, ricordo però la piacevolezza della lettura e in effetti la prosa di questo autore è meravigliosa, tanto da rendere difficile staccarsi.
mi sono innamorata della scrittura e vorrei recuperare al più presto altri romanzi di moravia, per perdermi nel suo modo così autentico e poetico di raccontare i rapporti umani e i sentimenti.
sicuramente ha fatto breccia nel mio cuore perché ho affrontato la lettura in uno specifico momento della mia vita, per cui tanti passaggi del testo hanno risuonato profondamente con certi vissuti emotivi ed è stato illuminante.
la storia di una coppia, degli equivoci e le convenzioni; una storia di incomunicabilità in cui però trovano spazio cinema e poesia, una storia in cui la psicologia si intreccia alla mitologia... una lettura che mi ha regalato proprio ció di cui avevo bisogno
Profile Image for Giuseppe Del Core.
182 reviews6 followers
December 17, 2017
Riccardo Molteni è un aspirante scrittore di teatro, fresco marito di Emilia, per il cui sostentamento è costretto ad accettare l'incarico di sceneggiature cinematografiche. Chiamato al riadattamento dell'Odissea, pressato dai debiti, si accorge del disamore della moglie.
A metà tra il romanzo esistenziale e quello sociale, Il Disprezzo si caratterizza per una narrazione fin troppo analitica, talvolta addirittura didascalica, che tende alla ripetizione e sacrifica il pathos emotivo. Velatamente (mica tanto) celata nella storia è, naturalmente, la condizione medio-borghese e quella dell'intellettuale moderno, il cui genio è piegato alla logica dei consumi e la cui vita è dettata dai soliti meccanismi sociali convenzionali. La cieca ostinazione del protagonista si traduce nella consapevolezza che assume il lettore, e cioè quella di un'analisi quasi ingiustificata semplicemente perché già chiara: Emilia cessa di amare Riccardo perché figlia di un mondo diverso. L'impossibilità della comunicazione nella coppia si fa sempre più evidente, in un'escalation che porta alla definitiva rottura. A questo punto, paradossalmente, vien più naturale chiedersi il perché dell'unione piuttosto che il perché della separazione. Ma anche questa risposta vien facile: il matrimonio è una delle tappe necessarie all'interno di un percorso di auto-realizzazione, così come un immobile di proprietà, un lavoro, una vettura. Tale è la vita dell'uomo-artista, compromesso tra l'ideale e il terreno, tra l'aspirazione e il reale ottenimento.
Lo stile asettico di Moravia cede alla poesia solo nelle ultime pagine, appesantendo il dramma che invero s'era già consumato, brillando solo di rado.
577 reviews10 followers
January 13, 2024
"« Lei ha letto l’,Ulysses di James Joyce? », lo interruppi furibondo, « lei sa chi è Joyce? »

« Ho letto tutto quello che riguarda l’Odissea », rispose Rheingold in tono profondamente offeso, « ma lei... ».

« Ebbene », proseguii con rabbia, « Joyce anche lui interpretò l’Odissea alla maniera moderna... e nell’opera di modernizzazione, ossia di avvilimento, di riduzione, di profanazione andò molto piú lontano di lei, caro Rheingold... Fece di Ulisse un cornuto, un onanista, un fannullone, un velleitario, un incapace; e di Penelope un’emerita puttana... e Eolo diventò la redazione di un giornale, la discesa agli inferi il funerale di un compagno di ribotte, Circe la visita ad un bordello, e il ritorno ad Itaca il ritorno a casa, a notte alta, per le vie di Dublino, non senza una sosta per pisciare ad un cantone... ma almeno Joyce ebbe l’avvertenza di lasciare stare il Mediterraneo, il mare, il sole, il cielo, le terre inesplorate dell’antichità... Mise tutto quanto per le strade fangose di una città del nord, nelle taverne, nei bordelli, nelle camere da letto, nei cessi... Niente sole niente mare, niente cielo... tutto moderno, ossia tutto abbassato, avvilito, ridotto alla nostra miserabile statura... Lei, invece, questa discrezione di Joyce non ce l’ha... e io allora, le ripteo, tra lei e Battista, preferisco Battista con tutta la sua cartapesta... Sí, preferisco Battista... Lei ha voluto sapere perché non voglio fare questa sceneggiatura... ora lo sa. »"
Profile Image for Abc.
1,156 reviews110 followers
April 18, 2023
Per certi versi questa lettura mi ha ricordato Simenon. Ovviamente quello di Moravia non è un giallo, ma dipinge un relazione di coppia in cui sono più i non detti che le cose esplicitate e la somma di questi non detti porta alla lenta erosione del rapporto senza che i motivi vengano esplicitati, così come spesso accade nei romanzi di Simenon.
Ho apprezzato tantissimo la precisione quasi chirurgica con cui Moravia ha sviscerato tutti i dubbi di questo marito che si interroga sui sentimenti che sua moglie prova per lui.
Da tempo ha notato dei cambiamenti di atteggiamento che gli fanno sospettare che qualcosa sia cambiato nel loro rapporto e che la moglie non lo ami più. Eppure lui non riesce a capacitarsi di cosa possa aver scatenato questo cambiamento, si chiede se sono solo sue fantasie oppure no. Cerca chiarimenti dalla consorte, ma questa è sfuggente, dice e non dice e la situazione si esaspera sempre più.
Il lavoro di sceneggiatore non gli piace, ma lo fa per guadagnare più soldi e potersi permettere la casa che, a suo parere, la moglie tanto desidera. E sarà proprio il lavoro ad aprirgli gli occhi e a fargli intuire la verità.
Il finale mi ha sorpresa, ma riconosco che calzi a pennello.
Ennesima conferma che Moravia è nelle mie corde.
Profile Image for Giovanni Attanasio.
Author 13 books17 followers
Read
March 24, 2025
La cosa che più mi ha preso del testo è come siano ben intrecciati, a livello tematico, i vari elementi del romanzo. L'idea si sviluppa tutta sul perno del disprezzo, e questo cresce a livello letterario così da avviluppare personaggi, eventi, snodi di trama, etc. Il discorso dell'infedeltà, i paralleli con l'Odissea: è tutto coeso e si muove su un binario dalla destinazione chiarissima.

Come autore mi sono spesso ritrovato nei pensieri del protagonista, ma in generale nelle riflessioni del testo, su cosa sia l'arte, sul guadagnare rispetto al fare "le cose per bene", su quanto la modernità— al tempo— stesse già sconvolgendo la narrazione. E penso all'oggi, a come l'arte di scrivere sia quasi del tutto dimenticata, sostituita da una catena di montaggio che serve l'enorme industria editoriale. Produrre. E, un po' come Molteni, anche io ho detto a un certo punto vaffanculo tutto, io le cose le voglio fare a modo mio e tanti saluti.
Profile Image for Tiziano.
117 reviews
November 19, 2024
Moravia qui osserva l'amore di una coppia e la sua progressiva mancanza in modo freddo e calcolato. Ricorrono le tematiche care a questo autore: la noia, l'indifferenza sentimentale e il mutamento e raggelamento inesorabile dei rapporti tra le persone per via di sciocchezze o il semplice scorrere del tempo, dell'abitudine. Vorremmo distogliere lo sguardo, ma Moravia ci costringe a continuare a leggere fino alla fine. È un’opera che disturba e illumina al contempo, portando il lettore fino al cuore dell’ambivalenza affettiva con lucidità estrema e che non lascia vie di fuga.
Profile Image for Stefano Cucinotta.
Author 5 books52 followers
December 23, 2020
Un uomo è convinto che la moglie non lo ami più. Moravia scrive uno dei suoi capolavori in cui succede poco, pochissimo, tra esistenzialismo e dramma russo tutto interiore.

In un’Italia degli anni ’50 bruciata dal sole Moravia ricama in modo chirurgico una solitudine, anzi tante solitudini incrociate, la noia, i dubbi, l’essere uomo e marito, il sesso, l’amore che non è più.

Un libro magnifico e doloroso, estremamente lucido nel mettere in scena i sentimenti e i rapporti tra le persone che credono di conoscersi e invece no.
Profile Image for Littlebird.
28 reviews2 followers
March 21, 2021
Romanzo dal fascino avvolgente, così come i suoi protagonisti. La storia non è complessa: anzi. Il punto forte del romanzo, oltre ai personaggi, è lo sfondo filosofico e morale dell’opera. Anche il finale mi ha stupito tantissimo, non me lo aspettavo affatto.
La scena dell’allucinazione sopra alla barca è trascinante, affascinante. Talmente ben scritta da risultare reale, e riuscire ad ingannare anche il lettore.
Il primo romanzo di Moravia che leggo, ma sicuramente non l’ultimo.
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Profile Image for Mimmo Di Paolo.
8 reviews
April 16, 2023
Vivere per qualche giorno gli umori e le pene d'amore del Sig. Molteni mi ha fatto conoscere finalmente Moravia. Un autore che ho sempre temuto immaginando i suoi scritti fuori dalla mia portata. Ora posso dire che non vedo l'ora di leggere altri suoi libri. La sua scrittura ipnotica è riuscita a rapirmi. Probabilmente grazie alla sua lucidità nell'argomentare che a mio avviso non ha pari. 5 stelle e lode.
Profile Image for Andrea de Poda.
36 reviews1 follower
January 8, 2021
Aaaah, il piacere di un po' di sano esistenzialismo! Il vero protagonista è il perenne arrovellarsi del protagonista. I personaggi di contorno sono una manciata di esseri umani tagliati con l'accetta, incapaci di capirsi o di evolvere perché ingabbiati ciascuno nelle proprie aspirazioni di pre-boomers. E vien voglia di prenderli tutti a schiaffi, tutti.
Profile Image for Tiziano Brignoli.
Author 17 books11 followers
May 7, 2023
Un libro che parla dell'amore. Che si dà, che non si riceve. Di cosa si può fare per amore e dove può portare l'amare (o il non sentirsi amati). Moravia anche qui si conferma come uno dei migliori narratori del '900 sulle emozioni, i sentimenti e le relazioni degli esseri umani, attraverso una profondità narrativa, mai scontata, mai banale ma, soprattutto, mai opprimente e perfettamente godibile.
Profile Image for Sara.
67 reviews5 followers
September 28, 2025

“Fui grato in quel momento al mio corpo, piú saggio della mente, che dava senza sforzo una sua muta risposta all'angosciosa domanda: « Che fare? ». Dopo qualche momento caddi in un sonno profondo.”

“Faceva un gran caldo, fastidioso per il dolore, che ha bisogno, come la gioia, di non trovare rivalità in alcun altro sentimento.”

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