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389 pages, Paperback
First published January 1, 1967
La fine delle guerre di azione ha decretato l’inizio dell’epoca dei conflitti emotivi. E’ difficile credere che possano esistere, e le persone ottuse non sono in grado di percepire questi combattimenti invisibili. Eppure, ne sono certo, queste guerre sono iniziate, e i giovani selezionati per parteciparvi hanno già cominciato a combattere. Tu sei di sicuro uno di loro. E come accadeva nelle guerre di azione, i giovani continueranno a cadere anche su questi nuovi campi di battaglia. E’ il destino della nostra epoca, di cui tu forse sei un rappresentante. Tu sei pronto a morire su questi nuovi campi di battaglia, non è vero?



Senza il caso, gli occidentali non sarebbero in grado di spiegare i ripetuti fallimenti della volontà e le sconfitte. […] Cosa accadrebbe se negassimo in toto la casualità? Cosa succederebbe se pensassimo che il caso non interviene nel determinare una sconfitta o una vittoria? Se così fosse, ogni rifugio del libero arbitrio cesserebbe di esistere. […] Ma se il caso cessa di esistere, allora anche la volontà perde significato; la storia non sarebbe altro che ruggine sulla grande e invisibile catena della retribuzione karmica, e a essa parteciperebbe solo l’azione involontaria, simile a un’unica brillante particella, e il significato dell’esistenza umana verrebbe meno.
“[...] Nessuno dei ragazzi smidollati di oggi sarebbe riuscito in un’impresa del genere. Non a caso sei nipote di tuo nonno. Vale la pena andare in prigione per una cosa del genere, ma non credo che sarai condannato a morte!”
La donna era visibilmente compiaciuta. [...] La sua voce proveniva da un’epoca di sommosse ormai dimenticate, da un periodo in cui nessuno aveva paura di essere imprigionato o messo a morte, e in cui l’odore della morte e della prigione accompagnava l’esistenza delle persone. Le donne della sua generazione non si turbavano a lavare le stoviglie in un fiume in cui scorrevano cadaveri. Quella sì che era vita! Quel ragazzo in apparenza così fragile era riuscito in maniera impeccabile a resuscitare davanti ai suoi occhi i fantasmi di quell’epoca. Sul viso dell’anziana donna apparve per un attimo un’espressione inebriata.
All’origine di questo suo vagheggiamento si trovava la bellezza incomparabile e inaccessibile della nuca – immacolata come la neve di primavera – della principessa Kasuga, una bellezza che aveva scoperto quando aveva alzato lo sguardo dallo strascico e che gli aveva preannunciato il compimento di questo desiderio.
[...]
La neve di primavera è così sottile che può essere scambiata per uno sciame di piccoli insetti alati.
"una candela che, prima di estinguersi e rimanere solitaria nell'oscurità, mentre brilla luminosa e festosa si fonde in cera bollente, e quando la sua fiamma si spegne è felice di non doversi più consumare".
"Chi si fosse trovato in una posizione tale da poterli ammirare con imparzialità ed equità, di certo avrebbe visto la bellezza dei due ragazzi fondersi come argento vivo. Fu allora che Kiyoaki comprese che gli ostacoli, l'ira e l'ostilità non avevano nulla a che fare con la bellezza, e che la fiducia cieca che lui riponeva in un isolato individualismo non era una malattia del corpo ma un morbo che tendeva a radicarsi nello spirito".