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Alternate cover edition of ISBN 9780099282990

Tokyo, 1912. The closed world of the ancient aristocracy is being breached for the first time by outsiders - rich provincial familes, a new and powerful political and social elite. Kiyoaki has been raised among the elegant Ayakura family - members of the waning aristocracy - but he is not one of them. Coming of age, he is caught up in the tensions between old and new, and his feelings for the exquisite, spirited Satoko, observed from the sidelines by his devoted friend Honda. When Satoko is engaged to a royal prince, Kiyoaki realises the magnitude of his passion.

389 pages, Paperback

First published January 1, 1967

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About the author

Yukio Mishima

469 books9,992 followers
Yukio Mishima (三島 由紀夫) was born in Tokyo in 1925. He graduated from Tokyo Imperial University’s School of Jurisprudence in 1947. His first published book, The Forest in Full Bloom, appeared in 1944 and he established himself as a major author with Confessions of a Mask (1949). From then until his death he continued to publish novels, short stories, and plays each year. His crowning achievement, the Sea of Fertility tetralogy—which contains the novels Spring Snow (1969), Runaway Horses (1969), The Temple of Dawn (1970), and The Decay of the Angel (1971)—is considered one of the definitive works of twentieth-century Japanese fiction. In 1970, at the age of forty-five and the day after completing the last novel in the Fertility series, Mishima committed seppuku (ritual suicide)—a spectacular death that attracted worldwide attention.

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Profile Image for Emilio Berra.
330 reviews317 followers
June 11, 2018
'L'età a cui s'addice la primavera'

"Neve di primavera" è il primo volume della tetralogia chiamata 'Il mare della fertilità', ciclo che comprende le ultime opere dello scrittore giapponese Mishima.

Si tratta di un romanzo bellissimo, un capolavoro letterario di grande lievità e splendore. Tutto pare essere stato lasciato decantare e, ora, riflesso in cristallo purissimo.
Siamo nel 1910/12, ovviamente in Giappone, nel raffinato ambiente aristocratico. Protagonisti due diciottenni/ventenni (Kiyoaki e Honda) e una ragazza (Sotoko).
La realtà vissuta si carica progressivamente di tensione, ma sempre in una dimensione di contenuta malinconia, quasi se anche le emozioni più forti e le situazioni più drammatiche fossero filtrate attraverso un'atmosfera di composto equilibrio interiore.
La relazione con la natura è costantemente presente a riflettere, come in acque trasparenti, gli stati d'animo, a farci scorgere uno spiraglio sulle emozioni che altrimenti resterebbero celate ; in tanta lievità anche i moti del cuore paiono non passare inosservati : sotto la pergola di glicini, sul volto delle donne "si stagliava, al pari di un elegante riflesso di morte, l'ombra color lilla dei fiori" ; "quando poi la madre (...) aprì il ventaglio d'oro, questo, sotto i riflessi rossi delle foglie d'acero, si ammantò di scarlatto" ; "...sentì un debole rumore, simile a quello prodotto dal bocciolo di un susino nel momento in cui si schiude".
Dettagli come questi conferiscono alla narrazione un tono di leggiadria che ben si addice alla ventata di giovinezza che in ogni pagina si avverte.

Il lettore, al termine del romanzo in cui non mancano dolore e morte, si sente avvolto dall'uniforme seppur variegata atmosfera della tenue malinconia che si distende sull'opera intera.
Molte le belle immagini che qui Mishima dispensa a piene mani. Una per tutte, che si espande per un intero capitolo : la corsa senza meta in risciò, durante la quale Sotoko e Kiyoaki si scambiano i primi baci (per lui i primi in assoluto), avvolti in una bufera di neve, i cui fiocchi turbinano nell'aria e si posano sui loro corpi , quando essi, in un'esaltazione anche estetica, aprono il telo che li riparava.
Profile Image for Patryx.
464 reviews152 followers
November 25, 2020
La fine delle guerre di azione ha decretato l’inizio dell’epoca dei conflitti emotivi. E’ difficile credere che possano esistere, e le persone ottuse non sono in grado di percepire questi combattimenti invisibili. Eppure, ne sono certo, queste guerre sono iniziate, e i giovani selezionati per parteciparvi hanno già cominciato a combattere. Tu sei di sicuro uno di loro. E come accadeva nelle guerre di azione, i giovani continueranno a cadere anche su questi nuovi campi di battaglia. E’ il destino della nostra epoca, di cui tu forse sei un rappresentante. Tu sei pronto a morire su questi nuovi campi di battaglia, non è vero?

Sicuramente posso dire che mi è piaciuto anche se l'inizio non è stato dei migliori perché c'erano troppi elementi giapponesi, di quelli che rendono ostica la lettura degli autori nipponici, almeno a me (continue descrizioni della natura, sentimenti sfumati, canoni di bellezza costantemente ripetuti); gradualmente però sono stata conquistata dalla prosa dell'autore e anche dai personaggi (benché li abbia trovati tutti indisponenti e capricciosi).


Goyo Hashiguchi, 1950-52

E' un libro che, giustamente secondo me, è stato accostato alla Recherche di Proust ed è in quest'ottica che bisogna leggerlo e non come un libro di historical fiction, anche se trasmette una certa visione del Giappone influenzata dalle concrete vicende storiche che lo hanno attraversato.


"Gli orsi russi contro il sol levante", cartolina nipponica della guerra russo-giapponese

A sette anni dalla vittoria nella guerra russo-giapponese (8 febbraio 1904 - 5 settembre 1905), l’aristocrazia nipponica ha gradatamente fatto propri valori e stili di vita occidentale (quello inglese soprattutto), ritornando a quei momenti gloriosi solo nel corso di cerimonie ridotte a vuoti rituali: solo gli anziani e i giovani di origini popolare ricordano con emozione quei momenti e si identificano con gli eroi che hanno determinato il successo dell’impresa. Le famiglie aristocratiche più antiche hanno, dunque, perso la forza e la virilità che nei secoli precedenti erano l’espressione visibile di quella nobiltà e la modalità con cui si manifestava la lealtà all’imperatore; gli uomini vivono in una sorta di limbo: il loro principale obiettivo è di non lasciarsi dominare dalle passioni, ignavi sino al punto da delegare ad altri più risoluti le scelte che coinvolgono la loro stessa famiglia, disprezzando coloro che invece si rifanno agli ideali più antichi (che, secondo altri punti di vista, sono espressione dell’autentico spirito giapponese). I nuovi aristocratici, arricchitisi con il commercio e con disponibilità economiche maggiori, hanno ancora il pragmatismo e la volontà dei loro genitori (contadini e commercianti) ma aspirano, se non per sé almeno per i propri figli, a quell’aura di impassibilità e superiorità che viene ostentata da chi vive secondo canoni occidentali.

Figura 2

Gyoshu Hayami

Il Giappone si trova dunque in una fase di transizione e deve scegliere la strada da seguire: lo sa bene Yukio Mishima, autore della tetralogia Il mare della fertilità, che, proprio per protesta contro la direzione intrapresa negli anni successivi alla seconda guerra mondiale (certo non solo per colpa del Giappone se pensiamo a Nagasaki e Hiroshima), si darà la morte nel 1970 dopo aver occupato il Ministero della difesa.
Neve di primavera è senza dubbio una storia d’amore ma i suoi protagonisti (tutti, non solo Kiyoaki Matsugae, l’eroe al centro della vicenda) incarnano ciascuno una o più delle istanze che secondo l’autore si intrecciano nella complessa realtà culturale nipponica.
Io ho trovato molto interessanti (anche se non sono certa di averle ben comprese) le riflessioni che mettono a confronto la tradizione occidentale e quella buddhista nella concezione della storia e del diritto: da un lato si fronteggia la dicotomia tra caso e volontà, dall’altro tutto viene ricondotto alla retribuzione karmica. Alla base c’è una diversità totale nella concezione dell’uomo e del suo ruolo all’interno della storia e della società.
Senza il caso, gli occidentali non sarebbero in grado di spiegare i ripetuti fallimenti della volontà e le sconfitte. […] Cosa accadrebbe se negassimo in toto la casualità? Cosa succederebbe se pensassimo che il caso non interviene nel determinare una sconfitta o una vittoria? Se così fosse, ogni rifugio del libero arbitrio cesserebbe di esistere. […] Ma se il caso cessa di esistere, allora anche la volontà perde significato; la storia non sarebbe altro che ruggine sulla grande e invisibile catena della retribuzione karmica, e a essa parteciperebbe solo l’azione involontaria, simile a un’unica brillante particella, e il significato dell’esistenza umana verrebbe meno.
Profile Image for Nixi92.
329 reviews80 followers
April 29, 2019
Come si fa a recensire un libro così poetico e meraviglioso? La storia d'amore tra Kiyoaki e Satoko è vista dagli occhi del migliore amico di lui, Honda. I due giovani amici sono decisamente diversi: Honda è razionale, legato ai pensieri intellettuali dei suoi filosofi preferiti, mentre Kiyoaki è dominato dalle sue passioni. La differenza tra i due viene ripetuta per tutto il romanzo, mettendo in evidenza come le scelte di entrambi siano dettate o dalla morale o dalla ricerca della felicità.
Non si tratta di un romanzo veloce da leggere. La prima parte è completamente dedicata alla descrizione lirica del Giappone e dei sentimenti dei personaggi: le metafore si sprecano e nonostante siano incredibili, appesantiscono un po' la lettura. Dalla seconda parte, però, tutto sembra procedere molto più velocemente e si ha una risoluzione finale decisamente triste, ma necessaria. Le ultime parole che Kiyoaki pronuncia all'amico sono toccanti e fanno capire quanto l'amicizia tra loro sia profonda.
Questo libro mi è piaciuto molto… Seppure con i suoi alti e bassi, mi ha aiutata a scoprire molte cose nuove sulle usanze e i costumi giapponesi. Mi sono accorta che nonostante le emozioni siano universali, il modo di trattare con esse dipende molto dalla cultura e dalle limitazioni degli uomini. Consiglierei questo libro a chi non si spaventa di fronte ad una lettura lenta, ma piena di descrizioni liriche della natura e degli uomini, nonché di passaggi emotivamente carichi.
Profile Image for David (Alëša) 87.
37 reviews11 followers
January 22, 2023
“Non sarebbe magnifico se si potesse saldamente unire l’essenza del proprio animo casto a quella del mondo? Non equivarrebbe forse a stringere tra le mani la chiave segreta del mondo?”

Entrare nel mondo descritto da Mishima ed abbandonarsi al lirismo della sua prosa è stata un’esperienza unica.
Il Giappone con le sue tradizioni e i suoi costumi ha sempre esercitato un enorme fascino su di me. Proprio per questo è con un po’ di timore, quasi reverenziale, che mi sono avvicinato a questa opera, primo romanzo di una tetralogia intitolata “il mare della fertilità” e da molti ritenuto il capolavoro di Yukio Mishima. Vi ho trovato uno stile magistrale, spiccatamente giapponese, un testo che a tratti sembra quasi una poesia e in cui suoni, colori ed odori escono fuori dalle pagine con una straripante dolcezza.
L’opera è ambientata agli inizi del ‘900, in una fase di transizione e rispecchia il conflitto tra la cultura tradizionale giapponese e quella occidentale sempre più dominante. Da una parte gli eroi dell’era Meiji, i samurai, uomini con un altissimo senso dell’onore, disposti a dare il sangue per i loro valori, dall’altra la nuova aristocrazia che si lascia abbagliare dalla frivolezza dell’occidente.
In questo scenario si dipana la stupenda e travagliata storia d'amore tra Satoko e Kiyoaki e dell’amicizia di quest’ultimo con il fedele compagno Honda, che gli sarà sempre accanto.
In particolare il protagonista Kiyoaki è descritto in modo sublime, elevato a paradigma dei contrasti insiti nella società in cui vive. Mishima ne tratteggia magistralmente le ambivalenze e le contraddizioni, il suo animo inquieto, la sua impulsività e il suo profondo desiderio di qualcosa di definitivo!
“Credeva in una sola verità: quella di vivere soltanto per emozioni inarrestabili, insensate, che si animassero al pensiero della morte, che si infiammassero di fronte al decadimento, senza meta né conseguenze.”
Sarà l’amore per Satoko, amica di infanzia, e con la quale vive un rapporto conflittuale, a condurlo a trovare la spinta per uscire da sé stesso e dalla sua “mancanza di volontà”. Un amore però che giunge con tempi e modi completamente sbagliati e che dovrà alimentarsi di attimi fuggenti, contrastato dall’etichetta e dall’ipocrisia di casta.

Neve di primavera è un romanzo coinvolgente, forse non facilissimo da leggere, ma ricco di immagini evocative ed intime nonché uno spaccato incantevole sulle tradizioni, i riti e le feste di un Giappone che lentamente, ma inesorabilmente, sta tramontando.

“La realtà, a differenza dei sogni, è priva di elasticità”
Voto: 4,5/5
Profile Image for Gauss74.
473 reviews100 followers
September 2, 2019
Non è affatto difficile incontrare autori di cultura giapponese sulle nostre librerie: su tutti Murakami, o Ishiguro, o Banana Yoshimoto; il punto è che nella maggior parte dei casi si tratta di opere che hanno subito un più o meno pesante processo di occidentalizzazione che da un lato ne ha semplificato la lettura, dall'altro li ha resi, per così dire, un po' meno genuini.

Questa è la ragione principale che mi ha spinto ad avvicinarmi a Mishima: alla ricerca di un romanzo giapponese che fosse giapponese nel profondo. Avevo letto che Mishima è stata una persona sostanzialmente conservatrice che ha sofferto i profondi cambiamenti che il ventesimo secolo ha inflitto alla sua terra, era lecito quindi aspettarsi temi e narrazione molto più caratteristici.
"Neve di primavera", il primo capitolo della quadrilogia del mare della fertilità, ha confermato questa impressione nel bene e nel male.

L'opera tratta di un tema per molti versi abusato: gli ardori e le sofferenze di un amore adolescenziale contrastato dai rigidi schemi degli adulti. Se la storia (incluso il finale tragiromantico) la abbiamo vista mille volte, l'elemento di innovazione sta proprio nell'ambientazione profondamente giapponese, di quel Giappone che quasi suo malgrado sta affrontando grossi cambiamenti a seguito della rivoluzione industriale ed al contatto con l'occidente. Devo dire che Mishima ha pennellato con precisione un quadro delicatissimo, dimostrando di conoscere a fondo le pulsioni che animano le amicizie e gli amori della prima adolescenza, e di aver riflettuto su di esse. Peraltro, almeno fino all'ultima parte del libro, la trama è praticamente inesistente: non bisogna pensare a "Neve di primavera" come ad un film, piuttosto come ad una serie di coloratissime immagini, quasi di incisioni. La scelta di aggettivi a tinte forti e la continua evocazione dei cinque sensi non ha reso di certo l'atmosfera tranquillizzante, le case dei protagonisti Kyoaki e Satoko sembravano immerse in una atmosfera trasparente e tagliente come vetro.

La descrizione degli scenari mi ha ricordato alcuni quadri di tradizione orientale, su tutti quelli del maestro Hokusai. Gli stessi colori forti e giustapposti, la stessa tagliente spigolosità, la stessa inerzia pacifica che copre una tensione pronta ad esplodere. Credo che proprio nell'ambientazione stia la profonda "giapponesità" (se si può dire) di "Neve di primavera", che non avevo di certo trovato se non in modo molto più onirico e sfumato nei romanzi di Murakami.

E' un libro davvero molto difficile da leggere, quasi incomprensibile. Il modo in cui i giovani protagonisti reagiscono alle passioni ed agli stimoli interni è a volte soprendente, ed anche la scrittura è molto faticosa con periodi che si dilungano complemento dopo complemento, attributo dopo attributo, in un modo al quale non ero affatto abituato. Un modo di scrivere di Mishima che non mi piace, o semplicemente una caratteristica della letteratura dell'estremo oriente che necessariamente è diversa dalla nostra? Non ho elementi per giudicare, ma sembra abbastanza realistico che sia così, troppo diverse sono le storie e le culture di queste due parti del mondo: forse, se si sta leggendo con facilità un romanzo della letteratura giapponese, davvero per forza di cose ciò significa che stiamo entrando in contatto con un'opera "addomesticata".
Probabilmente "shogun" di james Clavell è un libro molto più di intratenimento che altro, per dire.

Quano ho finito "Neve di primavera" ero davvero molto stanco, e di certo non avevo l'intenzione di leggere altro di Mishima. Però mi rendo sempre più conto che davvero la tetrade del mare della fertilità può lasciare un tocco importante della sensibilità di un paese e di una storia che mi affascinano.
Non escludo affatto che presto o tardi io finisca col mettere il secondo capitolo nella pila.
708 reviews186 followers
June 30, 2011
"Non sarebbe magnifico se si potesse saldamente unire l'essenza del proprio animo casto con quella del mondo? Non equivarrebbe forse a stringere tra le mani la chiave segreta del mondo?"

Primo episodio della tetralogia Il mare della fertilità, ultima opera e forse capolavoro di Mishima, questo romanzo, scritto nel 1969, e ambientato all'inizio del secolo, si presenta ben ricco di tutte le tematiche tipiche dell'autore.
Yukio Mishima è noto per i conflitti interiori dalla molteplice natura: oltre alla sofferta, soffocata omosessualità, lo scrittore visse con sofferenza e sentimenti opposti il conflitto tra la cultura occidentale sempre più dilagante e l'ormai morente tradizione giapponese, con i suoi samurai gonfi di onore virile e pronti al sacrificio in nome di alti valori. Non è un caso che questo romanzo sia ambientato in una fase di transizione: la fine dell'era Meiji, che alcuni tra i personaggi del romanzo rimpiangono insieme a quei valori morti con la guerra russo-giapponese, mentre altri si lasciano attrarre dalla supposta frivolezza della cultura occidentale. Geishe e associazioni femministe: il doppio volto del Giappone moderno.
Vera incarnazione di questo conflitto è l'ambivalente personaggio di Kiyoaki, protagonista morale di questo romanzo. Nato in una famiglia di marchesi, i cui valorosi avi contribuirono alla restaurazione Meiji, cresciuto presso una famiglia di tradizionalisti conti, il giovane Kiyoaki, di una bellezza che sembra fuori tempo, è un malinconico sognatore, impulsivo, che vive la sua vita e i rapporti personali sempre in un'ottica dialettica, all'ombra del contrasto odio-amore. Ambivalenti e contraddittori sono i suoi sentimenti verso Satoko, amica d'infanzia, anche lei trasfigurata dal contrasto tra le due distinte culture. Kiyoaki e Satoko vivono il loro amore sbagliandone i tempi e le modalità, mentre alle loro spalle si intrecciano a loro danno disegni di potere e di vendetta. E poco può fare Honda, migliore amico del protagonista, un personaggio buono, razionale, fermo nelle sue convinzioni. Kiyoaki è, a ben vedere, Mishima stesso, che proietta alla fine dell'era Meiji lo sdegno che cinquant'anni dopo lo scrittore vive nel Giappone occidentalizzato; Satoko è incarnazione dello sdegno stesso, sì da attrarre e repellere il protagonista a momenti alterni. E a Honda non rimane che la parte dell'eroe tradizionale, deciso, equilibrato, incarnazione della fedeltà e dell'amicizia. Ma, come detto, ben poco può fare - gli amanti si avviano verso il baratro, sconfitti, e al buon Honda non resta che accompagnare l'amico verso la morte.
Neve di primavera è un romanzo che si fa leggere e si fa amare: il coinvolgimento emotivo dell'autore non è tale da impedire un'ottima cura del romanzo sotto ogni aspetto. L'introspezione dei personaggi è totale, c'è veramente poco da dire. Sono pagine intense ed intime, che si arricchiscono di immagini evocative e poetiche: una natura giapponese che non smette mai di riflettersi sui personaggi. Come la neve di primavera, decadente, che si ritira scoprendo il fascino proibito di ciò che giace sotto la superficie.
Profile Image for ·naysayer·.
71 reviews22 followers
July 28, 2021
Di solito gli asiatici mi lasciano straniato. Invece questo romanzo, volume di esordio di una "ricerca del tempo perduto" all'orientale, mi ha sorpreso piacevolmente, grazie all'impareggiabile analisi psicologica dei personaggi così come alle spesso azzeccate similitudini. Mi ha fatto sentire vicini questi animi in tensione con la cultura tanto distante in cui sono immersi, ed è entrato a far parte delle mie letture preferite di sempre.

Nell'ambiente aristocratico e ovattato in cui vive il nostro Romeo nipponico, costretto da un amore sbocciato inaspettatamente ad abbandonare le proprie fantasticherie infantili, non mancano i risvolti inquietanti. La reiterata sottomissione alle gerarchie tradizionali e la venerazione della morte, sì inevitabili elementi di una descrizione storicamente accurata, rispecchiano almeno in parte le fatali ossessioni dell'autore, tradizionalista e avverso all'incombente occidentalizzazione della sua patria. L'idea di pagare l'estremo tributo per un oltraggio insignificante è considerata con terribile banalità:

“[...] Nessuno dei ragazzi smidollati di oggi sarebbe riuscito in un’impresa del genere. Non a caso sei nipote di tuo nonno. Vale la pena andare in prigione per una cosa del genere, ma non credo che sarai condannato a morte!”

La donna era visibilmente compiaciuta. [...] La sua voce proveniva da un’epoca di sommosse ormai dimenticate, da un periodo in cui nessuno aveva paura di essere imprigionato o messo a morte, e in cui l’odore della morte e della prigione accompagnava l’esistenza delle persone. Le donne della sua generazione non si turbavano a lavare le stoviglie in un fiume in cui scorrevano cadaveri. Quella sì che era vita! Quel ragazzo in apparenza così fragile era riuscito in maniera impeccabile a resuscitare davanti ai suoi occhi i fantasmi di quell’epoca. Sul viso dell’anziana donna apparve per un attimo un’espressione inebriata.

Non condivido l'esaltazione di tali valori e perciò non mi sento di dare un punteggio pieno.

Lo consiglio comunque agli amanti del Giappone tradizionale e di Marcel Proust.

All’origine di questo suo vagheggiamento si trovava la bellezza incomparabile e inaccessibile della nuca – immacolata come la neve di primavera – della principessa Kasuga, una bellezza che aveva scoperto quando aveva alzato lo sguardo dallo strascico e che gli aveva preannunciato il compimento di questo desiderio.
[...]
La neve di primavera è così sottile che può essere scambiata per uno sciame di piccoli insetti alati.
Profile Image for Outis.
408 reviews72 followers
February 9, 2020
Aprile è il mese più crudele

Probabilmente il primo romanzo giapponese con cui mi sia trovata in difficoltà; e non tanto per la descrizione di una cultura molto diversa dalla nostra attuale (è ambientato nel Giappone di inizio Novecento) quanto per il fatto che questo libro incarna all'ennesima potenza quelle che sono le caratteristiche dello stile di scrittura giapponese: eleganza e lentezza.
Devo infatti ammettere di aver faticato durante la prima metà, scarna di eventi, mentre dalla metà in poi si inizia ad entrare nel vivo degli eventi fino ad arrivare ad un finale molto ben riuscito.
Ho apprezzato molto le descrizioni della natura-un must in molti romanzi dell'estremo oriente- e di un paese ancora diviso tra tradizione e modernità, la finissima analisi psicologica dei personaggi e la scrittura ricca di metafore.
Insomma, Neve di primavera mi è piaciuto molto, anche se, potendo tornare indietro, forse prima partirei con un libro di Mishima un po' più breve e meno impegnativo.
Profile Image for Donatella Principi.
244 reviews520 followers
May 4, 2021
2.75 Mi trovo un po' in difficoltà con questo libro perché ho fatto molta fatica a terminarlo a causa dello stile, per me, troppo artificioso e a tratti "pesante". La storia in sé non mi è dispiaciuta, dalla metà in poi è avvincente e sembra di seguire una soap. Sono rimasta poi molto colpita dall'introspezione dei personaggi e affascinata dalle descrizioni della natura
Profile Image for Christian.
2 reviews1 follower
April 29, 2023
Elegante e profondo: Mishima in "Neve di Primavera".
"Neve di primavera" è un romanzo complesso e profondo che racconta la storia di un giovane studente, Kiyoaki Matsugae, durante il periodo storico del Giappone degli anni '20. L'autore, Yukio Mishima, è noto per il suo stile di scrittura raffinato e preciso, e in questo romanzo dimostra ancora una volta la sua abilità nel descrivere dettagliatamente gli ambienti e i personaggi.
La trama del romanzo si sviluppa intorno alla relazione amorosa tra Kiyoaki e la sua amica d'infanzia, Satoko Ayakura, che si intreccia con gli eventi politici del periodo. Mishima descrive in modo efficace le dinamiche complesse della società giapponese dell'epoca e la rigida gerarchia sociale.
Nonostante il contesto storico sia molto lontano da noi, l'autore riesce a creare una connessione emotiva con i suoi personaggi e a farli sembrare reali e vivi. Kiyoaki, in particolare, è un personaggio complesso e profondo, che l'autore esplora in modo dettagliato attraverso i suoi pensieri e le sue emozioni.
In generale, "Neve di primavera" è un romanzo che richiede una certa attenzione e concentrazione per essere apprezzato appieno, ma che ripaga ampiamente lo sforzo con la sua bellezza e profondità. Consiglio questo libro a chi è interessato alla letteratura giapponese, alla storia del Giappone ma soprattutto a chi preferisce una lettura più profonda.
Profile Image for Alessia Scurati.
371 reviews113 followers
March 22, 2019
«Il vuoto della nobiltà… Questo sono io!»
Il vuoto della nobiltà. Per una settantina di pagine è solo questo: minuziose descrizioni e un protagonista di cui non sappiamo che farcene, irritante, scontroso, crudele, viziato. Dove mi volevi portare, Yukio Mishima, con tutto questo melò?
E quando gli sbuffi per le descrizioni di aceri, ciliegi, corbezzoli e giardinerie varie si accumulano sulle palpebre appesantite davanti all’ennesima descrizione del tessuto di un kimono, la storia inizia a prendere il sopravvento.
È un crescendo incalzante, uno sviscerare i sentimenti umani e le relazioni che regolano una società imperiale giapponese che non lascia scampo. C’è una cosa che ho notato nelle grandi opere orientali (cinesi, giapponesi e thai, per lo meno): il lieto fine non è mai contemplato.
Di tutto il complicatissimo rituale, cosa resta, se non ci sono più i valori? Nulla.

Così per Kiyoaki tutto è indifferente, e specialmente lo è Satoko, finché lei non decide di accettare la proposta di matrimonio del principe della famiglia imperiale. In quel momento, l’indeciso Kiyoaki, capisce di essere innamorato della compagna d’infanzia. Il loro comportamento andrà oltre ogni decenza concessa, infischiandosene dell’Imperatore e della sua corte.

Ora, al di là dell’allegoria circa la fotografia dei caduti della Guerra russo-giapponese, che apre e chiude il romanzo (quindi non cito per non spolverare troppo), quello che mi ha colpito è stato lo sguardo dell’autore. Di Mishima si sa che era ossessionato dalla figura dell’Imperatore, che è il Giappone, nonché dalle tradizioni e dall’idea tradizionale e immutabile del Giappone. Per questo, a un certo punto, mi sono stupita: perché stava dalla parte dei nostri due tortolitos, Kiyoaki e Satoko? È vero, che per entrambi sopraggiungerà una fine tragica, ma in quanto tragica e grande, resta comunque catartica. E tutta la tradizione che i due non rispettano? Tutti quei rituali che travalicano senza rimorso, l’impertinenza nel disprezzare gli ordini imperiali, messi per iscritto con tanto di benedizione per il matrimonio di Satoko?
Il vuoto della nobiltà. E la giovinezza, tuttavia.
Di Mishima si sa anche che era fissato con i volti. I volti e le maschere. Il volto di Kiyoaki è bellissimo e vuoto. Si riempie solo nel dolore e nell’angoscia. Altrettanto bello è quello di Satoko. E a proposito del volto del Giappone, l’autore dirà la sua in diretta tv, dal balcone del Ministero della Difesa che ha occupato insieme a 45 seguaci con i quali ha fondato un gruppo di paramilitari.

«Dobbiamo morire per restituire al Giappone il suo vero volto!», disse. Prima di mettere in scena il seppuku: perforazione dell’addome, piano piano da sinistra a destra, dissanguandosi ed eviscerandosi nel frattempo (credo che avesse un panno bianco davanti per mitigare l’effetto), fino all’arrivo delle convulsioni che sono il segnale per il kaishakunin, è venuto il momento della decapitazione (l’allievo scelto da Mishima sbagliò pure 2 volte il colpo). Un suicidio rituale lento e doloroso. Un suicidio che, curiosamente, appare più di una volta nel romanzo. Appare sempre tra le mani, o in bocca agli adulti. Curiosamente, l’unica che fa un vero tentativo per provarci è la dama di compagnia di Satoko. I due padri ne parlano (più esplicito è il riferimento del marchese Matsugae, padre di Kiyoaki che quando scopre il casino combinato dal figlio dice che in un’altra epoca si sarebbe dovuto suicidare per recuperare il proprio onore presso l’Imperatore). Ma nessuno di loro, alla fine, porta a compimento il gesto.
È un po’ come se il nostro autore, alla fine, metta la colpa sulle spalle dei padri. I figli hanno combinato un casino, sì. E sono andati oltre ogni ragionevole concessione alla tradizione. Ma è forse colpa loro se sono stati cresciuti così?

Il Giappone non trionfa. Né l’amore, ça va sans dire.
L’affresco che resta, grandioso e tragico, come la neve di primavera è di qualcosa di estemporaneo che non può durare, una condanna fatale che arriva dal cielo e copre tutto. La gioia effimera, lo spazio di un giorno prima di sciogliersi. Non ci sarà assoluzione per una società al tramonto.
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews147 followers
July 1, 2011
Primo episodio della tetralogia Il mare della fertilità, ultima opera e forse capolavoro di Mishima, questo romanzo, scritto nel 1969, e ambientato all'inizio del secolo, si presenta ben ricco di tutte le tematiche tipiche dell'autore.
Yukio Mishima è noto per i conflitti interiori dalla molteplice natura: oltre alla sofferta, soffocata omosessualità, lo scrittore visse con sofferenza e sentimenti opposti il conflitto tra la cultura occidentale sempre più dilagante e l'ormai morente tradizione giapponese, con i suoi samurai gonfi di onore virile e pronti al sacrificio in nome di alti valori. Non è un caso che questo romanzo sia ambientato in una fase di transizione: la fine dell'era Meiji, che alcuni tra i personaggi del romanzo rimpiangono insieme a quei valori morti con la guerra russo-giapponese, mentre altri si lasciano attrarre dalla supposta frivolezza della cultura occidentale. Geishe e associazioni femministe: il doppio volto del Giappone moderno.

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http://www.lastambergadeilettori.com/...
Profile Image for Juxhin Deliu.
263 reviews16 followers
August 5, 2018
Primo capitolo della tetralogia de "Il mare della fertilità" (ripreso dal nome di un mare lunare apparentemente fecondo ma che in realtà è un deserto), vede il suo protagonista Honda, ragazzo razionale, come testimone dell'accesa quanto contrastata passione tra il suo migliore amico, il turbolento Kyioaki e l'amata Satoko, la quale pur amandolo, non può starci assieme, decidendo di finire in clausura e provocando un'autentica tragedia. Opera di gran raffinatezza, specie nel descrivere la natura ed evidenziare la situazione del Giappone all'indomani della guerra contro la Russia, confrontando tradizione e occidentalizzazione (spesso caratterizzata dall'autore come "decadente"). I rimandi alla filosofia buddhista del Samsara sono evidenti e difatti caratterizzano tutto il ciclo in sé, oltre all'uso minuzioso di profonde allegorie naturaliste; lo stesso titolo è un rimando all'episodio focale del romanzo, quando scatta la passione tra i protagonisti sotto la neve, simbolo dell'esistenza che può apparire come nitida ma che sotto lo strato di gelo, cela tutt'altro.
Profile Image for Vladimiro.
Author 4 books38 followers
February 23, 2025
Il lettore che come me provenga dalle opere più famose di Mishima (Confessioni di una maschera e il Padiglione d'oro) può rimanere spiazzato da Neve di primavera. Le prime due opere citate infatti avevano un narratore in prima persona e dunque una maggiore immediatezza. Tale iniziale straniamento, unito alla relativa lentezza della trama nella prima metà del romanzo, mi ha persino fatto dubitare se valesse la pena andare avanti. Tuttavia, era evidente che mi trovassi di fronte ad un'opera di Mishima: i personaggi tormentati, l'insistere su certi particolari estetici (la bellezza del protagonista fa da contraltare alla bruttezza di Mizoguchi del padiglione d'oro), i complicati rapporti interpersonali.

Lo stile, che in qualche altra recensione ho letto essere stato d'ostacolo, mi ha in realtà affascinato. Le immagini poetiche e liriche ci sono, ma sono quasi sempre funzionali al momento narrativo: sono anzi caratterizzate da una precisione e nitidezza che fa la differenza tra l'effetto "poesia dei poveri" e quella vera di un Mishima. L'unico neo è stato che, essendo scritto il romanzo in terza persona, è presente un narratore onnisciente che, ogni tanto, si fa sentire.

Dunque, di cosa narra "Neve di primavera"? Del giovane e bellissimo Kiyoaki Matsugae, cresciuto nel culto della propria contemplazione estetica, tanto da non essere in grado di instaurare veri rapporti d'amicizia né d'amore; a pagarne le conseguenze è l'amica d'infanzia Satoko, che Kiyoaki di fatto maltratta equivocando le sue intenzioni. Accanto a questi due abbiamo le vicende di almeno altri tre o quattro personaggi minori. La seconda metà del romanzo ingrana alla grande e i molti nodi disseminati nella prima parte giungono a tragico compimento. Temevo, lo confesso, che non si giungesse al punto e che il tutto rimanesse una vuota contemplazione estetica: mi sono sbagliato, invece.

Un altro merito di "Neve di primavera" è che, pur non essendo un romanzo storico, è per noi storica l'ambientazione, quella del Giappone di inizio secolo, perfettamente diviso tra modernità e tradizione. È facile scordarsi, tra una festa tradizionale e la descrizione di qualche antico costume culturale che siamo in piena età moderna e che i personaggi possono persino, ad un certo punto, telefonarsi l'un l'altro! Non è solo questione di mezzi materiale, ma anche di uomini e società: Mishima rappresenta nei suoi personaggi l'impreparazione del Giappone alla contemporaneità. Ipocrita è quasi sempre la passione dei personaggi per i costumi occidentali, mentre ormai deboli e decaduti sono coloro che sostengono i costumi tradizionali (ma ci sono eccezioni in entrambi i sensi).

Un romanzo consigliato.
Profile Image for Maria Beltrami.
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May 18, 2016
Il primo e secondo me migliore dei romanzi che compongono la tetralogia "Il mare della fertilità", quello più onirico e sospeso in un Giappone in bilico tra tradizione e modernità e, nello stesso tempo, quello con la trama più comprensibile per un occidentale: una classica storia d'amore e morte, impreziosita dai per noi estranei stilemi giapponesi che la rendono particolarmente coinvolgente ed esotica.
Profile Image for Libia Fibilo.
237 reviews12 followers
January 19, 2024
PROLOGO

Amo Mishima. Quindi mi prendo tutte le responsabilità, e forse la presunzione (giudicherà chi avrà la pazienza di leggere il seguito della recensione e l'intelligenza per capirla) di indicare con precisione i punti focali di questo romanzo, siccome vedo, in francese, inglese, o italiano, nessuno che abbia capito questo romanzo.

Spero che leggendo la recensione qualcuno possa dire: si, avevo capito anche io questo.

Questa recensione è per tutti gli altri, e per rendere giustizia al capolavoro che è la tetralogia di Mishima.

LA STRUTTURA DELLA TETRALOGIA E IL RUOLO DI NEVE DI PRIMAVERA

Le idee centrali di questo romanzo sono due.

La prima è quella della trasmigrazione delle ANIME. In questo senso Neve di Primavera è parte di un tutto.

Mishima voleva affrescare con i mezzi del suo tempo, un ritratto immortale della vita che avanza con più potenza che bellezza.

Quindi, perché la trasmigrazione? Perché fosse consentito a Mishima di spezzare in 4 romanzi distinti la sua idea.

Come corollario della trasmigrazione ci vuole qualcuno che se ne accorga. Mishima aveva due opzioni:

1 mettere dettagli, indizi, e rendere l'onere di trovare la continuità, o non perderla, al lettore o

2 usare un personaggio per gestirla lui.

Mishima ha scelto 2, usando il personaggio di Honda.

Quindi: Honda non è la ragione e Kyoaky la bellezza irrazionale.

Honda è il testimone, analogo alla Coscienza buddista, questo soggetto che contempla da spettatore le vicende della vita, di quegli eventi che, secondo Mishima, costituivano l'essenza della vita:

1 la bellezza

2 la guerra

3 l'esotico, la speranza di rinascere altrove, in diversi luoghi

4 la disperazione della certezza di rinascere, sapendo che rinascerai, ma tutto ripartirà da zero. Rinasci, ma al prezzo di tutta la memoria. Quindi, è una rinascita, in qualcosa di nuovo; non una resurrezione, di qualcosa che ti permette di sapere, da solo, che tu stesso sei parte dell'eternità. Cito dalla Decomposizione dell'angelo:

"Il mondo straripava di speranze di cui lui non faceva più parte." p. 1672 edizione Meridiani, Romanzi e Racconti. Da questo momento citerò solo le pagine.

Il lui NON è Honda, è Toru, il (Co) protagonista dell'ultimo romanzo.

Dico Coprotagonista, perché il vero protagonista di tutti i romanzi è, per ironia, Honda.

La seconda idea è quella del contrasto tra eternità e divisione del tempo. Questa è l'idea di questo romanzo, che ha una trama specifica, ma che svolge, prima di tutto, la funzione di introduzione generale al resto della tétralogia.

Conclusione di questo paragrafo: si può leggere solo Neve di Primavera? La risposta sensata è no. Si può leggerli in disordine? No,se si vuole capire. Altrimenti si gode della scrittura meravigliosa e basta. Sono romanzi che letti fuori dall'idea centrale di tutta la tétralogia si fraintendono al 100%.

NEVE DI PRIMAVERA

Il titolo trova 2 specifici riferimenti.

1 quando Kyokaki, il (Co) protagonista, viene invitato, fanciulli, a reggere lo strascico della principessa Kasuga durante una cerimonia. Cito:

"Avanzava impettita e sicura, e le oscillazioni del corpo non si trasmettevano allo strascico. negli occhi di Kiyoaki, il candore profumato dello strascico aperto a ventaglio e il suono della musica si ergevano e si inabissavano come, in cima ad una montagna, la neve si palesa e poi svanisce tra le effimere nuvole primaverili. Fu in quell'attimo e in quel luogo che Kiyoaki, per la prima volta in vita sua, scoprì l'essenza della fulgida eleganza della bellezza femminile. " p. 218

2 (SPOILER GIGANTE)

Quando bacia per la prima volta Satoko, durante una gita in carrozza, in un campo invaso dalla neve durante la primavera. Pagine 302 SS. Bellissime.

La prima istanza rende l'idea generale, per cui il corpo e la materia di cui si riveste non sono davvero in comunicazione, perché dallo strascico Kiyoaki scopre la bellezza femminile in generale, non la regalità della principessa.

Così dalla propria vita che si nutre di materia noi non comprendiamo la grandezza dell'esistenza, ma della bellezza astratta della vita che si rinnova in ogni esistenza dimenticandosi di noi, lasciandoci come briciole generose tutte quelle prodigalità che noi chiamiamo il piacere della vita, e da cui meditiamo il significato terribile e meraviglioso di questa abbondanza. Sprecati, tornerai. Ma non saprai di essere tornato, dovrai di nuovo inventarti la felicità e riscoprire i tuoi pensieri. Non ti aiuterà il libro che hai scritto, le vesti che indossasti. Quelli la vita li ha già regalate ad altri, te le ha perdonati con una nuova esistenza, candida come la neve che si palese è svanisce tra le effimere Nuvole primaverili.

La seconda istanza chiarifica il punto di avvio drammatico della trama specifica del romanzo.

Kiyoaki è figlio di una famiglia ricca e importante, e lo vogliono sposare alla bella Satoko, membro di una famiglia più nobile e vicina al l'imperatore, ma povera.

Qual è la trama, a parte le pagine meravigliose che Mishima ci regala, e le molte sfumature strutturali (per esempio il confronto fra le scene di sesso di Kiyoaki e il precettore, che poi SPOILER sarà il padre della reincarnazione di Kiyoaki)?

La trama è questa. Satoko considera Kiyoaki un bello immaturo,come quando i genitori vi dicono : da grande capirai.

Lei fa lo stesso con lui. Lo ferisce il fatto che lei si conceda perché "non c'è tempo, l'eternità è il presente, i tuoi sogni, che aspetti realizzati per dimostrarti grande, non arriveranno con un annuncio, se arriveranno. Godiamo adesso di questa giovinezza e questi fiori sepolti dalla neve come un sudario."

Lui, dunque, rifiuta di sposarla. Per Kiyokaki, al contrario, i sogni gli dimostrano che lui è vivo,perché i suoi sogni, di cui tiene un diario, sono più consistenti della sua esistenza dominata dall'instabilità dei suoi sentimenti, tropo rapidi e forti perché lui si possa prevedere in anticipo sulla sorpresa del loro manifestarsi.

Quindi Kiyoaki tiene i sogni e rifiuta di cedere a Satoko.

"per essermi calato troppo a fondo nei sogni, questi sono straripati, e hanno invaso la realtà" p. 363

Qui le cose si fanno complicate, cercherò di essere chiaro.

Dopo le bellissime pagine filosofiche su volontà (313) e libertà (315) si intrecciano i destini di

1 Satoko, che rifiutata da Kiyokaki, viene promessa sposa ad un membro della famiglia imperiale

2 Iinuma, il precettore, che viene cacciato insieme alla sua amante cameriera. Kiyokaki sarà il. Prodotto tra l'educazione elegante e flaccida impartitagli in famiglia e quella, implicitamente ammirata, della virile educazione che Iinuma avrebbe voluto dargli.

3 Honda, che si renderà complice del rapporto illecito fatto di incontri sessuali clandestini tra Kiyokaki e Satoko. Infatti i due, aiutati dalla dmaa di Satoko, Tadeshina, si vedranno e inizieranno ad amarsi dopo che la realtà del fidanzamento di lei avrà trasformato il loro amore in un sogno. Mishima sottilissimo fa accettare a Kiyokaki l'amore per Satoko solo quando lei è costretta a pensare che solo un sogno potrebbe ormai essere il loro amore. Ma gli eventi precipitano.

Satoko non si convince che i sogni allora sono possibili realtà a venire. Anzi il credo di lei si scontra con quello di Kiyoaki e lo sconfigge.

SPOILER

Lei resta incinta. Lui non si espone per fuggire all'estero e sposarla, perché sa che così il sogno si piegherebbe alle esigenze della realtà, e lui chi sa se l'amerebbe ancora. Lei, consapevole, abortisce, pensando: bel sogno, ora è finito. Kiyoaki, vedendo distrutto il suo tentativo di amarla per sempre, cioè di reclutarla tra le truppe dei sognatori, si dispera. Si ammala. Lei trova una soluzione. Si fa monaca. Lui, in condizione di salute gravi, va a visitarla, accompagnato da Honda.

Lei rifiuta di riceverlo, Kiyoaki Muore tra le braccia di Honda. Gli lascia il diario dei sogni, mormorandogli che lui ritornerà, che rincontrerà Honda "sotto la cascata".

Tralascio i dettagli sulle perversioni del padre di Kiyoaki narrate alle pagine 514 SS.

La comparazione tra il comportamento verso i cadaveri di animali tra Satoko (cane nel fiume) e Kiyoaki (talpa nel fiume, 492).

A 565 c'è una sorta di confessione che inquadra il personaggio Kiyoaki satirescamente e drammaticamente al culmine, alla vetta della sua montagna innevata, del suo percorso di formazione.

A pagina 585 Mishima ci dice la differenza fondamentale tra Kiyoaki e Honda.

CONCLUSIONI

In breve, Mishima con neve di primavera imposta il piano della sua descrizione di un percorso di spettatore di fronte alla reincarnazione.

Inoltre, Mishima sviluppa la prima trama che mette in relazione l'eternità della reincarnazione, la consapevolezza del tempo dell'esistenza e l'impossibilità di coniugarle attraverso la bellezza e il sogno.

Cosa lega l'eternità della vita e la transitorietà della vita?

Mishima risponderà, con tutta la sua perfetta, delicatissima ferocia, nell'ultima pagina della tétralogia, dove lo spettatore protagonista e la salva irredenta vi colpiranno dritti al cuore.
Profile Image for Francesca.
11 reviews2 followers
July 1, 2026
Questo libro è stata una scoperta graduale. Ho interrotto la lettura per più di un anno perché non sopportavo il protagonista. I suoi ragionamenti mi sembravano inafferrabili e inconcepibili e la stessa scrittura giapponese deve aver contribuito.
Eppure, una volta ripresa la lettura, ho provato compassione per Kiyoaki, per quell'orgoglio e arroganza giovanile che in realtà sono sintomi di chi non è ancora pronto ad interfacciarsi con realtà diverse da sé.

Yukio Mishima è riuscito a donare uno spaccato di vita - di estrazione aristocratica, sia chiaro - del Giappone che guarda alla fresca guerra russo-giapponese, da poco terminata, e dalla necessità imposta dalla globalizzazione di accettare e far proprie delle usanze occidentali; ma i rigidi costumi giapponesi si limitano ad accettare il diverso solo nelle decorazioni estetiche. Kiyoaki ne è l'esempio, ma le diverse risposte a queste nuove necessità, incarnate dai diversi personaggi, divengono piuttosto metafore delle sfaccettature umane e, nello specifico, adolescenziali, in continuo cambiamento e scontro.

Il tentativo di apertura verso una mentalità diversa, verso la possibilità del rinnovamento di sé, viene però contrastata dal buddhismo e dai suoi principi che, fino alla fine, non mutano in favore di virtù o vizi emotivi.
Profile Image for Cosimo Aprile.
12 reviews11 followers
December 9, 2020
Neve di Primavera – Yuki Mishima

Storia d’amore d’altri tempi tra i ciliegi in fiore e cime innevate. Il nostro eroe è Kiyoaki, bello,sensibile,aristocratico.Tutte le donne lo vorrebbero e tutti vorrebbero essere come lui. Shigekuni Honda, studente di giurisprudenza , è il suo migliore amico, figlio di un barone di lontana discendenza di samurai. I desideri di Kiyoaki alla fine incontrano la bellissima Satoko Ayakura. Sebbene siano amici sin dalla prima infanzia, sono cresciuti in una reciproca indifferenza. Lui se ne innamora e nulla sarà come prima. È difficile esprimere a parole la bellezza e la malinconia che Mishima riversa in quest’opera. Il simbolismo, le immagini, i personaggi: tutto qui è disegnato con una matita delicata e uno stile magistrale e ogni cosa acquisisce un’aurea magica. Neve di Primavera mi ha trasportato in un altro universo, con le descrizioni liriche, la storia, i personaggi, le cerimonie, le lettere, gli intrighi politici, gli uccelli e gli anelli di smeraldi, i kimono di seta e altro ancora. In fondo, questa è una storia d'amore condannata, su due belle persone - Kiyoaki Matsugae e Satoko Ayakura - la cui bellezza esteriore corrisponde al loro tumulto interiore.
"Sono rimasto solo. La sete della passione. La maledizione del destino. L'infinito
vagabondare del cuore. Desideri senza prospettive... Piccoli inebriamenti dei sensi.
piccole menzogne dette a me stesso... Il rimpianto per il tempo e per le cose perdute che
brucia come il fuoco. l'inutile scorrere degli anni. i lunghi e vergognosi ozi della
giovinezza. l'indignazione per non aver prodotto niente nella vita. una stanza solo per
me. le notti da solo... La disperata lontananza dal mondo e dagli uomini... Le urla. Le
grida che nessuno ode... Lo splendore delle apparenze... Il vuoto della nobiltà... Questo
sono io!"
Profile Image for Elena.
135 reviews25 followers
February 4, 2020
"Sono rimasto solo. La sete della passione. La maledizione del destino. L'infinito vagabondare del cuore. Desideri senza prospettive... Piccoli inebriamenti dei sensi. piccole menzogne dette a me stesso... Il rimpianto per il tempo e per le cose perdute che brucia come il fuoco. l'inutile scorrere degli anni. i lunghi e vergognosi ozi della giovinezza. l'indignazione per non aver prodotto niente nella vita. una stanza solo per me. le notti da solo... La disperata lontananza dal mondo e dagli uomini... Le urla. Le grida che nessuno ode... Lo splendore delle apparenze... Il vuoto della nobiltà... Questo sono io!"
Profile Image for Eugenio Del Monte.
3 reviews
August 9, 2020
Haru no Yuki, primo dei quattro romanzi che compongono la tetralogia Hōjō no umi, opera rappresentativa della maturità di Mishima, racchiude in sé non solo una chiave di lettura piuttosto chiara a tutte le opere della tetralogia ed un'anticipazione della conclusione dell'epica moderna dell'autore, ma anche, in piccolo, tutto ciò che è presente già nelle altre opere che compongono il corpus mishimiano.
Se sono in tanti a criticare l'incapacità di Mishima di descrivere personaggi umani "realistici" e rapporti umani veritieri, ciò avviene primariamente perché ciò che lui vuole descrivere non sono psicologie complesse, ma i suoi personaggi più significativi sono il più delle volte riducibili a dei blocchi univoci: puro ideale, pura passione, raziocinio assoluto. Ed è proprio il termine "puro" che ricorre più e più volte in Haru no Yuki e nel secondo libro della tetralogia, Honba, legato rispettivamente alla bellezza sconfinata di Satoko e Kiyoaki, alla passione totalmente irrazionale alla quale Kiyoaki si abbandona e che lo brucia fino a consumarlo, e agli ideali di Isao, protagonista della seconda parte della tetralogia.
È proprio questa costruzione di personaggi caratterizzati da una sola dimensione a permettere a Mishima una costruzione delle loro identità per antitesi ed un dispiegamento della trama fatto di rotture, di continue violente, per giungere ad una tragedia finale che in verità è facile presagire sin dalle prime pagine dell'opera, ma che il pathos costruito dalle suggestive descrizioni naturali e degli interni, da un intreccio narrativo e di un cast di personaggi complesso e che si proietta in avanti, nella costruzione degli altri volumi dell'opera, e dalla passione smisurata dei protagonisti, che rimanda alla tensione narrativa tipica della tragedia greca, fa vivere nella sensazione della tragedia incombente il piacere della bellezza effimera ricercata e comtemplata dal protagonista per un istante, prima che le fiamme della passione si spegnessero sotto il peso incombente del tempo che incalza.
Profile Image for alessandra falca.
569 reviews37 followers
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February 5, 2017
Yukio Mishima - Neve di Primavera - Feltrinelli [Trad. Andrea Maurizi] #09
Avete mai letto Yukio Mishima? Io fino ad ora no. Ma mi dicevo: lo devo leggere, lo devo leggere. Anche perché, come Proust, ha scritto una serie di libri con gli stessi personaggi. Una tetralogia (quattro volumi) "Il mare della fertilità" di cui "Neve di Primavera" è il primo capitolo. Ed è bellissimo. No, non vi racconto la storia. Ma è una storia d'amore, di amore amore. E mi verrebbe da raccontarvela ma non ve la racconto. Tutte le metafore, tutti i colori, tutti i sapori e i suoni di questo libro vanno respirati. Com'è che non l'avevo mai letto prima d'ora? Anche menomale però. Tutti i personaggi di Mishima sono profondissimi e man mano che leggi ti rendi conto che il libro, come la Recherche di Proust, è fatto di vari livelli da scoprire, da capire, da studiare, da immaginare. Da leggere assolutamente. E ora aspetto il secondo volume (arriva venerdì).
"Ma, al pari della morte, della lucentezza di una pietra preziosa o della bellezza dei raggi di sole, non erano cose che si potevano comunicare".
Profile Image for Alessandro Baroni.
18 reviews
August 4, 2025
Amore e Incomprensione in un Giappone che muta

Neve di primavera è il primo romanzo della tetralogia intitolata 'Il Mare della fertilità scritto da Yukio Mishima, nel 1969. La tetralogia segue le varie fasi della vita del giovane Shigekuni Honda dall'adolescenza sino alla vecchiaia, in questo primo romanzo però la storia si concentra soprattutto sulle vicende dell'amico di Honda il figlio di una famiglia di samurai e di marchesi, Kiyoaki Matsugae.

La storia è ambientata nel 1912 in un Giappone in cui la nobiltà seppur legata a protocolli granitici e tradizioni secolari inizia un processo di apertura verso usi e costumi occidentali creando una complessa dicotomia che trova espressione anche nella società. Kiyoaki è un'adolescente proveniente da una famiglia nobile, viene per molti anni cresciuto ed educato dalla famiglia Ayakura, un tempo nobile casata ora in declino economico, in quegli anni Kiyoaki legherà con la figlia del conte Ayakura, Satoko, con cui avrà un rapporto intenso e difficile. Il romanzo ruota attorno al rapporto che andrà via via costruendosi tra Kiyoaki e Satoko sullo sfondo di una società ancora molto legata alle rigide tradizioni nobiliari in cui l'influenza occidentale è soprattutto espressa attraverso l'estetica e la moda con l'utilizzo di raffinati abiti, musica, libri e ambienti creati con questa ispirazione; oltre a questa storia tormentata si racconta 'l'amicizia' anch'essa particolare e complessa tra Kiyoaki e Honda. Il fulcro del racconto è la storia d'amore di Kiyoaki e Satoko, due giovani inesperti che non comprendendo appieno i loro sentimenti, spesso incorrono in incomprensioni e atteggiamenti a una prima impressione scostanti, il loro percorso sarà ricco di esperienze e riflessioni che faranno emozionare, arrabbiare e a volte non comprendere appieno fino alla conclusione;verranno analizzati i pensieri più profondi e le emozioni di tutti i personaggi portando il lettore a conoscerli intimamente ( Mishima pone un'attenzione maniacale anche alla scrittura di quelli che possiamo definire personaggi secondari), nessun personaggio risulta piatto o banale, ogni storia è ricca di dettagli portando così alla comprensione delle motivazioni di ognuno siano esse politiche, dettate dal rispetto delle tradizioni o semplicemente dalla passione. La scrittura di Mishima è poesia, fa un largo uso di analogie ed è estremamente descrittivo, non è sempre semplice da capire e può risultare molto lento per queste sue caratteristiche ma nasconde una profondità unica. I personaggi sono scritti con estrema cura e le loro riflessioni sono profonde e complesse.

In Neve di Primavera l'amore tra i due protagonisti fa da sfondo anche a un'analisi della cultura, dei riti e della società di quegli anni con un'attenzione rivolta anche alla religione. Questo primo romanzo è certamente un'opera che va compresa anche attraverso una rilettura. Complessa, poetica, psicologica e tragica, è una lettura che non può mancare nella libreria degli amanti della letteratura orientale.
Profile Image for allegra apocalisse.
23 reviews8 followers
May 6, 2020
Delicato, puntuale, vibrante: questo libro è una carezza. Lo stile maestoso e raffinato solca il terreno su cui si erge la dolceamara storia dei due disperati giovani amanti, la cui fine è segnata proprio dall'elemento con cui scelgono di plasmare le loro esistenze, senza di cui si ha l'impressione che la vita non valga la pena di essere vissuta e l'unico per cui sacrificare se stessi è quasi un dovere: l'amore. E' in nome del sentimento che la vita di Kiyoaki e Satoko viene condotta, dovendo, malgrando ciò, far fronte alle proprie altolocate famiglie, figlie dei dettami aristocratici del Giappone dei primi anni del Novecento, e ai propri inguaribili caratteri: impulsivo e inesperto quello di lui, sconsiderato e seducente quello di lei.
La fine del periodo Meiji ha ultimato anche l'epoca delle guerre gloriose, aprendo il sipario alla successiva, non meno struggente né caparbia nel desiderio di centrare il proprio bersaglio: l'epoca dei conflitti emotivi. Qui il più grosso nemico è la solitudine, che Kiyoaki sembra inizialmente fronteggiare bene e considerare come "virtù ristoratrice", come se fosse
"una candela che, prima di estinguersi e rimanere solitaria nell'oscurità, mentre brilla luminosa e festosa si fonde in cera bollente, e quando la sua fiamma si spegne è felice di non doversi più consumare".


per poi però arrendersi di fronte ad esso, in nome di ciò che prova alla vista di Satoko, quando le loro guance scavate dalla malinconia diventano "più radiose delle spighe di orzo a giugno", quasi come se avvenisse un miracolo: per Tadeshina, la governante di Satoko, era come se "uno storpio si fosse alzato o un cieco avesse riacquistato la vista".

"Chi si fosse trovato in una posizione tale da poterli ammirare con imparzialità ed equità, di certo avrebbe visto la bellezza dei due ragazzi fondersi come argento vivo. Fu allora che Kiyoaki comprese che gli ostacoli, l'ira e l'ostilità non avevano nulla a che fare con la bellezza, e che la fiducia cieca che lui riponeva in un isolato individualismo non era una malattia del corpo ma un morbo che tendeva a radicarsi nello spirito".


E' l'amore che fa paura, ma non teme nulla. Che regala il sole, ma fa poi calare sul cuore una notte buia e spettrale. Che dà la vita eterna quando si è ancora in grado di percepirla, per poi, attraverso mille sciagure, consegnare l'innamorato in braccio alla malattia e alla morte.
E' la passione, di cui le braci arrostiscono come ferro rovente al sole, incurante dell'imminente e definitivo scioglimento, rara e incantevole, come la neve in primavera.
Profile Image for Giuliana Matarrese.
153 reviews211 followers
October 8, 2023
Catapultati in un mondo che non esiste più, guidati dalla scrittura sapiente e giustamente compiaciuta di Yukio Mishima. Un viaggio non sempre facile, e che però vi consentirà l’accesso ad un universo parallelo e nella vita di un uomo che non ha mai accettato, nella letteratura e nella sfera privata, le mezze misure.
Profile Image for Andrea.
14 reviews
August 28, 2025
Come una bellissima macchina da corsa con qualche problema all'accensione. L'inizio è un po' lento e tortuoso ma appena i personaggi iniziano ad interagire di più tra di loro il romanzo prende una svolta appassionante. Yukio Mishima è un artigiano delle descrizioni e in questo libro si intrecciano prelibatezze estetiche e profonde riflessioni filosofiche.
Profile Image for Barbara Poscolieri.
Author 8 books32 followers
March 12, 2020
Purtroppo continuo a trovare difficoltà ad apprezzare gli autori giapponesi. Bella prosa, belle immagini, ma sotto al fumo c’è ben poco. O almeno, poco che interessi a me.
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