The award-winning author of The Music of the Primes explores the future of creativity and how machine learning will disrupt, enrich, and transform our understanding of what it means to be human.
Can a well-programmed machine do anything a human can―only better? Complex algorithms are choosing our music, picking our partners, and driving our investments. They can navigate more data than a doctor or lawyer and act with greater precision. For many years we’ve taken solace in the notion that they can’t create. But now that algorithms can learn and adapt, does the future of creativity belong to machines, too?
It is hard to imagine a better guide to the bewildering world of artificial intelligence than Marcus du Sautoy, a celebrated Oxford mathematician whose work on symmetry in the ninth dimension has taken him to the vertiginous edge of mathematical understanding. In The Creativity Code he considers what machine learning means for the future of creativity. The Pollockizer can produce drip paintings in the style of Jackson Pollock, Botnik spins off fanciful (if improbable) scenes inspired by J. K. Rowling, and the music-composing algorithm Emmy managed to fool a panel of Bach experts. But do these programs just mimic, or do they have what it takes to create? Du Sautoy argues that to answer this question, we need to understand how the algorithms that drive them work―and this brings him back to his own subject of mathematics, with its puzzles, constraints, and enticing possibilities.
While most recent books on AI focus on the future of work, The Creativity Code moves us to the forefront of creative new technologies and offers a more positive and unexpected vision of our future cohabitation with machines. It challenges us to reconsider what it means to be human―and to crack the creativity code.
Marcus Peter Francis du Sautoy, OBE is the Simonyi Professor for the Public Understanding of Science and a Professor of Mathematics at the University of Oxford.
In questo libro viene raccontata la nascita e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale (AI) legata ad attività di intrattenimento: come giocare a giochi da tavolo come scacchi e go, giocare a videogame, partecipare a quiz televisivi, comporre musica classica, scrivere racconti, disegnare nello stile dei grandi artisti, e dimostrare teoremi matematici (anche questa è considerata un’attività di intrattenimento, se non ne sei convinto leggi Contro l'ora di matematica : un manifesto per la liberazione di professori e studenti 😊). Lo stile del libro è molto discorsivo, inoltre emerge la passione e la competenza da parte dell’autore sull’argomento. Peccato che il libro sia pensato solo per chi non ha alcuna conoscenza di dominio. Sono poche le pagine che spiegano come funzionano (ad alto livello) questi programmi.
Il messaggio che secondo me emerge è questo: I programmi di AI non hanno ancora raggiunto la facoltà di essere creativi. A volte però sono in grado di produrre soluzioni innovative, che se fossero nate dalla mente di un uomo avremmo definito creative.
Libro consigliato solo a chi non sa niente di AI e vuole avere una panoramica generale sull’argomento.
Spunti interessanti: - Una delle sfide dell’apprendimento delle macchine è costituita dal cosiddetto «overfitting» («sovradattamento», «adattamento eccessivo»). È sempre possibile formulare un numero di domande sufficiente a distinguere un’immagine usando i dati d’addestramento, ma noi vogliamo sviluppare un programma che non risulti troppo tagliato su misura per i dati sui quali è stato addestrato: dev’essere in grado di imparare qualcosa che sia applicabile più in generale. Supponiamo che stiamo cercando di trovare una serie di domande per identificare i cittadini e che ci vengano dati i nomi di 1000 persone con i loro relativi numeri di passaporto. «Il suo passaporto è il numero 834765489?» potremmo chiedere; «Dunque, lei dev’essere Ada Lovelace». Questa procedura funzionerebbe per quello specifico insieme di dati che abbiamo in mano, ma fallirebbe con qualunque persona che non faccia parte di questo gruppo, dato che nessun nuovo cittadino avrebbe quel numero di passaporto. - È possibile che la creatività degli umani, che sembra richiedere la scelta, dipenda di fatto dal libero arbitrio del mondo subatomico? Per creare un codice davvero creativo, dovremmo forse farlo girare su un computer quantistico? Ma casualità e creatività sono davvero la stessa cosa? Molti artisti ritengono che un evento casuale possa costituire un utile stimolo per la creazione. La casualità è certo cruciale quando si tratta di dare al programma l’illusione di avere l’iniziativa, ma non è sufficiente. Il tasto «on» resta ancora nelle mani degli uomini.
Sufficientemente accessibile da farmi capire qualcosa di un argomento come la matematica, che non tocco dal liceo. Mi aspettavo ci fossero più capitoli dedicati alla creatività in ambito letterario, ma è stata comunque un'ottima lettura introduttiva all'argomento da un punto di vista scientifico e intelligente.
Un autore eccellente che ha saputo conciliare due grandissimi concetti da sempre in contrasto: i misteri della coscienza umana con la pragmaticità della matematica e del progresso informatico. L'equilibrio tra l'approccio scientifico e quello narrativo è impeccabile, una lettura densa di sorprese e conoscenza che non cade mai nel meccanico, grazie soprattuto alle opinioni soggettive e umane dell'autore che accompagnano i fatti e i dati delle tecnologie raccontate, senza mai dimostrarsi di parte o prevenuto. Dalle applicazioni dell'IA nella matematica fa diramare mille altre magie, dai ritrattisti del 1600 ai jazzisti dei giorni nostri.
Un libro ricco documentato e ricco di informazioni per ulteriori approfondimenti. Il pensiero umano rimane un grande mistero e ancora più misterioso il risultato del suo lavoro che si chiama creatività. La parola è strettamente collegata alle etichette che ho deciso di assegnare al libro: arte, bellezza, comunicazione, fantasia, identità, pensiero e alla fine mistero. Parola vincente perchè legata a chi è il "creatore" di tutto. Già, perchè non vi può essere creatività se non sappiamo chi è e cosa è l'autore di tutto. I computer li crea l'uomo. Ma chi è questa misteriosa entità creativa?